La Spigolatrice di Sapri troppo sensuale: la statua scatena le polemiche

(quotidianodelsud.it) – DOVEVA essere la statua per ricordare la Spigolatrice di Sapri, simbolo della città del Cilento che raffigura la donna che raccoglie le spighe e legata anche alla celebre poesia antiborbonica di Luigi Mercantini, ispirata alla spedizione di Carlo Pisacane. Invece, è diventata oggetto di polemica per una presunta visione sessista.

Il comune della provincia di Salerno che conta più di seimila abitanti ha voluto dedicare una nuova statua bronzea sistemata sul lungomare e inaugurata alla presenza di autorità locali, ma in poco tempo sono arrivate le polemiche legate alle forme troppo procaci della donna rappresentata nella statua. La spigolatrice descritta da Mercantini nella poesia sarebbe infatti una giovane lavoratrice dei campi, presumibilmente vestita con gli abiti tipici delle contadine dell’epoca ovvero lunghe gonne con grembiuli, dove sistemare il raccolto, camicie accollate e cuffie sui capelli.

Invece, l’opera svelata a Sapri mostra una donna adulta, dal corpo fortemente segnato da un abito fasciato e dall’abbigliamento che, secondo i tanti che non hanno gradito la scelta dello scultore Stifano, sarebbe eccessivamente sessualizzante.

Molte le critiche arrivate da tutta Italia e le richieste di rimuovere la statua. Le Donne democratiche Pd Palermo spiegano: «Sentiamo il dovere di schierarci in modo netto e categorico per l’abbattimento di questa statua diseducativa e fuorviante che banalizza le donne e vanifica ogni comizio in favore della parità di genere urlato dalle poltrone politiche di ogni istituzione».

«Ancora una volta ci viene chiesto di subire l’umiliazione di vederci rappresentate in forma di corpo sessualizzato, privo d’anima e di legame con le questioni sociali e politiche a fronte di una storia che è  tutt’altra: la figura della Spigolatrice di Sapri, ideata e poetizzata da Mercantini viene proprio a Sapri ridotta a uno stereotipo che nulla ci racconta della rivoluzione antiborbonica e che nulla ci racconta dell’autodeterminazione di una donna che sceglie di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore». 

L’autore della statua, Emanuele Stifano, risponde alle critiche: «Se fosse stato per me avrei fatto una figura completamente nuda, lo stesso vale a dire per il Palinuro di qualche anno fa e per le statue che farò in futuro, a prescindere dal sesso, semplicemente perché sono amante del corpo umano in generale e mi piace lavorarci. Penso comunque sia inutile dare spiegazioni a chi vuole assolutamente vederci depravazioni o cose varie». 

Categorie:Campania, Cronaca, Interno

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40 replies

  1. Ma che cavolo spigolatrice…
    Sembrerebbe più un’adescatrice… ha pure lo sguardo ammiccante.
    Lo scultore doveva rappresentare un’idea, un valore, non “il corpo umano”, come piace a lui…non è questione di vederci “depravazione”, è proprio sbagliato il concetto che doveva essere espresso.
    Hanno sbagliato artista.

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    • Non sono d’accordo. Per come la interpreto io lo sguardo è rivolto all’indietro, perchè in direzione diversa rispetto alla sua vita normale, intenso perché assiste alla strage di trecento patrioti. La statua mi piace molto, è moderna ma riesce a trasmettere il senso di quel che rappresenta.

      Mi stupisce, viceversa, questa mania di guardare prima il lato B e poi il viso. Inoltre non vedo cosa ci sia di sessista nella bellezza del corpo umano. Direi che tanto furore polemico andrebbe destinato a miglior causa. Mah!

