M5S, è scontro sul mandato a Conte. Il timore di 70 “defezioni”

Le tensioni in assemblea. Il leader va avanti: ho un canale diretto con il centrodestra

(di Emanuele Buzzi – corriere.it) – I contiani esultano, l’ala critica pure. La riunione dei grandi elettori Cinque Stelle (partecipano anche i delegati regionali) finisce così, sotto il segno dello scontro. E con una tensione palpabile, nonostante il dibattito non sia stato infiammato da interventi aspri così come si pensava alla vigilia. Il tema della riunione è il conferimento del pieno mandato a Giuseppe Conte a trattare per il capo dello Stato, lo stesso mandato — per intenderci — che Enrico Letta potrebbe chiedere ai dem. E lo scontro interno si gioca proprio su questo, sulla presenza o meno dei capigruppo nella trattativa. Un punto che viene visto dai vertici come fondamentale.

Prima parla il presidente M5S e dice di voler «ascoltare». Il suo discorso raccoglie di fatto tutti i punti pubblici toccati dal Movimento nelle ultime settimane: il dialogo con tutte le forze in campo, l’asse saldo con Pd e Leu, il no a Berlusconi come candidato («Irricevibile»). «Non aspiriamo a fare i kingmaker costi quel che costi» dice Conte. E precisa: «Noi dimostreremo coi fatti che l’unico sicuro “ago della bilancia” in questa partita sarà proprio il M5S». Il leader poi puntualizza: «Non ritengo opportuno scendere nella valutazione di singoli nominativi», anche se precisa a chiare lettere: «Credo che gli italiani pretendano che il governo non perda nemmeno un giorno di lavoro per risolvere tutti questi problemi». Conte poi ammette: «Ho instaurato un canale diretto con gli esponenti di centrodestra. Questo confronto (e in particolare con Salvini) è utile».

Dopo Conte intervengono i capigruppo, con Davide Crippa che ricalca il discorso fatto martedì ai deputati sulla necessità di garantire il Pnrr. A seguire c’è una sequela di interventi tutti pro-Conte. Mauro Coltorti, Gianluca Ferrara, Angela Raffa, Maurizio Santangelo, Giorgio Fede, Marco Bella, Daniela Torto, Alessandra Maiorino, Davide Serritella, Agostino Santillo si schierano con il leader.

Primo Di Nicola chiede di puntare al Mattarella bis, Danilo Toninelli invoca un pronunciamento della rete. Tra i parlamentari, però, c’è malessere. «Questa è la solita claque», dice un grande elettore M5S. C’è chi parla di pressioni, messaggi durante l’assemblea per ribadire la centralità del ruolo di Conte. La tensione è palpabile. Intervengono poi alcuni esponenti — Vincenzo Presutto, Francesca Ruggiero, Luigi Iovino, Giuseppe Auddino, Orietta Vanin, Antonella Campagna e Marialuisa Faro — che chiedono la presenza di Mariolina Castellone e Crippa al fianco di Conte. Il timore — spiegano nel Movimento — è che «chi gestisce il gruppo venga informato a cose fatte».

Con la riunione ancora in corso, fonti dei vertici sottolineano come la larga maggioranza abbia riconosciuto pieno mandato a Conte. Parole che riaccendono lo scontro interno. «Quanto siamo coesi lo vedremo nell’urna», dice un Cinque Stelle. Il rischio — assicurano fonti interne al partito — è che il numero di defezioni per vari motivi possa toccare quota 70 (su oltre 230 grandi elettori). «Ci sono una trentina di malpancisti, una ventina di cani sciolti e in più ci saranno anche gli assenti per Covid», spiega un parlamentare.

11 replies

  1. Nei palazzi buoni si narra che Giggino A Poltrona si stia accordando con i 2 Matteo (suoi alleati storici di nullafacenza) per fare un nuovo governo mandando Draghi al quirinale per farsi eleggere premier e indebolire Conte, visto che Giggino ha in mano i gruppi parlamentari miracolati dalle scelte del 2018 che se si votasse a breve, la poltrona non la vedrebbero manco col binocolo. Il Movimento 5 Stelle esiste solo nelle teste ingenue di chi li ha votati, auguro a Conte di farsi un suo partito perche ormai a forza di aprire scatolette di tonno, a questi è venuto un gran appetito

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  2. nessuno controlla nessuno
    possono fare tutti gli accordi che vogliono
    alla prova dei fatti ognuno voterà secondo: convenienza, opportunità e per ultimo coscienza.
    Come è stato da sempre.
    Poi Vespa ci farà il prossimo libro

