Orlando, il salario minimo e la lotta per la democrazia diretta

(Alessandro Di Battista – tpi.it) – Detesto la politica politicante perché salvo illuminate eccezioni i politici di professione, per lo meno dalla Seconda Repubblica ad oggi, sono compromessi che camminano. Quel che scrivo è quel che penso e quel che penso è frutto di ciò che ho visto con i miei occhi. Ho avuto la fortuna di rappresentare il Popolo italiano nella XVII legislatura. Ho frequentato i palazzi del potere per 5 anni. Sono luoghi di seduzione, di tentazione, di trasformazione.

Alla Camera dei Deputati si accede attraverso due grandi portoni che danno sul “Transatlantico”, un lungo corridoio che i dipendenti di Montecitorio chiamano “il corridoio dei passi perduti”. Si dice che chi lo percorre per troppi anni perda l’anima. Chissà, senz’altro in molti perdono il contatto con la realtà. E non è una questione di soldi, ma di agevolazioni, privilegi, comodità.

Alla Camera dei Deputati, soprattutto per chi ha pelo sullo stomaco, la vita è facile. Si lavora relativamente poco e lo stipendio arriva puntuale. La diaria è sovrabbondante e non va giustificata. L’assicurazione medica della Camera copre ogni genere di intervento e la si può estendere pagando una stupidaggine ai familiari. C’è un ambulatorio con personale specializzato in patologie cardiache dietro l’aula. Dal proprio scranno basta telefonare al medico di Montecitorio per ottenere immediatamente una ricetta che ti viene recapitata in busta chiusa. Non ti devi neppure alzare dalla sedia. C’è anche il fisioterapista a disposizione e si prenota facilmente. C’è chi fa fisioterapia tra un voto e l’altro.

Per non parlare degli spostamenti. La Camera paga ogni genere di viaggio. Viaggi istituzionali, viaggi di lavoro, viaggi di piacere. Ovviamente in prima classe. Se vuoi la seconda lo devi specificare come nei fast-food americani se non vuoi il menu super-size.

Finisci di votare presto un martedì e vuoi vedere la Juve in Champion’s League allo stadio? Basta una telefonata all’agenzia viaggi della Camera e il gioco è fatto. Non serve neppure la carta di credito. Non c’è da pagare nulla. Basta dire: “sono l’Onorevole tal de’ tali e vorrei il primo volo per Torino”. A quel punto non resta che prendere un taxi per Fiumicino la cui spesa rientra nella diaria. Tutto questo, ai più, piace. Tutto questo solletica palati, gonfia petti, ubriaca chi dovrebbe sentirsi onorato di servire il Popolo piuttosto che pretendere di essere chiamato “Onorevole”.

Ma l’Italia (ed in particolar modo il Parlamento) è piena di “culi che non hanno visto mai camicia”. I privilegio-dipendenti sono ovunque e l’unico modo per farli disintossicare è imporre per legge il limite dei mandati. La politica non è una professione. Lo è fare l’avvocato, il chirurgo, l’idraulico, l’agricoltore, il bancario, il cameriere. Non il parlamentare. Il problema è che fare il deputato è diventato un lavoro.

Giorgio Napolitano è in Parlamento dal 1953. L’anno della morte di Stalin. Casini, uno dei papabili per il Quirinale, è alla sua decima legislatura ed in 38 anni da parlamentare, oltre ad aver guadagnato milioni di euro di stipendio, ha maturato quasi 500.000 euro di Tfr. Emma Bonino di legislature ne ha fatte 13. Sette da deputata, due da senatrice e quattro da euro-deputata.

Il Ministro Orlando è un novizio al confronto ma credo abbia voglia di seguire le orme dei “mostri” sacri appena menzionati. Altrimenti non si spiegherebbero le sue maldestri dichiarazioni sul salario minimo. Orlando lo conosco poco. Ci avrò parlato sì e no un paio di volte. Ahimè ne ho registrato pavidità e incoerenza. Più o meno quel che hanno registrato gli italiani che lo hanno ascoltato in alcune sue pubbliche uscite.

