Onda su onda, ci porta alla deriva

(Marcello Veneziani) – La quarta ondata del covid annunciata con grande allarme dai media; il terzo vaccino nell’arco di sei mesi prescritto praticamente a tutti con una campagna martellante; il novanta per cento di vaccinati indicata come nuova soglia d’immunità, dopo il settanta e dopo l’ottanta per cento dei mesi scorsi; il terzo anno di pandemia e di emergenza che si annuncia con certezza e apprensione: si può insinuare il dubbio che qualcosa non stia funzionando, che i poteri pubblici, politici, amministrativi e sanitari, e i loro corifei mediatici, abbiano fallito clamorosamente la sfida dei contagi e delle terapie, considerando che si alza sempre l’asticella e si rimanda sempre la salvezza? O si deve per forza concentrare ogni responsabilità, ogni attenzione e ogni condanna sulla esigua minoranza che non si è vaccinata e si ribella al green pass, con manifestazioni che gli stessi media giudicano di poco rilievo e con quattro gatti?

Avevo deciso in questa pandemia di sospendere ogni giudizio, non ritenendomi in grado di esprimere pareri netti e autorevoli in merito o indicare soluzioni alternative; con tutte le perplessità che ho sempre coltivato, ho continuato a seguire di malavoglia le prescrizioni e le proscrizioni imposte. Con una sola raccomandazione: allargare e non restringere i campi di ricerca e di sperimentazione, non limitarsi ai vaccini ma investire di più sulle cure per debellare o neutralizzare il virus. Insomma aggredire il covid su vari fronti, a monte e a valle. Personalmente ho usato come strategia di sopravvivenza quella di evitare tutti i programmi televisivi sul tema e cambiare canale o media quando appariva il santino del virologo di turno e dei centouno virologi di complemento. Sottrarmi, senza nessuna pretesa di insegnare a nessuno il mestiere. Non ho dunque alcuna tesi precostituita, nessuna soluzione alternativa, nessuna propensione al complotto.

Però quando ti alzi la mattina del 5 novembre del 2021 e vedi che il titolo principale dei principali giornali e media italiani è incentrato sulla quarta ondata, sull’euroterrorismo, sul pericolo che viene dall’est (dove peraltro sono già sotto osservazione i dodici paesi europei colpevoli di voler ripristinare i confini per arginare l”immigrazione), allora dici: basta, non se ne può più, non potete tenere l’umanità così a lungo in una gabbia di terrore, di obblighi e divieti, spostando continuamente gli obbiettivi da raggiungere, e facendo ricadere ogni colpa sui pochi che non seguono le vie obbligate. Se dopo venti mesi un virus non viene debellato nonostante l’80% di popolazione sia vaccinata, e anche due volte, se il covid è ancora virulento e pericoloso, vogliamo dirlo che siamo davanti a una sconfitta, anzi un fallimento delle classi dirigenti e delle forze sanitarie, farmaceutiche e amministrative senza precedenti? La moltiplicazione dei dubbi a questo punto è più che legittima: la strada intrapresa senza se e senza ma, imposta ai quattro quinti della popolazione, considerando che il restante quinto è per meta costituito da bambini, è stata davvero quella giusta? Un virus che supera il biennio, ditemelo voi perché io non lo so, ha precedenti? O se volete riformulo la domanda: è concepibile che all’entrata nel terzo anno di covid, si debbano ancora allestire, intensificare e amplificare vaccini, controlli e allarmi, senza contemplare soluzioni alternative o supplementari? E sfiorando la blasfemia, la bestemmia contro il dio vaccino: e se ci fosse un nesso tra le varianti e i vaccini, nonostante le dimostrazioni che il contagio riguarda in particolare chi non si è vaccinato? Dobbiamo considerare normale che i virologi si portino avanti col lavoro e si proiettino non nell’anno venturo ma addirittura nel 2023, che era un modo proverbiale per indicare il futuro lontano, predicendo che in quell’anno ci faranno un vaccino multitasking, onnicomprensivo, prodigioso, incluso di anti-influenzale? Se dopo sei mesi siamo al terzo vaccino, dopo ventiquattro mesi saremo alla dodicesima dose? Siamo entrati in un serial horror, in un raggiro universale, in una truffa colossale o che? A fronte di un fallimento così vistoso sono legittimi i dubbi, anche quello di aver imboccato una strada sbagliata, oltre che esserci affidati a percorsi sanitari e farmaceutici errati o inadeguati.

Il dramma, lo ammetto onestamente, è che non siamo in grado di opporre un’altra soluzione organica, né abbiamo poteri, voce in capitolo, mezzi e condizioni per poter indicare altri percorsi o correggere quelli presenti.

Dobbiamo però vigilare con la massima attenzione su quel delicato passaggio in cui il regime della sorveglianza sanitaria si estende automaticamente ad altri ambiti civili, culturali, politici, sociali. È impressionante l’ondata repressiva e liberticida che c’è in giro che esonda dai confini sanitari e si allarga ovunque. Oscuramenti sui social, intimidazioni, censure dappertutto e nuove restrizioni si annunciano in ogni campo. Lo dico anche per esperienza personale. Considerando che i social sono, bene o male, l’unico luogo in cui il privato dissenso si fa pubblico, è di una gravità enorme. Se solo tocchi certi temi “sensibili” o presunti tali, anche argomentando, non insultando nessuno né semplificando con tesi “oltraggiose”, sei subito censurato e punito. E non puoi prendertela con nessuno perché ti dicono che il mandante è l’algoritmo, dunque la censura è anonima, come la banda dei sequestri. Anonimo, come il covid.

