Gualtieri annuncia nuovi tram. Ma sono quelli voluti dalla Raggi

(Davide Manlio Ruffolo – lanotiziagiornale.it) – Chissà quanti hanno sentito un brivido lungo la schiena quando l’assessore alla Mobilità della Capitale, Eugenio Patané, ha annunciato ben sette nuove linee di tram. Parole che, a ben vedere, hanno il sapore del déjà vu perché sembrano essere l’esatta fotocopia del progetto annunciato pochi mesi fa dall’ex sindaca Virginia Raggi che stava, tra mille difficoltà, provando a varare la “cura del ferro” per la Capitale. All’epoca dei fatti, dalle opposizioni erano piovute una sterminata serie di polemiche tra quanti accusavano l’amministrazione pentastellata di vivere “nel mondo dei sogni” e quanti ritenevano tali proposte del tutto inadeguate per la città.

Critiche che sono sparite dai radar ora che il progetto è passato di mano e viene proposto dal Partito democratico ma che, soprattutto, fanno venire il dubbio che spesso l’ex sindaca è stata attaccata in modo pretestuoso e che le soluzioni da lei individuate evidentemente non erano così sbagliate. Quel che è certo è che Roma ha disperato bisogno di una profonda revisione del trasporto pubblico e per questo non si può che essere felici che ciò avvenga in piena continuità con il lavoro portato avanti dal Movimento 5 Stelle.

BOTTA E RISPOSTA. Ad annunciare le nuove linee è stato l’assessore Patané che su Facebook ha scritto un lungo post in cui si legge che “è stata affidata la gara, bandita da Roma Servizi per La Mobilità, per la progettazione e la fattibilità tecnico economica di 7 nuove linee tram di Roma, per complessivi 33 chilometri di rete tranviaria”. A suo dire “oltre alle quattro tratte già finanziate e previste per il Giubileo 2025, Roma proseguirà la cosiddetta cura del ferro con le altre tratte che creeranno l’auspicato effetto ragnatela.

Con linee di tram, metro e ferrovie locali che si incrociano in più punti, come avviene in altre grandi metropoli europee e mondiali”. Si tratta di un’imponente opera che lo stesso assessore, a ragione, non esita a definire “una rivoluzione per la mobilità cittadina”. Quello che omette, almeno secondo quanto gli rinfacciano dal Movimento 5 Stelle, è sia l’aver fatto alcune inesattezze che l’aver dimenticato di dire che il merito è della precedente giunta.

A spiegarlo è la consigliera di Roma e capogruppo di M5S, Linda Meleo, che su Facebook (qui il suo post) ha messo i puntini sulle i. Secondo la pentastellata la “gara di progettazione dei tram di cui parla l’assessore ai trasporti” è “tutto lavoro della giunta Raggi” e quindi costituisce l’ennesimo “lascito alla città” da parte della precedente Amministrazione. Sostanzialmente quanto annunciato da Patané farebbe riferimento a “un appalto per la progettazione di ben 7 nuove linee tranviarie, frutto di una gara che abbiamo lanciato a inizio della primavera di quest’anno” con l’aggravante, continua la Meleo, che l’assessore “ha annunciato di aver affidato la gara di progettazione di queste 7 nuove linee tram” quando “in realtà la gara è stata già aggiudicata durante l’Amministrazione Raggi”.

A riprova di ciò la capogruppo M5S ripubblica proprio il post “di Virginia in cui, da Sindaca, parlava proprio di questo affidamento con una delle imprese di progettazione vincitrici”. Per questo, conclude, “quello che è accaduto è solo la firma del contratto dopo il periodo di stand still previsto per legge. Nessun merito della nuova amministrazione in questa procedura. Lo dico perché è bene che il lavoro fatto nei passati 5 anni sia riconosciuto” visto che “così tanti progetti non c’erano mai stati in città”.

