Alessandro Di Battista: “Dalla Bolivia alla svolta in Cile”

Dossier America Latina. Tra voto, movimenti, colpi di Stato. Un filo rosso. A legare i diversi Paesi, il tentativo di rendersi liberi dal “mercato”, dalle “mani invisibili” che lo hanno controllato finora […]

(ALESSANDRO DI BATTISTA – Il Fatto Quotidiano) – “Essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione biologica” disse Salvador Allende. Il 35enne Gabriel Boric, neo-presidente del Cile, giovane lo è senz’altro. Chissà se sarà rivoluzionario dato che in politica non mancano i giovani stagionati dalle perversioni del potere. Boric dalla sua non ha soltanto l’età. Ha un consenso popolare che sarebbe imperdonabile sperperare, ha solide radici ideologiche e la tempra di chi è nato a Punta Arenas, sullo Stretto di Magellano sferzato dai gelidi venti patagonici. Il punto è che essere realmente rivoluzionari, in un continente in parte ancora succube delle decisioni prese dal Dipartimento di Stato Usa, non è facile. E non basta un pugno chiuso o un minuto di raccoglimento davanti a quella statua di Allende che si trova davanti all’ufficio dove l’ex-presidente si sparò con il fucile che gli regalò Fidel Castro per non cadere vivo nelle mani dei golpisti. Per essere rivoluzionario oggi in America Latina non serve la retorica, serve il coraggio, in primis quello necessario per lottare per la sovranità.

Sebbene in Italia vengano considerati “sovranisti” politici pavidi e asserviti alle grandi lobbies industriali, in America Latina la “soberania”, la sovranità, è un concetto spiccatamente di sinistra. Non a caso molti leader che hanno tentato di costruire politiche sovrane si sono guadagnati l’inimicizia, e a volte la condanna a morte, da parte di gruppi di potere liberisti.

A Chimorè, nel Tropico di Cochabamba, c’è uno dei mercati di coca più grandi di tutta la Bolivia. Ogni giorno ne arrivano a quintali. Le foglie di coca (che nulla hanno a che vedere con la cocaina) vengono pesate, registrate, imballate e poi spedite a tutti i mercati andini, a cominciare da quelli di La Paz. La maggior parte dei boliviani, soprattutto sugli altipiani, masticano foglie di coca. La coca aiuta ad affrontare il freddo e il mal di testa causato dall’altitudine. Sebbene una parte della produzione di coca finisca nel narcotraffico – e c’è chi accetta tutto ciò perché la vendita di droga è un modo per far entrare valuta pregiata nel Paese – molti contadini sopravvivono grazie alla produzione di coca. Prima era proibito piantarla. Poi, nel 2008, Evo Morales, all’epoca presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia, cacciò dal Paese l’ambasciatore Usa e la Dea, la Drug Enforcement Administration, l’agenzia federale anti-droga americana. Morales, già leader del sindacato dei cocaleros, una volta diventato Presidente, denunciò le ingerenze di Washington sulla politica economica boliviana, realizzate da quelle agenzie americane (Dea e Usaid in primis) le quali, a parer suo, con la scusa di sostenere il Paese nella lotta al narcotraffico e alla povertà, realizzavano attività di cospirazione. Quel che è certo è che, nonostante errori e forzature da parte di Morales, Washington ha provato in ogni modo a realizzare un cambio di governo in Bolivia soprattutto da quando La Paz ha nazionalizzato il settore petrolifero e quello del litio, l’oro bianco, il carburante del prossimo secolo.

Gli Stati Uniti hanno tollerato (e spesso promosso) ogni genere di colpi di Stato. Hanno sostenuto dittatori, avallato violazioni di diritti umani, hanno chiuso un occhio di fronte al terrorismo di Stato (o di Stadio per ricordare el Estadio Nacional trasformato in campo di concentramento dai golpisti dopo la caduta di Allende), ai desaparecidos, alla sistematica eliminazione degli avversari politici. La sola cosa che non hanno mai tollerato sono state le nazionalizzazioni. Nel 1954 Allen Dulles, direttore della Cia nonché azionista della United Fruit Company (l’attuale Chiquita), organizzò il colpo di Stato che depose Jacobo Arbenz, il presidente del Guatemala democraticamente eletto. Arbenz aveva osato espropriare alla United Fuit Company i terreni incolti per distribuirli a migliaia di campesinos che morivano di fame.

