Nell’ultimo semestre del 2021 si sono dimessi circa 600 infermieri…

(Francesco Pacifico – il Messaggero) – Seicento sono già andati via alla fine dello scorso anno. Altrettanti, se non di più, dovrebbero seguirli a breve. È in corso la grande fuga dagli ospedali da parte degli infermieri. E a lasciare non sono soltanto quelli che, prossimi all’età di ritiro, optano per il prepensionamento: nell’ultimo semestre del 2021 si sono licenziati tanti operatori tra i 30 e i 50 anni, che non riescono più a reggere la pressione. 

«Ma quest’ anno – nota Stefano Barone, segretario del Nursind del Lazio – i numeri sono destinati solo ad aumentare». Sì, perché stando alle stime del principale di categoria, già negli ultimi mesi del 2021 «oltre 600 infermieri regolarmente assunti hanno deciso di dimettersi. Perché? Perché le loro condizioni di lavoro sono diventate insostenibili: stipendi più bassi rispetto al resto d’Europa, con lo Stato che non ha nemmeno erogato loro l’indennità straordinaria Covid da 75 euro, turni massacranti, nessun turn over e aggressioni continue, decine e decine al giorno soprattutto nei pronto soccorso». 

Una situazione precedente al Covid, con la pandemia che però ha fatto da detonatore, come dimostra la decisione della categoria di scioperare venerdì prossimo, garantendo soltanto i servizi minimi. Seicento infermieri che si dimettono sono poco meno del 2 per cento dei 40mila iscritti nel Lazio all’ordine di categoria. 

Ma la percentuale, presa da sola, può essere fuorviante: anche perché negli ospedali della Capitale e dalla Regione mancavano già prima del Covid 5mila addetti, oltre 8mila sono quelli che quest’ anno matureranno i requisiti per la pensione, senza dimenticare che mentre i malati e la domanda di sanità crescono (e non solo per il coronavirus) è molto difficile trovare nuovi infermieri sul mercato. Anche provandoli a reclutare all’estero, come si faceva in passato. 

Aggiunge Barone: «A licenziarsi è stata gente tra i 30 e i 50 anni. Soprattutto nel pubblico, ma anche nel privato. E tantissimi abbandonano dopo essere stati stabilizzati da poco, anche a fronte di uno stipendio che in entrata è sui 1.400 euro al mese. Non vorrei che qualcuno li accusasse di essere degli scansafatiche, perché parliamo di persone che ogni giorno fanno turni massacranti, non hanno alcun supporto (in primis psicologico), per non parlare dei rischi di natura sanitaria». Soltanto nell’ultimo mese, stando alle stime del Fnopi, la federazione che raccoglie tutti gli ordini, nel Lazio si sono contagiati in 3mila. 

LE SOLUZIONI 

Come detto, è difficile trovare infermieri sul mercato. Per provare a frenare il problema la Regione ha concordato con i sindacati di scorrere gli ultimi posti ancora disponibili nella graduatoria del concorso per il Sant’ Andrea – sono un migliaio – iniziando in questi giorni a chiamare gli idonei e a destinarli nelle strutture. A breve dovrebbe essere lanciato dall’Asl Roma2 un bando per reclutare altro personale, ma non è detto che basti.

 «Intanto – fa notare Barone – negli ospedali di secondo livello, quelli che garantiscono ancora più specializzazioni, si fa fatica a fare i turni. E parlo del San Camillo, Tor Vergata, San Giovanni, Sant’ Andrea o del Policlinico Umberto I. In ognuno di questi servirebbe almeno un migliaia di uomini e donne in più». 