Nel settembre del 2016, alla festa del Fatto Quotidiano, Orlando ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente un caso di “estorsione” istituzionale che, purtroppo, non ebbe il fegato di fare quando veniva consumato. «La modifica, devo dire, passata abbastanza sotto silenzio, della Costituzione per quanto riguarda il tema dell’obbligo del pareggio di bilancio, non fu il frutto di una discussione nel Paese. Fu il frutto che a un certo punto la Banca centrale europea, più o meno, ora la brutalizzo, disse: “O mettete questa clausola nella vostra Costituzione o altrimenti chiudiamo i rubinetti e non ci sono gli stipendi alle fine del mese”. Io devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più». Parola del Ministro Orlando. Si sarà pure vergognato tuttavia si è accomodato anch’egli nel governo dell’assembramento presieduto da quel Mario Draghi che era a capo di quella BCE che Orlando descrisse come taglieggiatrice.

Non solo, Orlando governa insieme alla Lega nonostante poche settimane prima di giurare come ministro (insieme a ministri leghisti) escluse un governo con Salvini anche qualora fosse presieduto da Superman. O Draghi è meglio di Superman (cosa che escludo nonostante il 90% dei media sostenga tale tesi) o Orlando è pavido. O meglio, è interessato.

I professionisti della politica sono uomini, semplicemente uomini. Non li giudico nemmeno più. Prendo atto che abbiano interesse a difendere il posto di lavoro. E per costoro il posto di lavoro è il posto nel palazzo. E per difenderlo sono disposti al compromesso. Vi è chi fa compromessi con il crimine organizzato (basti pensare al voto di scambio politico-mafioso), chi con gli avversari politici, chi con i fondi finanziari, chi con i sindacati.

L’altro ieri Orlando ha detto: «l’introduzione del salario minimo indebolisce i lavoratori, non li rafforza». Scemenze. Tuttavia scemenze dette affinché qualcuno le ascoltasse. Chi? I sindacati. Ovvio. L’approvazione del salario minimo toglierebbe potere di contrattazione ai sindacati. Li priverebbe, dunque, di un’arma di “lotta”, un’arma politica, un’arma con la quale fare adepti, organizzare manifestazioni, farsi ricevere dai politici, un’arma mediatica, un’arma, per l’appunto, sindacale. Non tutti i sindacalisti, sia chiaro, pensano al proprio perimetro di potere. Vi sono fantastiche eccezioni. Ma vi sono politici nei sindacati. Anche politici futuri. Pensate, banalmente, a quanti sindacalisti sono finiti in parlamento. D’Antoni, Cofferati, Epifani (pace all’anima sua), Polverini, Durigon.

La politica serve ad alcuni sindacalisti per trovare un up-grade professionale ed i sindacati servono ai politici perché ancora garantiscono pacchetti di voti. Orlando, sono convinto, è favorevole all’introduzione del salario minimo ma ha pensato fosse più conveniente, per lui, strizzare l’occhio ai sindacati. Questo perché anch’egli pensa al suo orticello e senza voti niente Parlamento, niente diaria, niente mutui agevolati, niente poltrone da ministro, niente pensionamento anticipato, niente Telepass, niente fisioterapista, niente viaggi pagati. È umano anche se ci sono, grazie a Dio, uomini che proprio non riescono a sacrificare le proprie convinzioni sull’altare della convenienza.

Ad ogni modo inutile accusare e basta, meglio pensare alle soluzioni. La democrazia diretta lo è. Rafforzare gli strumenti decisionali dei cittadini significa ridurre lo spazio del compromesso per il politici. Quei politici che detestano i cittadini in marcia. Chi sono i principali detrattori del “popolo che decide”? I politici di professione. Sono loro ad accusare di populismo tutti quei cittadini che non si piegano al pensiero unico. Che si ostinano a non pensarla come lorsignori. Sono loro a storcere il naso se sono arrivate in pochi giorni centinaia di migliaia di firme per i referendum su cannabis ed eutanasia. Sono loro a tenere bloccata in Senato la legge sul referendum propositivo passata in prima lettura alla Camera. Sono loro a difendere spazi di potere anche grazie all’arma del compromesso. Tra l’altro, sempre più al ribasso.

