Le “perle” della settimana

(“Ma mi faccia il piacere” di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Materie prime. “Perché i gatti ci accompagnano in bagno? Anche così ci dimostrano il loro affetto”, “Questa foto è stata scattata ieri mattina nel bagno di casa: si può facilmente immaginare dove fossi seduto io e perché. Non credo di essere l’unico a ritrovarsi, poco dopo aver lasciato il letto, in una situazione del genere” […]

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  1. Ma mi faccia il piacere

    (MARCO TRAVAGLIO – Il Fatto Quotidiano) – Materie prime. “Perché i gatti ci accompagnano in bagno? Anche così ci dimostrano il loro affetto”, “Questa foto è stata scattata ieri mattina nel bagno di casa: si può facilmente immaginare dove fossi seduto io e perché. Non credo di essere l’unico a ritrovarsi, poco dopo aver lasciato il letto, in una situazione del genere” (Fabrizio Rondolino, Corriere della sera-Scienza, 13.11). Ecco di chi era la colpa della macchina renziana spara-merda: del gatto.
    Querelite. “Renzi: ‘In tribunale contro Travaglio e il mio vicino di casa’” (Adnkronos, 11.11). E se fossero la stessa persona?
    Si è fastidiato. “Ho provato a vedere la discussione tra Renzi e Travaglio e ho provato la stessa sensazione di disagio di quando scanalando mi è capitato di vedere quelli che litigano al Grande Fratello. Quelli (sic, ndr) roba che provi pietà per loro, mista a un po’ di umano fastidio” (Luca Bizzarri, Twitter, 12.11). Oh, poverino, e adesso come facciamo?
    The Genius. “Ho dato solidarietà a Renzi, la gogna avvelena la politica” (Irene Tinagli, vicesegretaria Pd, Messaggero, 9.11). Ergo lei solidarizza con quelli che la gogna la organizzavano. Un genio.
    Clint Salvini. “Salvini mi fa venire in mente Clint Eastwood” (Susanna Ceccardi, eurodeputata Lega, Rai Radio1, 5.11). Per l’indimenticabile interpretazione in “Gran Burino”.
    E allora Bibbiano? “Affidi illeciti e ‘sistema Bibbiano’: 4 anni per Foti, 17 a giudizio, anche il sindaco Pd per abuso d’ufficio” (Corriere della sera, 12.11). Ora Di Maio dovrà chiedere scusa di aver chiesto scusa al “partito di Bibbiano”.
    Scandali nazionali. “Dalla mafia alla Lollo l’ultima giravolta del narciso Ingroia. L’annuncio in un video, sarà il suo avvocato” (Repubblica, 13.11). Un avvocato che accetta di difendere una cliente: dove andremo a finire.
    Figlia di Papi. “Mio padre al Quirinale? È bastata la sola ipotesi e si è scatenata subito la macchina del fango” (Marina Berlusconi, Corriere della sera, 13.11). La sua.
    Già Vazzi. “Il debito è un concetto del secolo scorso” (Francesco Giavazzi, consigliere economico di Draghi, Corriere della sera, 13.11). Quindi i suoi trent’anni di editoriali sul debito (anche in questo secolo) li buttiamo?
