Esclusiva del Foglio. Salvini su Meloni: “Stia all’opposizione senza romperci i coglioni”

Il leader della Lega parla ai suoi deputati e senatori al Teatro Sala Umberto di Roma. Riferendosi a Fratelli d’Italia: “C’è modo e modo di stare all’opposizione”

Giorgia Meloni e Matteo Salvini durante ‘Atreju 2017’, Roma, 22 settembre 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

(RUGGIERO MONTENEGRO  – ilfoglio.it) – “Èovvio che noi abbiamo un centrodestra al governo e uno all’opposizione. Però c’è modo e modo di stare all’opposizione. Si può concordare una quota comprensibile di rotture di coglioni, che però vada a minare il campo Pd e 5 stelle e non fatta scientemente per mettere in difficoltà la Lega e il centrodestra”. Con queste parole, contenute in un audio esclusivo del Foglio, Matteo Salvini fa il punto sulle amministrative, all’indomani dell’incontro con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

E lo fa senza mezzi termini, nel corso di una riunione al Teatro Sala Umberto di Roma, a cui ha partecipato tutto lo stato maggiore del partito, ad eccezione del ministro Giancarlo Giorgetti, insieme ai parlamentari del Carroccio. All’ordine del giorno doveva esserci l’analisi della sconfitta elettorale, la riforma delle pensioni e la manovra fiscale. Le prossime mosse di una coalizione la cui unità, considerate le parole di Salvini, è adesso tutta da verificare.

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4 replies

  1. Sicuri sicuri che se ci fossero conversazioni “rubate” nel partito di quelli “buoni” e “antifascisti” i toni e i commenti sarebbero differenti?

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    • Ma ci riuscite per una, dico una volta, a stare zitti davanti alle porcate dei vostri idoli?

      No che non ci riuscite, come bambini piagnoni e infami:

      “si però anche gli altri”

      Dicendo ANCHE significa dare ragione a chi scrive.

      Fanno schifo? Si ma anche gli altri.

      Quindi si, fanno schifo e scrivendo “anche altri” lo confermate. Poi li votate, poi vi lamentate. You don’t say!

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  2. Gentile @Neuron, perchè si dovrebbe tacere? Non le pare che siano già in troppi a tacere? Perchè si trasforma sempre un dubbio (il massimo della destabilizzazione: puoi essere nero o bianco ma mai dubitare…) in una opposta certezza? Come si dovrebbe commentare. solo “Che disgraziati ignoranti e bugiardi sono questi” come vorrebbe l’ Autore dell’ articolo? Ce la cantiamo e suoniamo indisturbati da soli?
    Non è affatto vero che “anche” significa dare ragione a chi scrive, anzi, si offre una alternativa al pensierio che chi scrive, occupandosi solo di qualcuno che vuole screditare, vuole far passare. Si instilla solamente un dubbio: siamo certi che siano i soli a fare questo?
    La risposta può essere “si” (e sarà forse il suo caso e quello di molti altri) oppure “no”, e sarà il mio e quello di altrettanti. C’è libertà di scelta, nel dubbio. Proprio quella che si cerca in ogni modo di reprimere.

    L’uso continuo del “voi siete” (razzisti, fascisti, leghisti…), l’ accusa, l’ etichetta, la repulsione, la chiusura al dialogo … che vengono incessantemente appiccicate confronti di chi dubita e offre alternative possibili alla propaganda, servono proprio a questo: soffocare sul nascere il dubbio. Sempre scomodo, sempre radicale.

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