Il Pd fa un regalone al Vaticano

(Luca Monticelli – La Stampa) – Trattative estenuanti sulle riformulazioni degli emendamenti, riunioni fiume, sedute notturne e toni sopra le righe. La discussione sul decreto fiscale al Senato, un provvedimento di fatto a costo zero, accende lo scontro politico non solo con l’opposizione ma anche dentro la maggioranza.

Se il decreto fiscale rappresenta l’antipasto della manovra, il governo farebbe bene a preoccuparsi. Le votazioni sono proseguite durante tutta la notte, però su alcuni temi la variegata e litigiosa maggioranza è riuscita comunque a trovare un’intesa con il Mef.

Oggi il provvedimento approderà in aula a Palazzo Madama. Il Pd è riuscito a far passare un emendamento che esenta dal pagamento della tassa sui rifiuti (la Tari) le basiliche di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore, di San Paolo e altri immobili compresi nel Trattato lateranense.

Tra questi: il palazzo pontificio di Castel Gandolfo, l’Università Gregoriana, i due edifici di Sant’Apollinare e la Casa degli esercizi per il clero di San Giovanni e Paolo. Tutti edifici per i quali la Chiesa già non pagava.

Ma una sentenza della Cassazione di alcuni mesi fa aveva sancito l’inversione di rotta. Ora l’emendamento consente di non pagare.

Via libera alla proroga al 9 dicembre per il pagamento della rottamazione-ter e del saldo e stralcio che secondo il calendario dell’Agenzia delle entrate doveva essere perfezionato ieri.

Con i cinque giorni di “tolleranza” che si applicano sempre ai termini fiscali, il rinvio arriverà al 14 dicembre. Fratelli d’Italia, che aveva indicato un differimento al 2022, parla di «vergogna», ma la materia sarà affrontata ancora in legge di bilancio, dove ci sono parecchi emendamenti.

Luce verde pure a un altro emendamento che assicura più tempo per pagare le cartelle sospese durante l’emergenza Covid. Sono quegli atti che la Riscossione a settembre ha ricominciato a inviare ai contribuenti. I versamenti vengono estesi da 150 a 180 giorni.

Niente intesa sul Patent box (la detassazione sui brevetti), che nella sua nuova versione aveva fatto insorgere Confindustria. L’impegno è trovare un punto di caduta in legge di bilancio.

Dovrebbe rimanere fuori il testo del senatore dem Tommaso Nannicini che abolisce le agevolazioni alle società sportive che ingaggiano atleti provenienti dall’estero. Una misura del vecchio Decreto Crescita utilizzata soprattutto dalle squadre di calcio per far tornare in Italia i giocatori risparmiando sull’ingaggio.

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3 replies

  1. proprietario della casa dei genitori, ora disabitata, senza allaccio utenze, abbastanza fatiscente, devo pagare il balzello annuo tari ad hera. Esso è dovuto per la presenza dei mobili, non tarlati, in quanto di truciolato. I compagni baciapile, ex mangia-preti, per coerenza dovrebbero versare in solido, confidando nei benefici delle indulgenze,

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