I beni pubblici in gestione ai privati che fanno guadagnare solo questi ultimi

Chi pensava che la nascita del governo Draghi, o meglio l’arrivo dell’ex Bce a Palazzo Chigi, avrebbe cambiato le cose è rimasto deluso. Lo Stato continua a regalare la sua proprietà pubblica ai privati. I beni pubblici in gestione ai privati fanno guadagnare solo questi ultimi: pochi controlli, zero trasparenza e regolatori catturati non creano un mercato, ma solo monopoli

(DI CARLO DI FOGGIA – Il Fatto Quotidiano) – Chi pensava che la nascita del governo Draghi, o meglio l’arrivo dell’ex Bce a Palazzo Chigi, avrebbe cambiato le cose è rimasto deluso. Lo Stato continua a regalare la sua proprietà pubblica ai privati. Per pigrizia, per la pavidità di una certa burocrazia, per connivenza o perché così si è sempre fatto, fatto sta che in cambio di briciole si garantiscono profitti stellari e rendite di posizione ad attori che il loro valore aggiunto lo manifestano soprattutto nelle pressioni lobbistiche.

Il sistema delle concessioni è imperfetto, ma l’Italia riesce a regolarlo nel peggiore dei modi. La proprietà resta allo Stato che ne affida la gestione: in teoria questa serve a ripagare gli investimenti, remunerandoli in modo adeguato, ma anche a tutelare i beni e i clienti evitando abusi. Lo Stato in Italia non fa nulla per assicurarsi che questo avvenga: basti dire che trovare dati unitari su tutte le concessioni d’uso è impossibile.

I casi che leggete in queste pagine sono tra i più clamorosi. Le concessioni balneari e quelle per le acque minerali e termali hanno ormai decenni, pagano canoni dello zerovirgola a fronte di fatturati di tutto rispetto e di controlli nulli. Il governo Draghi si è ben guardato dal metterci mano e ora che il Consiglio di Stato l’ha obbligato a fare le gare, almeno per i balneari, la soluzione trovata è un tavolo tecnico a cui sono invitati solo i lobbisti di settore. Non si tratta di punire imprese a conduzione familiare, ma di garantire utili equi evitando un danno alla collettività, visto che si tratta di beni di tutti.

Il guaio è che lo Stato per primo dà il cattivo esempio. Basta guardare Autostrade per l’Italia. I ministri dei Trasporti e dell’Economia stanno spingendo per chiudere la ferita del Morandi facendo pagare a Cassa depositi e prestiti, in cordata con due fondi esteri, 8 miliardi ad Atlantia per prendersi il concessionario. È questa la punizione per una tragedia che è costata 43 morti? A Cdp e soci il ministero dei Trasporti, con l’ok dell’Authority, assicurerà un Piano tariffario che garantirà pedaggi stellari e 16 miliardi di utili fino al 2038. “Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione”, disse Draghi al suo insediamento. Intendeva questo?

2 replies

  1. Punire imprese a conduzione familiare? Perché queste imprese ( parlo di concessioni balneari) quando si sono stancate di quadagnare ( pagando canoni irrisori) invece di restituire la concessione allo stato la rivendono( meglio, gli viene data la possibilità di vendere) per milioni di euro?

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  2. Chi pensava che la nascita del governo Draghi, o meglio l’arrivo dell’ex Bce a Palazzo Chigi, avrebbe cambiato le cose è stupido.

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