Cinque anni dopo, a Playa Giron, sulle coste meridionali di Cuba, sbarcarono 1500 esuli cubani armati e addestrati dalla Cia. L’invasione della Baia dei Porci fallì miseramente così come il tentativo di rovesciare il governo Castro, reo di aver nazionalizzato le banche dei Rockfeller, le raffinerie delle compagnie Usa e la West Indies Sugar, l’impresa – tra l’altro proprietà di George Herbert Walker Jr, zio di Bush padre – che controllava gran parte della produzione di zucchero dell’isola.

Anche il governo Allende venne attaccato per la stessa ragione. L’11 luglio 1971, ad appena otto mesi dal suo insediamento e due anni prima del golpe di Pinochet – anch’esso avallato dalla Cia – il Congresso cileno aveva approvato la nazionalizzazione del rame, la principale risorsa del Paese. Nei mesi successivi, Allende implementò il programma di nazionalizzazioni. Vennero nazionalizzate le banche, le compagnie di assicurazione. Poi i trasporti, l’industria siderurgica, le telecomunicazioni. Ogni progresso del programma coincideva con un nuovo chiodo conficcato sulla bara di Allende e l’11 settembre 1973 la cassa venne chiusa definitivamente con dentro le speranze dei cileni che da lì in avanti avrebbero conosciuto una delle dittature più sanguinarie del continente, ovviamente, benedetta da Washington.

Per non parlare del Venezuela. Se Chávez non avesse nazionalizzato l’industria petrolifera – in particolare i giacimenti della Faja petrolífera del Orinoco – e se Maduro non avesse proseguito sulla stessa strada, nessuno avrebbe imposto sanzioni a Caracas, nessuno avrebbe riconosciuto un presidente-fake come Guaidó e il Venezuela verrebbe descritto come un Paese sicuro e accogliente. Tra l’altro per aver comprato un po’ di petrolio da Chávez, oltretutto a un prezzo vantaggioso, si è giocato il posto Manuel Zelaya, presidente dell’Honduras deposto, nel 2009, da un colpo di Stato avallato dalla Clinton. “Le grandi imprese petrolifere americane si sono sentite aggredite dalla mia scelta. Per questo la Cia e il Comando Sud hanno pianificato il colpo di Stato”. Sono parole che Zelaya mi disse personalmente quando ci incontrammo, nel 2019, a Tegucigalpa. Nessun presidente Usa, nessun segretario di Stato, nessun direttore della Cia ha mai pagato per tali azioni. In compenso la Clinton, responsabile della guerra in Libia e delle sue conseguenze e, in parte, della fine della presidenza Zelaya, si permette di accusare Assange augurandosi che paghi per tutto ciò che ha fatto: ovvero raccontare verità.

Nel primo articolo della Costituzione repubblicana vi è la parola “sovranità”, ma il maistream sembra considerarla turpiloquio. Eppure la sovranità è intimamente legata al concetto stesso di democrazia. Un Popolo è sovrano se, attraverso il voto, ha licenza di incidere. Quel che hanno appena fatto i cileni eleggendo Boric, un presidente con idee ben precise. Vedremo se sarà in grado di trasformarle in azioni concrete. Vedremo se sarà capace di rafforzare quello Stato sociale via via smantellato da presidenti liberisti e arrendevoli di fronte ai diktat del Fmi. Vedremo cosa sarà disposto a perdere, se la tranquillità personale ed economica sua e della sua famiglia o la faccia e i voti. Quei voti arrivati in massa dagli studenti cileni, gli stessi che sostengono l’istruzione pubblica. “Se il rame fosse cileno l’educazione sarebbe gratuita”. È uno degli slogan dei movimenti universitari del Cile. Quegli stessi movimenti che lottano affinché il litio custodito nel Salar di Atacama, resti in mano pubblica. Ebbene sì, a questo mondo c’è chi non si fida più delle “mani invisibili” e del libero mercato. Sia perché il mercato non è libero e sia perché le mani che si sono arricchite sono sempre più visibili.

31 replies

  1. Sorvolo sulle denunce contro gli USA, che in fondo condivido e sulla pleonastica retorica di cui è infuso l’articolo, però mi chiedo:
    ma il tuo sensibile Animo cheguevarista perché non lo esercitavi pure contro il capitone sciacallo e BACIASALAMI quando era ministro dell’interno e voleva affondare le zattere che trasportavano rifugiati?
    Io mi ricordo che, all’epoca, assieme al socio ignorante e tetrapoltronaro, andavi a solidarizzare con le frange più violente dei jilet jaunes, prendendo di mira il governo francese sull’uso del Franco CFA.
    Falso problema.
    Allo sfruttamento dell’Africa, alle guerre di aggressione, alla vendita di armi partecipiamo in prima linea pure noi.
    A volte mi viene il sospetto che tu abbia problemi di vista, ma sono indeciso fra miopia, ipermetropia e strabismo.
    Perché non riesci ammettere a fuoco il soggetto.
    Sto vizio di puntare il dito contro chiunque, oggi pure contro il neo presidennte cileno, non ti dà alcuna autorità e credibilità, perché quando ti si è presentata l’occasione di sporcarti le mani per incidere sulla vita pubblica SEI SCAPPATO.
    Con l’aggravante di sottomettersi al capitone sciacallo e alle sue paranoie razzise.
    Evidentemente fra inconcludenti vi intendete.

