Botti, pubblicità shock a Napoli sui manifesti un minorenne

Un bambino tiene in mano fuochi d’artificio nella campagna pro acquisto di fuochi d’artificio all’ingrosso. Il Comune di Napoli vuole farla rimuovere e sostiene la propria idea contro i botti tramite spot e video.

(tag43.it) – Capodanno si avvicina e con esso l’annosa questione legata alla sicurezza dei giochi pirotecnici che ogni anno causano decine di feriti e a volte anche morti. A pochissimi giorni dal 2022, si è generata una vera, grossa polemica a Bagnoli, un quartiere di Napoli. Lì, lungo le strade del paese, si è data vita a una vera e propria campagna pubblicitaria pro fuochi d’artificio all’ingrosso. I cartelloni vedono ritratti un bambino con cappello e felpa, con in mano fuochi d’artificio. All’interno di una vignetta dice: «V’abboff ‘e bott», cioè «vi riempi di botti», giocando con le parole. L’utilizzo della frase, il tema caldo e soprattutto il protagonista minorenne hanno fatto scalpore, soprattutto al Comune di Napoli, dove è più che mai viva la campagna contro i botti di Capodanno.

Botti, pubblicità shock a Napoli sui manifesti un minorenne. Il Comune risponde con uno spot contro i fuochi d'artificio
Fuochi a Piazza Plebiscito per festeggiare il Capodanno (Getty)

Comune di Napoli: sul sito lo spot contro i fuochi d’artificio

«La pubblicità va rimossa». A dirlo è l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, Luca Trapanese. «È una questione educativa e morale. Ci sarebbe bisogno di approfondire e bisognerebbe vietare pubblicità come queste. Peraltro proprio in queste ore è sul sito del Comune di Napoli uno spot che vuole convincere le persone a non usare i botti a Capodanno». La frase dello spot diffuso in mattinata è chiara: «Fai come me, dici no ai botti pericolosi». A partecipare sono testimonial come Patrizio Rispo, Lorenzo Sarcinelli, Antonella Prisco, Stefano Sacripanti, Patrizio Oliva e Guglielmo Stendardo.

Comune di Napoli: su Youtube i rischi dei botti inesplosi

Allo spot diffuso tramite il proprio sito e i propri canali social, il Comune di Napoli ha aggiunto nelle scorse ore un altro video. Il dottor Leopoldo Caruso, chirurgo della mano dell’ospedale Vecchio Pellegrini, è stato chiamato in causa sul canale Youtube per analizzare i rischi reali delle esplosioni. «Ogni anno a Napoli spetta il triste primato per i traumi da petardo. Quando si rimane vittima di traumi fate uscire il sangue, non trattenetelo perché la polvere da sparo e il materiale pirotecnico possono portare a infezione di una certa importanza. Lavatelo con garze sterili e portatelo al pronto soccorso. Non raccogliete i fuochi inesplosi da terra, provocano i danni peggiori e lesioni gravi e permanenti. In un attimo si rischia di perdere la mano». Così si è espresso il chirurgo, che poi ha ribadito il motto anti botti: «Anche tu fai come me, dici no ai botti pericolosi».

Anche l’Arpac contro i botti 

Al fianco del Comune di Napoli si è schierata anche l’Arpac, l’Agenzia ambientale della Campagnia. Il suo appello contro l’utilizzo dei botti passa, però, dalle polveri sottili. «Le polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), che sono comunque solo uno degli inquinanti associati all’utilizzo dei prodotti pirotecnici, sono riconosciute dall’organizzazione mondiale della sanità tra gli inquinanti atmosferici più direttamente legati all’insorgere di effetti negativi per la salute delle popolazioni esposte». Una questione di sicurezza, quindi, ma anche di salvaguardia dell’ambiente.

Botti, pubblicità shock a Napoli sui manifesti un minorenne. Il Comune risponde con uno spot contro i fuochi d'artificio
Fuochi d’artificio a Castel dell’Ovo a Napoli (Getty)