Ci serve solo un atomo di saggezza

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – E per fortuna che al centro del programma della von der Leyen c’è il New Green Deal europeo, cioè uno sforzo comune per rendere entro il 2050 il nostro continente a emissioni zero. Una promessa senza la quale la delfina della super festeggiata (perché se ne va) Angela Merkel si sarebbe sognato il via libera del Parlamento europeo alla sua elezione a capo della Commissione di Bruxelles.

Dopo aver aperto alla sostenibilità ambientale, per tenersi buoni i partiti verdi in crescita in tutta Europa, e allentato i cordoni della borsa col Recovery Fund (serve a tutti) ieri ha fatto un’inversione a U sul nucleare, diventato improvvisamente indispensabile per liberarci dalla dipendenza dell’energia di origine fossile. Insomma, siccome gas e petrolio inquinano, passiamo pure dalla padella alla brace, e sostituiamoli con la fissione nucleare, che tanto le scorie possono metterci appena centinaia di anni per perdere un po’ di radioattività.

Il nucleare che si ha in mente, sia chiaro, è quello buono e pulito, con una definizione che non potrebbe essere più falsa. Ma il marketing delle multinazionali dell’atomo fa miracoli mentre – guardate che coincidenza – il prezzo di greggio e gas naturale schizza alle stelle, inizia a parlare di nuove centrali persino il nostro ministro della transizione ecologica, e la Lega un secondo dopo la svolta di Ursula ha già pronta casualmente una proposta di legge per superare la volontà popolare espressa in ben due referendum contro il nucleare. Un gioco a tenaglia che sarebbe controproducente far passare, soprattutto per l’Italia.

Se è inevitabile che tra qualche mese i prezzi dell’energia tornino a scendere (i grandi produttori non terranno gli impianti a stecchetto a lungo), per accendere la prima lampadina con una nuova centrale atomica serviranno molti anni (che in Italia diventeranno moltissimi, visto che qui non si riesce a decidere neppure dove mettere il deposito nazionale degli scarti radioattivi). Nel frattempo l’Ue applicherà un regime fiscale di vantaggio (tassometria) a chi il nucleare ce l’ha già, a partire dai francesi. Così loro incasseranno oggi mentre noi cominceremo a inquinare per guadagnarci, se sarà, domani. Che geni!

15 replies

  1. Ma che belle la zona euro e la UE, da sempre contesti politicanti favorevoli all’itaGlia (??), per no dire della NATO, ottime compagnie (??), non c’è di che…

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  2. ma lo si vuole fare come l’UK?
    che prende il 7.5% (24,5 GWh/2020) di quello che produce (320 GWh/anno) tramite i cordoni ombelicali
    (IFA-1 e IFA-2) francesi (leggi centrali nucleari)?
    i loro problemi attuali, oltre al prezzo del gas, che gli fanno riaprire le centrali a carbone, derivano da due fatti
    non c’è/c’era trippa per i gatti, ovvero il vento ha dato buca e le pale oceaniche sono/erano ferme
    e uno dei due collegamenti al sistema francese sì è guastato (pare servano 6 mesi per riattivarlo)
    ed era quello dei due che trasportava più energia elettrica (sempre che non si prendano a schiaffi per la pesca
    nella Manica)

    quindi quando Boris parla di decarbonizzazione pensa con o senza il rabbocco dai francesi?

    e la EU, una volta che ha chiuso le centrali nucleari e quelle a gas, con che produce l’energia h24 (o quasi) mancante?
    mettendo Greta a pedalare?

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    • per Pedullà

      non so se se ne rende conto ma, dal 54, quando i russi hanno fatto la prima centrale atomica per
      produzione di energia elettrica (Obninsk con una capacità di 5 MW ), del tempo ne è passato
      e la tecnica relativa s’è evoluta (sino ad arrivare a centrali attuali da GW)
      e parlare oggi di centrali a fissione è come parlare di autoveicoli alimentati a carbonella

      quelle pensate attualmente sono a neutroni veloci che consentono di usare combustibile nucleare
      esaurito al posto (parzialmente) del combustibile “fresco” ed arrivano a utilizzare circa il 30%
      del potenziale nucleare combustibile contro il 3% attuale, facendo sperare in un ciclo chiuso
      inoltre gli errori del passato hanno fatto si che le nuove centrali siano progettate con sistema
      di sicurezza passivi, ovvero i meccanismi di protezione intervengo anche in assenza di energia
      e di intervento umano (non dovrebbero esserci parti che si possono rompere o guastare)

      comunque sull’Italia ha ragione.
      se per fare una centrale servono 10/15 anni, da noi si passerebbe sicuramente il secolo
      e con costi quintuplicati
      (quelle che sono state fatte ultimamente da occidentali non russi, hanno avuto almeno un raddoppio del costo progettato
      e non tutte sono state terminate, nel senso che ne hanno proprio abbandonato la costruzione)

      in ogni caso le mini centrali nucleari che qualcuno ha ventilato sono, al momento alla fase del prototipo
      quindi ben lontani dall’essere commercializzati, tranne per quelle russe che sono più avanti avendone fatta
      già una (galleggiante) che è già funzionante, ma il loro scopo è differente, serviranno per portare l’elettricità
      in posti sperduti dove far arrivare il combustibile convenzionale è oltremodo oneroso se non impossibile,
      quindi sono economiche in quell’ottica.