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    • Franco CFA un falso problema? Il Tesoro francese incamera a garanzia buona parte delle riserve monetarie delle sue ex-colonie ed ha pesanti ingerenze sulle loro politiche monetarie ed import-export, tali da averle rese nei decenni di fatto di nuovo colonie, un po’ come Bruxelles con i Paesi del sud Europa.
      E del resto, “magari” l’avesse avuta l’Italia una Lira CFA con le sue ex colonie, in particolare con la Libia, oggi saremmo di gran lunga il Paese leader del Mediterraneo!!
      Per il resto, qualche esempio di qualche ex collega di Dibba che sta “incidendo”?!?

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    • Non mi pare che abbia “puntato il dito contro il neopresidente cilento”, anzi, mi pare che il suo sia un augurio affinché governi bene il paese.. No?

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  2. C’è un modo per rendere edotto Scanzi su come la pensa D.B. ?Qualche giorno fa suggeriva al nostro Dibba di mettere da parte le diattribe con il movimento e rientrare mettendosi a fianco di Conte.
    Leggendo questo articolo ( all’inizio vi è una on velata allusione non benevola a D.M.) viene da chiedersi come ciò sia possibile . Nulla del pensiero dell’ex m5s è sovrappoibile alle eresie dell’attuale titolare della Farnesina nè alle posizioni incolori di Conte. Tuttavia il treschino tutto-tutto niente-niente co-conduttore di Acordi e Disaccordi continua a confondere la lana con la seta.

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  3. Jerome, in parte condivido quello che hai scritto, soprattutto la decisione di Di Battista di non esserci quando il M5S è passato dall’ opposizione del 2013 al governo del paese nel 2018 , insieme a chi si era reso disponibile, ed ora, a posteriori, sappiamo il perché, un finto abbandono da chi tiene per le pa@@e il cdx, senza permetterne una vera emancipazione, un distacco politico per costruire un’ area conservatrice liberale democratica, senza l’ imbarazzo, la vergogna di un personaggio, candidatosi al Quirinale, che non è neppure destra, è per sé e per il potere trasversale che rappresenta! Se i leaders del cdx sono Meloni e Salvini e quelli di ” csn” sono Renzi, Calenda, Letta, Fassino, Zingaretti , Violante, D’ Alema, Prodi, ecc siamo in piena commedia dell’ assurdo, una tronfia farsa che stritola da 30 anni i cittadini, con il loro sentito contributo! Di Battista ha la responsabilità di non essersi sporcato le mani, ed il M5S ha le sue , enormi ,perché invece era presente ed ha sbagliato, per ben tre volte, con l’ illusione e la speranza che la sua sola presenza, al governo, fosse sufficiente a cambiare la storia politica di partiti, capi e capetti, convinto di fare l’ interesse di milioni di elettori e del paese, mentre il cambiamento necessita che gli elettori, tutti, esigano una politica diversa, imprescindibile da legalità, onestà, rispetto delle regole, etica, disciplina ed onore, competenza, correttezza, imparzialità, informazione libera senza servilismo da conflitto di interesse! A posteriori gli elettori del M5S avrebbero dovuto pretendere coerenza ed intransigenza per un No secco e convinto alla formazione di qualsiasi governo con Salvini, PD e di unità nazionale con Draghi, il sistema paese che da 70 anni vota il peggio o il meno peggio ci avrebbe sputato come corpo estraneo, tentativo fallito per disinteresse ed indifferenza degli italiani, morte onorevole senza agonia , con decomposizione da elezione a PdR di un condannato per frode fiscale, delinquente abituale, con processi in corso! In questo Di Battista aveva ragione, ma la sua ragione era in viaggio, ed ora è tardi per ogni alibi e discolpa, individuale e collettiva! Il dato di fatto è che nessun cambiamento od evoluzione sarà possibile senza cambiare la testa degli italiani, una società può evolvere solo dal basso, nel suo insieme, la minoranza può al massimo resistere……

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  4. Ricordo a Jerome che la maggior parte delle leggi fatte dal movimento suono state realizzate con il governo giallo verde. Quando è stato fatto il governo con il PD non si è costruito nulla, oltretutto si sono sempre rifiuti di creare un documento programmatico. Con loro non si è riusciti neppure a fare la legge sul salario minimo. Per quanto riguarda le accuse a Di Battista sono veramente stupide. Prima di tutto perché dopo essersi fatto un culo per la campagna elettorale, sarebbe stato molto più facile per lui entrare in parlamento e cuccarsi per altri 5 anni uno stipendio garantito, con la quasi certezza di fare il ministro degli esteri. Invece ha preferito rischiare e crearsi una nuova identità. Per te svendersi significa sporcarsi le mani, un consiglio, visto i contenuti dei tuoi commenti prendi la tessera del Pd.

