De Luca: “Draghi? Da lui solo demagogia. Oggi a scuola bimbi senza mascherine”

Il governatore: «Il premier non ha mai parlato nel merito della questione Campania. Il Tar? A settembre cambierà il mondo»

(di Marco Santoro – corriere.it) – «Ho ascoltato ieri la conferenza stampa del presidente del Consiglio, trovandola per un verso insopportabile e per un verso insopportabilmente demagogica». Il giorno dopo il provvedimento del Tar, che ha bocciato l’ordinanza regionale e riaperto le scuole materne, elementari e medie in Campania, il governatore Vincenzo De Luca affonda il colpo contro il premier Mario Draghi e il ministro della Pubblica Istruzione, Patrizio Bianchi. «Sconcertante perché all’inizio della conferenza stampa ha delimitato il recinto nel quale i giornalisti potevano muoversi – dice il presidente della giunta regionale – è francamente incredibile che il presidente del Consiglio dica ai giornalisti le domande che possono fare e quelle che non possono fare . Queste cose avvengono nelle democrazie cosiddette protette. Il presidente del Consiglio è libero di non rispondere ma non di delimitare le domande».

«Obiettivo di comodo»

Poi ha aggiunto: «Draghi ieri ha parlato per mezz’ora, con il ministro della pubblica istruzione, della didattica a distanza generalizzata che però non ha chiesto nessuno – insiste De Luca – ha scelto un obiettivo di comodo per parlare, candidandosi anche lui a iscriversi al club degli sfondatori di porte aperte. Chi ha chiesto la didattica alla distanza? E trovo sconveniente che non ci sia stata una risposta di merito al problema limitato alla Regione Campania. Oggi avremo bambini senza mascherine perché le Ffp2 non sono arrivate e mi dicono che sono costretti a stare in classe con le porte aperte. Ho la sensazione però che saremo chiamati tutti quanti a dire da qui al presidente della Repubblica – ha aggiunto – che in Italia va tutto bene, che l’economia gira, che le scuole sono aperte e che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Io penso che la lettura debba essere un po’ meno pacificata e un po’ più ragionevole».

Il Tar e il Governo

Infine sul provvedimento per la scuola del tribunale amministrativo regionale. «Il Tar ha concesso la sospensiva rispetto alla richiesta del governo – ha concluso De Luca – e ha fissato per il 22 febbraio la discussione in collegio. Per il 22 febbraio sarà cambiato il mondo. I due punti forti su cui si è basata la richiesta di sospensiva sono questi: la Regione non è in zona rossa, il governo nei suoi decreti ha messo in campo tutte le misure necessarie per contenere il Covid». Poi l’affondo finale: «Credo che non sia obbligata una Regione ad aspettare di arrivare prima in zona rossa, cioè prima alla drammatizzazione del contagio, per prendere misure preventive – rilancia il governatore della Campania – noi da sempre abbiamo una linea diversa, le decisioni riteniamo che si debbano prendere prima che sia esploso il problema, non quando è esploso. Per quanto riguarda le misure previste dal governo, mi sembrano tutte virtuali e in larga misura inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalla garanzia da dare ai presidi e conseguentemente alle famiglie di tranquillità. Allora, lo voglio ribadire, siamo tutti per la scuola in presenza, ma non tutti condividiamo la necessità di parlare un linguaggio di verità. Per partire dalla realtà per quella che è e tutelare davvero, non per finta, la salute dei nostri bambini».

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