Nel blitz sulla Rai la manina di Di Maio, l’ex premier ko

(Elena G. Polidori – QN – il Resto del Carlino – la Nazione – il Giorno) – Capita la trappola, Giuseppe Conte ha subito convocato la sua «war room grillina», nel tentativo di capire – a caldo – se davvero dietro le nuove nomine Rai, che hanno messo alla porta il Movimento non ci sia anche qualcosa di più grave, ovvero una manovra di ‘assestamento’ delle forze politiche in vista della nomina più importante, quella del nuovo Capo dello Stato.

Con il M5s contiano destinato alla marginalità decisionale. Ma prima dei «massimi sistemi», gli uomini più vicini a Conte hanno visto altro dietro questa debacle, ovvero l’ennesima coltellata ‘a distanza’ da parte del «governativo» Luigi Di Maio, ieri assente per impegni di ministero, ma molto, molto presente in spirito in quel tavolo a Palazzo Chigi che ha chiuso l’ennesima battaglia intorno al controllo della tv pubblica, con una «quadra» benedetta dallo stesso Draghi, sotto lo sguardo critico del ministro Federico D’Incà.

Un’intesa conclusa senza che Conte sia stato ascoltato: «Aveva assicurato – racconta una fonte – che si sarebbe potuto trovare un accordo, per il Tg1, su un nome terzo rispetto alla Maggioni, troppo vicina a Renzi per poter essere digerita. Poi, ad un certo punto, non si è sentito più nessuno…».

Allora, chi ha dato il via libera alla Maggioni per il Tg1? Ebbene, è lui, Di Maio, il principale imputato di questa situazione, ovvero la mancata conferma di Giuseppe Carboni al Tg1, uomo di stretta osservanza del portavoce storico di Conte, Rocco Casalino, con cui il ministro degli Esteri ha un vecchio – ma ancora aperto – conto in sospeso.

Eccolo, dunque, l’ennesimo braccio di ferro che si palesa, dentro i 5 stelle, tra Conte e il responsabile della Farnesina, da cui Conte esce brutalmente sconfitto, con la scelta di un Aventino televisivo che nessuno comprende. «Sta dicendo – la frase velenosa di un big grillino – che ha provato a lottizzare la Rai e non c’è riuscito».

«Un conto è fare una battaglia prima delle nomine – ecco un’altra voce grillina di peso – un altro è portarla avanti dopo per mostrarsi sconfitto. Non serve».

Il «gran rifiuto» degli schermi della tv pubblica è «fuor di logica», si dice, anche perchè, sullo sfondo, s’ intravede una partita per il Quirinale da cui i contiani temono di venir esclusi mentre quelli vicini a Di Maio no, anzi, «evidenza» che ha reso l’ex premier molto cauto; la maggioranza dei gruppi vuole Draghi ancora palazzo Chigi, lui, invece, cerca un outsider per «far saltare i giochi».

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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7 replies

  1. Leggete le ” verità” di Gasparri, Renzi, Calenda ,Marcucci, Della Vedova

    LA RAI NON SI TOCCA: DICIAMO BASTA ALLE INFILTRAZIONI DA “REGIME”
    written by Romano Franco 18 Novembre 2021

    E mentre la tv pubblica viene braccata dalla politica, con le “libertà” di espressione e di pensiero che si prestano al servilismo, come accade in ogni vicenda, vi sono sempre vinti e vincitori che all’indomani del risultato festeggiano.

    Rimane l’amaro in bocca per la prima forza del Parlamento, il M5S. E mentre esulta come un ossesso Matteo Renzi che, dall’alto delle sue percentuali riserva consigli di popolarità all’ex premier Conte, assistiamo ad una vera e propria parata folkloristica di autocelebrazioni e omelie atte da chi, con un sistema assai dubbio, tende ad oscurare, in maniera non tanto velata, il libero pensiero e la libertà di espressione infiltrando, nei vari canali, la propria narrativa politica.

    “La posizione grillina sulla Rai dimostra che non c’è bisogno di piani segreti per distruggere i Cinque Stelle: basta lasciar fare a Giuseppe Conte. Fa tutto da solo. Un anno fa mandava veline e immagini al Tg1, oggi annuncia che non andranno più in TV. È stato bello, grazie di tutto. In momenti come questi, un pensiero ritorna alla mente: sì, ne valeva la pena”. Scrive su Facebook il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

    “Resta una buona norma per la politica non commentare le nomine dei direttori dei Tg Rai. Vale anche per GiuseppConte. Monica Maggioni e Simona Sala sono delle grandi professioniste, questo dovrebbe garantire tutti”. Scrive il senatore del Pd Andrea Marcucci.

