Ci manca giusto l’influenza anomala

(Antonio Caperna – il Giornale) – Sono circa 5 milioni gli italiani messi a letto dall’influenza. L’incidenza è di 4,76 casi per mille abitanti, 282 casi la scorsa settimana, con un numero di campioni positivi per virus influenzali, che supera il 30%. Sono questi i dati dell’ultimo rapporto del sistema di sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’attuale stagione influenzale è anomala, poiché dopo un calo consistente dei casi iniziato nella terza settimana dell’anno, dall’inizio di marzo si è osservata una ripresa dei nuovi casi di sindromi simil-influenzali in crescita.

La ripresa dei contagi è trainata dai bambini con meno di 5 anni: nella settimana dal 14 al 20 marzo è stato registrato un’incidenza di 14,82 casi per mille, che però è in crescita in tutte le età: 6,94 casi per mille nella classe 5-14 anni; 4,45 nella fascia 15-64; 1,77 negli over-65.

I casi di sindromi simil-influenzali sono in risalita in tutta le regioni, eccetto Basilicata e Sardegna, e vedono sul podio le Marche con 9,3 casi per mille, il Piemonte con 8,54 e la Lombardia con 6,15. Restano sotto la soglia basale di 3,16 casi per mille Veneto, Lazio, Molise, Campania e provincia autonoma di Trento.

Per quanto riguarda Sars-Cov-2, sono 30.710 i nuovi contagi in Italia. Si registrano inoltre altri 95 morti e 211.535 tamponi processati tra molecolari e antigenici, con un tasso positività al 14,5%.

I ricoverati con sintomi sono 9.496, 315 in più da ieri, mentre 487 sono le terapie intensive occupate, 23 in più da ieri. Proprio influenza e Covid sono al centro di uno studio dell’Università di Edimburgo, Liverpool, Leiden e dell’Imperial College di Londra su The Lancet, secondo il quale i pazienti con coinfezione da SARS-CoV-2 e virus influenzali hanno una probabilità 4 volte maggiore di richiedere il supporto della ventilazione e 2,4 in più di morire rispetto a chi ha solo il Covid.

La ricerca, condotta nell’ambito del Consorzio di caratterizzazione clinica del Coronavirus dell’International Severe Acute Respiratory and emergente Infection Consortium (Isaric), è la più grande mai realizzata su persone con Covid-19 e altri virus respiratori endemici. Isaric è stato avviato nel 2013 in vista di una pandemia come questa.

Il team ha esaminato i dati degli adulti positivi a Sars-Cov-2, ricoverati in ospedale nel Regno Unito tra il 6 febbraio 2020 e l’8 dicembre 2021. I risultati dei test per le coinfezioni virali respiratorie sono stati registrati per 6.965 pazienti con Covid, circa 227 di questi avevano anche il virus dell’influenza e hanno avuto esiti significativamente più gravi.

«Abbiamo scoperto che la combinazione Covid/virus influenzali è molto pericolosa. Questo sarà importante poiché molti Paesi diminuiranno l’uso delle misure di distanziamento sociale e contenimento – afferma Kenneth Baillie, docente di medicina sperimentale all’Università di Edimburgo – Ci aspettiamo che il Covid circoli con l’influenza, aumentando le possibilità di co-infezione. Ecco perché dovremmo cambiare la nostra strategia di test per i pazienti positivi in ospedale e testare l’influenza in modo molto più ampio».

«Non è molto comune essere infettati da più di un virus, ma è importante essere consapevoli del fatto che le coinfezioni si verificano – conclude Peter Openshaw, docente di medicina sperimentale dell’Imperial College – I vaccini contro Covid e influenza sono diversi e le persone hanno bisogno di entrambi».

Categorie:Cronaca, Interno, Sanità

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14 replies

      • A “c’è (ahahah…) li mandi” che cosa si può rispondere? Meglio sorvolare…

        All’altro invece che ha conoscenze molto più approfondite, basta riferirsi all’avatar e al nick che usa: un buco del culo orbo che scoreggia puttanate!

