Con Draghi l’Italia non cambia

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Con chiunque parli tra imprenditori, colleghi giornalisti, politici di destra e di sinistra, tutti concordano che adesso che c’è Lui – sempre sia lodato Draghi nostro! – le cose stanno cambiando e il Paese finalmente funziona benissimo. Dunque devo essermi distratto, oppure è urgente comprare degli occhiali nuovi, perché a me pare che invece non cambi niente. La campagna vaccinale è ferma e dei soldi europei è arrivata appena una rata. Forse, chissà, con una maggioranza parlamentare senza precedenti, è nell’ordinaria amministrazione che si avverte il cambio di passo.

Anche qui però non si muove foglia. Anzi! La Manovra arrivata con più ritardo del solito alle Camere è una diligenza che partiti, lobby e sindacati hanno già cominciato ad assaltare. Il potere è spartito tra i circoletti di sempre, e sinceramente fa rabbrividire sentire i nomi che circolano per le nuove direzioni della Rai, dove Draghi avrebbe portato aria nuova piazzando un suo Ad: Carlo Fuortes. Se l’aria è nuova i candidati intanto sono vecchi. La Maggioni ha già fatto la presidente a Viale Mazzini con la benedizione di Gianni Letta? È perfetta per dirigere il Tg1, anche se al momento cura un programma che fa a gara col monoscopio per chi acchiappa meno ascolti. Nelle carte dell’inchiesta Open viene fuori il nome di Mario Orfeo come riferimento di Renzi per curarne l’immagine?

In altri Paesi, dove un premier autorevole come Draghi non ce l’hanno, sarebbe scattata immediata quanto meno la sospensione dall’attuale incarico alla direzione del Tg3. Qui invece? Ovviamente gli si offre un’altra direzione. Vabbè – direte – accontentiamoci di qualcosa di più modesto. Che c’è di facile facile? Ah, ecco: quei quattro infatuati neofascisti di Forza Nuova l’hanno fatta grossa devastando la Cgil e da tutte le parti s’è chiesto lo scioglimento dell’organizzazione, ai sensi se non altro di quanto prevede la nostra Costituzione. Avremo fatto almeno questo? Ovviamente no, ma gli hanno chiuso la chat di Telegram con cui si mandavano i loro virili saluti romani. E sì, di questo non avevo tenuto conto. Allora è proprio vero che nell’era Draghi in questa Italia sta cambiando tutto.

11 replies

  1. Per repubblica le nomine rai sono appese alle tensioni nel m5*.
    Figurati se quel giornale di destra si è accorto del manganello mediatico che orfeo usa da sempre contro il (fu) m5*.
    Dopo un paio di giorni che la Raggi si insediò a Roma, il direttore del Tg1 orfeo comunicò agli italiani (con un video) , che la capitale era infestata dai topi. Era già colpa di Virginia Raggi.
    E da lì in poi furono manganellate continue. E repubblica, di manganellate mediatiche, se ne intende alla grande.
    Giornale reazionario, come i fratelli.

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  2. NOMINE RAI. ALLARME USIGRAI: “QUADRO AGGHIACCIANTE”, I DIRETTORI DEI TG DECISI DIRETTAMENTE DA PALAZZO CHIGI
    written by Rosario Sorace 17 Novembre 2021

    Senza nulla togliere alla professionalità e alla preparazione dei giornalisti della Rai si sta per preparare la solita infornata di lottizzazioni ampiamente legittimata dalla prassi e dalle leggi.

    Dunque le nuove nomine ai telegiornali che l’Amministratore Delegato Carlo Fuortes propone sono Monica Maggioni per il Tg1 e Simona Sala al Tg3, mentre Sangiuliano resta al Tg2.

    Per quanto riguarda alla Gr Radio e Radio Uno a sostituire la Sala andrà l’attuale direttore del Tg1 Giuseppe Carboni. Alla Tgr viene confermato Alessandro Casarin, mentre a Raisport l’indicazione dell’ad è Alessandra De Stefano al posto di Auro Bulbarelli.

    Mario Orfeo, attuale direttore del Tg3 dovrebbe essere nominato, secondo l’indicazione dell’Ad, come nuovo Direttore della Direzione Approfondimento verso la direzione Approfondimento.

    Queste proposte di nomina saranno presentate da Fuortes ai consiglieri in vista del Consiglio d’Amministrazione. I curricula dei vari candidati sono arrivati ai consiglieri di amministrazione entro la scadenza prevista.

    Naturalmente comincia la ressa di voci e di contrasti interni ed esterni alla rai con indiscrezioni che avevano fatto ipotizzare un rinvio del consiglio d’amministrazione.

    In tal senso, nei giorni scorsi, i consiglieri richiesto a Fuortes di esplicitare i criteri in base ai quali avrebbe proposto i nomi per le direzioni delle testate giornalistiche del Servizio Pubblico e, quindi, anche per le direzioni di genere.

    Fuortes ha convocato due ore prima della chiusura i consiglieri per questa prima valutazione dei criteri quando già ‘nominandi’ avevano presentato i curricula e, quindi, di fatto, quando ormai le decisioni erano già chiuse.

    I consiglieri sono indignati poiché vengono sostanzialmente estromessi dal ruolo di visione dei criteri fondanti le proposte di nomine.

    La protesta è stata elevata da una nota del sindacato dei giornalisti Usigrai: “Le ricostruzioni di queste ore sulle nomine Rai descrivono un quadro agghiacciante”, recita tale nota.

    “Ormai, in maniera neanche troppo velata, le nomine verrebbero decise direttamente a Palazzo Chigi. L’era dei tecnici non può giustificare strappi che rappresentano precedenti gravissimi e preoccupanti: prima il CdA a totale controllo governativo e ora addirittura le nomine decise a Palazzo Chigi. Se fossero vere queste voci si starebbe trasformando la Rai da radiotv di Servizio Pubblico a radiotv di Stato”.

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  3. “Mario Orfeo, attuale direttore del Tg3 dovrebbe essere nominato, secondo l’indicazione dell’Ad, come nuovo Direttore della Direzione Approfondimento verso la direzione Approfondimento”
    .
    Open, Renzi: l’email per gestire le tv. “Accordi con Rai e Mediaset”
    LA “STRUTTURA DELTA” ALLA B. – Prima delle urne del 2018, l’ex capo del Pd invia a Carrai il documento per “creare molto clima” e “indirizzare contenuti”

    DI VALERIA PACELLI E TOMMASO RODANO
    10 NOVEMBRE 2021
    “Accordo con Confalonieri”, “accordo con Orfeo”, uno “sguardo particolare” su La7. Un piano per gestire i rapporti con i media in vista delle elezioni e per il controllo capillare dei contenuti di tv e giornali. Tra gli atti dell’inchiesta Open della Procura di Firenze c’è una email di Matteo Renzi al suo amico e imprenditore […]

    ROBA DA MATTI

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