Renzi e l’internazionale buddista

I buddhisti – Da premier garantì l’8xMille e sbloccò le trivellazioni alla Mitsui, “Partecipata dall’associazione. Poi ebbe azioni in regalo”. L’ex premier Matteo Renzi e la Soka Gakkai, uno dei principali istituti buddisti in Italia, sono i protagonisti di un racconto finito agli atti di una nuova indagine giudiziaria aperta nel 2020 dalla Procura di Firenze […]

(DI STEFANO VERGINE – ilfattoquotidiano.it) – L’ex premier Matteo Renzi e la Soka Gakkai, uno dei principali istituti buddisti in Italia, sono i protagonisti di un racconto finito agli atti di una nuova indagine giudiziaria aperta nel 2020 dalla Procura di Firenze. Al momento il fascicolo non ipotizza reati né ha indagati, ma a oltre un anno dall’inizio è ancora aperto. Per quanto abbiamo potuto ricostruire, il fatto certo è che nell’ambito di questo procedimento sono state sentite come informate sui fatti due persone: due uomini che si definiscono vittime della Soka Gakkai, organizzazione internazionale buddista di origine giapponese, che ha scelto come base italiana Firenze. I due hanno messo in fila una serie di avvenimenti che, letti insieme, restituiscono la fotografia di un rapporto strettissimo tra l’ex premier e i seguaci del Sutra del Loto, 12 milioni nel mondo, 87mila in Italia. Un rapporto politico e finanziario, secondo il racconto fatto alla Procura, che avrebbe avuto il suo apice in uno scambio da diversi zeri.

Le due persone sono state sentite quest’estate dalla Guardia di finanza di Firenze su delega del procuratore aggiunto Luca Turco. Francesco Brunori e Antonio Occhiello, presidente ed ex presidente di Aivs, Associazione italiana vittima delle sette, si considerano danneggiati dalla Soka Gakkai, hanno criticato pubblicamente i metodi dell’organizzazione, oggi sono in causa con quest’ultima, che li accusa di averle fatto cattiva pubblicità dopo la loro fuoriuscita dalla stessa. La Soka è uno dei 12 istituti religiosi a cui lo Stato italiano concede, da quasi 6 anni, la possibilità di raccogliere fondi attraverso le dichiarazioni dei redditi. Per chi fa parte dell’elenco, il vantaggio è che oltre ai soldi di chi sceglie di donare, arrivano in quota parte anche quelli di tutti coloro che non decidono a chi destinare l’obolo. Anche grazie a questo meccanismo, con l’8 x 1000 l’anno scorso la Soka Gakkai ha incassato 4 milioni di euro. La legge che l’ha fatta entrare nel club è stata varata dal governo Renzi nel 2016.

Nella loro ricostruzione, Occhiello e Brunori mettono in evidenza alcune coincidenze. Il 27 giugno 2015 Renzi e Tamotsu Nakajima, all’epoca presidente dell’istituto in Italia, firmano il protocollo d’intesa per l’ingresso nel club dell’8 x 1000. Per avere effetto, l’intesa deve essere recepita da una legge, che la Soka aspetta da 20 anni. I due uomini sentiti dagli investigatori hanno fatto notare che Renzi è stato un fulmine a far passare quella legge. A marzo la propone a suo nome, in meno di 100 giorni è sulla Gazzetta ufficiale. Ad agosto Renzi fa un viaggio lampo a Tokyo. Durante le 48 ore trascorse nella Capitale incontra il figlio di Daisaku Ikeda, guru e fondatore della Soka Gakkai. L’evento non viene riportato dalla stampa italiana, ma finisce sulla prima pagina dal Seiky Shimbun, terzo quotidiano giapponese.

In quel periodo, secondo i due ex sokani, c’è un altro fatto in cui le strade di Renzi e dell’organizzazione buddista s’incrociano. A settembre del 2016, con il decreto Trivelle, il governo autorizza dopo anni il giacimento petrolifero di Tempa Rossa, in Basilicata. La giapponese Mitsui, azionista al 25% della concessione, secondo le due persone sentite è una società della quale Soka Gakkai è azionista. Le informazioni pubbliche di Mitsui dicono solo che gli azionisti principali sono banche e fondi d’investimento, Soka Gakkai non ha mai detto di avere azioni Mitsui, ma Occhiello e Brunori hanno riferito agli investigatori che Mitsui è partecipata dalla Soka Gakkai. Non solo. Durante quel viaggio a Tokyo, fatto a cavallo tra la legge sull’8 x 1000 alla Soka Gakkai e il via libera a Tempa Rossa, Renzi non avrebbe ricevuto in regalo solo un libro dal figlio del fondatore Daisaku Ikeda, ma anche un ricco pacchetto di azioni privilegiate che poco dopo avrebbero acquisito valore grazie al via libera su Tempa Rossa. Titoli Mitsui. A raccontarlo a loro, hanno detto i due uomini sentiti dalla Procura, è stato Orlando Trama, un ex responsabile della Soka Gakkai di Sesto Fiorentino. Trama è venuto a mancare nel febbraio del 2020 a causa di una malattia.

A una richiesta di commento, lo staff di Renzi “smentisce nel modo più categorico ogni relazione finanziaria con Mitsui: in tutta la sua carriera politica il senatore non ha mai avuto titoli in società quotate”. Alla domanda che abbiamo inviato ieri sui presunti interessi finanziari nel gruppo Mitsui, la Soka Gakkai non ha risposto.

8 replies

  1. l’8×1000 la più grande stronzata che si potesse fare…. come nascondere gli aiuti agli amici del sistema…!
    Perchè non abolirla e lasciare il 2 x1000 che ha altri criteri più validi e trasparenti?
    Ahhhh… ingenuo non avevo capito che faceva parte degli strumenti del “Sistema”!
    Un pò come i “conticini” mai verificati e mai quadrati!

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  2. “vantaggio è che oltre ai soldi di chi sceglie di donare, arrivano in quota parte anche quelli di tutti coloro che non decidono a chi destinare l’obolo. ”

    Ecco, ricordatevelo.
    Quando non scegliete non è che i vostri soldi vanno in ospedali, no no. Vengono spartiti tra gli accreditati.

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    • Legge assolutamente cambiare, i soldi di chi non indica destinatario, dovrebbero andare allo Stato, non ridistribuiti, oppure deve essere introdotta opzione ateo! Chi non ha credo religioso può dare indicazione di usare le risorse per interventi dello Stato a sostegno di tutela di ambiente, paesaggio, animali, beni culturali e storici! Si parla tanto di discriminazione e poi abbiamo una legge palesemente discriminatoria nei confronti di chi non ha credo o fede religiosa, con un meccanismo perverso per cui i soldi degli atei finiscono ugualmente in ambito religioso, praticamente un obbligo di sovvenzione!

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  3. Prima di commentare bisogna sentire tutte le campane.
    La SGI ha risposto contrariamente a quanto scritto nell’articolo molto vago e impreciso nel riportare i fatti.
    La risposta della SGI è stata precisa e dettagliata nel rispondere alle accuse vaghe da parte del direttore della comunicazione.
    Anche per quanto riguarda l’8×100 riferisce dettagliatamente del suo utilizzo.
    Prima di giudicare bisogna informarsi per avere una visione più ampia e meno ristretta.

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