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    • @giulio
      Leggi una mia rispista onnicomprensiva in basso.
      L’unica vera legge che potrebbe aiutare il paese è stata la riforma BONA fede in tema di giustizia.
      Non è un caso che le destre, una volta arrivate al potere, l’hanno messa nel mirino subito con l’intento di abbatterà.
      Per me ha più valore del Reddito di cittadinanza, perché metterebbe un freno decisivo alla corruzione garantendo certezza della pena.
      E parliamo di centinaia di miliardi di euro all’anno se vi associassimo pure l’evasione fiscale.
      Il RdC costa 10 Miliardi di euro l’anno, giusto per dare idea delle cifre in gioco.

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  5. Sarebbe l’ ora di uscire dalle tifoserie precostituite, bene con la Lega, male con il PD, o viceversa, che poi non risponde al vero, visto che con il governo PD M5S è stato bloccato l’ aumento Iva, solo 23 miliardi di euro, tolta concessione autostrade ai Benetton, gestito arrivo pandemia ed accordo con l’ Europa per il Recovery. ….io continuo a credere che quanto di buono è arrivato da entrambi i governi, sia stato ottenuto dal M5S, nonostante essere al governo con Lega e PD, di cui avrei fatto volentieri a meno……di entrambi! !!!

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    • Giusto, ma è innegabile che con il PD il mv si è trovato immerso in una melassa, una melassa appiccicosa e corruttiva, è con il PD che si è visto il mv corrompersi e annullarsi.
      Non per niente il pd-l viene paragonato alla peste nera.

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  6. Chissà se Di Maio leggerà questo articolo e se lo capirà! E’ troppo preso per la strategia delle mosse da attuare per l’elezione del P.d.R., tanto che non ho letto suoi commenti sulla linea della destra di proporre B. Ne tantomeno ho saputo se ha restituito il “quadro” ricevuto recentemente in omaggio (o ricatto) da B. Sono due mondi completamente opposti. Solo a distanza è uscita la vera identità dei due. Di Battista, sbrigati a rilanciare il vero ex- Movimento. Ce n’è urgente bisogno. L’Italia e gli italiani ne hanno bisogno per sopravvivere a questa deriva. G. Mazz.

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  7. Zio Girino (Cit.)!
    Non so se ci fate o ci siete.
    La maggior parte dei commentatori di macroeconomia capisce una mazza.
    Dimenticate e lasciate amabilmente correre i disastri finanziari sui conti dello Stato quando nacque l’alleanza m5s legaladrona.
    Due notori speculatori ribassisti, Savona e Borghi, coadiuvati da Bagnai e con la copertura dell’utile idiota in posizione di scudo umano tetrapoltronaro, alimentarono una vergognosa e costosissima speculazione CONTRO L’ITALIA.
    Il famoso Spread, differenziale fra gli interessi riconosciuti per sottoscrivere i bund tedeschi e quelli sui BTP nostrani passò da poco più di 100 punti base (1%) a quasi 400 punti, il 4% in più, a fine settembre 2018.
    Si volatilizzarono in maggiori interessi circa 200 MILIARDI DI EURO.
    Sapete dotti economisti del webbe quanti interventi si sarebbero potuti fare con quella cifra?
    La volontà di uscire dall’euro alla cui guida c’era l’italiano Draghi, che con il Quantitative Easing acquistava i titoli di stato per mantenerne basso l’interesse.
    La volontà di uscire dal mercato unico della UE, per tornare ad un commercio regolato da Dazi, deleterio per l’Italia che vanta il 5° surplus commerciale in valore a livello mondiale, quasi 100 MILIARDI DI EURO L”ANNO e vantaggioso per storici paesi deficitaria come UK, USA, in parte Francia e paesi dell’est.
    Gli attacchi quasi da bulli mafiosi verso la presidenza della Repubblica.
    Tutte queste azioni avevano SPAVENTATO i fondi che ci prestano centinaia di miliardi ogni anno per mandare avanti la baracca.
    Il timore era che senza più alcun freno che potesse costringerti al rientro, SOPRATTUTTO RECUPERANDO I MILIARDI DELL’EVASIONE, DELLA CORRUZIONE E DELLE MAFIE, il debito sarebbe esploso andando fuori controllo con scarse o nulle possibilità di vedersi restituire i fondi prestati.