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    • Fattene una ragione: non esiste l’inferno, non esiste il paradiso. Se questa gente non avrà la sua posizione prima di morire, la sfangherà come quasi sempre succede ai potenti.
      E nel tuo caso il fatto che non esista vita dopo la morte è una bella consolazione: quando ti toglierai dai coglioni (sempre troppo tardi) sarà un evento definitivo.

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      • SM come al solito dimostri la tua crassa ignoranza. Se tu credi che esistano, l’onere della prova e tua. Io mi limito a osservare che non ci sono prove della loro esistenza, né dirette né indirette. Quando qualcuno ne dimostrerà l’esistenza allora farò ammenda e ammetterò l’errore.

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      • A “c’è (ahahah…) li mandi” che cosa si può rispondere? Meglio sorvolare…

        All’altro invece che ha conoscenze molto più approfondite, basta riferirsi all’avatar e al nick che usa: un buco del culo orbo che scoreggia puttanate!

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      • Non c’è nemmeno una prova, né diretta né indiretta, che tu possa arrivare a domani mattina, eppure ci credi a fai come se fosse. Inoltre, il fatto che tu dica che l’Inferno e il Paradiso non esistono e poi pretendi prove della loro esistenza vuol dire che stai parlando a cazzo, in quanto:

        1) Non hai nessuna certezza della loro non esistenza, ma hai solo fede che non ci siano, tanto quanto quelli che ci credono.

        2) Se avessi la certezza che non esistono, non chiederesti nemmeno delle prove della loro esistenza, in quanto si può provare solo ciò che esiste, non l’inesistente.

        3) Non tutte le cose, anzi, solo un’infima minoranza di esse, possono essere “provate” nel senso di come l’intende la scienza moderna e gli insulsi sostenitori di cui tu sei un fulgidissimo esempio. E di queste cose, già l’indagine che ne ricerca le prove, le altera inevitabilmente, ottenendo perciò solo quello che si vuole vedere, ma non ciò che è.

        4) Ecco quello che sosteneva con un linguaggio alquanto impreciso ma efficace, a fine carriera, Max Planck, non proprio un “rassegnato” qualsiasi:

        “…Come fisico che ha dedicato la sua vita alla più seria e razionale delle scienze sono libero dal sospetto di essere un sognatore, e dico, dopo le mie ricerche sull’atomo, che la materia come tale non esiste. Tutta la materia origina ed esiste solo grazie ad una forza che tiene tutte le parti dell’atomo in vibrazione, e tiene insieme il più piccolo sistema solare dell’universo. Siccome nell’intero universo non esiste una forza intelligente ed eterna, l’uomo non è riuscito ad inventare il moto perpetuo, cosicché dobbiamo considerare dietro queste forze, l’esistenza di uno spirito intelligente e conscio. Questo spirito è alla base di tutta la materia. La materia visibile ma impermanente, non è la realtà e verità [ultima], perché senza lo spirito, la materia non esisterebbe affatto, ma l’invisibile e immortale spirito è la verità. Siccome ogni spirito appartiene ad un essere, siamo condotti […] a chiamare questo creatore come hanno fatto i popoli di ogni cultura nei millenii: Dio. Quindi, muova il fisico che studia la materia, dal nome delle cose a quello dello spirito. Così il nostro compito è finito e dobbiamo lasciare il campo della ricerca nelle mani dei filosofi”.

        5) Planck sarà rincoglionito come Montagnier?

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      • Planck era un fisico e quando parlava di fisica era nel suo campo, appena usciva dal suo campo poteva dire stronzate come tutti.
        Tu continua a credere a elfi, fate, maghi… il fantasy mica l’hanno inventato col signore degli anelli.
        Comunque mi correggo, smentendo la tua affermazione sulla fede: io non so se esistono inferno e paradiso e non “credo” nei termini della fede. Dico che al momento non ci sono prove della loro esistenza e che non c’è nulla di noto al momento che non si può spiegare senza fare ricorso a inferno e paradiso, quindi all’atto pratico è come se non esistesse.
        Gatto, quando mi insulti dai dimostrazione di fantasia e creatività, mi diverto quando parli del mio avatar… possibile che non hai trovato un esempio d’apertura migliore? Una simile banalità è all’altezza di SM, non alla tua. Ops: bassezza sarebbe più adeguato, ma si usa dire così.

