
(Massimo Gramellini – corriere.it) – Carlo Calenda ha rivelato di avere scoperto da un tweet che la figlia fotografa era partita per l’Ucraina. «L’abbiamo cresciuta un tantino indipendente» ha commentato con ironia, alla ricerca di una solidarietà generazionale che ha subito ricevuto, insieme con qualche critica sul mammismo italico di cui ormai sono portatori soprattutto i padri. Critica ingiustificata, in questo caso, perché è vero che la figlia di Calenda non è più una ragazzina ma una donna di 31 anni, però andare in guerra non è come andare in discoteca e una telefonata preventiva al vecchio genitore sarebbe stata nell’ordine delle cose auspicabili. Ecco, il punto è proprio questo: che la figlia ha diffuso la notizia del suo viaggio sui social, anziché in privato. E che il padre, a sua volta, se ne è lamentato sui social, anziché in privato.
L’intera comunicazione di casa Calenda è avvenuta in pubblico, come in certi condomini di una volta, dove i muri erano sottili e le finestre perennemente spalancate. E come se oramai i social venissero prima di tutto, persino della famiglia. Anzi, fossero diventati loro la nuova famiglia con cui relazionarsi. Tranne poi scorrere i commenti più malevoli e accorgersi che l’atteggiamento compulsivo di raccontare potenzialmente a chiunque ciò che interessa davvero a pochi è molto pericoloso. Perché quando metti il cuore a nudo in tempo reale, corri il rischio di fartelo mangiare da quelli che, pur essendo i tuoi “followers”, rimangono sostanzialmente degli estranei.
Cooore!
Day, e mo’ chi cio dice a babbo Charlett
e a nonna Cris!
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Poi ci stupiamo come mai noi italiani eravamo tutti fascisti. Dobbiamo dimostrare di essere pacifisti però a favore della guerra contro Putin. Dobbiamo essere solidali con gli ucraini, ma se una buona parte degli italiani diventa sempre più povera resta senza lavoro o ti licenziano con un messaggio wathsapp ecc…, non ci interessa anzi è colpa loro che non si sanno adeguare alle leggi del mercato. È colpa loro che sono ignoranti e non capiscono che viviamo in una giungla, dove i migliori emergono e gli altri devono accontentarsi perché non sono abbastanza intraprendenti. Dobbiamo accettare il pensiero dominante in modo acritico, perché pensare e informarsi in canali che sono fuori dalla narrazione ufficiale si è esposti alle fake news, ai terrepittisti, ai complottisti.
E dove esponiamo i ‘nostri pensieri’ se non sui social media postando frasi deliranti o immagini che altri ci hanno girato, mettendo in mostra le nostre insulse esistenze.
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31 anni!!!!
Ma come è possibile? Lui è del ’73, l’ha fatta a 16 anni?????
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sì, l’hanno concepita quando Calenda stava ancora al liceo.
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