Covid: tutte le regole per viaggiare durante le Feste

Ecco come evitare che variante Omicron e sesta ondata rovinino i progetti di vacanze per il periodo natalizio tra nuove regole e restrizioni

(Barbara Massaro – tag43.it) – Anche quest’anno la pandemia rischia di compromettere i progetti di vacanza degli italiani. Tra sesta ondata, incognita della variante omicron e nuove restrizioni muoversi tra Natale e l’Epifania è un terno al lotto. Difficile, ma non impossibile. Tanto più se si è in possesso di green pass. Le regole sono diverse da Paese in Paese, fuori e dentro la UE. Ecco la mappa delle regole attualmente in vigore per le principali mete turistiche scelte tradizionalmente dagli italiani per le Feste

Viaggiare in Italia: regole e restrizioni

Al momento non esistono restrizioni ai viaggi e agli spostamenti tra regioni previste solo in caso si passi a zona rossa.
L’unico divieto in vigore è quello relativo all’ingresso a chi è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini, Malawi negli ultimi 14 giorni.

Dove sono chiuse le frontiere

A causa della minaccia della variante omicron Israele, Giappone e Marocco hanno già deciso di chiudere le frontiere a tutti gli stranieri. Lo Stato di New York ha invece deciso di chiudere lo Stato d’emergenza.

Restrizioni e regole per il Regno Unito

Per il Regno Unito sono previsti due differenti corridoi d’accesso al Paese. Chi è provvisto del ciclo vaccinale completo e non ha transitato negli ultimi 15 giorni in paesi considerati a rischio può entrare in maniera facilitata ovvero prima sottoponendosi a test molecolare eseguito in loco entro 48 ore dall’arrivo e poi compilando il modulo d’ingresso. In alternativa è sufficiente il Green Pass. Chi non soddisfa questi requisiti dovrà sottoporsi a quarantena.

Regole e restrizioni per viaggiare in Europa

In Francia le cose funzionano pressoché come da noi ed è riconosciuto il green pass rilasciato dai Paesi dell’Unione Europea.
È stato abolito l’obbligo di portare le mascherine all’esterno, nella maggior parte del territorio nazionale, salvo il caso di raduni e assembramenti. È, inoltre, obbligatorio esibire il certificato Covid o pass sanitario («pass sanitaire»), per accedere a luoghi di svago e di cultura (tra i quali ci sono musei, cinema, teatri e sale di spettacolo), bar, caffè e ristoranti (anche negli spazi all’esterno dei locali).

Il pass sanitario viene richiesto al momento di imbarcarsi su aerei, treni e autobus a lunga percorrenza, nonché per accedere a studi medici e centri commerciali di grandi estensioni.

Scenario pressoché identico è quello tedesco. Per entrare in Germania servono gli stessi documenti necessari all’ingresso in Francia. Idem per il Portogallo.

In Spagna invece dipende dalle differenti comunità autonome. In alcune regioni, infatti, non serve neppure il green pass per entrare sebbene la situazione sia in continuo aggiornamento ed è bene consultare il sito della Farnesina per verificare la documentazione necessaria all’accesso presso le comunità autonome che possono cambiare le regole di settimana in settimana

Più difficile andare in Austria dove dal 22 novembre e fino al 12 dicembre 2021 vige un lockdown generalizzato, che riguarda anche la popolazione non vaccinata.
Per entrare in Austria bisogna avere green pass oppure test diagnostico negativo. Va ricordato che in Austria il vaccino viene considerato valido per un periodo di 270 giorni

Le vacanze con corridoi Covid Free

Esistono paesi ritenuti Covid free che non richiedono alcun tipo di documentazione per visitarsi. Si tratta di mete che, però, prevedono la scelta di un viaggio organizzato presso le agenzie di e i tour operator. In questo caso si potrà accedere alla nazione senza alcuna formula di controllo. I Paesi sono:  Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam).

6 replies

  1. a proposito di chi dichiara “ma fa pochi morti”
    ho letto una cosa che avrei dovuto ricordare, perché nota sin dalla seconda metà della prima ondata
    2020, detta e ridetta, ma mi era passata di mente ed oggi l’ho riletta scritta da altri.

    i decessi avvengono mediamente una ventina di giorni dopo l’onda dei contagi.

    se mantiene la tempistica, e le modalità viste sino ad ora, i decessi dovrebbero iniziare ad aumentare,
    in Africa, tra una quindicina di giorni, visto che l’onda inizia ad alzarsi ora.
    solo allora si capirà se è più letale, letale uguale o meno, anche se, vista la maggior quantità di giovani
    in quei paesi, fare paragoni potrebbe risultare fuorviante.

    l’essere più contagiosa pare invece già appurato.

    con buona pace dei negazionisti

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    • Qui di negazionista c’é solo un tizio di Bologna che non crede a quello che i sudafricani hanno GIA’ constatato.

