Calenda apre a tutti

(Il Fatto Quotidiano) – Carlo Calenda è quotidiano e ubiquo: ieri – dall’alto del 2% che gli accredita l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli – ha dettato la linea alla politica italiana da tre giornali diversi, contemporaneamente: la Stampa, Il Giornale e La Nazione. Sono le interviste numero 9, 10 e 11 negli ultimi 20 giorni, e solo sulla carta stampata. L’aspetto più affascinante è che in ognuna delle tre interviste, Calenda dice una cosa diversa. Col Giornale sostiene “mai con Conte”, alla Nazione dichiara “mai con i populisti”, alla Stampa assicura che “si può collaborare con la parte buona dei Cinque Stelle, quella governista” (quindi Conte). Le sue formule alchemiche sul centrosinistra prossimo venturo si alternano come l’alba e il crepuscolo, non si fa in tempo a stargli dietro.

Venerdì su Repubblica teorizzava una coalizione Draghi forever da Bersani a Giorgetti (dentro un pezzo di Lega). Ieri, invece, sulla Stampa ha disegnato una coalizione altrettanto volenterosa, ma aperta persino agli odiati grillini, almeno quelli più carucci (dentro un pezzo di M5S). Chissà che succede domani: di questo passo, entro una settimana, Calenda aprirà anche all’ala riformista di Forza Nuova.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

12 replies

  1. Sicilia: Dell’Utri mediatore di B. per il centro da Renzi a Cuffaro

    L’EX SENATORE DI FI PREGIUDICATO PER CONCORSO ESTERNO ALLA MAFIA È IL REGISTA DEL PATTO PER LE AMMINISTRATIVE 2022

    (di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – È tornato ad Arcore come ai vecchi tempi. L’ultima volta, il 29 settembre, in occasione di una ricorrenza speciale: l’85esimo compleanno di Silvio Berlusconi. C’erano gli amici di una vita – oltre al festeggiato, Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Gianni Letta – e Marcello Dell’Utri si è sentito di nuovo a casa. Durante gli anni passati nel carcere di Rebibbia – nel 2014 è stato condannato in via definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, libero dal 2019 – il fondatore di Publitalia e poi di Forza Italia aveva interrotto molti rapporti dentro al partito e anche Berlusconi si faceva sentire raramente. Ma la sentenza di assoluzione di Appello nel processo Trattativa Stato-mafia (in primo grado era stato condannato a 12 anni) ora gli ha riaperto le porte di villa San Martino. E non solo per ripercorrere con “Silvio”, come lo chiama lui, il viale dei ricordi e dell’epopea berlusconiana. No, Dell’Utri nell’ultimo mese è tornato ad Arcore due volte e sente spesso Berlusconi per parlare di libri, ma soprattutto di politica. Per tornare a farla attivamente.
    È stato lui, come raccontano fonti ben informate dentro Forza Italia confermando l’indiscrezione pubblicata ieri dal Corriere, a favorire la cena di metà ottobre a Firenze tra Matteo Renzi e Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e proconsole di Berlusconi sull’isola. Dell’Utri, palermitano, è sempre stato il punto di riferimento di Arcore in Sicilia ed è stato lui ad allevare Miccichè in Publitalia facendolo diventare, negli anni Duemila, il frontman dei successi azzurri sull’isola a partire dal 61 a 0 del 2001. Uno scenario che Dell’Utri e Miccichè vorrebbero ripetere con il cosiddetto “laboratorio Sicilia”. Un patto con Renzi, siglato nella stellata Enoteca Pinchiorri di Firenze, per far confluire sull’isola Italia Viva e Forza Italia e costruire un grande centro moderato da sperimentare prima in Sicilia e poi alle elezioni politiche del 2023. L’alleanza inizierà con una collaborazione dei gruppi all’Ars – si chiamerà “Italia Viva-Futura Sicilia azzurra” – e poi diventerà stabile in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: prima le Comunali di Palermo in primavera e poi le Regionali in autunno. A confermarlo è stato pochi giorni fa lo stesso Miccichè parlando a Repubblica del progetto “Forza Italia Viva”: “Credo che il destino di Renzi sia nel centrodestra”. In realtà l’operazione è più articolata e ha un riflesso nazionale: il patto Renzi-Miccichè servirebbe per costruire, prima in Sicilia e poi a Roma, quel terzo polo “centrista” che si distacchi dall’alleanza giallorosa e dai sovranisti. Oltre ai renziani e ai berlusconiani, nell’isola il capogruppo di Iv in Senato, Davide Faraone, ne sta parlando anche con gli esponenti di Azione e +Europa, ma anche con Totò Cuffaro che ha riesumato la Democrazia Cristiana alle Comunali e ora vuole tornare centrale alleandosi con Miccichè e i renziani. Strategia che serve anche a Berlusconi che per ora deve tenersi buoni Salvini e Meloni per il Quirinale, ma dopo non esclude di staccarsi dai sovranisti. “Preferisco un centrodestra guidato da Berlusconi che da Meloni” ha detto ieri Renzi. Il terzo polo siciliano avrebbe come perni due condannati per i rapporti con Cosa Nostra: prima Dell’Utri e poi Totò Vasa Vasa Cuffaro che ha scontato 7 anni per favoreggiamento con la mafia. I contatti sono avviati e il primo obiettivo è quello di trovare un candidato appetibile per il dopo-Orlando a Palermo: il nome arriverà a Natale.
    Dell’Utri, nel frattempo, si muove. Raccontano che nelle ultime settimane sia stato sull’isola per incontri politici con una lunga tappa ad Agrigento in vista delle Regionali. Dopo l’assoluzione, d’altronde, è tornato centrale, anche mediaticamente: nell’ultimo mese prima sono arrivati gli auguri per i suoi 80 anni con una paginata acquistata sul Corriere, poi un trafiletto di elogio sull’inserto domenicale del Sole 24 Ore e infine una lunga intervista al Foglio a cui ha affidato i suoi “diari”. Anche ad Arcore gli hanno riaperto le porte. E lui non ha nessuna intenzione di andarsene, di nuovo.

