M5S, tutti i tormenti di Conte: nessuno spazio ai personalismi

(Emanuele Buzzi – il Corriere della Sera) – Una serie di tormenti che minano l’orizzonte. Il dopo Amministrative per Giuseppe Conte si presenta con molte incognite: le reazioni dei parlamentari alle nomine dei vicepresidenti, lo scontro per il futuro capogruppo, il pressing per un chiarimento sul terzo mandato, la causa legale a Napoli che mette a rischio la nuova fase M5S. Il presidente M5S reagisce: «Il Movimento è un grande spazio di partecipazione, una grande comunità che ha l’obiettivo di coinvolgere tutti, ciascuno per la propria parte, nel progetto di rendere questa società migliore», dice al Corriere. E contrattacca: «In questo quadro non c’è spazio per personalismi. Non può esserci. Anteporre se stessi, le proprie ambizioni, rispetto a un progetto così importante e coinvolgente è dannoso ed egoista. È inaccettabile mettere a repentaglio un nuovo piano — di molti — per seguire o assecondare il tornaconto o la smania di pochi».

Ma l’elenco dei nodi è lungo e bisogna dipanare un po’ la matassa di questioni che si intrecciano tra loro. Anzitutto i fari sono puntati su deputati e senatori. «Dopo la scelta dei vicepresidenti, ci sono d ue tipi di malesseri diffusi: chi rosica e chi si chiede cosa faranno i cinque e con che criterio sono stati scelti», dice un esponente del Movimento. Un altro attacca: «Non è rappresentato il Nord né la Sicilia, fucina M5S, non ci sono i “pragmatici”». «Quando saranno operativi?».

E proprio quest’ultima domanda racchiude un ulteriore giallo. Riccardo Ricciardi ha informato il direttivo della Camera che lui è ancora a pieno titolo vicepresidente del gruppo di Montecitorio. In sostanza, i cinque vice di Conte non sono ancora in carica. Anzi, la loro nomina andrà ratificata con una votazione online, come confermano i vertici M5S. Una votazione che alcuni vedono come «scivolosa» e che potrebbe essere allargata ad altre nomine. Il problema è che non sono chiari i tempi della votazione e anche questo dettaglio allarma la truppa. E su questa vicenda pesa anche il silenzio assordante di Beppe Grillo.

Altra nota dolente è quella del capogruppo alla Camera. Davide Crippa resiste alla guida e aumentano anche le voci di una sua ricandidatura. Le quotazioni di Crippa sono in ascesa dopo il blitz fallito contro di lui. Non solo. Il timore di uno scontro con Alfonso Bonafede accresce i malumori. L’ex Guardasigilli ha avuto un confronto serrato con Conte su come è stata gestita la questione. I contiani non hanno la maggioranza a Montecitorio e su Bonafede alcuni sperano che convergano altre anime M5S. «Bonafede non lo vuole nessuno» replicano altri. E già circolano i nomi di chi sarebbe pronto a candidarsi (con o senza il placet di Conte): Angelo Tofalo, Lucia Azzolina (dipinta da molti come delusa dalle nomine) e c’è chi tira per la giacca anche Stefano Buffagni, che però non vuole essere della partita.

Sul gruppo aleggia anche lo spettro del terzo mandato — «non può liquidare la questione dicendo che deciderà la base: è come lavarsene le mani» dice un parlamentare — e della presenza del M5S al governo. I contiani sbottano: «Questa situazione è un po’ stomachevole». Il leader all’Adnkronos nega la possibilità di un voto anticipato. Nonostante le rassicurazioni nel gruppo la fronda dei malpancisti pronti all’addio si prepara e accusa: «Qui non funziona il metodo. Anzi c’è un metodo, il “metodo Conte”, fatto di decisioni imposte senza ascoltare».

Su una situazione già di per sé complicata pesa anche l’ombra delle battaglie giudiziarie: a breve a Napoli entrerà nel vivo la causa dei ribelli del Movimento che contestano la votazione sullo statuto e, quindi, la legittimità del ruolo di Conte.

3 replies

  1. Ho iniziato a leggere per pura curiosità,. Indipendentemente dal contenuto politico e la eventuale condivisione, è la solita fogna mediatica composta da virgolettati anonimi, una nuova corrente stilistica in via di forte affermazione.

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  2. Se i miracolati fossero persone con la schiena dritta i virgolettati non sarebbero anonimi, Cosi come Conte non sarebbe il capo di un movimento in liquidazione. Ha parlato di tutto durante l’incontro, ma, a quanto sembra non ha fatto alcun cenno al batosta elettorale e al fatto che nessun candidato cinquantino ha avuto il sostegno del PD, anzi il PD gli ha fottuto tutte le città dove il sindaco uscente si è presentato come cinquantino anti grillino.

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    • In realtà ha fatto molte riflessioni sul voto delle amministrative, forse non hai ascoltato tutto l’intervento. E sul PD ha detto che farà alleanza solo se perseguirà anche gli obiettivi principali del M5S altrimenti ognno per la sua strada, perché i risultati vengono prima di tutto.

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