Greta e gli asini adulti

(Pietrangelo Buttafuoco) – Ospite di Piazzapulita, Federico Rampini ha detto una profonda, potente e semplice verità: “Mi dissocio dalla venerazione nei confronti di Greta Thunberg, mi preoccupa lo spettacolo degli adulti che si genuflettono davanti agli adolescenti. Gli adulti devono governare il mondo”. Questo ultimo assunto è poi un comandamento, una chiara indicazione di senso. Sugli adulti poi che si prodigano verso Thunberg, ecco – pontefici, capi di governo, ministri – un punto di Esopo è perfetto. Ed è laddove racconta di asini con addosso la pelle di leone per spaventare la volpe. A un certo punto ragliano. E si tradiscono. E, ahi noi, hanno già ragliato tutti.

14 replies

  1. Buttafuoco sei incorreggibile.A parte Greta che ne pensi della devastazione ambientale,della devastazione della foresta amazzonica da parte del tuo amico bolsonaro,del riscaldamento globale,dello scioglimento dei ghiacciai?Se li è inventati Greta?Sono responsabili i giovani che protestano?Siete pietosi ti e l’uomo delle bretelle

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  2. … meglio la venerazione del “venerabile” Draghi, del governo dei “migliori”; davanti a lui, e anche dietro, con frenetico movimento di lingua, si genuflettono più che volentieri.

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  3. “Mi dissocio dalla venerazione nei confronti di Greta Thunberg, mi preoccupa lo spettacolo degli adulti che si genuflettono davanti agli adolescenti. Gli adulti devono governare il mondo”.

    Come e’ possibile dire una simile idiozia… Rampini l’ho letto parecchio, come gli esce dalla testa una idiozia simile. Mannaggia come?

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  4. Mi pare che Rampini abbia detto una assoluta ovvietà: a parte la creazione Greta – che adolescente non lo è più ma continuano a vestirla e pettinarla come una bimba dell’ asilo, basterebbe questo per sentire puzza – sono sempre stati i giovani a venire intruppati e aizzati da finti outsiders per dare una parvenza di “novità” e realizzare l’ eterno adagio che “bisogna che tutto cambi perchè nulla cambi”. Poi, appena crescono, i giovani si piazzano. Anzi, anche prima: i movimenti sono pieni di capi, capetti, presidenti, bracci destri, portavoce… Mai visti adulti ambiziosi come tanti giovani: li immaginiamo tutti puri d’ animo e liberamente – cioè stupidamente – altruisti?
    Giovani poi che vuol dire? Quindicenni? Trantenni? Che lavorano? Che da anni fingono di studiare fuori corso? Che hanno responsabilità concrete o che si spendono ogni sera la paghetta? E chi li organizza, chi ci mette i soldi in questi “movimenti”? Insomma, tornando a Greta, di chi era il katamarano milionario?

    Pensiamo a come eravamo noi a 16 – 18 anni. Cosa ne sapevamo del mondo e della vita? Facile infiammarsi – ormoni al massimo – quando il fieno è pulito e ben secco e sporcarti le mani non tocca a te, che continui a campare dalla fatica altrui. Poi la vita ti insegna che le cose non sono affatto semplici, che quasi mai sei tu che decidi – anche riguardo la tua vita personale – e che ti fanno fare l’ eroe e combattere battaglie nelle quali non avrai alcuna voce in capitolo. E magari, studiando la storia, ti accorgerai che sono sempre stati gli infiammabili, sfruttabili e facilmente guidabili ( guru come se piovesse…) giovani – è una caratteristica dell’ età – ad appoggiare quelle che sarebbero state le più feroci dittature: “giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza”…
    Purtroppo siamo sempre lì, al comodo generalizzare: “le donne”, “i giovani”, ” i vecchi” … ecc…

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  5. Cretinate sulla pischella svedese. Un’anima ammuffita si trova subito a proprio agio con le parole di cui sopra perche’ offrono la “reductio ad unum” necessaria per continuare a godersi la vita insulsa e sporca che conduciamo, e sentirsi chissa’ chi, puntando il dito di rimando. Rampini ha detto una idiozia perche’ la pischella – che mostrera’ quindici anni anche a quaranta e senza il morboso bisogno di proiettare i propri limiti e fallimenti esistenziali su di lei – un giorno si alzo’ e disse “Stupido e’ che stupido fa”. Aveva ragione da vendere perche’ da mezzo secolo e’ patente e dimostrato il perche’ ed il percome del disastro ambientale di cui siamo tutti partecipi.

