Il Capitano contestato perfino a casa sua

Il Capitano contestato perfino a casa sua. A Milano e Torino Salvini è stato accolto con cartelli sui 49 milioni spariti e i guai dell’ex guru della comunicazione Morisi


(di Lucrezia Conti – lanotiziagiornale.it) – Niente luci a San Siro ma solo proteste per il leader della Lega Matteo Salvini, contestato ieri mattina dal Comitato Abitanti di San Sirodi fronte al mercato comunale coperto di piazzale Selinunte, nel quartiere alla periferia di Milano dove era atteso per un incontro elettorale. Il colpo d’occhio è implacabile, a svettare sono i tanti cartelli con su scritto “San Siro non ti vuole”, “Lei spaccia? Provi a citofonare a Morisi”, “L’ipocrisia è una brutta Bestia”. “I 49 milioni della Lega ridateli ai quartieri popolari”, e ancora: “49 milioni per le case popolari, Lega ladrona”.

Insomma, il tenore è questo, fra riferimenti alla ben nota inchiesta sui soldi spariti del Carroccio e quelli alla recente vicenda che riguarda l’ex guru social del Capitano, Luca Morisi, invischiato in una storia di droga e incontri a pagamento con giovani rumeni reclutati on line . Non proprio una bella accoglienza quella riservata al leader leghista nella sua città, dove per la prima volta dopo quasi 30 anni, ha rinunciato a presentarsi al Consiglio Comunale nel ruolo che lo ha visto esordire nella politica attiva nel 1993.E stavolta non c’è la Bestia a parare i colpi, rilanciando e amplificando sui social le immagini dei cittadini che, nonostante le contestazioni, sono accorsi a incontrare Salvini, che non ha risparmiato bordate al sindaco uscente, che con tutta probabilità verrà riconfermato, Beppe Sala: “Questo era un quartiere bello. La prima cosa che abbiamo richiesto al Comune è un presidio fisso delle forze dell’ordine 24 ore su 24. Quella in cui non si può uscire di casa non è la città green e fighetta di cui parla Sala”, ha affermato.

Ma non solo a Milano: ieri giornata nera per Salvini pesantemente contestato anche a Torino, dove un centinaio di antagonisti ha tenuto un comizio in vista delle amministrative del 3-4 ottobre e improvvisato un corteo, presidiato da polizia e carabinieri. “Torino è già bellissima, popolare e antirazzista”, la scritta sullo striscione in testa al gruppo che riprende il nome della lista (Torino Bellissima) del candidato civico Paolo Damilano appoggiato anche dal centrodestra.

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