Il salario minimo è un diritto. Chi se ne frega se indebolisce i sindacati. Far decidere il popolo è il perfezionamento democratico. Chi se ne frega se ciò possa mostrare quanto la Repubblica italiana sia partitocratica e non democratica. «Il potere logora chi non ce l’ha» disse Andreotti. Sicuramente fa genuflettere coloro che vorrebbero assaporarlo per decenni.

21 replies

  1. Ti sei dimenticato quelli che hanno sempre un microfono e una telecamera davanti anche se non dicono niente di nuovo ma parlano ugualmente ,e intanto gli anni passano a sbaffo.

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  2. “Ad ogni modo inutile accusare e basta, meglio pensare alle soluzioni. ”

    No, figurati, continua pure il canto del cigno. A proposito, mettere Durigon ed Epifani nella stessa frase è legale?

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    • certo se sono stati entrambi sindacalisti!!! poi se a te non sta bene fai tu la lista coi buoni e i cattivi

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      • Stai calmino, hai capito???
        Io scrivo quello che mi pare e piace.
        E faccio le liste che mi pare e piace, a dispetto di ignoranti e qualunquisti!

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  3. Grande Dibba,
    E dai commenti di alcuni si capisce quanto fastidio dà la tua presenza ed i tuoi scritti
    X molti la verità è scomoda.

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  4. I sindacati difendono il LORO posto di lavoro, senza la miriade di contratti e contrattazioni loro a che servirebbero più sti’ sindacati? Solo al controllo del dissenso, a organizzare cordoni di sicurezza alle manifestazioni autorizzate, con tempistiche e percorso concordato, a stampare volantini e alle aziendine che producono bandiere e spillette…. Fate il tesseramento! Altrimenti ci tocca pure pagargli la disoccupazione!

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  5. “Grande Dibba, Grande Dibba.”

    Questo è il massimo che i tuoi estimatori sanno mettere insieme. Non crederai mica che questa gentaglia compri i tuoi libri?
    Questo è lo stesso che due sere fa Pengue ha bannato per la volgarità contro non ricordo più, forse Di Maio: ebbene aveva scritto parole che non so come possano far parte del vocabolario di uno essere umano. E infatti…

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  6. Ogni riferimento a certi ex amici perduti nelle nebbie del transatlantico è puramente casuale.

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  7. Per certe pseudo intellettuali apprezzare Dibba e definire feccia i pdioti tutti è blasfemia. Gente senza alcuna iinteligenza e senza alcuna morale, feccia solo feccia.

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  8. Ah! A proposito di questi soggetti dotati del quoziente intellettivo di un chihuahua e del vocabolario di un bulldog inglese (ma senza saperlo l’inglese): l’altra sera questo losco figuro ha scritto un messaggio irripetibile su un personaggio tra l’altro a me inviso (Di Maio): ho dovuto scrivere alla redazione perché era proprio disturbante alla vista una tale volgarità. Ovviamente è stato rimosso, ma il Quor di leone qua sopra usa tipo un codice alfanumerico per far passare i suoi messaggi: ci tiene proprio a far sapere di che pasta sono fatti i 5 stelle orfani della Lega.

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  9. Povero Orlando, che figuraccia! E bene fa di Battista a prenderlo per il bavero come il Tartufo acciuffato da Orgone.

    Detto ciò, a voler fare una minima analisi storica appare chiaro pure a un bambino che la sinistra ha sempre venerato il lavoro con particolare zelo. Non soltanto ha elevato il lavoro a essenza dell’uomo, ma ne ha anche fatto, in maniera mistificante, il presunto principio opposto a quello del capitale, il cui bieco presupposto rimane sempre il dominio del lavoro sui lavoratori.

    Pertanto, il programma di tutti i “Partiti&Paladini” dei lavoratori non fu (e non sarà) mai la “liberazione DAL lavoro” ma la “liberazione DEL lavoro”

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      • Infatti, oltre che un male assoluto sarebbe un delitto inespiabile giacché il piacere della conoscenza e il godimento dei sensi sono loro preclusi in quanto abbandonarsi all’ozio, è diritto divino delle sole élites e “deus ex machina” della maledizione veterotestamentaria: Ti guadagnerai il pane con il sudore della fronte”.
        .