    DIMENTICATE cari smemorati tutti chiacchiere al vento ed invettive, che con questo stupido e nocivo giochetto i prestiti eragati delle banche si fermarono per mancanza di domanda, sia di mutui fondiario alle famiglie che per investimenti produttivi alle imprese, in attesa di tempi migliori.
    LE BANCHE E LE ASSICURAZIONI videro crollare le loro quotazioni in borsa esponendole a possibili scalate ostili STRANIERE, perché videro deprezzarsi lo stock di titoli di Stato che avevano a bilancio, perché i nuovi titoli garantivano minimo un 3% di interessi in più.
    Una volta passate agli stranieri pure l’enorme masse di risparmio degli italiani, note formiche, sarebbero stati utilizzati per finanziare economie FUORI DAI NOSTRI CONFINI.
    Tra luglio e ottobre 2018 il PIL, la ricchezza prodotta dall’Italia decrebbe facendoci entrare ufficialmente IN RECESSIONE TECNICA, cioè una decrescita per 4 mesi consecutivi.
    Gli apprendisti governanti che facevano incetta di poltrone ed incarichi, in tutta la loro ignoranza devastatrice vi aggiunsero misure paradossali e insostenibili come la famosa QUOTA 100.
    Regalare pensioni di anzianità, spesso a dirigenti del pubblico impiego, mentre l’età media cresceva, in totale antitesi a qualsiasi calcolo statistico attuariale.

    Borghi dopo un anno, a settembre 2019, nel momento in cui si insedio’ il Conte II, vendette i BTP che aveva comprato l’anno prima con lo spread a 400 e in quel momento con lo crollato a 70. Un guadagno del 30% su una scadenza decennale.
    E AVETE NOSTALGIA DI QUESTI DISASTRI?
    Il Dibba si è mai espresso in merito?
    E qual è stato il consuntivo del Dimma alla fine della sua esperienza da biminustro del lavoro e dello sviluppo economico?
    Le crisi aziendali sono state risolte?

    Il Franco CFA è oramai una formula che è stata disattivata e non più in vigore da molti anni.
    Gran parte dei paesi ex colonie l’hanno abbandonato nel corso dei decenni.
    Oggi sopravvive in forma di spazio economico tra ad alcune nazioni Francofone.
    Con la circolazione dell’euro nel 2001 venne meno pure l’aggancio con la moneta francese.
    Ho letto sproloqui che tirerebbero in ballo pure le ex colonie italiane.
    ASSURDO.
    Basterebbe una breve ricerca online prima di abbandonarsi all’isteria.

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    • Quindi furono Borghi e Bagnai (che aborro) ad alimentare le speculazioni, e non già i famosi “mercati” che, oltre a volerci insegnare come si vota, volevano anche insegnarci come si forma un governo?!?
      Dopo questa esegesi della storiografia ufficiale dell’ordo-liberismo turbocapitalista e germano-centrico, vuoi anche spiegarci come mai l’Italia che da vent’anni è contribuente netto dell’UE per oltre 200 miliardi di euro, nonché con un avanzo primario ventennale di oltre 900 miliardi di euro (frutto di tagli sui servizi pubblici e di privatizzazioni IN SVENDITA dei gioielli di Stato), e nonostante mafie politiche e non, continua ad essere ostaggio del debito e degli speculatori alla Soros?
      Ah no, ma i Fondi, note Onlus filantropiche, si spaventano poverini, dopo aver defenestrato B. nel 2011 mandandoci Monti, e dopo aver fatto il bis con il pericolosissimo populista (nei fatti e nell’azione politica) Conte, che per la prima volta da secoli ha promosso scostamenti di bilancio nell’esclusivo interesse degli italiani, con il colpo di mano del Monocrate con cui stanno tentando di commissariarci per i prossimi 7 anni..
      “Restituire i soldi prestati”, ma che barzelletta sesquipedale, lo sa anche un bambino dell’asilo che chi presta capitale NON VUOLE il suo ritorno, ma la schiavizzazione eterna di chi lo ha contratto, sottoforma di interessi perenni, nel nostro caso a strozzo, e di dominio politico e sociale.
      Nelle manovre di bilancio pubblico annuali, qual’é l’aliquota di spesa in servizi, e quale quella di rientro del debito (pardon, dei suoi interessi)?
      Chi ci ha infilato in questo meccanismo perverso?
      Domanda retorica.
      Ci sono Paesi (i cui indicatori economici erano ben sotto i nostri, all’epoca) che impararono giusto in tempo questa lezione, dal black wednesday in poi, il nostro evidentemente no.