    Piace a 1 persona

    • Questo può succedere qui in Italia, dove uomini anziani, ma delinquenti possono impunemente tramare le peggiori nefandezze senza vergogna, ma al contrario con tutta la sfacciataggine possibile. Essere anziani, ultra settantenni o ottantenni li preserva da avere condanne pesanti, per lo più scontate agli arresti domiciliari, ma non preserva la comunità dai loro futuri misfatti.
      Negli USA le pene che vengono commutate, possono essere enormi e lunghissime da scontare tanto da confermare che quella persona giudicata colpevole, non possa più essere messa in libertà, l’età non ha nessuna importanza. Tutto ciò a per una giustizia vera e che vada anche a riconoscimento della sofferenza di eventuali vittime.

      Piace a 2 people

  2. Questa è proprio bella: lui (Carletto) ha sempre sostenuto di non essersi fatto eleggere coi voti del pd e di aver lasciato il pd il giorno dopo per opportunismo, ma per via del governo coi 5s, ricettacolo di ogni male e incompetenza.
    Voglio proprio vedere come apre ai 5s buoni. E voglio vedere che gli rispondono questi buoni.

    Piace a 1 persona

  3. Alleanze? Sono necessarie. Il problema è quali. “Da tempo parlo di un campo largo delle forze democratiche in grado di reggersi su tre gambe. Letta ha spiegato bene lo schema sul quale lavorare. La gamba socialista, popolare e cattolico-democratica già c’è. È il Pd, ora rafforzato e per ragioni oggettive motore centrale dell’alleanza. Il M5S sta vivendo una fase difficile, ma Conte rimane molto alto nel gradimento personale ed è sciocco sperare nel suo fallimento.
    Ciò che manca è il soggetto liberale di cui tutti parlano, che potenzialmente avrebbe molti leader di qualità, ma che non riesce a unirsi, a contare, a distaccarsi in alcune sue parti dalla deriva estremista della destra italiana. Anche su questo tifo affinché riesca lo sforzo in atto”
    Il dirigente Pd si dice d’accordo con l’idea di Renato Brunetta (Forza Italia) di unire le tre grandi famiglie politiche: socialisti, popolari e liberali. Una ispirazione “giusta, ed anche coraggiosa”,
    Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, in una intervista pubblicata stamattina da Repubblica esprime la sua opinione circa le prospettive del centrosinistra”

    Tutto chiaro . Come prima più di prima .

    Noo dopo Zingaretti adesso Calenda a mezz’ora in più

    "Mi piace"

  4. Chi aha visto Calenda dall’ Annunziata ha visto la sufficienza ed il disprezzo con cui trattavano il portuale che si era collegato?
    Se la cantano e se la suonano in una botte di ferro lassù: non si vota perchè altrimenti “torna il fascismo”. E perchè “tornerebbe il fascismo” se loro lassù sono i Migliori?
    Perchè i cittadini “non capiscono”, ovvio…
    Lasciate fare a noi, poveri…pezzetti di cioccolato…

    Piace a 1 persona