Arma letale

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio – il Corriere della Sera) – Le sostanze letali sono parte della lotta «coperta», in tempo di pace e in guerra. In attesa di conferme o smentite sull’avvelenamento della delegazione ucraina, possiamo ripercorrere la storia del «killer silenzioso»: un metodo – in teoria – più «pulito» del sicario con la pistola, anche se spesso gli agenti con licenza d’uccidere si sono fatti beccare. Molti servizi segreti hanno usato veleni per eliminare gli avversari, e i russi hanno una tradizione di attacchi portati con sistemi «non ortodossi».

Negli anni Venti l’intelligence sovietica aveva creato il Dipartimento 12, noto anche come «Kamera», con questo compito: una missione poi proseguita dal Kgb. Già negli anni Cinquanta, un paio di nazionalisti di estrema destra ucraini, protagonisti di gesti di resistenza anti-sovietica, vennero eliminati da Mosca ricorrendo a questi metodi.

I precedenti La storia è proseguita per decenni. Nel 2004, il leader dell’opposizione ucraina Viktor Yushchenko venne avvelenato con la diossina: nel suo sangue c’era una concentrazione mille volte superiore rispetto ai livelli normali, una quantità facile da somministrare con una minestra.

Yushchenko si salvò, a differenza dell’ex agente del Kgb Aleksandr Litvinenko, assassinato nel 2006 a Londra con un tè «corretto» con il polonio radioattivo. L’operazione, ha concluso nel 2016 un’inchiesta britannica, fu probabilmente autorizzata da Putin in persona. Nel 2018, sempre in Gran Bretagna, un altro ex agente del Kgb viene ritrovato incosciente insieme alla figlia su una panchina di Salisbury: Sergey e Yulia Skripal vengono ricoverati per avvelenamento, un tentativo di omicidio con il gas nervino Novichok.

Sopravvissero entrambi ma, qualche mese dopo, una donna trovò in un parco la fiala del veleno abbandonata, e morì. Come per le armi comuni, esistono gli effetti collaterali, dipende da circostanze e capacità del killer: c’è il rischio di contaminare innocenti o testimoni. Due dei presunti colpevoli finiranno poi in un’indagine aperta in Bulgaria per il tentato omicidio – nel 2015 – di un mercante d’armi. Prima ancora, in piena Guerra fredda, gli 007 bulgari liquidarono l’esule Georgi Markov con una micro-pallina alla ricina sparata da un ombrello modificato in una via di Londra.

C’è poi il caso del dissidente Aleksej Navalny, il principale oppositore di Putin, avvelenato nell’agosto del 2020 in Siberia. Si salva grazie a un atterraggio di emergenza a Omsk, dove un’eliambulanza tedesca lo preleva per portarlo a Berlino: l’agente nervino che doveva ucciderlo, emerse successivamente, era stato nascosto nelle mutande. «Avevamo Alessandro il Liberatore e Jaroslav il Saggio», disse Navalny.

«Ora avremo Vladimir, l’avvelenatore di mutande». Il terrore L’esperto Andrei Soldatov ha spiegato perché i russi «amano» questa tecnica. Non solo serve per spazzare via il target, ma la sua agonia avviene sotto gli occhi dei familiari: accresce l’impatto, la sofferenza, il terrore. È un messaggio di deterrenza, rivolto anche ad altri possibili avversari.

A volte, per creare una cortina fumogena, sostengono che la vittima in realtà non sia stata contaminata: i problemi di salute deriverebbero invece da malattie, medicine, droghe, cibo avariato. Per questo spesso si parla di «sospetto di avvelenamento», ma è anche possibile negare e dirottare la responsabilità su colpevoli diversi.

Può anche diventare strumento di provocazione da parte di forze straniere o nemici interni, in una faida di potere. Il Mossad israeliano definisce questo modus operandi «la pozione di Dio», una soluzione che, in teoria, non deve lasciare traccia.

Così ha fatto fuori nel 2010 a Dubai un alto dirigente di Hamas impegnato nell’approvvigionamento di armi. Nel 1997 aveva cercato invece di avvelenare ad Amman Khaled Meshal, sempre di Hamas. L’operazione fallì, trasformandosi in un fiasco diplomatico: furono costretti a fornire un antidoto e a liberare il padre storico del movimento integralista, lo sceicco Yassin. Il regime nordcoreano ha invece organizzato la trappola con il nervino contro il fratellastro di Kim Jong-un, sospettato di parlare con la Cia, all’aeroporto di Kuala Lumpur. Proprio la Cia, secondo molte ricostruzioni, aveva pensato di sopprimere Fidel Castro ricorrendo a un sigaro avvelenato.