    “Nostalgici delle nomine lottizzatorie, quelle sì, che avevano fatto quando Conte immeritatamente stava a Palazzo Chigi i Grillini strepitano sulle vicende della Rai. Quello che dicono Conte e company è ridicolo e patetico al tempo stesso. Hanno imposto, quando hanno avuto maggiore potere, scelte sbagliate sia nel campo del servizio pubblico radiotelevisivo che in altri settori. Dovranno rendere conto e ragione di tante loro malefatte e adesso si mettono a piagnucolare. Le parole di Conte sono irricevibili. Se poi non andranno più davvero in TV, ma vedremo se manterranno questo impegno, l’audience non potrà che trarne effetti benefici. Conte ha perso una ulteriore occasione per tacere”. A dichiararlo è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri componente della Commissione di vigilanza Rai.

    “Mi chiedono spesso perché considero i 5S un male per la politica. Anche per questa roba qui. Hanno iniziato dando dei ladri a tutti e appena toccato il potere sono diventati dei lottizzatori seriali. Non esistono più. Basta rendersene conto e non continuare a dargli corda”. Lo scrive su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda.

    “Ho sempre pensato e detto che l’unico modo per escludere i partiti dalla Rai sia di privatizzare l’azienda (prima che faccia la fine di Alitalia). Ma l’attacco sulle nomine e la minaccia di Conte di ‘boicottare’ l’informazione Rai lamentando una presunta esclusione del M5S in questa tornata di nomine, a differenza del passato pare di capire, è lunare: la più vecchia logica partitocratica, con i partiti che considerano la Rai loro proprietà”. Scrive giustamente il segretario di Più Europa e Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

    In effetti la questione viene messa in evidenza da Della Vedova: Con nomine pilotate e interessi in prima linea, la Rai, ha perso tutte le caratteristiche proprie di una rete pubblica.

    Allo stato attuale delle cose si potrebbe quasi dire che la Radiotelevisione italiana sia una rete “privata” pagata con denaro pubblico. Una sorta di danno e beffa per il contribuente italiano.

    “Giuseppe Conte ha detto una cosa sacrosanta: le logiche che guidano il servizio pubblico non ci piacciono e non ci sono mai piaciute. Per questo ho presentato un disegno di legge che ha l’obiettivo di spezzare il legame della politica con la Rai. Un provvedimento incardinato in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni che fatica ad andare avanti. Il Movimento 5 stelle continuerà sempre a battersi per garantire il pluralismo dell’informazione, ma serve la volontà di tutte le forze politiche altrimenti si andrà avanti sempre per logiche spartitorie”. Così scrive, in una nota, il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai Primo Di Nicola, Movimento 5 Stelle.

    La Tv pubblica viene sostenuta economicamente dai contribuenti proprio per avvalersi di una certa autonomia. Lo scopo è quello di rendere l’ente libero da eventuali sponsor o da politici che mirano ad ostacolare la libertà di pensiero.

    Una rete pubblica di uno Stato di Diritto Liberale ha il compito di tenere informati i cittadini in maniera oggettiva e, per quanto ne concerne, sarebbe ideale cancellare anche tutte le trasmissioni di intrattenimento esclusi i talk show politici poiché, nel bene o nel male, offrono sempre nuovi spunti per un dibattito politico meno da mainstream.

    Il canale dell’informazione non può essere arrestato. Rendere la Rai un élite di professionisti che si prestano al servilismo della classe politica, che a sua volta ha il compito di nominare i dirigenti, è l’ennesima marcia indietro nei confronti della democrazia.

    Il punto di non ritorno potrebbe essere vicino e le nomine arrivate direttamente da Palazzo Chigi gettano, per l’ennesima volta, un velo pietoso sui metodi da democratura del “governo” dei migliori Made in Draghi. La tv pubblica non si tocca. Basta alle infiltrazioni da “regime”.

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  2. Bene bravi !!! Andiamo avanti cosi !! Manco la decenza di tacere (( calenda, renzi e gasparri and co) la livella arriverà prima o poi ! ( sarebbe meglio prima ! Ma non si può avere tutto nella vita!)

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  3. Scrive il senatore del Pd Andrea Marcucci: “Monica Maggioni e Simona Sala sono delle grandi professioniste, questo dovrebbe garantire tutti”.

    Ecco, se uno aveva un dubbio su Maggioni&Sala, una volta sentito Marcucci direi che se lo e’ tolto: a volte per capire come stanno le cose (anche su argomenti di cui non si sa nulla), basta ascoltare certe voci. E andare in direzione diametralmente opposta.

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