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  6. Ed ha fatto il proprio “possibile” per darsi una ragione di come l’impossibile, la ignavia, debba essere affrontato. Il bacino di ricezione quale poteva essere? Caroline “benaltriste” che mettono tutto nello stesso calderone e puntano il ditino sulle donne e gli sforzi per depurare le loro vite dai retaggi noti e soliti? No, altre pischelle e pischelli come lei per il semplice fatto che a quella eta’ non si deve ossequiare il capitale, i comglomerati antidemocratici, le economie distruttive, i capiufficio giapponesi come un Carolino o una Carolina. Ancge un orbo capisce che la pietra angolare di una simile temperie sociale ed il suo obiettivo, l’ecologismo, non ha senso senza un cambiamento epocale degli usi e dei costumi (consumi). I miei e pure i tuoi, senno’ non serve. Fosse questo che rode?

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  7. Sono difatti i Carolini e le Caroline che si paludano dello scetticismo, della untuosa equiparazione di intenti e fini con altre istanze opposte, che sparlano di giovani e di condizionamenti, di manipolazione ed illusioni, quelle degli altri, mentre loro si gloriano della propria sofferta consapevolezza, ebbe’, creme de la creme. “Gli Indifferenti” come se piovesse…
    I Carolini e le Caroline pensano che tutto sia loro dovuto, alzano il mignolino quando offrono le proprie “constatazioni” un tanto al grammo, pensano che le proprie conquiste siano avvenute al netto della subordinazione, dello sfruttamento altrui, dei favoritismi. Tutti innocenti i9 Carolini? Tutte con le mani pulite le Caroline? I Carolini e le Caroline non voglio dare nulla, vogliono solo puntare il dito contro quel che minaccia di far perdere loro il bene piu’ grande: la coscenza della propria piccolezza di fronte al rigore morale ed etico di una pischella vedese.

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  8. Quando quel fallito chiese a quell’ignorante se fosse possibile dare una mancetta ai sorechi si senti’ rispondere che non era il tempo di prendere ma di dare. Federico Rampini esprime questo stesso animo: non si deve dare nulla, ma bisogna invece prendere altrimenti la macchina si ferma. Idiota, e doppiamente colpevole perche’ lui era adulto quando io crescevo in mezzo alla cementificazione, regole tradite da tutti, inquinamenti, abusi compartiti, tradimenti delle cause piu’ utili per la collettivita’. Ma il collettivo e’ fatto di insiemi, quelli si’ strumentalizzati dal potere che governa gli affaro dei Carolini e della Caroline, quello riduce tutto in comsumi, quello droga la quotidianita’.

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  9. Solo un ignorante fa il fregnetto con i movimenti che si impegnano a “restituire”, il fregnetto dice “Bio” e storce la bocca dicendo “tutte fesserie, ma me lo pago” perche’ si identifica nell’atto di ridurre a consumo un ideale. Ideale il quale, badino, non ha mai detto di esistere per darmi qualcosa di “meglio”, per “dare” a me. No, era per restituire, non per accaparrarsi una fettina in piu’ rispetto al vicino di box parcheggio. A parte le cretinate come l’omeopatia o la biodinamica, le alternative al disastro non hanno alcunche’ di messianico. Nessuno ha mai detto “andra’ tutto bene”, nessuno ha mai detto che la “soluzione” esiste, nessuno ha mai detto “lasciate fare a noi, e poi vedrete che bellezza”. La pischella svedese ripete l’ovvio: sono secoli che abbiamo rubato, noi, qui su questa fetta di pianeta, ora basta perche’ ‘e onseguenze sono troppe per continuare a mentire. Non bisogna prendere per Benetton, bisogna dare per i morti di Genova.

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  10. Ed il chiusone totale, in Austria, comincia solo da lunedi’ 22.

    Per esserne al corrente non servono amici, o riferimenti. Basta essere persone oneste.

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  11. Infatti è quello che ho scritto, ma la decisione del “chiusone” è stata presa tre giorni dopo che era cominciato il “chiusino”, esattamente quando l’ ho scritto io. Hanno semplicemente capito che non era utile ed impossibile da controllare.
    Suvvia, Ennio…

    Per quanto riguarda i post sopra – troppo lunghi da leggere – prendo per l’ ennesima volta atto che ciascuno di noi la pensa in modo diverso. Io l’ ho sempre considerata una fortuna. Continuo a vedere, però, come sempre, la necessità di moderare i toni. Soprattutto di questi tempi e tra di noi, che contiamo meno del due di picche se battezza bastoni.

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