        “Il lavoro ha sempre di più dalla sua tutta la buona coscienza: l’ inclinazione alla gioia si chiama già “bisogno di ricreazione” e comincia a vergognarsi di se stessa. “E’ un dovere verso la nostra salute”, si dice, quando si è sorpresi durante una gita in campagna. Anzi, si potrebbe ben presto andare così lontano da non cedere all’inclinazione alla vita contemplativa (vale a dire all’andare a passeggio, con pensieri e amici), senza disprezzare se stessi e senza cattiva coscienza”. Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza, 1882.

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  10. La poveretta è in stato confusionale, ma da una pdiota ci possiamo aspettare questo ed altro, il bello è che si crede pure intellugente ahahahagah,
    Forse non si è mai veramente guardata in uno specchio, ne avrebbe viste di cose, dici pdiota e ti salta fuori lei, sarà un caso?

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  11. Dai Quod di leone, riscrivi quello che hai scritto l’altra sera, abbi il coraggio di scrivere senza numeri. Vediamo se stavolta non ti bannano l’account.
    Penoso!

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  12. Ogni giorno il “Grande Dibba ” commenta tutto e soprattutto gran battagliero contro i suoi ex compagni, ma si guarda bene dal commentare l’inchiesta di Fanpage contro i fascisti e i legaioli. Però Dibba è Dibba , la sua lista civica a Roma in appoggio Raggi
    ha avuto uno zero virgola…ma lui non commenta questo bel risultato.

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  13. ””L’assicurazione medica della Camera copre ogni genere di intervento e la si può estendere pagando una stupidaggine ai familiari. C’è un ambulatorio con personale specializzato in patologie cardiache dietro l’aula. Dal proprio scranno basta telefonare al medico di Montecitorio per ottenere immediatamente una ricetta che ti viene recapitata in busta chiusa. Non ti devi neppure alzare dalla sedia. C’è anche il fisioterapista a disposizione e si prenota facilmente. C’è chi fa fisioterapia tra un voto e l’altro.

    Per non parlare degli spostamenti. La Camera paga ogni genere di viaggio. Viaggi istituzionali, viaggi di lavoro, viaggi di piacere. Ovviamente in prima classe. Se vuoi la seconda lo devi specificare come nei fast-food americani se non vuoi il menu super-size.”’

    E io che mi chiedevo come mai durante una legislatura 960 parlamentari non crepano nemmeno per sbaglio, come capita ai comuni mortali… eh. Mica devono aspettare 1 anno per una visita specialistica, no?

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    • Un anno?!?! Anche 18 mesi!!!!
      E nella stessa struttura, se invece paghi e vai in intramoenia ti risolvono il problema in pochi giorni…. È il mercato baby: il budget viene stanziato per servizio, quindi prima passano I e poi, se restano soldi ti metti in fila…..ma se paghi: subito!
      E poi vuoi mettere l’incentivo a farti rivolgere alle strutture private? E come farebbero sennò poveretti a mantenere quelle belle strutture e tutti i posti di lavoro per gli I?

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  14. Non capisco l’astio contro Di Battista, soprattutto in relazione ha quanto ha scritto in questo articolo, a me sembrano parole condivisibili.
    Non lo credete?
    Demolite il ragionamento risparmiando il ragionatore.
    Ha dimostrato il coraggio delle proprie idee, cosa sconosciuta a molti leader dei partiti che votate.

    La sinistra è parte integrante di questo sistema schifoso.
    È meglio della destra? Può darsi ma le merde che la sinistra ha portato alla ribalta non dovrebbero indurre nessuno compagno a gonfiare il petto d’orgoglio mentre vota in cabina elettorale.

    Nessuno dovrebbe difendere a spada tratta i politici della propria parte, perché non c’è nulla da difendere.

    I sindacati, che io ho visto sa molto vicino (Fiom Cgil), fanno schifo.

    La loro opposizion al salario minimo è merda allo stato puro.
    Sono come un partito nella partitocrazia, hanno perso la sua funzione.

    Bisogna cambiare sistema non cambiare partito o coalizione.

    A meno che con questo sistema marcio non ci si mangia.

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