L’Europa del green pass

Nessun altro Paese d’Europa (e del mondo, fatta eccezione per l’Arabia Saudita) si è spinto come l’Italia a rendere obbligatorio il Green pass anche per i lavoratori del settore privato. Germania e Francia fanno pagare i test solo ai no vax, altrove l’obbligo vale nella Sanità o nel pubblico […]

(di Cosimo Caridi, Luana De Micco e Sabrina Provenzani – Il Fatto Quotidiano) – Nessun altro Paese d’Europa (e del mondo, fatta eccezione per l’Arabia Saudita) si è spinto come l’Italia a rendere obbligatorio il Green pass anche per i lavoratori del settore privato. Ma certificati e restrizioni per chi non ha voluto vaccinarsi non mancano

GERMANIA

Tamponi gratis solo ai vaccinati

Qui oltre tre milioni di ultrasessantenni non sono vaccinati. E solo il 65% dei tedeschi è completamente immunizzato. Da mesi il governo tenta di aumentare la pressione e spingere più cittadini a completare il ciclo. L’ultima stretta, da inizio novembre, quando non verrà più corrisposta l’indennità di quarantena, ma solo per i non vaccinati. A oggi sia dipendenti sia autonomi vengono risarciti dallo Stato per i giorni passati in quarantena. Non c’è, invece, un Green pass per i lavoratori a livello federale. Ogni Land decide in autonomia e i singoli datori di lavoro possono imporre livelli diversi di certificazione per accedere agli uffici. Fino a lunedì scorso ogni residente aveva diritto a un test rapido gratuito al giorno, adesso i non vaccinati lo pagano dai 10 ai 40 euro. Inoltre è in atto un rapido cambio dei requisiti per l’accesso a eventi sociali. La regola delle 3G (geimpft, genesen, getestet – vaccinato, guarito, testato) sta lasciando posto alle 2G, il test non è più considerato sufficiente. Le nuove disposizioni si applicano a ristoranti, cinema, palestre, teatri, ma il caso più emblematico è quello dei club berlinesi riaperti a inizio mese solo per i vaccinati. Lunedì, per gli studenti, sono iniziate le due settimane di vacanza autunnale. Molti sono andati all’estero, soprattutto in Spagna.

Le immagini dell’assalto alla Cgil a Roma sono state trasmesse e abbondantemente commentate dai media tedeschi. In Germania il movimento No Vax ha organizzato decine di manifestazioni, quasi sempre non autorizzate. Più volte ci sono stati scontri con la polizia e persino un tentativo, nell’estate del 2020, di assalto al Bundestag. Stefan Bauer, uno dei leader No Vax, è stato espulso dal partito neonazista AfD per le sue idee troppo estremiste.

REGNO UNITO

Niente certificato, siamo inglesi

La notizia dell’obbligo di Green pass in Italia è stata riportata dalla stampa britannica come la misura più severa in Europa. Un aut aut impensabile nel Regno Unito. Queste le indicazioni per i lavoratori in GB: viene ribadito che il vaccino non è obbligatorio e la valutazione del rischio di far rientrare i dipendenti in presenza viene delegata ai datori di lavoro, a cui si raccomanda di incoraggiare il personale a vaccinarsi ma nel rispetto di tutte le opinioni. L’unica eccezione è per i lavoratori delle case di cura: a meno di esenzione medica, dall’11 novembre dovranno provare di aver ricevuto due dosi di siero. Il governo sta valutando se estendere l’obbligo a tutto lo staff del sistema sanitario e alle professioni di cura, ma i tamponi restano per ora gratuiti. Il progetto di Green pass per locali, ristoranti o luoghi di svago al chiuso, annunciato per ottobre, è stato accantonato dopo l’insurrezione degli esercenti.I dati sono tutti in aumento rispetto alla scorsa settimana: ieri positivi oltre 45 mila, +13%; decessi 157, +9%; ricoveri 719, +5.8%. Vaccinato con seconda dose il 78.7% della popolazione, compresi i 16-17enni e gli ultra dodicenni (solo se vulnerabili). Il governo monitora costantemente il rifiuto del vaccino, per ora molto minoritario anche se c’è qualche episodio di aggressività contro giornalisti o insegnanti.

