Dalle ostriche alla pappa reale fino ai profilattici: gli emendamenti alla legge di bilancio

(Luca Monticelli per “la Stampa) – Dalle ostriche alla pappa reale fino ai profilattici. I senatori si sono scatenati nel presentare alla legge di bilancio modifiche e fondi di ogni tipo, finanziamenti a pioggia e mini proposte. È il classico assalto alla diligenza che ogni anno contraddistingue la politica italiana sotto Natale.

Pentastellati e leghisti hanno depositato in commissione al Senato rispettivamente 988 e 976 emendamenti, poco più del Pd che si è attestato a quota 865. Nel gran calderone delle richieste il senatore del Carroccio Gian Maria Bergesio invita ad abbassare l’Iva sulle ostriche portandola dal 22 al 10%, non proprio uno di quei beni di prima necessità su cui Matteo Salvini aveva annunciato di voler tagliare l’imposta sul valore aggiunto. Giampaolo Vallardi, invece, la vorrebbe abbassare sulla pappa reale.

L’Iva è uno dei temi preferiti anche dei 5 stelle: un emendamento a prima firma Marinello e Santangelo punta sull’imposta agevolata al 10% per i profilattici maschili e femminili. Tutte idee legittime e interessanti, così come molte altre che sostengono battaglie importanti, ma che non appaiono coerenti con l’impianto della finanziaria. Paola Binetti dell’Udc e Paola Boldrini del Pd invitano la commissione a riflettere sulle malattie rare con l’istituzione di un fondo per la vulvodinia e per la neuropatia del pudendo (un nervo che irradia i genitali).

Vincenzo Garruti (M5s) si concentra sulle celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. Garruti, inoltre, inventa la Giornata nazionale “Giovani e memoria” per raccontare personaggi storici con i social media. Poi, sempre a firma 5 stelle, c’è l’emendamento per l’Agenzia nazionale per la Cannabis (Lorefice) e quello per l’educazione emozionale nelle scuole in chiave anti bulli (Leone). Tornando alla Lega, Stefano Corti propone programmi televisivi in Rai sull’educazione alimentare e in particolare sulla celiachia.

Il suo collega Pillon vuole che il piano strategico per la parità di genere individui buone pratiche per combattere «la narrazione culturale e mediatica non rispettosa della dignità della donna» invece che gli «stereotipi di genere». La quantità di temi sul tavolo lasciano attonito Francesco Boccia del Pd, ex presidente della commissione Bilancio alla Camera e soprattutto “padre” della riforma della manovra. «Me l’hanno massacrata…» ammette.

Nel 2016 il Parlamento aveva superato la prassi della legge di Stabilità che prevedeva due provvedimenti distinti, appunto il bilancio con le tabelle e il ddl con le misure di spesa, con l’obiettivo di arrivare a un articolato prettamente tabellare. Un impegno che è rimasto solo sulla carta e mai attuato. La legge di bilancio è sì unica, ma le micro norme proliferano. Sarà pur vero che l’appetito dei partiti vien mangiando, e non potrebbe essere altrimenti di fronte a una manovra espansiva che vale 30 miliardi, però, sottolinea Boccia, «i presidenti delle commissioni e delle Camere dovrebbero stralciare tutto quello che non è coerente con la legge».

In più, aggiunge, «c’è un tema di metodo: se ci sono disegni di legge “collegati” le questioni settoriali andrebbero affrontate lì, così non ci troveremmo questo minestrone». Forza Italia è il gruppo che ha depositato più emendamenti (1.108), molti di natura fiscale o legati a imprese e sanità. Spicca quello di Gasparri per detrarre le spese di matrimoni, battesimi e comunioni. «Non abbiamo né un relatore né un sottosegretario al Mef», spiegano da Forza Italia. Ma la mole di emendamenti non è una vendetta, assicurano, solo un modo «per far sentire la nostra voce».

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