I giochi di Salvini costano

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Può darsi che non abbia elaborato il lutto per il sorpasso elettorale della Meloni in molte città, e quindi si agiti per riconquistare la piazza. Diversamente, le ultime uscite di Salvini sono il preludio di uno spettacolare suicidio politico, con l’aggravante di aver già sbattuto il muso sulla crisi del Papeete. All’epoca la Lega era determinante nella maggioranza giallo-verde, e ciò nonostante finì all’angolo. A maggior ragione adesso, che Draghi con o senza i leghisti ha comunque un ampio sostegno parlamentare, gli attacchi al premier – rifiutandosi però di andare all’opposizione – fanno diventare le proteste della Lega una farsa.

Di questo i dirigenti più avveduti del Cartoccio sono ormai consapevoli, ma nel partito non sembra esserci nessuno col coraggio di sfidare il segretario a un congresso, mentre Berlusconi e Meloni non aspettano altro che l’alleato restituisca i voti cannibalizzati nella coalizione. Dunque è fuori luogo parlare di crisi di governo per le paturnie del Capitano, che più abbaia e meno morde, anche quando sale di livello con le frottole.

La storiella dei cattivi che vogliono nuove tasse, e che cambiano il catasto (nel 2026) per aumentare il carico fiscale si schianta infatti sulla delega data a un governo che non ha mai parlato di maggiori imposte, garantendo l’invarianza del gettito, mentre non c’è nessuno che abbia mai chiesto di elevare il carico fiscale, soprattutto sul ceto medio e sulle imprese, dove invece si vogliono fare arrivare più risorse, a partire da quelle del Pnrr e delle riforme promesse all’Europa. Irresponsabili giochetti di Salvini permettendo.

5 replies

  1. Stalker arrestati e subito liberi: legge già da rifare

    (di Valeria Pacelli – Il Fatto Quotidiano) – A 14 giorni dall’approvazione al Senato, l’Ufficio legislativo del ministero della Giustizia sta rimettendo le mani sulla riforma Cartabia. In particolare sulla norma che ha introdotto l’arresto obbligatorio per i reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Si tratta di una norma – recepita con l’emendamento a prima firma di Lucia Annibali (Italia Viva) – pensata in difesa delle donne perché riguarda tutti gli uomini che violano quegli obblighi imposti dal giudice di avvicinarsi alle proprie vittime. Peccato però che questa norma nei fatti contrasti con un articolo del codice di procedura penale. Di conseguenza ci potremmo trovare di fronte a una situazione paradossale: persone arrestate, che i pm saranno costretti a far tornare il libertà.
    Per capire la questione bisogna partire dalla novità introdotta nella riforma. Questa prevede di intervenire sull’articolo che disciplina l’arresto obbligatorio in flagranza di reato. Che sarà previsto anche per l’articolo 387 bis del codice penale, che riguarda appunto chi viola il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. E sono le cronache quotidiane a raccontare come questo fenomeno, sempre più frequente, sfoci in terribili femminicidi.
    Il reato previsto dall’articolo 387 bis è punito con una pena da sei mesi a tre anni. E qui si crea il disallineamento con le regole generali. Il codice di procedura penale infatti all’articolo 280 (condizioni di applicabilità delle misure coercitive) prevede l’applicazione delle misure coercitive per i reati puniti con una pena “superiore nel massimo a tre anni” di reclusione. L’articolo 387 bis del codice penale non è tra questi. Così bisogna mettere una pezza.
    L’antitesi tra le due norme è stata segnalata in maniera informale al ministero della Giustizia dalla Commissione d’inchiesta sul femminicidio, presieduta da Valeria Valente (Pd). Ora i tecnici degli uffici legislativi di via Arenula nell’ambito di una serie di altre misure di intervento contro la violenza di genere stanno valutando anche le modifiche per superare questa contrapposizione che potrebbe venire a crearsi. Ragionano dal ministero, una soluzione potrebbe trovarsi già nell’articolo 280 del codice di procedura penale, al comma 3: prevede che le disposizioni sulle misure coercitive non si applicano “nei confronti di chi abbia trasgredito alle prescrizioni inerenti a una misura cautelare”. E quindi tra questi potrebbe rientrare, ad esempio, anche il divieto di avvicinamento.
    Ma si pensa anche ad altre soluzioni: intervenire proprio sull’articolo 280 del codice di procedura o sulla norma prevista dalla riforma magari rendendo l’arresto facoltativo (ma non è questa la strada che si intende intraprendere). La discussione è in corso. Questa riforma può stupire ancora.

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  2. Ho scritto al Fatto

    La riforma del catasto serve nel breve termine a mettere a bilancio il patrimonio immobiliare degli italiani e dello Stato, nel medio a aggiornare i “listini” dei pignoramenti e nel lungo a aumentare le tasse.
    Come per la transAzione energetica, fondata sul petrolio, così la riformULa del catasto serve a mascherare voragini incolmabili, maquillage utile a continuare ancora per un po’ con le vecchie politiche.

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  3. SFG INTERNATIONAL LTC societa` americana con sede in GEORGIA, uno stato con bassa fiscalita` e non proprio campione di trasparenza appartiene a SERENA la moglie del draghetto…

    Dichiarazioni redditi moglie e figli NON PUBBLICABILI….La sua si`,ma tanto ovviamente quasi tutto e` in una societa` italiana intestata ai familiari di cui ha piccola quota,in quella USA non risulta,ma magione Londra e altro tutto li`….

    Invece di continuare a analizzare l’esito del voto, esercizio stilistico inutile e noioso, sarebbe utile che i GIORNALISTI ci raccontassero il contenuto del mandato di Draghi e le conseguenze nel prossimo quinquennio. Tutto il resto è pura noia!
    Salvini, se vuole salvarsi, deve uscire dal governo, inutile continuare con questa barzelletta….fa come fece il Movimento e il risultato è visibile agli occhi.

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  4. Immenso Gaetano!!! Salvini è oramai alla frutta e il suo crollo è diventato inarrestabile sin dal Papeete..nella Lega nessuno può fare fuori nessuno perché hanno le mani in pasta tutti su troppe questioni

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