FRANCIA

Stato di emergenza fino al 31 luglio 2022

In Francia il pass sanitaire non riguarda tutti i lavoratori. È diventato obbligatorio, dal 30 agosto solo per chi lavora nelle strutture dove è richiesto anche al pubblico, quindi bar e ristoranti, musei e cinema, biblioteche e palestre, ospedali e trasporti a lunga percorrenza. Chi non è in regola, rischia la sospensione e il taglio dello stipendio. Il pass è in vigore fino al 15 novembre, ma probabilmente sarà prolungato, come previsto dal progetto di legge per estendere lo stato di emergenza fino al 31 luglio 2022.Anche se la situazione sanitaria migliora, la Francia conta ancora oltre cinquemila contagi al giorno. Da oggi i tamponi, che sono stati sempre gratuiti, diventano a pagamento, ma solo per i non vaccinati e senza ricetta medica. Il costo è di 43 euro per i molecolari, mentre per gli antigenici si varia tra 22 e 30 euro. Più di 50 milioni di francesi hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e un milione e mezzo di over 65 ha fatto anche la terza.

SPAGNA

L’isola felice degli “anti” ininfluenti

Con oltre l’80% della popolazione vaccinata, quasi il 90% se si considerano solo i maggiori di 12 anni, la Spagna si è lasciata alle spalle le misure restrittive contro la pandemia. Rimangono solo le mascherine. Bar, ristoranti, cinema, teatri, discoteche nessun esercizio commerciale chiede alcuna certificazione. Non c’è obbligo vaccinale, né Green pass. Il governo madrileno ha revocato lo stato di emergenza e ha lasciato libertà alle singole regioni di decidere tempi, riaperture e limitazioni. A Barcellona, per esempio, a fine agosto il numero di casi settimanali era dieci volte più alto rispetto all’Italia, oggi è tra i più bassi d’Europa e questo fine settimana tutti i locali saranno aperti a piena capienza e senza richiesta di certificazione all’ingresso.

I No Vax spagnoli, che rappresentano il 4% della popolazione, non hanno voce nel dibattito pubblico. I rappresentati di Vox, il partito di estrema destra, sono gli unici politici a rimanere ambigui sulla vaccinazione. I media spagnoli hanno parlato a settembre del Green pass italiano e francese. Molto interesse, ma a Madrid avevano già deciso che non sarebbe stata quella la strada. Le uniche limitazioni ancora in piedi sono quelle per i turisti: si entra nel Paese solo con vaccinazione completa o doppio test e quarantena.

DANIMARCA

Liberi tutti (dappertutto)

Da oltre un mese il governo ha ridotto le misure anti-Covid a poche limitazioni. Circa il 75% della popolazione è immunizzata. Non ci sono condizioni per l’accesso a locali pubblici, né tantomeno a luoghi di lavoro. I test sono gratuiti per tutti, anche per i turisti. Sul trasporto pubblico non è necessario indossare la mascherina e non è obbligatoria negli esercizi commerciali a meno che non sia specificatamente richiesta del negozio stesso.

PAESI BASSI

Obbligo per locali ed eventi al chiuso

Nei Paesi Bassi il rapido incremento dei casi fa aumentare il rischio che intere regioni passino da rischio giallo a rosso. Obbligatorie le maschere sui trasporti pubblici e il Green pass per l’accesso a locali o eventi al chiuso, già ridotti al 75% della capienza.

BELGIO

Serve, ma solo nel settore pubblico

In Belgio, il Covid Safe Ticket entra in vigore oggi, ma solo a Bruxelles, dove il contagio è in diminuzione (il tasso di riproduzione del virus in città è di 0,92). Il nuovo dispositivo vale solo per il pubblico e non per i lavoratori: chi ha più di 16 anni deve mostrare il Cst per accedere a ristoranti e caffè, musei, palestre e ospedali. Sono previste sanzioni fino a 2.500 euro per i gestori dei locali non in regola. Il Cst non è in vigore nelle Fiandre, mentre sarà esteso in Vallonia dal 1° novembre.