    Autocoscienza. “Travaglio bue dà del cornuto all’asino” (Alessandro Sallusti, Libero, 13.11). E l’asino, comprensibilmente, si offende.
    Ucci ucci. “È giunta l’ora di divorziare da Travaglio” (Andrea Marcucci, senatore Pd, Riformista, 10. 11). Ma chi t’ha mai sposato?
    Noblesse oblige. “Dieci anni fa lo hanno abbattuto. Ora la storia dà ragione al Cav… Oggi è il padre nobile del Ppe” (Paolo Guzzanti, Giornale, 13.11). Uahahahahahah.
    Sorpresona. “‘Sono omosessuale. Il coming out di Spadafora da Fazio” (Corriere della sera, 8.11). No, che notizia! E chi l’avrebbe mai detto?
    Letture miracolose. “Gli avevano vietato di leggere la Cartabia al 41 bis: ora sta diventando cieco” (Dubbio, 12.11). Pensa se leggeva pure la Cartabia.
    Due piccioni con una fava. “Ue, pressing di Letta: ‘5S nei progressisti’. E Calenda se ne va” (Repubblica, 12.11). Basta l’annuncio e i Socialisti europei già ci guadagnano.
    Moiro Orfeo. “Accordo Agnoletti-Orfeo” (Matteo Renzi a Marco Carrai, 31.12.2017). “Mario Orfeo verso la riconferma al Tg3 nel segno della continuità” (Stampa, 12.11.2021). Le famose nomine dei Migliori che non ascoltano i partiti.
    Memoria corta. “L’eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti è stata la madre della corruzione della politica” (Nadia Urbinati, Domani, 12.11). Infatti ai tempi di Tangentopoli c’erano sia il finanziamento pubblico sia le mazzette.
    Al galoppo. “Progetto Islander, così Nicole Berlusconi ha tratto in salvo 500 cavalli” (Repubblica, 5.11). Per giustificare l’esistenza del Cavaliere e dello stalliere.
    La Monarchia. “La classifica dei principi più eleganti al mondo. Con un illustre assente. Da Pierre Casiraghi al figlio del sultano del Brunei, passando per il principe Carlo d’Inghilterra, ecco chi sono i sette uomini reali cui la storica rivista britannica Tatler ha assegnato il titolo di arbiter elegantiarum. E vediamo anche chi manca” (Repubblica, 13.11). Ma questa Repubblica, con Sambuca Molinari, non si starà spostando troppo a sinistra?
    Fine pena mai. “I grandi elettori mandino Berlusconi al Colle. L’elezione del Cavaliere sarebbe un risarcimento per lui e per quello che ha patito il Paese” (Piero Sansonetti, direttore del Riformista, Giornale, 7.11). Ma non era contro l’ergastolo?
    Il titolo della settimana/1. “Amato vorrebbe una donna al Colle” (Corriere della sera, 11.11). “Voglio una donnaaaa!” (Ciccio Ingrassia, Amarcord di Federico Fellini, 1973).
    Il titolo della settimana/2. “Fedez entra in politica? È giallo” (Riformista, 11.11). Epatite?
    Il titolo della settimana/3. “Il peto di Biden terrorizza Carlo e Camilla” (Libero, 9.11). Ma non dovevano ridurle, le emissioni?