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      • Sei bravo a tua insaputa coi paralogismi…

        “Planck era un fisico e quando parlava di fisica era nel suo campo, appena usciva dal suo campo poteva dire stronzate come tutti.”:

        sicuramente non ai tuoi livelli! Il tuo campo quale sarebbe di grazia per cui riterresti di poter disquisire con pertinenza di Ontologia?

        Planck non è “uscito” dal suo campo per parlare del punto croce, ma ne è uscito perché ritenne quel campo esaurito e insufficiente a dare risposte epistemologicamente esaurienti.

        “Tu continua a credere a elfi, fate, maghi… il fantasy mica l’hanno inventato col signore degli anelli.”:
        vedo che la frase
        “Come fisico che ha dedicato la sua vita alla più seria e razionale delle scienze sono libero dal sospetto di essere un sognatore…”
        détta non dal Mago Otelma, ma da un fisico dei più prestigiosi del secolo scorso, ti ha portato alle giuste conclusioni: bravo!

        “Comunque mi correggo, smentendo la tua affermazione sulla fede: io non so se esistono inferno e paradiso e non “credo” nei termini della fede.”:
        ecco, tu non sai! Cosa ben diversa da “non esiste l’inferno, non esiste il paradiso”. Inoltre, non puoi correggerti in questo modo e pretendere anche di smentire la mia affermazione sulla fede, ché la confermi invece: il tuo mezzo è la stessa fede che pensi di non avere.

        “Dico che al momento non ci sono prove della loro esistenza e che non c’è nulla di noto al momento che non si può spiegare senza fare ricorso a inferno e paradiso, quindi all’atto pratico è come se non esistesse.”.

        Anche qui dai prova della tua comica sicumera. Ribadisco: qual è il tuo campo di competenza da poter essere così audacemente affermativo in merito? Il pragmatismo? Repetita iuvant: vedo che la frase
        “…e dico, dopo le mie ricerche sull’atomo, che la materia come tale non esiste…Così il nostro compito è finito e dobbiamo lasciare il campo della ricerca nelle mani dei filosofi”,
        détta non dal Mago Otelma, ma da un fisico dei più prestigiosi del secolo scorso, ti ha portato alle giuste conclusioni. Bravo!

        E per concludere, di esempi d’apertura migliori e meno banali ce ne sarebbero stati a bizzeffe, solo che non volevo uscire dal campo, come un Planck qualsiasi, da te tracciato con l’originale e acuta chiosa:

        “E nel tuo caso il fatto che non esista vita dopo la morte è una bella consolazione: quando ti toglierai dai coglioni (sempre troppo tardi) sarà un evento definitivo.”

        Sempre a proposito di essere all’altezza… Ops: “bassezza sarebbe più adeguato, ma si usa dire così.”

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      • Mi permetto anche un appunto dialettico. Se la frase:

        “non c’è nulla di noto al momento che non si può (sic) spiegare senza fare ricorso a inferno e paradiso”

        significa, come appare evidente dal contesto, che:

        “tutto quello di noto al momento è spiegabile senza fare ricorso a inferno e paradiso”,

        a mio avviso, perché sia semanticamente equivalente, dovrebbe essere riscritta in questo modo:

        “non c’è nulla di noto al momento che non si possa spiegare SE NON FACENDO ricorso a inferno e paradiso”.

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  1. Io non mi sono vaccinato e non ne sento il bisogno.
    Mi sono preso il covid e con qualche antibiotico e cortisone ne sono uscito, ritengo che sia più efficace questa immunità che non farmi iniettare un qualcosa di non ben definito chiamato vaccino ma che in effetti non vaccina,
    In luoghi pubblici uso la mascherina che di fatto può prevenire il contagio del covid19 e pure quello di un comune virus qualsiasi.

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