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  3. Alessandro Di Battista commenta per la seconda volta il post di Giuseppe Conte
    Giuseppe Conte, in primis grazie per questa risposta. Io non la penso come te. Penso che se il Movimento avesse mantenuto quella linea sbandierata e (a parole, soltanto a parole) condivisa da tutti i suoi dirigenti (mi riferisco a Sì Conte-No Renzi fino alla fine) non sarebbe mai nato il governo Draghi. Salvini e Renzi non sarebbero tornati al governo e nel CDM non avremmo i vari Brunetta, Gelmini o Carfagna. Sarebbe bastato mantenere la barra dritta. Draghi mai e poi mai avrebbe accettato di presiedere un governo senza il sostegno della forza politica che aveva vinto le elezioni (anche grazie al mio contributo, volontario e disinteressato). Di questo sono certo. Ergo lo scenario che descrivi non si sarebbe mai realizzato. Ad ogni modo anche qualora (ripeto, tendo ad escluderlo categoricamente) fosse nato un governo PD-Lega-FI-Italia Viva con il Movimento all’opposizione, beh una forza politica che ancora vanta più di 240 tra deputati e senatori (con molti ex che in tal caso non sarebbero stati tali) avrebbe bloccato ogni porcata in Parlamento. E quella maggioranza mostruosa per timore di perdere consenso a vantaggio proprio del Movimento a pochi mesi dalle prossime elezioni politiche, si sarebbe ben guardata da attaccare provvedimenti a noi cari. Ovviamente non per virtù, ma solo per timore di favorirvi. Il dramma è che, con voi all’interno, al netto di qualche lieve miglioramento ottenuto principalmente dalla tua azione (vedi il lavoro che hai fatto sulla riforma Cartabia, riforma che resta, ahimè, una salva-ladri) i partiti fanno il bello ed il cattivo tempo. E, in un certo senso, si sentono ancor più “protetti” proprio dalla vostra presenza al loro fianco. Un ulteriore esempio? La questione RAI. E aggiungo, la scelta di governare anche con Forza Italia ha rinvigorito il pregiudicato Berlusconi (frodatore del fisco e finanziatore di Cosa nostra, altro che “leader divisivo” come dice Letta) il quale, drammaticamente, ha davvero chance di diventare Presidente della Repubblica. Tutto questo (e molto altro) va messo in conto. Ad ogni modo io, come sai, anche da semplice attivista politico ho sviluppato idee che ti ho fatto avere personalmente proprio perché credo occuparsi del proprio Paese sia un dovere anche se non si è in Parlamento e non si riceve denaro pubblico (tra l’altro la tua stessa condizione). Buona lavoro.

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    • M.Gibson in Braveheart sbraitava i nobili scozzesi traditori, a presentarsi almeno sul campo di battaglia per strappare migliori condizioni al re inglese.

      Noi siamo messi così, come sempre, il Potere vince sul popolino, quando quest’ultimo è convinto da false premesse.

      Stupisce Conte, che già si sapeva fosse un re travicello come PdC, ma non uno stupido.

      Di Maio, come un D’Alema qualsiasi, si sta godendo lo spettacolo e nel frattempo pensa a quanto guadagnerà nel 2022.

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  4. Frankie,
    gli elettori di Leu (dei quali mi onoro di far parte) e gli stessi suoi rappresentanti che si recarono da Mattarella, sono stati gli ULTIMI ad abbandonare la linea “O Conte o voto”, quindi DOPO il m5s di Crimi.
    Per questo concordo assolutamente con la dichiarazione di DIBBA e non capisco questa ricerca di capro espiatorio FUORI dal m5s.
    Se si fosse mantenuta quella linea, non ci sarebbe proprio stato “O Draghi o voto”, che mi ha fatto crollare la-eventuale-stima verso il PDR (avrebbe dovuto farlo per Conte, il discorsetto ricattatorio) ed ha, conseguentemente, dato luogo alla questione ‘m5s dentro o fuori’.

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    • Daccordo, ma il problema è che alla fine nel Governo del banchiere Monocrate, con B., Matteo&Matteo ci si sono seduti tutti.
      Nessun capro espiatorio, il primo responsabile è stato Grillo, ma un Capo poitico che si rispetti di una forza che sui principi non deroga (quindi di entrambi i partiti), avrebbe dovuto battere i pugni sul tavolo e restare fuori, e nel caso di Conte fare contro il Matteo minore in Parlamento la stessa filippica che fece contro il Matteo maggiore. Questo Governo non avrebbe mai visto la luce.
      Sono comunque contento, sinceramente, che si è preso atto che il controllare dal di dentro, con i risultati che abbiamo visto e che vedremo ancor meglio alle prossime elezioni, fosse solo un risibile pretesto per non mollare le rendite di posizione o, nel migliore dei casi, un incredibile errore di incapacità politica.

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      • Mah, non sono convinta, ma può essere perché, in genere, se non ho le prove evidenti, tendo a non attribuire ad altri ciò che io non farei… e non ho l’abitudine di generalizzare.
        Credo che se Grillo avesse “liberato” prima Conte e il nuovo m5s, la sua azione sarebbe potuta essere più incisiva.
        Ma del senno di poi…
        È difficile agire quando si ha tutti contro, media per primi.
        Comunque sì, la partecipazione del movimento al governo non si è rivelata una buona mossa, ma chi può dire che il problema siano i “poltronisti” e che fare il contrario sarebbe stato più proficuo?
        Possiamo solo ipotizzarlo, per deprimerci meglio… 😉😆

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  5. Sig. Buzzi, del Corriere.it, scriva analoghi articoli su come si stanno preparando alla elezione del P.d.R., i Parlamentari della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. Sono curioso di leggerli, ma probabilmente non li scriverà perchè in quei partiti riunioni come quella citata non si fanno! In merito a quanto scritto sul Movimento noto un voler far emergere a tutti i costi aspetti negativi per un suo godimento personale e disprezzo dei lettori. G. Mazz.

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