Fine emergenza mai 

(leggo.it) – Lo stato di emergenza decretato a causa dell’epidemia di covid 19 potrebbe accompagnarci anche nel corso del 2022. E quindi, tra le opzioni, c’è quella di prorogarlo oltre il 31 dicembre 2021. Il motivo? I contagi stanno risalendo in Italia. Lo ha spiegato in tv il ministro della Salute Roberto Speranza. «Proroga dello stato d’emergenza? Come Governo ci baseremo sull’evidenza scientifica, se sarà necessario prorogare lo stato d’emergenza lo faremo senza timore. Ricordo che ad oggi la curva è in risalita». Lo ha detto il ministro intervenuto a “Mezz’ora in più” su Rai3.

«Per il terzo richiamo abbiamo tutte le dosi necessarie. Non abbiamo alcun problema di dosi. Dobbiamo insistere e accelerare su questo e lo stiamo facendo, in alcuni giorni abbiamo superato le 100mila giornaliere. Oggi la raccomandiamo a tutte le persone di più di 60 anni che hanno completato il ciclo da più di 6 mesi e tutti i fragili di ogni età. Queste persone possono prenotarla immediatamente», ha aggiunto Speranza.

«È in corso procedura di valutazione da Ema e il nostro auspicio che possa esprimersi entro fine anno, a dicembre: quando si sarà espressa, anche in Italia si potrà procedere con questa vaccinazione». Questa la risposta di Speranza a una domanda sulla decisione della Fda di approvare il vaccino anti Covid per bambini tra i 5 e i 12 anni.

I dati di questa settimana dicono che il numero delle infezioni sta aumentando, sia in Italia che in Europa, soprattutto nell’est del continente. Ecco la situazione aggiornata al 28 ottobre: l’Italia dal verde omogeneo si sta macchiando di giallo, segno che stanno aumentando i casi di persone positive al coronavirus.

Le notizie sulla tendenza a una recrudescenza erano emerse venerdì, il giorno in cui vengono comunicati dall’Iss i dati settimanali sulla pandemia in Italia.

L’indice di trasmissibilità Rt è passato da 0,86 a 0,96 con una proiezione alla prossima settimana, che vede un ulteriore aumento a 1,14 (1,13-1,16). Sale anche l’incidenza dei casi Covid in Italia a 46 da 34 su 100mila abitanti.

I dati dell’ultimo monitoraggio Iss-ministero della Salute elaborati dalla Cabina di regia mostrano una incidenza «in rapido e generalizzato aumento» in cui tutte le regioni sono classificate a rischio moderato (da 4 a 18) tranne tre (Basilicata, Sardegna e Valle d’Aosta).

L’andamento dell’epidemia, si legge nelle conclusioni del monitoraggio, «va seguito con estrema attenzione e, se confermato, potrebbe preludere ad una recrudescenza epidemica». Per le varianti, la Delta è il 99% dei casi sequenziati, la Alfa (inglese) è scomparsa, rari i casi da Gamma e Beta. Per la Delta plus i casi sono 79 ma resta ancora molto contenuta rispetto al totale.

14 replies

  1. Totalmente impazziti questi liberticidi da Gulag, La democracrazia quando diventa dittatura fuoriesce di senno, sostenuta dalla TV, dalla stampa, e da mille altri inutili figuri, fino a quel momento intenti a chiedere supini una una protezione per sè e per i loro mille vizi. Pazzi, pazzi e pericolosi.

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  2. “Come Governo ci baseremo sull’evidenza scientifica,”

    Strano, perché l’evidenza scientifica dice che questo virus è pericoloso solo per i cosiddetti fragili.

    E quindi sarebbe bastato fornire gratuitamente i fragili di mascherine ffp3 (le uniche che proteggono contro i virus) e far vivere normalmente gli altri.

    O no?

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    • No. Non esistono mascherine che proteggono dal virus.
      La mascherina serve per bloccare la maggior parte delle goccioline di saliva (è il mezzo di trasporto del virus che non ha le ali per svolazzare dove vuole) che escono dalla bocca quando parliamo, ridiamo, tossiamo e starnutiamo, e che poi vanno a depositarsi sugli scaffali del supermercato, sui sedili del tram, sulla panchina ai giardinetti etc. etc.. Ovvero diminuisce le probabilità di contagio verso gli altri.

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  3. Provi con le Ffp3, o anche Ffp2 se all’ aperto o in luoghi non troppo affollati. Ovvio che quelli straccetti smanizzati in continuazione servino a ben poco. Si possono igienizzare, spruzzando un preparato apposito o anche alcool (possibilmente in un sacchetto ben chiuso per qualche ora) poi si lasciano una settimana “a riposo” all’ aria (se al sole per un po’ è meglio, il virus campa poco sulle superfici) e si rimettono. Se ne acquista una decina, sostituendole ogni giorno in modo che l’ ultima indossata sia stata “a riposo” per una settimana, le durano abbastanza.
    Occorre fare di necessità virtù, ci sono alcune (io ho acquistato le 3M ) che lasciano respirare benissimo, meglio delle chirurgiche.
    Anche la spesa non è eccessiva, ormai.
    Bisogna arrangiarsi.

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