Il nido del Drago

(di  Massimo Gramellini – corriere.it) – Mi piacerebbe sapere in quale pianeta vive Tiziana Drago, la senatrice di Fratelli d’Italia che ha criticato l’aumento dei finanziamenti agli asili-nido. «Perché mettere al mondo un figlio, se poi lo si affida al nido? Meglio allungare il congedo parentale a tre anni». Così parlò Drago (al singolare), ma la realtà purtroppo non è stata informata delle sue buone intenzioni. La realtà è che in Italia una donna perde il posto già quando rimane incinta, figuriamoci dopo. La realtà è che, nei pochi lavori ancora garantiti in cui il congedo parentale funziona, a restare a casa è quasi sempre la donna, non foss’altro perché statisticamente lo stipendio più basso in famiglia è il suo. La realtà è che, se non si hanno nonni in salute o soldi per la baby-sitter, l’asilo finanziato dallo Stato (sempre che ci si riesca a entrare) è l’unica soluzione che consente a molte donne di non interrompere la carriera per accudire la prole.

Forse Drago immagina una società dove nessuno lavora più. Ci siamo vicini: i continui stop and go della pandemia stanno costringendo molti genitori (soprattutto donne, appunto) a lasciare impieghi precari e sottopagati per avviare attività che si possono svolgere in casa e che, pur non offrendo quasi mai un tornaconto economico significativo, consentono quantomeno di godersi i figli e risparmiare sulla babysitter. Ma la senatrice di Fratelli d’Italia è davvero sicura che si tratti del migliore dei mondi possibili? Per i Fratelli, magari. Per le Sorelle, non so.

4 replies

  1. Insomma, meglio tutti/e a lavorare per potersi pagare, con il proprio stipendio o con le tasse, l’asilo nido. I figli, sin da piccolissimi, da trattare come orfani.

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  2. “congedo parentale funziona, a restare a casa è quasi sempre la donna, non foss’altro perché statisticamente lo stipendio più basso” che sia dovuto al fatto che il soggetto non è padre, ma madre, non lo sfiora minimamente…

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  3. Mio figlio e’ andato al nido quando aveva 5 mesi. Io lavoravo, mia moglie pure a non c’era la possibilita’ (ne’ la voglia) di prenderci un paio di anni sabbatici. I nonni erano a 3000 km di distanza e non potvamo permetterci una colf.
    Ieri in pausa pranzo – mio figlio torna a casa a pranzo da scuola tutti i giorni – abbiamo preparato insieme la sua torta di compleanno.

    Mio figlio non e’ orfano e penso che passare del tempo in una buona scuola, tra meastri e compagni, gli faccia bene.

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  4. Al di là delle fesserie che dice la Drago (al singolare ma anche quello al plurale non scherza) , a questo Gramellini mica sfiora l’idea di prendersela con i suoi amici di Confindustria che pagano una miseria i lavoratori e le lavoratrici, li assumono solo con contratti precari, li licenziano quando vogliono e poi pretendono finanziamenti statali solo per sé. Noo, per lui queste cose sono da accettare, sono naturali, sono inevitabili..

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