Arriva la tassa verde: più Iva sull’energia

Nella riforma del fisco previsto un aumento della pressione su chi inquina «in coerenza con il green deal». Con il nuovo catasto le rendite saranno calcolate in modo automatico: al contribuente l’onere della prova. Nessun intervento sulla giustizia tributaria.


(Claudio Antonelli – laverita.info) – Nove pagine per definire la legge delega sulla riforma fiscale. Sei per mettere nero su bianco la relazione illustrativa. Le due bozze (nei fatti già definitive) pronte sul tavolo della cabina di regia durata poco meno di un’ora, per giunta anticamera di un Consiglio dei ministri velocissimo. Il piatto indigesto alla Lega era chiaramente già cucinato e pronto per essere servito ieri dopo l’esito del voto. Non c’è da stupirsi della reazione del Carroccio, sebbene ci fossero tutte le avvisaglie. Un sottosegretario del governo l’aveva pure annunciato con una intervista. Risultato? Nessuno ha fermato la legge delega che ieri è stata partorita da un cdm privo dei ministri del Carroccio, i quali da ora in avanti non potranno fermare il cambio di passo. Così come è stata studiata, la legge delega infatti è una semplice quanto astuta scatola che necessiterà di vari decreti attuativi, ma che già da adesso traccia un sentiero che non potrà essere modificato in futuro. Entro 18 mesi i decreti attuativi ed entro il 2026 le novità su catasto, riscossione e Iva.

Il governo ieri si impegnato a rimodulare l’imposta sul valore aggiunto. Se ne parla da anni. I precedenti governi non sono riusciti a mettere mano all’Iva perché, al di là delle dichiarazioni, qui più che su altre tasse razionalizzare significa entrare nelle tasche dei cittadini. L’obiettivo è ritoccare le basi imponibili e il numero di aliquote per contrastare l’elusione e l’evasione. Ma soprattutto adeguare accise e Iva al Green deal europeo. «Adeguare in coerenza con la disciplina europea», si legge nel decreto, «le strutture e le aliquote della tassazione indiretta sulla produzione e sui consumi dei prodotti energetici con l’obiettivo di contribuire alla riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti».

L’Ue ha più volte fatto sapere che alla base del Recovery fund e del Next generation ci saranno nuove fonti di gettito. Una di queste sarebbe dovuta essere la carbon tax. Un prelievo molto complesso che mira alla creazione di un meccanismo di scambi di emissioni. Che difficilmente si potrà realizzare senza armonizzare accise e aliquote. Ecco
che la legge delega cade a fagiolo. O meglio risponde alla chiamata di Bruxelles. Peccato che, tradotto in soldoni, dovremo affrontare una nuova tassazione verde che spingerà alla transizione e quindi bastonerà le filiere tradizionali che sono quelle attualmente non sussidiate e al tempo stesso portatrici di fatturato. Insomma, con una sola frase cade il gioco del saldo zero. Rivedere l’Iva non sarà affatto indolore.

Diverso è il tema catasto. La riforma dell’anagrafe degli immobili è stata da subito estremamente divisiva. Invocata dalla sinistra come elemento necessario di equità (non si è mai visto in Italia) e osteggiata dal centrodestra perché concorrerà a far alzare le imposte sulla casa. Ieri il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha trovato un punto di caduta. «La delega sulla riforma del catasto prepara le condizioni per il salasso, non domani o dopodomani, ma in un futuro non precisato», ha esordito dopo la conferenza stampa di Mario Draghi, rappresentando le preoccupazioni dei proprietari immobiliari. «Non ci basta sentire dal presidente del Consiglio che per ora la riforma non avrà conseguenze sulla fiscalità», ha affermato Spaziani Testa riferendosi alla specifica clausola inserita nel decreto, «una legge delega è molto delicata e nella bozza che ho potuto visionare non ci sono adeguati confini e paletti. Se si interviene sugli estimi bisogna farlo con accuratezza affinché l’intervento non porti a rischi enormi».

Va infatti precisato un dettaglio non irrilevante che si capirà soltanto in fase di conversione. Lo spirito dell’intera
riforma è quello di ottimizzare la riscossione (prevista anche la riforma delle agenzie relative) per colpire l’evasione e
pure l’elusione. Ed è su questo punto che i cittadini italiani sperimenteranno il concetto di automatismo. Il progetto di
revisione dell’anagrafe degli immobili prevederà più in là con il tempo il totale automatismo dei calcoli, tanto che lo
scopo è far in modo che tutti utilizzino la dichiarazione dei redditi precompilata. Ogni anno i valori catastali saranno
aggiornati e se il database scoprirà dettagli non visti l’anno precedente scatterà l’adeguamento dei valori. Spetterà al
cittadino dimostrare che il catasto si sbaglia e non viceversa. È chiaro che sarà altrettanto semplice – agli occhi
dell’amministrazione – omettere un valore, un estimo o le corrette spese di ristrutturazione. Se tale errore sarà
considerato elusione, sarà facile far scattare la mannaia.

