L’Ue equipara il vino alle sigarette: “Fa male alla salute e causa il cancro”

Una risoluzione azzera i finanziamenti al settore e impone gli avvertimenti sanitari. In pericolo 13 miliardi di fatturato.



(Carlo Cambi – laverita.info) – Dallo Stato etico a quello dietetico è un attimo. Ora l’Europa è anche un ente distopico che finisce per diventare dispotico. Difficile credere che non si renda conto che continuando a emanare regolamenti che distruggono l’identità, l’economia e la cultura dei Paesi che vi aderiscono non determini la sua fine.

Dopo aver provato a cancellare il Natale, non solo vuole imporre le case verdi pena la perdita di qualsiasi valore, ma vuole vietare il vino perché provoca il cancro. E lo fa in base a una presunzione sanitaria che diventa prescrizione autoritaria senza badare alle proprie interne contradizioni. Una per tutte: no al vino perché fa venire il cancro, ma sì alla cannabis che ora in Lussemburgo si può coltivare per uso personale, che diventa libera in Germania, che da sempre si vende nei coffee shop in Olanda.

Ieri la commissione parlamentare europea che si occupa delle politiche anti cancro (Beca) ha votato all’unanimità una risoluzione in cui si afferma: «Non esiste un livello sicuro di consumo di alcol e se ne dovrebbe tenere conto nel progettare le politiche di prevenzione dell’Ue contro i tumori». I difensori a oltranza di questa Unione europea in preda al politically correct dicono che è una risoluzione di indirizzo e che è utile che l’Europa si preoccupi della salute dei suoi cittadini. È il vento green che soffia – alimentato dalle multinazionali della nutrizione – su Bruxelles. Lo stesso che ha prodotto l’aberrazione del Nutri-score (l’etichetta a semaforo che ha un fondamento scientifico inesistente) che è uno dei pilastri del programma Farm to fork in base al quale dovremmo smettere di mangiare carne – anche quella secondo Bruxelles cancerogena e nemica dell’ambiente – per alimentarci di bachi, locuste, spremute di fagioli e coccodrillo.

Pure la risoluzione anti cancro sul vino è priva di fondamento scientifico. Vi è una sola relazione dell’Oms che si basa su un unico studio pubblicato da Lancet quattro anni fa e contestatissimo. Due le principali ragioni che lo invalidano: non è provata una relazione diretta alcol-cancro, non è provato quali siano i livelli di consumo tollerabili. Al contrario sul vino esistono studi autorevoli che promuovono come benefico un moderato consumo. Col pronunciamento dei deputati europei però si avvicinano le etichette con scritto «il vino nuoce gravemente alla salute» come per le sigarette, l’azzeramento di promozioni e finanziamenti che l’Europa concede ai produttori, il divieto di pubblicità e accise sugli alcolici così pesanti da scoraggiarne il consumo.

Contro queste ipotesi – rischiano di diventare realtà nella prossima seduta plenaria del Parlamento di Strasburgo – si è schierata la Ceev (Confederazione europea del settore vino) che contesta il dato sanitario e fa notare come il vino sia per l’Europa un modello culturale e una fonte economica irrinunciabile. In Italia contro Bruxelles è un coro veemente. Gian Marco Centinaio, sottosegretario leghista alle politiche agricole, nota: «Affermare che non esiste un livello sicuro di consumo oltre a essere un approccio semplicistico e fuorviante si traduce in un danno ingente per l’Italia, dove il vino non è una bevanda, è molto di più: è cultura, è racconto dei territori, è parte di una tradizione millenaria, è uno stile moderato di consumo oltreché componente della dieta mediterranea patrimonio dell’umanità. Prima l’attacco è venuto alla carne adesso all’alcol. Ci batteremo per tutelare il made in Italy».

In Europa peraltro è ancora aperta la questione del Prosek croato che fa il verso al Prosecco. Tanto Unione italiana vini, che chiama a un’azione congiunta di tutti i Paesi produttori contro Bruxelles, quanto Federvini fanno notare che l’Italia col vino fa 13 miliardi di fatturato, di cui 6,5 miliardi all’export e dà lavoro diretto a 1,3 milioni di persone. La Coldiretti con il presidente Ettore Prandini si dice preoccupata per gli effetti sull’export e sul consumo interno. Che negli ultimi 30 anni è diminuito del 50% (siamo sotto i 38 litri pro capite). Dopo due anni di pandemia le cantine non hanno ancora recuperato i livelli del 2019 e in più devono fronteggiare aumenti nei costi di produzione del 30% (oltre 1 miliardo). Una situazione che non riguarda solo l’Italia: lo Champagne scarseggerà sulle tavole delle feste perché i produttori non trovano bottiglie, tappi, gabbiette e hanno difficoltà nelle spedizioni.

Probabilmente la decisione assunta ieri a Bruxelles scatenerà la protesta dei francesi e degli spagnoli. È difficile pensare a una bottiglia di Romanée Conti da 3.000 euro o a un vino di Angelo Gaja, un Sassicaia, un Solaia di Piero Antinori, un Barolo Monfortino o un Masseto di Frescobaldi che oscillano tra 300 e 1.000 euro con la scritta «nuoce gravemente alla salute». La verità è che l’Europa ha dichiarato guerra ai campi e a quelli italiani in particolare. Ursula von der Leyen nel suo discorso sull’unione il 15 settembre scorso non ha mai pronunciato la parola agricoltura. Che il diktat sanitario sia un effetto collaterale?

