Attenti ai falsi amici dei poveri

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – D’accordo: chi si loda s’imbroda, ma ora che le voci più insospettabili decantano i pregi del Reddito di cittadinanza lasciatemi godere per tutte quelle battaglie nei talk show televisivi in cui mi ritrovavo sempre solo contro il mondo nel sostenere questo strumento di civiltà, prima ancora che di welfare.

Una posizione non facile, perché la propaganda dei partiti, travestita da informazione, da più di due anni martella l’opinione pubblica enfatizzando gli abusi, innegabili e vergognosi, ma di numero niente affatto superiore rispetto ad altre truffe ai danni dello Stato, facendo credere che a rubare siano molto di più i poveri piuttosto che i grandi evasori fiscali, i falsi invalidi, i truffatori dei sussidi alle attività produttive, gli sfruttatori arricchiti dal lavoro nero, e molto altro ancora.

Certo, la misura non ha fatto trovare a milioni di disoccupati il lavoro che non c’era, soprattutto durante la pandemia, e alcune migliorie sono senz’altro necessarie, ma l’impianto non può essere messo in discussione, perché un Paese che abbandona in povertà milioni di persone, in gran parte minorenni e anziani, non ha titolo per definirsi evoluto.

Dunque prendiamo atto ma non lasciamoci ingannare dai complimenti fatti al Reddito di cittadinanza in ultimo da Berlusconi e diversi altri esponenti di Forza Italia, dopo la conversione del Pd (ma solo dopo la nascita del governo giallorosso) e di altri ex feroci contestatori, in quanto sono proprio queste forze politiche che hanno fatto per decenni la fortuna dei soliti noti – a partire da Confindustria e lobby al seguito – e dimenticato i poveri, tagliando i servizi sociali, la sanità, le pensioni e qualunque forma di assistenza per chi restava indietro.

Una scelta di campo che oggi fa comodo rinnegare per cercare consensi tra i Cinque Stelle – gli unici ad aver fatto qualcosa di concreto per chi è costretto a digiunare a pranzo e far la dieta a cena – in vista di passaggi cruciali come le elezioni per il Quirinale. Diversamente, dopo averli ignorati per decenni, sai che gli frega a Silvio & company del destino della povera gente.

7 replies

  1. “Facendo credere che a rubare siano molto di più i poveri piuttosto che i grandi evasori fiscali, i falsi invalidi, i truffatori dei sussidi alle attività produttive, gli sfruttatori arricchiti dal lavoro nero, e molto altro ancora”. Il problema caro Pedullà non è tanto quello che vorrebbero far credere, ma che esista gente, anche con una cultura medio/alta, che ci crede veramente………..

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  2. Sono d’accordo con lei su tutto, sono però convinto che non avremmo dovuto controbattere il tam tam dei denigratori del RdC,sarebbe stato un modo per far capire chi sono.
    Avranno capito che una buona parte dell’elettorato ha visto in trasparenza il disinteresse di certi politici per le categorie svantaggiate, da qui il clamoroso dietrofront ,solo mediatico,testimoniato come se nulla fosse sulla TV pubblica,
    che pubblica non è se non per pagare il canone e di conseguenza le campagne elettorali dei nostri governanti.

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  3. Grande Gaetano!! Beh possiamo sfruttare l’appoggio del Berlu per mantenere il reddito e poi quando sarà ora di votarlo per il Quirinale dargli buca, un po’ d’astuzia ci vuole

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  4. Solo uno sciocco potrebbe credere a quello che dice B. che è come sempre solo quello che gli fa più comodo al momento.
    E questo vale per quasi tutti i politici italioti. Dov’è la novità ?

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