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      • @frankie
        Ordoturboliberista e capitalista a sorta.
        Parli come il turbo filosofo della minkia introversa Fuffaro.
        Tu sei libero di votare e formare il governo come ti pare,
        Sappi tuttavia che se metti in forse la tua capacità di rimborsare il debito, per prima cosa rimborsa i i miliardi che ti ho prestato e che vuoi scialacquare.
        In seconda battuta trovati un altro finanziatore altrettanto liquido.
        Sai cosa succede in questi casi?
        Che le agenzie di rating, quelle che valutano la tua solvibilità, ti affibbiano un giudizio che in lettere, secondo i voti espressi nel mondo anglosassone, sarebbero C, CC o CCC.
        JUNK, SPAZZATURA.
        E li a finanziari arriverebbero 8 fondi avvoltoi, più o meno degli estorsori mafiosi di calibro internazionale.
        Di solito operano mettendoti un possente cappio attorno al collo dettando loro le condizioni.
        20,30,40% di interessi annui sul prestito ricevuto.
        Riesci a rimbirsarlo?
        NO?
        Si prendono in pegno tutti i tesori pubblici.
        Energia, trasporti, rete infrastrutturali, ospedali, sistema scolastico e universitario, aziende a partecipazione statale fino ad aggredire i risparmi privati.

        Ma noi non abbasseremi la testa.
        VINCERE E VINCEREMO.
        Eia eia tralla la.

        Poi dovrei spiegarti e smontati le solite puttanate sulle privatizzazioni.
        Tempo al tempo.

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      • Agenzie di rating? Quelle che davano all’unisono la A a Enron e Lehman Brothers fino a pochi giorni prima del collasso mondiale? Quelle che garantivano mutui e subprime?
        Quelle che si inventarono i PIIGS per affossare l’euro nella culla, a vantaggio del dollaro?
        Se sono questi gli argomenti, l’autorevolezza della grande mafia finanziaria internazionale al servizio dell’imperialismo predatorio, c’è poco da discutere e da spiegare.
        Viene da dire viva Chavez.

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      • @Frankie
        Eh no Ciccio, la storia dovresti conoscerla meglio e più approfonditamente.
        Le agenzie di rating emettono giudizi sulla base delle informazioni disponibili, che si presunte siano veritieri.
        Gli scandali Enron e Lehman Brother, come pure Parmalat, furono resi possibili dalle società di REVISIONE E CERTIFICAZIONE DEI BILANCI.
        A seguito degli scandali e dei fallimenti societari di inizio millennio sparì dal mercato la più rande società al mondo di certificazione, cioè Arthur Andersen.
        Oggi quel che ne resta si chiama Andersen Consulting e Accenture.
        Sono queste le società che lavorano per attestare la veridicità dei bilanci depositati da società quotate e non, piccole, medie o grandi.
        È su quelle informazioni che si DEVONO basare i giudizi sulla solvibilità di un’impresa in caso di improvviso rimborso del debito in essere. Questo è il compito delle agenzie di rating, fidarsi di chi ha certificato i bilanci, di imprese ma pure degli stati.
        Una delle propaganda più squallide riguarda la Grecia, presunta vittima dei poteri forti e della finanza Kattiva con a capo Draghi.
        La Grecia si indebito’ in modo insostenibile per la corruzione legata all’organizzazione dei giochi olimpici del 2004. C’era pure un articolo sul blog delle stelle nel 2017.
        La Grecia TRUCCO’ i conti pubblici per poter entrare nell’euro.
        E quando si videro tra le mani una moneta forte che aveva fatto crollare il prezzo dei beni importati, cominciarono a spendere e spandere in modo insostenibili, sia i privati che lo Stato.
        In Grecia era normale andare in pensione poco dopo i cinquant’anni, grazie ad una miriade di deroghe per tante categorie, soprattutto tra i lavoratori pubblici.
        La Grecia è la nazione con la più alta Incidenza di spese militari sul PIL, navi, sottomarini e carrarmati soprattutto tedeschi, per difendersi dalla Turchia.
        Hanno il quadruplo dei carrarmati disponibili in Italia o in Germania.
        Quando i fornitori chiesero il pagamento delle forniture loro entrarono in crisi.
        Ultimo aspetto, quando la Grecia cominciò a fallire, governatore BCE era Trichet.
        Draghi arrivò dopo, nel 2011 e salvò i paesi PIIGS con il Quantitative Easing.
        Questa è la storia dei fatti, opposta alka narrazione complottara e sovranara.