3 replies

  1. Ma noi siamo i “Migliori”!
    Bisognerà pure che i “Migliori” mostrino come si governa col pugno di ferro! E che qui si può.

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  2. – Cercare la polveriera –
    «Non vi dice l’esperienza vissuta che dove lo schiavo s’adagia e si rassegna al giogo,
    non hanno più freno la tracotanza e l’avidità del padrone?»
    Da quanto tempo sta andando avanti? Ne abbiamo quasi perso memoria, sommersa com’è dalla nausea ed il disgusto.
    Hanno provocato, indirettamente o direttamente, una pandemia. Ne hanno aggravato la letalità, con misure politico-sanitarie del tutto insensate. Hanno lasciato morire privi dell’affetto dei loro cari chi ne veniva colpito e stremato. Hanno vietato le autopsie che avrebbero potuto contribuire a chiarire la realtà. Hanno mentito su cause ed effetti di quanto stava accadendo. Hanno intenzionalmente seminato a piene mani la paura e il terrore allo scopo di paralizzarci. Ci hanno costretto a stare chiusi in casa. Ci hanno messo un bavaglio sulla bocca, impedendoci di respirare e di parlare. Ci hanno proibito di spostarci, di incontrarci, di toccarci. Hanno ucciso i reietti della società che per primi protestavano. Hanno creato e diffuso una vera e propria psicosi di massa, mettendoci gli uni contro gli altri. Hanno reso disponibili il cuore al sospetto, la lingua alla delazione, il braccio al linciaggio. Hanno fatto perdere la fonte di sussistenza a milioni di persone, gettandole nella disperazione. Hanno insultato, umiliato, calunniato, talvolta arrestato, chiunque li criticasse. Hanno scatenato una caccia all’untore contro chi non rispettava i loro divieti. Hanno usato come carta da culo quella Costituzione su cui loro hanno giurato, pretendendo però che noi la rispettassimo a comando. Hanno eletto a capo del governo un famigerato cravattaro, osannandolo come salvatore supremo. Hanno ricattato prima una categoria, poi tutti i lavoratori, affinché facessero da ignare cavie ad un vaccino. Hanno cantato la virtù della resilienza che si adatta, denigrando il vizio della resistenza che si oppone. Hanno aumentato a dismisura il prezzo di materie prime oggi indispensabili alla sopravvivenza. Hanno permesso che nostalgici del duce assaltassero la sede di un sindacato per poter tacciare di fascismo chiunque manifesti la propria contrarietà alla loro politica. Ora pretendono che le persone sane che vanno a lavorare dimostrino quotidianamente, e a proprie spese, di essere sane per poter andare a lavorare. Ormai ridotti ad essere liberi solo di obbedire, dobbiamo perfino pagare per farci sfruttare…
    Insomma, in meno di due anni hanno calpestato ogni libertà, umiliato ogni intelligenza, stuprato ogni dignità. Hanno travestito da emergenza sanitaria la loro urgenza politica di arrivare ad un controllo totale, dei corpi e del territorio. E lo hanno fatto con premuroso candore, senza incontrare finora grosse difficoltà, sfrontatamente, tra il tremulo consenso della maggioranza e l’educato dissenso della minoranza. Decenni di pace sociale — infastidita saltuariamente da qualche agitazione cittadinista — lo hanno permesso. A scorrere nel sangue umano, sempre più artificiale, non sono più passioni eccitanti, bensì potenti anestetici inibitori dell’azione. E laddove non sono la «responsabilità politica», il «senso civico» o il «rispetto per la legalità» a sedare gli animi, ecco arrivare la «decisione assembleare», le «considerazioni strategiche» o il «rispetto per le dinamiche collettive».
    https://finimondo.org/node/2579

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