11 replies

  1. Era ora. Il consumo smodato di alcool, anche nei giovanissimi, è una costante di questi nostri tempi. Ampiamente pubblicizzato. Soprattutto nei film o nelle serie americane dove tutti sono, ad ogni ora del giorno, col bicchiere di superalcolico in mano.
    Tra sballi di ogni tipo ci accorgeremo presto dei danni: fisici,sanitari e di ordine pubblico.
    Mi dispiace perché bere con moderazione mi piace, ma abitavo di fronte ad un pub e ne ho viste di tutte. Come etilici di minori compresi. E locale chiuso solo per qualche giorno.
    Occorrerebbe fare come con le sigarette, il cui consumo tra l’altro non crea violenza e problemi di ordine pubblico. L’alcool però muove molti più soldi, quindi la vedo dura…

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    • hai pronunciato la parola magica SUPERALCOLICO.

      Ti sembra che il vino sia un ‘superalcolico’?

      Ti sei risposta da sola, dunque: i due elementi dell’alcolismo di cui parli sono A- superalcolici B- birra, tanta anche.

      Non ci sono molti ubriachi in giro con il prosecco e il Chianti, al giorno d’oggi.

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      • Mai visto ubriachi vagare col cartone di Tavernello et similia in mano? Non abita in centro? Mai vista la quantità di vino che certe persone comprano al supermercato ( solo vino, niente cibo a volte… e non sono ristoratori)?. Certo che il Barolo d’annata non lo comprano… Il vino ubriaca, eccome. Ciascuno di noi ha una diversa capacità di metabolizzare l’ alcool, ma il cervello ed il fegato ci prendono di mezzo comunque.
        Ma il mercato è immenso e si continua a pubblicizzare. E le compagne ed i figli a sopportare il ritorno a casa dell’ ubriaco – con quello che ne consegue – e gli incidenti stradali, le risse violente, le molestie, gli stupri … Altro che pandemia.
        Presto si aggiungerà la legalizzazione della cannabis , sempre giustificato dal benaltrismo e dal togliere l’ affare alle mafie ( che continueranno a farlo comunque, spingendo su altre sostanze). Se ci aggiungiamo gli psicofarmaci che si trovano ovunque ( guai sentirsi un po’ tristi e non convenientemente “socializzati”) e ai quali ormai sottoponiamo anche i bambini “iperattivi” in semplice carenza di una adeguata educazione ( non sono cambiati geneticamente i bambini, ma i genitori…), i governanti di un non remoto futuro avranno via libera per la qualunque: basterà legalizzare ( con giustificazioni “etiche”, ovvio…) la sostanza giusta.

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  2. Rimane ancora paradossale che farsi un canna grazie ad una piantina autocoltivata è illegale, e non si fa del male a nessuno, difficile che le risse scoppino in un coffe shop che per come me li ricordo io erano tutti rilassati. Alla guida i fumatori di cannabis generano traffico per le andature rilassate, mentre chi abusa di alcool tende a correre in auto. Ovviamente alla guida non si dovrebbe fare nell’uno e nell’altro. La marijuana è un broncodilatatore, a differenza del tabacco.
    Non produce danni fisici, se non di entità trascurabile e solo in caso di vero abuso.
    L’alcool ed il tabacco, invece, ti sfondano anche con l’uso moderato.
    Eppure sono legali e pubblicizzati tutti i giorni.
    Non sarà perché lo Stato ci guadagna? E poi si pulisce la coscienza con le frasette? O facendo la guerra anche all’uso personale e moderato di erba?
    Non sarà che la mafia sul proibizionismo ci guadagna?
    Non sarà che in Italia gli interessi di Stato e Mafia sono spesso indistinguibili?

    La Verità non si accorge di tante verità.

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    • Tu, come gli altri sopra, sorprendentemente, considerate solo i rischi del vino, senza elencarne i pregi.

      E questo perché chi guida ubriaco va più forte di chi si canna.

      Sorprendente quanto siate limitati.

      Nel mentre, viene fuori pure uno studio che dice che mangiare pizza fa venire l’ictus.

      E l’Europa dice che le case di vecchio tipo non hanno più valore.

      Continuiamo così, dai.

      Un bel giorno ci diranno che anche andare al mare fa venire il cancro, per via degli UV.

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      • In Italia costruiscono male, anche le nuove case sono energivore e non utilizzano le nuove tecnologie, come le VMC.
        Dall’UE arrivano in genere norme di civiltà, il problema è che siamo troppo retrogradi per accoglierle.
        E comunque il vino fa male, lo dico da bevitore.
        Non conosco persone che hanno problemi con l’erba ma conosco persone che hanno problemi con l’alcool.

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    • Io ho letto, e non posso trovare la citazione, che quando oprirono il mercato delle canne negli USA la percentuale di ‘mbriachi fermati alla guida scese.

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  3. Massi, dai, canne per tutti. Anzi, canna obbligatoria, così il popolo sta buono buono, rilassato rilassato …😀

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