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      • “Le agenzie di rating emettono giudizi sulla base delle informazioni disponibili, che si presunte siano veritieri”.

        Certo, tralasciando considerazioni sulla professionalità di chi ragiona in questo modo, ed in quei casi vollero o “decisero” di credere che Babbo Natale fosse San Nicola, come se non fosse sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori quello che stesse succedendo, da un paio d’anni a quella parte. C’è ampia storiografia e bibliografia.
        Sparire di scena fu il minimo sindacale, dati i disastri planetari scatenati, e del resto quasi nessuno finì in galera, ed alcuni ancora oggi occupano posti apicali nell’amministrazione USA, e chissà in perché.
        Per il resto della “storia”, ci basta la lettura quotidiana di S24H, FT e WSJ noti per la loro terzietà, per auto-propinarcela.

        E per inciso, il Franco CFA è talmente simbolico, che quando Gheddafi provò a metterlo in discussione proponendo all’Unione Africana una valuta alternativa, subito Macron scatenò una guerra.
        Prosit.

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  8. Jerome.Non mi sembra ce Di Battista abbia attaccato il nuovo presidente cileno ,tutt’altro. Anzi mi sembra che tutta l’analisi sull’America latina sia ampiamente condivisibile.Mi sembra Jerome che ti dia quasi fastidio riconoscere che questa volta potresti addirittura essere d’accordo con lui e allora inventi che nel suo articolo abbia attaccato il presidente cileno.Poi hai ragione quando lo critichi per l’alleanza con Salvini in palese contraddizione con i suoi reportage .Inoltre Di Battista dovrebbe spiegare perché ha accettato il governo con la Lega e si è pregiudizialmente opposto al governo col pd

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    • Perché i pdioti sono la peste nera, anzi peggio, il più pulito di loro ha la rogna,ladri, falsi, traditori, agenti di cancellerie straniere, il peggio del peggio, la rovina dell’Italia, hanno sempre fatto una finta opposizione e si sono sempre venduti al miglior offerente,
      Giuda è 100 volte meglio di un pdiota.

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      • Tranquillo che al prossimo giro con i fasci al governo ci sarà da divertirsi.
        Un mondo dove si applicherà la sharia talebani dei Pillon e altra feccia restauratrice.
        Perché in fondo tu sei un talebano.
        Sui ladronii miliardari della destra, come il Mose, gli ospedali lombardi, Veneto Banca e BP di Vicenza, cedute per 1€ più 5 miliardi di dote a ISP dopo averne ripulito i bilanci dai crediti inesigibili niente da dire?
        I 49 milioni rubati dalla lega sono niente rispetto a quegli scandali ma tutti zitti, grazie al controllo di imperi mediatici.
        Fai pena perché sei orbo.
        E non tirarmi in ballo Mps, primo perché è ancora viva e poi perché è sempre stata la banca della massoneria.
        Non è un caso che Berlusconi ci tenga il suo conto personale extra aziendale.
        Nel 2008,un mese prima che iniziasse a crollare, si dimise da vicepresidente ed azionista privato di peso l’editore palazzinaro Caltagirone, in possesso, è ovvio, di informazioni riservate che gli evitaronobil bagno di sangue subito da altri.

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  9. Per i nostalgici del governo gialloverde:la lega ha subito obtorto collo la legge spazzacorrotti e la riforma della prescrizione.Tanto è vero che,una volta caduto il governo giallo rosa la lega ha votato per affossarle promuovendo inoltre gli scellerati referendum sulla giustizia(come il pd).Ha subito il reddito di cittadinanza e si sta adoperando la lega per eliminarlo.Col governo giallorossa la spazzacorrotti e la riforma della prescrizione e il reddito di cittadinanza si erano salvati
    E in più sono arrivati i miliardi dell’Europa per merito sempre di Conte e del governo giallorossa.Poi è arrivato Renzi per la gioia di Cagliostro e il governo giallorosa è caduto

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    • Il governo giallorosa l’ho votato pure io, ma la puzza invece di andarsene è aumentata, e il rdc non si è salvato grazie ai pdioti, anzi, per essi avrebbe fatto la fine della spazzacorrotti, che di fatto hanno contribuito ad affossarla.
      Inoltre il rdc è una misura che in Europa vige da diversi lustri, solo grazie ai pdioti in Italia non l’avevamo.