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1 reply

  1. Diossina, valore cumulativo per la dose tollerabile settimanale (Tolerable Weekly Intake per il Scientific Committee on Food)
    è valutato pari a 14 picogrammi (pg) di equivalente tossico (TEQ) per chilogrammo di peso
    corporeo, (fonte documento sulle diossine del salute.gov data 2006)
    per cui se 70 kg (non è il mio peso, magari!!) 980 picogrammi (pg)
    quindi ‘mille volte superiore rispetto ai livelli normali’ equivalgono a 980.000 pg
    (se intendeva nel suo complesso o 14.000 pg/kg se intendeva l’unitario, non so cosa volesse
    scrivere, deve essere lui a specificarlo, non io a capirlo)
    la più alta dose registrata attualmente pare sia stata in Austria con 144.000 pg/g o 144 pg/kg

    probabile l’abbia sparata un tantino grossa…

    forse la sua fonte è “Tuez Iouchtchenko!”, romanzo di un giornalista francese, Gerard de Villiers,
    ripieno di luoghi comuni e mezze verità, ovvero verità non confermate ne confermabili.
    all’epoca si parlava anche del coinvolgimento di personalità criminali, poi non confermate quando
    queste furono arrestate e processate per altri reati

    su Navalny, dopo l’atterraggio a Omsk non fu subito prelevato da ‘un’eliambulanza tedesca’
    tra l’altro le eliambulanze generalmente sono gli elicotteri, mentre il viaggio fu compiuto
    prima in ambulanza e poi in aereo, ma è stato portato nell’unità di terapia intensiva per sostanze tossiche
    del City Clinical Emergency Hospital n. 1 (diceva che era stato avvelenato) dove è stato assistito
    e messo in coma farmacologico dopo avergli iniettato atropina, i risultati delle analisi compiute
    indicavano che non erano state trovate tracce di veleni nel sangue e nelle urine,
    ma solo tracce di una sostanza chimica industriale il 2-etilesil difenilfosfato, trovate sulla pelle e sulle unghie
    cosa diversa dichiaravano quello dello staff dell’FBK (l’ong Fondazione Anticorruzione di Navalny) che hanno
    trombettato subito di un avvenuto avvelenamento con sostanze pericolose anche per chi gli era stato vicino
    cosa non vera dato che nessuno tranne lui mostrava sintomi, ne loro, nei passeggeri e l’equipaggio dell’aereo,
    ne gli altri presenti all’aeroporto di partenza, ne i soccorritori di prima istanza che, nelle foto viste,
    non avevano particolari protezioni, ma solo le mascherine chirurgiche.
    comunque è rimasto in cura ad Omsk per due giorni prima di essere trasferito, pare previo consenso di Putin
    che però non ne aveva l’autorità essendo, Navalny, in regime di semilibertà (in realtà non avrebbe neppure
    dovuto fare quel viaggio senza autorizzazione, ma questa è la Russia repressiva) e quindi la valutazione e il
    consenso doveva passare per il suo giudice, ed è per questo che al ritorno è stato arrestato.
    ma Putin è Putin…

    per completezza, il Novichok è un veleno bicomponente che era pensato per un uso in battaglia
    i due componenti solitamente erano previsto che fossero contenuti all’interno dei proiettili (razzi)
    e si mescolassero all’impatto, è talmente tossico che i campi di prova erano di svariate decine di km2
    uso il passato perché, sotto la supervisione degli americani, le scorte immagazzinate
    sono state eliminate inoltre l’inventore ha diffuso le specifiche per la sua creazione permettendo
    di fatto anche ad altri di ‘fabbricarlo’

    la quantità di sostanza per arrecare quel tipo di danno, reversibile, che colpisce una sola persona
    senza contagiare nessun’altro che gli si fosse avvicinato senza protezioni
    è dunque difficilmente realizzabile, misurabile e maneggiabile, al di fuori di un laboratorio.

    per fare un esempio: nel caso dei due presumibilmente avvelenati dal medesimo agente chimico in GB si mossero
    le unità con tute Azmat e un poliziotto sembra essere rimasto avvelenato nel periodo quando ancora
    le cose non erano chiare (per loro) inoltre la loro casa fu sottoposta a decontaminazione, pur non avendo trovato
    l’origine della presunta somministrazione (o così almeno è sui giornali), essendo stati trovati
    lontani da casa seduti in un parco pubblico dopo un pasto in un locale, l’agente chimico non mi risulta
    essere con una latenza tra somministrazione ed effetti così ampia, in battaglia sarebbe poco efficace.
    mentre in questo evento nulla di ciò è avvenuto, tranne il trasbordo di Navalny a Berlino entro una ogiva isolante

    quindi sono stati degli specialisti altamente qualificati da poter maneggiare una sostanza che poteva ucciderli
    nel momento dell’applicazione, ma altrettanto incompetenti da metterne una quantità,
    ricordo difficilmente maneggiabile, troppo scarsa per arrecare danni irreparabili
    se volevano spaventarlo bastava una testa di storione davanti alla porta della stanza in hotel

    per ultimo, un agente chimico meno potente, il gas VX pure classificato come arma di distruzione di massa,
    sarebbe stato usato dai Nord Coreani contro Kim Jong-Nam disapprovato figlio di Kim Jong Il
    all’aeroporto di Kuala Lumpur ( Malesia ), morto dopo venti minuti
    tutti i sospettati arrestati sono stati poi rilasciati, altri sarebbero riusciti a fuggire in concomitanza dell’evento
    ci sono teorie del complotto che indicherebbero in una setta di nord coreani scappati a sud i colpevoli
    di una operazione sotto falsa bandiera al fine di dare l’occasione per un attacco armato alla Nord Corea
    operazione fatta con l’iuto degli americani, ma è una teoria complottara di un russo

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