Gianluigi Paragone: “Se Di Battista farà il suo partito sono contento”

(Da Radio Cusano Campus) – Il senatore Gianluigi Paragone, fondatore di Italexit, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul nuovo partito di Di Battista. “Se farà il suo partito sono contento –ha affermato Paragone-. Io guardo tutti i partiti con grande interesse, poi ovviamente guarderò con maggiore interesse Italexit.

Se mi chiedesse di rifondare insieme un nuovo M5S? No, assolutamente, non ho alcuna voglia di rifondare un nuovo M5S. Se andate nelle zone produttive del Paese l’ultima cosa di cui vogliono sentire parlare è il M5S”.

Sulla manovra. “Il dibattito parlamentare sarà poco e nulla, daranno qualche mancetta alle forze che sostengono Draghi, però il metodo è questo, è quello che Draghi ha impresso. Siamo ormai al delirio di onnipotenza dell’esecutivo e quindi il dibattito non c’è. Laddove commetteranno un errore dalla cabina di regia sarà corretto con un maxi emendamento”.

Sull’aumento delle bollette. “Come avevo detto in tempi non sospetti, maggiore sarà l’elemento di contrazione del Paese con i vari lockdown e maggiori saranno le ripercussioni nei bilanci delle famiglie e dei piccoli imprenditori.

Quando si parla del rincaro delle bollette, questo incide moltissimo. Io per tutta la legislatura ho promosso un emendamento per far sì che il consumatore che consuma energia verde non dovrebbe pagare i finanziamenti all’energia verde negli oneri di sistema delle bollette, dovrebbe essere premiato.

Invece l’emendamento è stato sempre cassato. Adesso dicono che vogliono andare incontro alle famiglie. Noi ci stiamo focalizzando sulla vita fisica delle persone, ma la gente può anche morire per dannazione, per disperazione, per depressione. Quando ci fu la crisi finanziaria piccoli imprenditori si suicidarono e le redazioni decisero di non pubblicare più certe notizie per evitare fenomeni di emulazione”.

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3 replies

  1. Paragone paracubo.

    La sua visione politica da conduttore televisivo de La gabbia era al quanto diversa. Allora gli imprenditori de nord e di altrove non erano elementi d’interesse se non come sogetti causa di ingiustizia e sofferenza sociale per via ,per esempio, di delocalizzazioni e licenziamenti. Fu per questo,insieme al suo conseguente allontanamento da La7 a far proporre la sua candidatura sotto il simbolo pentastellato.Ora risulta quanto meno strumentale la sua contentezza per l’eventuale nascita del “partito” di Di Battista che viene visto come non come un giustiziere revendicatore di un’identità m5s perduta(cosa che avrebbe fatto non poco piacere) ma come deflagratore del mondo grillino.
    Sputare in quel piatto non è nobile da parte sua.

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