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  2. La sua “Bestia” costava troppo: Renzi scaricò i conti sul Pd (in rosso) – Il Fatto Quotidiano

    SCANDALI OPEN – 300 mila euro al mese (con 174 dipendenti cassintegrati). Altro che “un’ipotesi di scuola di Rondolino”: Renzi e i suoi fedelissimi, tipo Nobili, parlarono di un dossier su (falsi) pagamenti al programma di Ranucci e (false) mail tra lui e Casalino
    I GUAI DI OPEN
    Propaganda – Per i social 300 mila euro al mese: il segretario li fa pagare al partito, con 174 persone in cassa integrazione
    DI LUIGI FRANCO E THOMAS MACKINSON
    15 NOVEMBRE 2021

    Più di 330mila euro al mese. Tanto costava la “bestia”, l’allegra macchina per la propaganda social voluta da Matteo Renzi. Neppure i generosi finanziamenti raccolti tramite Fondazione Open da Bianchi&C. bastano a pagare fornitori e personale. Già a metà del 2017 alcune società minacciano di fare causa, i collaboratori di andarsene, ma sul conto della Fondazione son rimasti giusto 406 euro.
    Ed è allora che il piccolo gabinetto di guerra inizia a trasferire contratti e spese sulle casse del Pd, già in rosso per 9 milioni e con tutti e 174 i dipendenti in cassa integrazione.
    Agli atti dell’inchiesta su Open c’è una mail di Marco Carrai che riepiloga i costi mensili del gruppo social al 27 di marzo 2017: 270mila euro per la parte software e propaganda su Internet, che da sola costa 9mila al giorno, più 7mila euro per l’affitto della sede di via Giusti, altri 50mila per i collaboratori, oltre ai compensi per chi sta al vertice del team, come il fedelissimo Alessio De Giorgi, capo del digitalteam, che dovrà penare per avere gli 85mila euro promessi.
    La “bestia”, visti i costi, sfugge presto di mano. L’8 giugno 2017 Alessandro Bianchi manda a Luca Lotti il quadro dei conti traballanti: la Fondazione deve ancora da pagare 282.500 euro per la Leopolda 2016; restano da saldare 113mila euro per il Lingotto di Torino, dove Renzi lanciò l’ultimo appello per il sì al referendum; più 170mila euro di spese da rimborsare allo stesso Bianchi.
    Ma il debito maggiore è proprio quello causato dalla costosa macchina per la propaganda social, con un’esposizione di 483.685. Risultato: a breve dalle casse di Open devono uscire 1.173.649 euro, ma sul conto ne restano appena 406. Le fatture non pagate si accumulano da marzo. Google stessa, per questo, bloccherà le sponsorizzazioni. Fioccano solleciti.
    Sociometrica Srl fornisce il “monitoraggio degli orientamenti politici degli italiani”: a marzo 2017 riceve 12mila euro, dovrebbe averne altri 46mila nei mesi successivi. “Matteo mi chiede giornalmente i report che sto continuando a fornire. Però senza i pagamenti sono in grande difficoltà”, scrive il 4 settembre 2017 il titolare a Bianchi. La società concede uno sconto di 16mila euro. Riceverà poi un incarico per analogo servizio dal Pd, a cui fatturerà 8mila euro nel 2017 e 12mila nel 2018: proprio la stessa somma “scontata” a Open.
    Perché qualcuno il conto lo dovrà pur pagare. Gli inquirenti annotano diversi casi in cui contratti stipulati dalla fondazione per la struttura social vengono “trasferiti” integralmente al Pd negli anni 2017-2018. Accade per Culture Digital Media, ingaggiata per servizi di strategia di comunicazione digitale e analisi dati sul software israeliano Tracx, che dalla fondazione incassa 44mila euro, ma tra 2017 e 2018 fattura pure 81mila euro al Pd. Idem per la licenza del software Tracx, che dalla fondazione passa al Pd.
    Anche il personale che l’alimenta finisce vittima della “bestia”. Il 28 novembre 2017 uno dei “ragazzi” del gruppo social invia una mail per sollecitare gli stipendi pregressi: “Vorrei gentilmente sapere se e come volete procedere al pagamento dei circa 50.000 euro dovuti ai vostri 20 ex componenti del gruppo social fiorentino”. La storia – aggiunge – rischia “di farvi sconfinare nell’illegalità”.
    Per qualcuno però c’è più speranza, come per una collaboratrice di Renzi che si occupa della sua posta elettronica: “Il tesoriere del partito dell’epoca, Francesco Bonifazi, mi chiese se era possibile assumerla tra le fila del Partito – racconta in un verbale Antonella Trevisonno, responsabile amministrazione della sede nazionale del Pd -. In merito, feci notare che non era possibile perché all’epoca tutti i dipendenti del Pd usufruivano della cassa integrazione”.
    Tra le vittime c’è perfino Alessio De Giorgi, il cuore della Bestia. Sulla carta ha un contratto da 85mila euro ma a settembre 2017 deve ancora ricevere mensilità arretrate per 37mila, nonostante i continui solleciti. Già a marzo aveva minacciato di andarsene.
    Ad agosto Bianchi lo gela: “Caro Alessio, la situazione finanziaria di Open e le previsioni a venire non consentono pagamenti sino a settembre inoltrato”. Per lui però la soluzione si trova, ed è la solita: “Bonifazi – scrive De Giorgi in un sms a Bianchi – mi ha detto che da settembre ha senso che passi al Pd come contratto e compenso”.

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    • Luca Bizzarri e’ da un bel po’ che ha cambiato “registro”.

      Dal Secolo XIX di qualche tempo fa:
      “Il comico genovese è stato scelto in maniera concorde dal Comune di Genova e da Regione Liguria quale Presidente del Palazzo Ducale…”.

      Per chi non e’ ligure segnalo che
      Sindaco del Comune di Genova e’ Bucci (centroDX) e Presidente della Regione e’ Toti…

      Sempre per chi non e’ delle nostre parti:
      “Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura è il PRINCIPALE centro di produzione culturale di Genova con importanti mostre d’arte, eventi e convegni…etc..etc…”.