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  10. Cagliostro.Quello che si è salvato è dovuto alla superstite resistenza del m5s.Lega e pd sono entrambi incistati nel sistema.Ok pidioti ma se rimaneva il conte 2 rimaneva sia la riforma della prescrizione sia la spazzacorrotti.Con la lega che dopo averle votate sparava contro dall’opposizione.compreso sul reddito di cittadinanza.Un merito indiscutibile del governo conte 2 e’ di avere modificato l’infame decreto sicurezza del conte 1. Poi è arrivato il governo Draghi ed è crollato tutto.Compreso il m5s.Con grande merito del grillo parlante

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  11. La lega non è nient’altro che una propaggine di Berlusconi, fi al centro con il PD a fargli da socio occulto a sinistra, e per accaparrarsi i voti di una certa destra che non si riconosce negli eredi di Almirante finanzia la lega di Bossi salvino e Giorgetti, una semplice operazione di marketing.
    Marca sottomarca e falsa concorrenza. Il tutto gestito da un unica gabina di regia
    Il mv èra un anomalia al sistema e andava reso inoffensivo, gigino o bibitaro era l’anello debole del sistema, un piccolo uomo vanaglorioso, arrivista, disposto a tutto, grillo ricattabile e ricattato, giuseppi uomo del pd-l, e grazie a questi personaggi il sistema ha debellato il virus 5*.
    Qualcuno dirà: si ma giuseppi ha ottenuto 209 miliardi, vero, ma se non li avesse ottenuti cosa sarebbe successo? Con molta, anzi moltissima probabilità l’italia avrebbe rischiato il fallimento, ma il fallimento dell’Italia avrebbe portato al fallimento di mezza Europa e avrebbe causato il crollo dell’ Europa stessa. Per cui i soldi ce li avrebbero dati comunque, giuseppi o non giuseppi.
    E comunque sia che al governo sia stato Berlusconi con la Melina urlatrice ed il cazzaro verde o che ci sia stato il PD con tutto il bestiario al seguito hanno sempre perseguito il medesimo scopo e ottenuti i medesimi risultati, anzi con i pdioti al potere le destre, con Confindustria e le banche in testa, hanno ottenuto molto di più.

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  12. @ Jerome B.

    Secondo l’osservatorio di Carlo Cottarelli lo spread durante il Conte 1 ci è costato 17,8 miliardi,
    diluiti in vent’anni.

    I 200 che indichi tu mi sembrano un po’ troppi.

    Gianni

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    • Le follie del 2018

      2 gennaio 2018: spread a 163,7 punti base. L’Italia si avvia alle elezioni.

      1° marzo 2018: spread a 130,3 punti base. L’ultimo valore registrato prima delle elezioni continua a testimoniare la fiducia dei mercati e tranquillità verso le prospettive politiche future.

      2 maggio 2018: spread a 121,1 punti base. La difficoltà del dopo elezioni che hanno visto M5S e Lega vincitori fa paura all’Europa ed i mercati sembrano preferire il possibile ritorno alle urne alla probabilità che si formi un governo.

      1°giugno 2018: spread a 238,7 punti. Dopo quasi 3 mesi di tira e molla, con il Governo Conte l’Italia ha un nuovo Esecutivo. In un solo mese lo spread è salito di 117 punti.

      3 settembre 2018: spread a 285 punti. L’agenzia di rating Fitch, due giorni prima, ha confermato il rating BBB dell’Italia, ma ha rivisto l’outlook da stabile a negativo.

      20 novembre 2018: spread a 326 punti. Il verdetto ufficiale arriverà il 21 novembre, ma i mercati ne hanno già la certezza. Dopo mesi di voci sulla legge di Bilancio la UE boccia la manovra, e finalmente il Governo comincia ad abbassare i toni.

      29 dicembre 2018: spread a 254 punti. Dopo l’accordo trovato con Bruxelles il differenziale comincia una parabola discendente, chiudendo l’anno sopra la soglia psicologica dei 250 punti.

      A fine anno lo spread scende sotto quota 250 punti base.

      Nel calcolo bisogna considerare l’effetto trascinamento sugli anni a seguire, essendo titoli pluriennali.
      Le svalutazioni dello stock detenute dalle banche, necessario a chiusura bilancio.
      I maggiori interessi pagati dai debitori, tra cui le famiglie.
      L’abbattimento dell’impossibile fiscale per il prelievo di tasse e imposte.
      Vedi tu con i costi occulti quanto ci è costato.

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      • Ho dimenticato una voce importante, il PIL.
        2014 +0,2%
        2015 +0,9%
        2016 +1,1%
        2017 +1,6%
        2018 +0,9%
        2019 +0,3%

        Rapporto Debito/PIL
        2014 131,80%
        2015 131,60%
        2016 131,40%
        2017 131,40%
        2018 132,20%
        2019 134,80%

        Si è perduto il ritmo di crescita con un effetto trascinamento sulle entrate fiscali.
        Tante piccole voci che unite fra loro danno un quadro d’insieme desolante e costoso.

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