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  3. Ogni aggeggio elettrico consuma corrente, troppa, al posto di intervenire sulla costruzione e/o progettazione per consumare meno, no, costruire centrali al cazzo in culo che produce calore (tramite sfegamento), è meglio.
    Tu pensa la capa di questi ingegneri, ogni televisione è spento, ma consuma, geniale cazzo.
    Razionalizza, lo spreco è immenso, brutte teste di cazzo, se poi serve ne fai di nuove.
    See bonanotte.

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  4. Ero molto giovane ai tempi del disastro di Chernobyl ma ricordo benissimo i media che perdevano la testa”dando i numeri” e la gente che non mangiava l’insalata. Per non parlare del ridicolo referendum i votanti spaventati ad arte che non ci capivano un tubo. In quel momento il nucleare era vitale, oltre che tutto intorno a noi, vicino ai confini. Tra l’altro il referendum all’italiana ha portato lo stop alla costruzione di centrali già iniziate ed il conseguente stoccaggio delle scorie in siti ed in modo assolutamente inadeguato e costosissimo ( ma ovviamente nessuno vuole ora un sito protetto sul proprio territorio: occhio non vede…)
    Ora però non si può, a mio parere, tornare indietro. La costruzione – soprattutto da noi – richiederebbe decenni e magna magna infiniti, per non parlare dell’opinione pubblica che verrebbe terrorizzata dai molti che con altre fonti energetiche ci guadagnano.
    Il da farsi è solo uno: controllo delle nascite soprattutto nei Paesi emergenti, di gran lunga più inquinanti. E, ovviamente, continuare nella ricerca, magari evitando le sceneggiate alla Greta e C.
    Il problema è serio, conoscenza e non ondivaga emotività.

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    • So che non ne vale la pena, ma uno sproposito deve essere rimproverato. Come pensi di controllare le nascite, castrando gli asiatici o gli africani come fossero gatti?Persone come te sono un problema serio.

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  5. Esattamente come le abbiamo controllate in Europa: propaganda fino allo sfinimento (un tempo era un must della sinistra) per la “maternità responsabile” e incentivi alla contraccezione, fornita capillarmente.
    Abbiamo vergognosi spot pubblicitari che ci martellano fino allo sfinimento con primi piani di bambini morenti (privacy?) per l’ obolo che qualcun altro in gran parte si intascherà, non sarebbe il caso di farne qualcuno anche per fornire, oltre al vaccino “obbligatorio” una contraccezione “”obbligatoria”? Vaccino sì e contraccezione no?
    Pochi figli determinano una maggiore possibilità di benessere e la capacità di crescerli con più cura ed istruzione. Oltre a liberare il mondo da tanti piccoli martiri che faranno la fortuna di missioni di ogni specie, multinazionali senza scrupoli e ONG, ma sono un monito costante per la coscienza di tutti noi. Una coscienza che non dovrebbe certo essere messa a tacere da una piccola somma inviata a chichessia.
    In Africa, volontari poco “gettonati” girano i villaggi per far conoscere la contraccezione a uomini e donne. Il programma, mi dicono, è costantemente boicoittato dagli Stati, dai missionario cattolici e dagli islamici che vedono ancora nel “numero” e nel loro “controllo” della vita e della morte la loro forza. La mortalità infantile, drasticamente diminuita ( assieme all’ allungamento della vita delle madri) un tempo “teneva a bada” la crescita, ora le condizioni, fortunatamente per un verso, sono cambiate.
    Non possiamo pensare ad alcun vero o presunto progetto “green” senza un azzeramento di questa crescita esponenziale. Ora si sta provando con la riduzione dell’ aspettativa di vita, perchè il Mercato ha bisogno di giovani e inespoerti , creduloni e senza menoria tra cui scegliere e sfruttare, ma il problema non sono i “vecchi”, sono i nascituri. E di questo passo…

    Ogni popolazione animale che non ha competitors tende a crescere esponenzialmente ed alla fine ad erodere tutte le sue fonti di sopravvivenza. Noi abbiamo come territorio solo una piccola parte del Pianeta, che è un sistema chiuso: non possiamo certo colonizzare gli Oceani, le cime delle catene montuose ed i deserti. Il territorio a disposizione è poco, e solo gli imbecilli persano a Marte.
    L’ unica nostra minaccia sono virus e batteri, che hanno la meglio proprio in condizioni di sovrappopolazione.
    Facciamoci un pensierino.

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    • Ma davvero sei convinta di ciò che scrivi ? Per il controllo delle nascite vedi un po la Cina, continua a crescer di numero ed ora ha rinunciato a permettere solo un figlio. In Africa e America latina costerebbe troppo acquistare preservativi. In India non lo lascerebbero fare per motivi religiosi. Ma abbi l’idea che il pianeta potrebbe ospitare anche 20 miliardi di persone, non di” popolazione animale” , eliminando gli allevamenti intensivi ci sarebbe da mangiare per tutti e avanzerebbe, certo un po di carenza di carne si potrebbe consentire i pascoli. Basta farsi un giro negli allevamenti di polli , maiali e bovini, per farsi passar la voglia di mangiarli. Risparmiando molto in salute anche non solo per la carne in se, ma per le porcherie chimiche farmacologiche impiegate senza risparmio e controllo.Riguardo poi le immagini di bimbi affamati sono davvero vergognose, ma soprattutto per chi spende miliardi di miliardi in armamenti, costoro certamente sono una popolazione animale come te. Se poi i Buddisti hanno ragione, tu nella tua prossima vita ne farai certamente esperienza diretta, spero solo di non ritrovarti dentro il mio piatto.

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