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  1. Gualtieri: altri 27 dirigenti esterni e niente discarica

    Il piano del Sindaco per il Campidoglio

    (DI VIN. BIS. – Il Fatto Quotidiano) – Roberto Gualtieri è pronto a portare in Campidoglio 27 nuovi dirigenti a sua scelta. Nonostante sia già in atto un concorso pubblico giunto alla prova scritta il cui iter è fermo. Il nuovo sindaco della Capitale ha deciso di affidarsi a persone esterne al Comune, di sua fiducia, per rilanciare l’azione burocratica di Palazzo Senatorio. Andranno a guadagnare mediamente tra i 100mila e i 120mila euro lordi annui.
    La decisione è stata comunicata lo scorso 30 novembre ai sindacati, insieme alla bozza del nuovo piano assunzionale. Si tratta di personale da prendere “in prestito” da altre amministrazioni (attraverso gli istituti del comando o del distacco); di cui avvalersi pescando dalle graduatorie dei concorsi pubblici di altri enti pubblici; oppure da scegliere in via del tutto fiduciaria, come previsto dall’articolo 110 del Testo unico enti locali. Dal Campidoglio spiegano che “il piano del Comune consentirà di completare l’organico” e che “prevederà nuove opportunità di assunzione” anche “con la conclusione delle procedure in corso”. Inoltre, viene ricordato, “al 1 dicembre in Campidoglio lavoravano 20 dirigenti esterni, di cui quattro articolo 110”.
    Dal suo arrivo, intanto, Gualtieri ha riempito gli staff della sua giunta di militanti Pd e aspiranti consiglieri non eletti, impegnando circa 2,3 milioni di euro l’anno per gli stipendi lordi dei 34 arruolati. Fra i nomi più noti in città ci sono l’ex presidente del Municipio XII Monteverde, Cristina Maltese, che andrà a guadagnare 113mila euro lordi in qualità di segretaria particolare del sindaco; Valerio Barletta, ex minisindaco del XIV Monte Mario, assegnato all’assessorato Ambiente di Sabrina Alfonsi per 91mila euro l’anno; Emiliano Sciascia, già presidente del IV Tiburtino, andrà a guadagnare 47mila euro nella segreteria di Ornella Segnalini (Lavori Pubblici). Nell’ultima infornata, tra gli altri, sono rientrati anche Jacopo Emiliani Pescetelli, ex vicepresidente nel Municipio I Centro storico (quello di Alfonsi), Emanuela Mino e Donato Mattei (ex consiglieri all’XI Portuense), nelle segreterie di Monica Lucarelli (Attività Produttive) e Andrea Catarci (Decentramento), oltre ad Anna Vincenzoni, anche lei ex assessora al I Centro storico. Tommaso Sasso, 25enne enfant prodige della scuola politica di Massimo D’Alema guadagnerà 57mila euro nella segreteria di Gualtieri. Spazio anche per due ex consiglieri non rieletti: Giulio Bugarini, è il capo segreteria a 113 mila euro, quasi il doppio dei 60mila di Antongiulio Pelonzi, capogruppo Pd uscente.
    Le mosse sono “sorvegliate” dal nuovo capo di gabinetto, Albino Ruberti, che fino a due mesi fa ricopriva lo stesso ruolo in Regione Lazio con Nicola Zingaretti. Lo stesso Ruberti, che il 1º maggio 2020 con l’Italia ancora in lockdown, partecipò a un pranzo “clandestino” a base di ostriche nel quartiere Pigneto, inveendo contro il poliziotto che voleva multarlo al grido di “lei non sa chi sono io” (poi chiese scusa). Guadagnerà 200mila euro lordi all’anno.

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  2. Non conta “cosa” si fa (o si dice) ma “chi” lo fa (o lo dice). L’ etichetta prima di tutto, così basta un’ occhiata e già si sa cosa si deve pensare. Ci hanno “educato” così’.

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  3. Cos’è? La lista delle nefandezze di Roberto Gualtieri? Non mi aspettavo nulla di meglio… spero solo che le persone scelte sappiano fare benissimo quello per cui sono chiamati e che quei compiti servano effettivamente ai cittadini. Insomma, spero che i soldi pubblici non siano gettati, non siano la solita regalia ai compagni di merende.

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