      A volte le spiegazioni son piu’ semplici di quel che si pensi…

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  3. Politics

    “Elio Vito ironizza su Renzi: “Scrive al garante della privacy? Per dare spiegazioni sui software israeliani…”
    Il leader di Italia Viva ha denunciato la violazione della privacy per la pubblicazione. di dati che riguardano i pagamenti ricevuti. E il deputato di Forza Italia rilancia…

    Lui va controcorrente e ormai, spesso e volentieri, prende posizioni molto distanti da quelle do Forza Italia.
    Ad esempio sul Ddl Zan ma non solo. Sulla tolleranza dei berlusconiani verso il fascismo e i fascisti.

    E infatti mentre il suo partito si è schiarato compitamente contro la presunta invasione nella privacy dell’ex rottamatore con la pubblicazione di dati estratti dal suo conto corrente (tra l’altro documenti allegati al suo fascicolò processuali e non più coperti da segreto istruttorio, ndr) Elio Vito aveva detto che forse il Copasir avrebbe dovuto avviare un approfondimento sugli aspetti che riguardano la sicurezza nazionale: ossia su un ex premier a conoscenza dei segreti di stato che prende compensi da stati esteri ed ha una intensa attività da uomo d’affari mentre è un senatore in carica.

    Oggi Elio Vito rilancia: “Renzi vuole scrivere al Garante della privacy per gli articoli di questi giorni. Immagino, per fornire spiegazioni e chiarimenti se ha fatto utilizzare invasivi software israeliani e se ha fatto realizzare, anche con falsi profili e fake, campagne contro giornalisti ed avversari.”

    il ribelle di Forza Italia – a breve Gruppo misto ?

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  4. Fine pena mai. “I grandi elettori mandino Berlusconi al Colle. L’elezione del Cavaliere sarebbe un risarcimento per lui e per quello che ha patito il Paese” (Piero Sansonetti, direttore del Riformista, Giornale, 7.11). Ma non era contro l’ergastolo?

    Io aggiungo, come è possibile che Berlusconi presidente sia un modo di risarcire il Pese quando il Paese ha già patito Berlusconi?
    Sarebbe come dire che pagare un ubriaco alla guida, è un modo per risarcire il pedone.

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  5. Elio Vito chi? “Eletto con Pannella, e poi con Berlusconi. E già non c’è male. Il cugino, Alfredo Vito, è detto Mr. 100.000 preferenze, che ha incrementato anche grazie alle tangenti che intascava, per le quali è stato condannato a 2 anni. Per quanto riguarda lui, nulla di penalmente rilevante, ma la stima per Berlusconi/Previti/Dell’Utri ne fa comunque una persona pericolosa. Che Elio Vito debba rapportarsi con il Parlamento suona quasi come una minaccia alla operazione dei poteri. Tra l’altro, secondo lui, in Italia c’è da decenni un’emergenza giustizia. Che non sono i criminali al potere, ma chi cerca di processarli” https://davanti.wordpress.com/tag/brunetta/

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  6. No scusate, ma “Clint Salvini”?
    Cioè, a quella sfigata, poraccia, con un neurone solitario nella capoccia (essendo irrilevante dati i personaggi, non aggiungo incapace di parlare non dico un italiano formale, ma almeno corrente) cosa potrà mai rammentare Clint Eastwood in quello scimmione?

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  7. Disgusto trasversale per questo video, da dx a sx, perché profondamente allusivo nei confronti di un uomo che potrebbe diventare il futuro PdR.

    Vorrei vedere B. eletto pdr. Vorrei vederlo uscire dallo studio con gli appunti in mano relativi al discorso alla nazione. Vorrei vedere a questo punto i corazzieri che buttano l’elmo a terra e se ne vanno dichiarando che si sono arruolati nei CC per scopi alti e altri, e che si dimettono dall’Arma.
    Vorrei che questa scena si avverasse e andasse in mondovisione.

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    • Stiamo messi sempre peggio, se per ascoltare uno straccio di idea politica dobbiamo guardare la promo del nuovo disco di Fedez, in un Paese dove comici, musicisti e portuali fanno politica, ed i politici per passare la nottata fanno opinione in nullologia ed avanspettacolo a ruota libera

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