La colpa in ambo i casi non è di chi usa questi agenti anonimi per veicolare e controllare la gente ma del caso o della tecnica. Se non possiamo fare e dire molto in ambito sanitario, sorvegliamo almeno le linee di frontiera della nostra libertà, della nostra dignità e dei diritti. Occhio alla dogana, alle mascherine ideologiche e agli sconfinamenti delle “ondate” sanitarie. Cantava Bruno Lauzi: “onda su onda il mare ci porterà alla deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva”…

La Verità

10 replies

  1. “avevo deciso in questa pandemia di sospendere ogni giudizio, non ritenendomi in grado di esprimere…..” e quindi perché non scrivere un articolo sugli ulivi della Puglia?

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  2. che il virus sia mutato deve essergli sfuggito e che quindi ciò che si sapeva ieri oggi deve essere rivisto
    ed i vaccini ri-veriverificati per capire se modificarli, quando possibile, ed indovinare come
    mica sono tutti imparati come Veneziani.

    e poi vada a dire le stesse cose per come si stanno comportando altri paesi ritenuti più libertari
    tipo
    Paesi Bassi e UK
    anche se ho letto di un consiglio di Boris che dice che sconfiggere il virus basta aprire la finestra 10 minuti al giorno,
    probabilmente pensa a casa sua dove, il virus, pur di non stare in sua compagnia, vedendo la finestra aperta
    decide di suicidarsi fuggendo attraverso essa.

    senza contare quelli più autoritari tipo
    l’Austria

    magari troverà sia analogie che comportamenti ancora più restrittivi
    e mica parlo di quella nazione che ha reso obbligatorio il vaccini anche ai >5, quarto mondo, ovviamente

    e poi gli scienziati, e i ricercatori, aspettavano il suo input per cercare di aggredire a monte, e a valle, il virus
    altrimenti, da soli, non ci avrebbero mai pensato essendo, si laureati nelle materie specifiche, ma un poco tonti.

    Veneziani novello G.K. Zhukov che distrugge l’assedio del virus a Italiangrad

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  3. Se hai una patologia pregressa , muori di covid. Se ti vaccini muori per patologia pregressa. Quindi (b)accini per tutti, Volente o nolente , vivi o morti.

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    • Ma tu lo hai letto con attenzione l’articolo? No perché non sembra minimamente, hai preso tre pezzi che non ti piacevano e li hai messi al pubblico ludibrio. Si può essere d’accordo o no su quanto dice Veneziani, e fa parte dell’ambito delle opinioni, ma che sia normale una narrazione asfissiante, martellante, opprimente a senso unico questo non è normale, nemmeno se avessimo di fronte la peste bubbonica, o sbaglio? Mai si è visto in medicina puntare ad una unica soluzione in maniera così coercitiva e distorcente, vaccino, vaccino, vaccino. Si può almeno dire questo? Oppure anche la pur minima critica è vietata perché il “Covid” non è d’accordo e dobbiamo tutti bere felici dalle purissime fonti della scienza ufficiale che procede allegra a braccetto con immensi interessi economici (e il vulnus più grave sta qua, gli interessi privati che mettono naso nella sanità e nella salute delle persone, cui il lucro non dovrebbe esistere).

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      • Tu, innanzitutto, devi prima rispondere alle domande che ti sono state precedentemente fatte. Poi se trovi una cura migliore della vaccinazione per questo virus sei pregato di renderla nota. Poi se pensi di essere l’unico ad avere la rogna contro i monopolii finanziario-tecnologici allora devi toglierti la benda dagli occhi perche’ sono cose che noi comunisti denunciamo da – probabilmente – prima che tu nascessi. Per finire, se dic le cose come le dice il Pastorale Colla Pupu’ o il Coso Fesso allora hai il dovere morale di tirarti una pernacchia da solo. Se poi hai dei commenti da fare sulle parole di Veneziani allora accomodati.

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  4. “[…] basta, non se ne può più, non potete tenere l’umanità così a lungo in una gabbia di terrore, di obblighi e divieti, spostando continuamente gli obbiettivi da raggiungere, e facendo ricadere ogni colpa sui pochi che non seguono le vie obbligate.”

    Di chi parla, di quelli che mettono su recinti anti immigrati o dei morti di fame che rischiano di morire per emigrare? Sai, dopo aver detto poverini la UE li mette sotto osservazione…

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  5. Marcello Veneziani trasuda questa roba, ne e’ l’incarnazione:

    “A Napoli abbiamo fatto la lotta alle mosche, anzi, abbiamo fatto la guerra alle mosche. Son tre anni che facciamo la guerra alle mosche”. “E allora, come mai ci sono ancora tante mosche, a Napoli?”. “Eh, che volete, signore: hanno vinto le mosche!”

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  6. Ormai l’unica strategia è vaccinare tutti, sempre e sempre più spesso. E se obietti che se siamo arrivati al punto di vaccinare i bambini, che probabilmente rischiano più dal vaccino che dal covid, e se abbiamo già ridotto a 6 mesi l’intervallo tra una dose e l’altra, ma nulla vieta di accorciare sempre più questo intervallo, e che comunque dobbiamo ancora mettere la mascherina al chiuso, forse è il caso di rivedere questa strategia, rischi di diventare un fuorilegge, con Daspo o col rischio di perdere il posto di lavoro

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  7. C’é poco da fare gli spiritosi! Questo é un grande articolo, bravo Veneziani! ”Dobbiamo però vigilare con la massima attenzione su quel delicato passaggio in cui il regime della sorveglianza sanitaria si estende automaticamente ad altri ambiti civili, culturali, politici, sociali” Sacrosante parole. Mio nonno mi diceva ; ” uomo avvisato mezzo salvato” ce la faranno gli Italiani ha riconoscere questo passaggio?

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