      Sintomi LIEVI, nessuna TI, nessun MORTO.

      Ci arrivi o vuoi un disegnino?

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    • Altro che variante Omicron Marco Bo.Il culo dell’italia è finito quando è finito il bel tempo. Guarda caso ha cominciato a far freddino da 20 giorni circa, e oggi, dopo che la gente(stravaccinata, vaccinata e non) ha cominciato ad incontrarsi al chiuso nre ristoranti nei bar e via dicendo, e a riaffollare i mezzi pubblici, senza alcuna precauzioni grazie al mito del “se tengo il Green pass faccio il cazzo che voglio, e se non lo tengo lo faccio uguale, tanto gli altri son vaccinati “, i contagi e le morti sono risaliti di colpo. Oggi circa 15000 e oltre 100 morti. Sarà che invece di essere i più bravi eravamo solo in ritardo rispetto al resto dell’Europa per una questione di fortuna ( bel tempo). Altro che variante Omicron, son cazzi amari già a Natale

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  2. Omicron è un banale raffreddore ma ormai il terrorismo sanitario impera perché è un utile sistema di governo. Nulla come la paura permette di tagliare i diritti per cui se la paura non c’è, occorre inventarla.

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  3. “Chissà quando la smetteranno di raccontare cazzate, le terapie intensive sono libere per l’80 e il 90%, dati dell’Istituto Superiore di Sanità di qualche giorno fa, però i cortigiani Scanzi e Cecchi, per citarne due dei tanti, continuano a fare disinformazione dicendo che la signora non la operano di tumore perché le terapie intensive sono piene di novax. Linfa per analfabeti funzionali che, vittime della variante italica della sindrome svedese, ci cascano come la gallina di Stalin senza prendersi la briga di andare sul sito dell’ISS.
    Lo sanno pure le pietre che la signora Laura, una delle centinaia di migliaia in attesa di intervento in verità, non si può operare perché l’aberrazione dell’intramoenia e dell’extramoenia riempie le corsie, e le sale operatorie, di gente che è passata prima dallo studio privato del primario e dei suoi aiuti a lasciare il pizzo, meglio se a nero, per questo non arriva mai presto il turno dell’istituzionale.
    Se la signora avesse pagato avrebbe avuto la possibilità di scegliere equipe, struttura e data dell’intervento.
    Come faccio a saperlo?
    Ho due avvisi di garanzia per gli abusi della libera professione, uno da parte di un primario di Taranto e l’altro del Presidente/Assessore alla Salute Emiliano che anziché andare a verificare si è messo a parte civile. Da indagato a parte lesa il passo è stato breve e ora pare vi sia stato un rinvio a giudizio, staremo a vedere, la magistratura è sempre alla Palamara. Una cosa è certa, tale modus operandi è cosa assai comune a moltissime strutture semplici e complesse che da pubbliche si trasformano in cliniche private.
    Lo so perché mondo era e mondo è, nel 2008 ho pagato 11 mila euro al cup del Policlinico di Bari per una presunta diagnosi di tumore di Klatskin. La segretaria ci aveva chiesto se volevamo farlo in corsia oppure ‘o’. A quel punto le chiesi cosa volesse dire ‘o’, e lei, con molta naturalezza ci disse che il professore si sarebbe potuto trovare fuori per un convegno e sarebbe stato preferibile farlo a pagamento per avere la certezza di averlo. Davanti ad una diagnosi severa non hai molte scelte, loro lo sanno e ti mettono il coltello alla gola. Fortunatamente non era tumore ma una stenosi congenita, spero li stiano consumando in medicine.
    Lo so perché un paio di mesi fa ad una mia amica hanno chiesto 13 mila euro per un tumore alla mandibola per fare presto ed è dovuta andare in mobilità passiva al nord con costi indiretti di un certo rilievo perché non sapeva da dove prenderli.
    Lo so perché per una pet di stadiazione di un tumore ti fanno aspettare dai 4 agli 8 mesi, a meno che tu non sia disposto a pagare 1500 euro o ad andare fuori regione. Me ne sono occupato tante volte, la signora Manzari la ricordo ancora: https://youtu.be/rvk2QiGvpXU
    Sono iprocriti e delinquenti, spacciatori di fumo negli occhi!!”

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