Il bollettino dei contagi ci angoscia più del virus

(Massimo Fini – massimofini.it) – Una cosa è certa: la fine dell’era Covid, ammesso che ci sia una fine, perché essendoci ostinati a combatterlo frontalmente il virus, che non è cretino e non gli va per nulla di crepare, continua a mutarsi costringendoci a un perenne inseguimento, saremo tutti meno sani e più deboli anche chi il Covid non se l’è beccato.

La nostra salute psichica e fisica, non può superare indenne anni di stress. C’è lo stress ovvio, per così dire primario, della paura, a mio parere comunque eccessiva, di contrarre l’infezione. E c’è lo stress, ancora più opprimente, dell’ossessiva informazione sul Covid. Il Corriere della Sera, per dirne una, dedica ogni giorno dalle due alle undici pagine al Covid. Dell’ora e mezza della sua programmazione serale SkyTg24, fino al pre-Covid un bel programma, meno omologato della maggioranza degli altri Tg, dedica sì e no cinque minuti ad altre notizie, in genere per infamare, in modo del tutto unilaterale e colmo di pregiudizi, l’Afghanistan talebano.

Poi ci sono i bollettini quotidiani della cosiddetta “cabina di regia”. Che cosa sia mai questa “cabina di regia” non è dato sapere, perché non è prevista da nessun articolo della Costituzione. In tempi pre-Covid le cose funzionavano così: il Consiglio dei ministri prendeva una decisione che doveva passare al vaglio del Parlamento e solo poi, se approvata da entrambi i rami, veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e diventava legge dello Stato. Adesso il Parlamento è continuamente bypassato dai decreti e lo stesso Consiglio dei ministri, che non ha il tempo materiale di leggere i provvedimenti, dall’onnipotente “cabina di regia” che non si capisce bene da chi sia composta, probabilmente da Mario Draghi e i suoi cari.

Ma torniamo alla responsabilità dei media. I morti per tumore in Italia sono ogni anno più di 190 mila (quelli da Covid in due anni sono stati circa 136 mila): è chiaro che se ogni giorno i media pubblicassero i numeri di coloro che sono morti per tumore e di coloro che si sono ammalati, sempre di tumore, le persone andrebbero nel panico e anche un dolore al dito mignolo del piede destro verrebbe sentito come un angoscioso avvertimento. Francesco Vaia, capo dello Spallanzani di Roma, ha detto a chiare lettere: “Il quotidiano insopportabile bollettino non dice nulla più se non spaventare le persone”.

Ma lo stress degli stress è il continuo stop and go. Tu non sai se domani potrai fare quello che fai oggi. Puoi andare al cinema sì o no e in che modo, distanziato dall’amico che ti accompagna, sì o no? Al ristorante ci puoi andare, sia pur con ogni precauzione, tua e del ristoratore, sì o no? E se nel frattempo ti mettono il coprifuoco alle dieci che fai? Nell’incertezza meglio farsi una sega, per sua natura solitaria, dietro una siepe. Sei milanese e hai programmato per Capodanno di andare a trovare la tua fidanzata che abita a Firenze. Eh già, ma se nel frattempo la Toscana è diventata zona gialla o arancione rischi di trovarti intrappolato a Firenze sine die.

Il povero e criticatissimo Conte faceva la sua relazione ogni sera, e perlomeno ci metteva la faccia, l’anonima “cabina di regia” prende decisioni a ogni ora del giorno che ti cadono sulla testa come un fulmine a ciel sereno. Il Green pass vale nove mesi o sei mesi o piuttosto quattro, come sarebbe più logico, visto che la copertura vaccinale dopo quattro mesi è praticamente inesistente? E comunque un vaccino che vale solo per quattro mesi ha l’efficacia poco più di un clistere. Solo che il clistere procura dei piaceri più o meno indebiti, l’incertezza sul Green pass solo stress.

7 replies

  1. Dopo l’elezione del PdR, se Draghi verrà eletto si potrebbe aprire il discorso elezioni.
    “Non si vorrà mica chiamare gli elettori ad assembrarsi per votare con questa emergenza”? Diranno i “responsabili”.
    Scommettiamo?
    Già successo e ha funzionato, quindi…

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    • Se fossero veramente responsabili organizzerebbero le elezioni per la prima settimana di giugno di quest’anno, approfittando del caldo.di una terza dose estesa.a gran parte della popolazione e di una variante.non troppa invasiva. Non sappiamo che variante ci attende il prossimo inverno e la situazione potrebbe essere peggio della presente

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  2. non capisco perché si debba essere angosciati da un tal bollettino
    che, tra l’altro ci dice che le cose non vanno poi malissimo, anzi.

    mica sono le notizie dell’avanzata dei nazisti verso Stalingrado o verso Mosca
    nel periodo che precedere la rottura dei relativi fronti.

    certo che se li leggi dai giornali che per fare cassetta devono amplificarli manco fosse
    il fronte freddo che arriva dal polo o l’anticiclone africano (la metodica è la stessa
    e ci prende come un orologio rotto segna l’ora giusta)

    io sarei più preoccupato per l’insorgere di nuove varianti, delle quali non possiamo
    prevedere nulla, che dall’elenco dei fatti giornalieri

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  3. Non si può paragonare una pandemia a una malattia come il cancro che,per quanto terribile, non è infettiva e potenzialmente,se non controllata,espansiva esponenzialmente.Per fare solo un esempio, con la peste del sedicesimo secolo la città di Napoli passò da 90.000 abitanti a 30.000,cioè perirono 2 abitanti su 3. Quindi non possiamo liquidare la questione dicendo ,che in fondo ,135.000 morti non sono poi tanti, in quanto ,se non si fosse intervenuti,a quest’ora sarebbero potuti essere 10 o 100 volte tanto, chissà…Nè possiamo prevedere certezze per il futuro e lasciare tutto al caso. In conseguenza di ciò,assunzioni di responsabiltà che comportino decisioni autorevoli e tempestive non i scandalizza. Quello che non digerisco è “il due pesi due misure” dei nostri media prezzolati che consideravano, con evidente malevolenza, Conte come un feroce despota e Draghi invece come un buon padre di famiglia premuroso e responsabile. Diciamoci la verità : questa dei poteri economici è una farsa a scopo di lucro ,cioè una lurida speculazione della tragedia.

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