Venerdì mattina si terrà nei pressi di Torre Argentina un presidio della categoria, che per quel giorno ha proclamato 24 ore di sciopero. Andrea Bottega, leader del Nursind, nota che «la situazione di Roma è lo specchio di quanto accade in tutta Italia. Ovunque la categoria è sempre più demotivata. Il nostro è un lavoro usurante e sottopagato: le buste paga degli infermieri pubblici sono sostanzialmente ferme: negli ultimi 13 anni abbiamo visto soltanto un aumento di 80 euro lordi al mese. Come si pensa di trattenere chi già svolge la professione e, nel contempo, di riuscire ad attrarre i giovani?».

13 replies

  1. In un anno e mezzo sono estinte 302 mila partite iva, autonomi.
    Cosa sono 600 infermieri?
    Continuate ad osservare le palle di neve ed ignorare la valanga.

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    • Partite Iva che ti curano quando stai male?
      Vogliamo parlare della ristorazione a Milano, per esempio?
      La pandemia non solo ha fatto diminuire la clientela ludica, ha inciso profondamente nel loro mercato di riferimento diurno, quello degli impiegati nelle sedi amministrative.
      Lo Smart working ne sta sterminando a migliaia.
      Protestano perché lo Stato li rimborsa sulla base delle precedenti dichiarazioni dei redditi, ma essendo il nero una regola non scritta, scendono in piazza ad ululare alla luna, istigati dai nazistelli incaricati di creare tensioni.
      Laura Castelli, non certamente una cima, propose di riconvertire le loto attività, di farli tornare a studiare con corsi di riqualificazione professionale.
      Non l’avesse mai fatto. Le saltarono tutti al collo per azzannarla, capitanati dal noto evasore fiscale, diventato leghista, Gianfranco Vissani.
      Invece dovrebbero prendere atto di un mercato disintegrato dal Covid e muoversi per ricollocarsi.
      Vuoi vedere che dovremo tenerci in CIG ma tenendoli, pure questi storici evasori fiscali?

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    • mah!

      leggo che nel 2020 quelle nuove sono state 464.700
      e che nel periodo che va da aprile a giugno 2021 si registra un aumento del 54,1% rispetto
      allo stesso periodo del 2020, e che nel solo terzo trimestre del 2021 ne hanno aperte di nuove 107.024

      sempre a scegliere le ciliegine che le paiono più rosse eh!

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      • Immagino che durante la primavera del 2020 tantissime P.IVA abbiano aperto l’attività, vero Boh?

        Perché non ci fai vedere il ciliegio da cui tu prendi questi dati, così ci facciamo un’idea migliore?

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  2. Infermiere in italia: 1.100 euro al mese. Infermiere in altri paesi: 2.500. Le chiacchiere stanno a zero.

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    • in effetti potrebbe pure provare a vivere che so a Londra con quei 2.500
      poi mi viene a raccontare quanti fish&chip deve mangiare a settimana per arrivare a fine mese

      se per caso non ci arriva, ma un zingaro ci arriverebbe, il solo dato dello stipendio da solo non dice nulla
      un infermiere a Milano ed uno a Napoli mangiano una quantità di giorni differenti con quello stipendio

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  3. La pandemia ha fatto da detonatore a una situazione pregressa!!
    Lo sapevamo… grazie
    Ma chi lo sapeva bene tutto non ha fatto nulla!! Anzi dicevano andrà tutto bene…
    E ora??… bastano le dimissioni!!
    Sempre tutto normale… Per gli anormali chiaramente

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  4. Per non parlare dei medici di famiglia scappati in pensione: non si trovano più.
    Se possono, chi glielo fa fare a rimanere? Non sono mica “eroi”!
    A quell’ età da noi sono “ragazzi” che tornano a casa dalla mamma che rifarà il letto dal papà che provvederà con la paghetta.

    Urge , nelle facoltà di medicina ed infermieristica, un corso accelerato su cosa sia una pandemia, da ripetersi rigorosamente ogni anno. E magari anche informazioni più precise riguardo le caratteristiche del loro lavoro, che non è quello delle millanta fiction col bel dottorino e l’ infermiera sexy che scopano in continuazione.

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