Così Green pass e tamponi allontanano i turisti dall’Italia

Non chiedono il trilione di dollari che l’Arabia Saudita ha stanziato pochi giorni fa per portare nel Paese 50 milioni di turisti già quest’anno e oltre 100 milioni nel 2030, ma gli operatori del turismo (albergatori, tour operator, ristoratori e addetti) non vogliono […]

(PATRIZIA DE RUBERTIS – Il Fatto Quotidiano) – Non chiedono il trilione di dollari che l’Arabia Saudita ha stanziato pochi giorni fa per portare nel Paese 50 milioni di turisti già quest’anno e oltre 100 milioni nel 2030, ma gli operatori del turismo (albergatori, tour operator, ristoratori e addetti) non vogliono neanche più accontentarsi delle promesse del governo su un rilancio mai arrivato. Anche se venerdì scorso il premier Mario Draghi, parlando di come gli alberghi delle grandi città siano fra i più colpiti dalla pandemia, “perché il turismo lì non ha ripreso”, ha annunciato che “ci sono tante cose in mente”, per Franco Gattinoni, il presidente della Federazione turismo organizzato di Confcommercio, a un mese e mezzo da Pasqua “sono già evidenti le conseguenze di ritardi e scelte incomprensibili”.

Con ristori al lumicino e la decisione di non allentare le restrizioni anti-Covid, il confronto tra l’Italia e il resto d’Europa è evidente: per il BelPaese sta passando il segnale, pericolosissimo, che entrarvi sia complicato. Del resto, se Grecia, Spagna, Svezia, Portogallo, Francia, Lituania e Regno Unito hanno già allentato le procedure di ingresso per i viaggiatori, da noi la situazione resta complicata tra regole e normative relative alle restrizioni Covid che risultano perfino contraddittorie, tanto da aver costretto più volte il governo a risolvere “i buchi” dei decreti con le Faq (le risposte alle domande frequenti). Così, anche se dal prossimo mese potrebbero scattare alcuni allentamenti, come l’addio al green pass di base per shopping, banche e uffici postali, non si sa ancora cosa succederà con i locali al chiuso – cinema, teatri, musei, ristoranti – e i mezzi di trasporto. E le conseguenze sono evidenti. “In Grecia – rileva Federalberghi – per Pasqua hanno già prenotazioni da tutto esaurito e la Spagna è piena di turisti”. Chiaro che gli stranieri che prenotano con largo anticipo preferiscano Paesi dove, di fatto, è tutto già aperto. Ma l’Italia, con normative tra le più restrittive d’Europa, dopo oltre 3 milioni di disdette per le vacanze invernali, si vede già compromessa per Pasqua e il rischio incombe sull’estate.

Basta confrontare quello che succede tra Spagna, Grecia e Italia rispetto alle più comuni attività dei turisti per capire cosa spinge un turista lontano dal BelPaese.

L’ingresso. Per entrare in tutti gli Stati europei vale l’obbligo del green pass (ottenuto per vaccinazione, guarigione o tampone), ma se negli altri due Paesi il certificato dura 9 mesi, da noi vale solo 6. Chi è in possesso di un green pass più vecchio, deve eseguire un test molecolare (valido 72 ore) o un antigenico rapido (48 ore) per accedere alle attività e ai servizi in cui in Italia è richiesto il super green pass. Solo da febbraio, dopo un rimbrotto di Bruxelles a Roma, non è più obbligatorio sottoporsi anche a un tampone per entrare in Italia.

Nei ristoranti. Se Grecia e Spagna hanno messo fine alla richiesta del green pass in bar e locali, in Italia solo da aprile verrà eliminato per bar e ristoranti all’aperto. Per chi consuma al chiuso resta obbligatorio il green pass rinforzato.

In albergo. È valido lo stesso meccanismo. Serve il super green pass obbligatorio per chi dorme in una struttura alberghiera ma l’obbligo non vale per le locazioni turistiche, cioè per chi utilizza gli affitti brevi.

Nei musei. Anche per entrare nei luoghi d’arte serve il green pass rafforzato. Ma in questo caso è prevista un’eccezione per gli stranieri: possono accedere a musei e aree archeologiche con un test antigenico o un molecolare.

“Purtroppo, da aprile non avremo una ripartenza immediata. Noi non giriamo la chiave, ma viviamo di programmazione”, commenta Gattinoni. Gli fa eco Agostino Ingenito, presidente dell’associazione Bed and Breakfast e Affittacamere: “Va consentito ai viaggiatori completamente vaccinati di muoversi liberamente senza la necessità di test. Vanno seguiti gli esempi degli altri Paesi Ue”. Un’indicazione che potrebbe rilanciare il turismo italiano in vista dell’estate.

2 replies

  1. Ma va’?? Che lungimiranza!! Adesso te ne accorgi?? E gli esperti dove sono??
    Okkio che si balla su una polveriera…

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