D’altronde, nell’ambito della riforma della riscossione, il governo spiega che dovranno essere messi in campo tutti gli strumenti tecnologici idonei. Brilla per la sua assenza qualsiasi intento riformatore sul versante della giustizia tributaria e non è certo un bel vedere, perché ancora una volta, come ha fatto notare ieri l’ex vice ministro Enrico
Zanetti, l’interesse erariale a un efficientamento delle strutture preposte al contrasto dell’evasione fiscale e alla riscossione dei tributi viene attentamente considerato, mentre manca clamorosamente l’interesse del contribuente a una pari efficienza delle strutture preposte a garantire l’amministrazione dei ricorsi in cui ci si difende. Il governo parla di trasparenza ed equità adottando il vocabolario tanto caro alla sinistra, ma in questa legge non c’è nulla che difende il cittadino dagli errori dello Stato e degli algoritmi che metterà in campo.

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5 replies

  1. Vaccino lampo, Governo lampo, riforme lampo…..ma è pura improvvisazione?
    Delega in bianco, green speranza pass, fondi black, blue deal, conti in rosso…..: un arcobaleno con pentolone di monete all’estremità?
    Siamo un paese meraviglioso! Viva la ripartenza. Viva l’improvvisazione. Viva la promessa di eterna resurrezione con benedizione del padre e del padrone.

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    • accorgersi, dopo 40 anni (è nel 1982 che ha superato, senza più fermarsi, la soglia del 60% considerata livello “sano”),
      che i conti dello stato sono in rosso… chissà chi sarà mai stato?
      e pure i fondi neri, ammazza oh!, già scordato mani pulite?
      per la voce “delega in bianco” citofonare Napolitano-Monti-Fornero, questa è solo una copia, per ora, meglio riuscita

      ma è nata ieri? (il che mi pare coerente con le boiate che scrive)

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      • Ma non era lei, insieme alla sua compare, a sponsorizzare il taumaturgico Draghi e il siero delle meraviglie? Un po’ Alice nel paese delle meraviglie un po’ il sapiente della scienzah nel tempio…che voleva dosi a volontà che le miglioravano i valori della vita…..si decida! Quale parte in commedia vuole recitare stasera? La musica non è cambiata dalla Prima Repubblica, e ricalcava il Regno e l’Impero….detto questo: il Green pass è una cagata pazzesca, così come il Green New deal e pure tutte le altre stronzate che ci raccontano.
        Tante care boia-te.

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  2. La creazione di Greta (tirata fuori a singhiozzo quando serve) serve a spingere ulteriormente un cambio di paradigma… di mercato. Il cosiddetto green ci porterà a dover cambiare ogni nostro acquisto ed allargare a nuovi “attori” l’ immenso campo dell’ energia. Come diceva Manzoni, però, l’ una fonte e l’ altra sul collo ci staran per un bel pezzo, i Paesi produttori di petrolio e di gas sono troppi e troppo potenti e, come si vede dall’ andamento dei prezzi, stanno già pensando al contrattacco.
    A coloro che governano il mondo del “Pianeta” non importa e non è mai importato alcunchè e neanche dei suoi abitanti: basta scorrere la storia e si vedono mattanze e distruzioni infinite e continue (due sono state molto recenti, da noi) al confronto delle quali il “riscaldamento climatico” fa un baffo.
    Tra l’ altro i Paesi “emergenti” vogliono crescere (ed inquinare) con quello che hanno, esattamente come ha fatto la rivoluzione industriale dell’ Occidente, ed è difficile dar loro torto.
    II cambiamento di mercato porterà meno inquinamento e meno spreco di risorse? Può darsi, in fondo il gas è meglio del carbone. Non ne sono però completamente sicura: al ritmo con cui continua a crescere la popolazione, in un sistema chiuso come il nostro pianeta, ed al ritmo con cui i nuovi miliardi si abitanti sono e saranno spinti a consumare, ci spero poco. Anzi, pochissimo.
    Intanto gli “utili idioti” (sia detto senza offesa, da giovani lo siamo stati tutti: il totalitarismo ha bisogno di giovani, i vecchi che ricordano il deja vu sono un grosso intralcio…) si mobilitano intorno alla creazione politicamente correttissima di Greta – donna e disabile -, ora affiancata da una Greta “nera” (presto anche un Trans?) Lassù si stanno sfregando le mani: anche questa volta missione compiuta, il parco buoi si allarga in maniera asponenziale.
    Non resta che mettersi d’ accordo tra loro e questa sarà dura: guerre in arrivo, temo, convenzionali e non ( si sta sperimentando di tutto, come è noto). Pardon, “esportazione della democrazia e dei diritti “. Di donne, colored, gay… funziona sempre.

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    • Mica di capisce cosa vuoi dire.
      Ho il sospetto che parli di Energia e ambiente senza saperne molto.
      Ne parli come ne parla Libero o la Verità infatti.

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