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      • Sguardo intenso? Col sorrisino autocompiaciuto?
        È rivolta all’indietro dove si presuppone ci sia qualcuno che le guarda il sedere.
        O ti sembra che una spigolatrice sarebbe andata in giro con vesti trasparenti infilate ben bene tra le chiappe?
        Lasciati servire, caro, che una donna(e anche lo scultore) lo sa che cosa significa quella postura e a chi è rivolto lo sguardo, non certo al passato, ma ad “un presente”.
        Niente di attinente con la storia, comunque, del resto lo ammette l’artista stesso di aver voluto raffigurare il corpo.
        Non è artista da accettare committenze, se non rispetta almeno il CONCETTO DA trasmettere.
        E, per i miei gusti, come artista è troppo realistico e poco concettuale (oh, Dio, un concetto lo esprime, ma dubito che sia quello richiesto😉)
        Mio padre (che è un’artista anche lui ed apprezza le forme arrotondate in genere) forse lo definirebbe “cartellonista”… io “da fumetti per adulti”.
        Sarebbe bravissimo.

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      • Certo, hanno sbagliato la scelta, intendevo quello.
        Se hanno visto altre opere, avrebbero dovuto capire che l’artista si concentrava sulla forma più che sull’idea, ma spesso le scelte vengono fatte per conoscenza e da persone non esperte.

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    • Siccome l’artista è un cultore del corpo umano di cui penso abbia diversi modelli di statue nel suo deposito, una volta ricevuta la commissione della spigolatrice di Sapri, è andato a cercare tra le sue “creature” già realizzate il modello di fanciulla più adatto alla circostanza. E pazienza se non ne aveva ancora ideata e costruita una con il forcone in mano andata in soccorso a Carlo Pisacane dopo aver avuto il tempo di cambiare l’abituale aderente e semi-discinto abbigliamento indossato regolarmente durante il lavoro di spigolatrice. Lavoro che – immagina l’acuto osservatore dell’opera bronzea – non fosse tanto remunerativo. Tanto da pensare che la stessa povera spigolatrice si offrisse, tra una spigolatura e l’altra, ai “fruitori” abituali del corpo umano femminile forse non casualmente di passaggio in quella brulla contrada di lavoro.

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    • Non saprei, a me questa idea per cui se rappresenti una contadina deve avere il forcone, se siamo nell’ottocento cuffia in testa e grembiulino etc. Lo trovo un po’ avvilente. Il punto, dopo le polemiche, non è più se l’opera sia bella o brutta, ma se sia uscita dalla fantasia di Milo Manara o Serpieri. Il che è davvero avvilente. Se la avessero commissionata a Pomodoro sarebbe stata una sfera biomeccanoide. Sei sicura che sarebbe stata più attinente?

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      • Per carità, ma non parla neanche di storia… 😆
        Al più incentiva, per emulazione, il ricorso allo sport e…al chirurgo estetico! 😄

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  2. E’ possibile scrivere qualunque commento su questo argomento ma è un FATTO assolutamente incontestabile che, al passaggio di una giovane femmina, qualunque maschio presente poserà inevitabilmente lo sguardo sulle tette e sul culo… per cui rappresentare una donna senza nascondere questi “attributi” è semplicemente “realistico”. Nonostante la nostra sconfinata presunzione siamo semplicemente delle “grandi scimmie” che hanno imparato a parlare (successivamente anche scrivere) e da questa casuale scoperta è derivata tutta quella nostra “cultura” che ci permetterà di distruggere l’intero ecosistema!
    Qualunque “scimmia maschio” è geneticamente programmata per reagire agli “attributi sessuali” di una “scimmia femmina”… anche se ha conseguito svariate lauree…

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    • Più che una spigolatrice a me “mi” – il “mi” ad usum felis Catus- sembra un’ adescatrice per voyers nostrani e no o per uomini …..di i bocca buona ! Trovate Voi. il termine più appropriato !

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  3. Adesso mi spiego che erano andati a fare a Sapri 300 uomini giovani e forti….(scusate la battuta se siete suscettibili)

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    • Mumble, mumble… ahah… Forse non hai capito che “Hmmm” è tuo e “mmmh” è del misirizzi bolognese (vedi sopra il suo commento: in questo senso dicevo “filo da torcere”…): due geni insomma della lingua itaGliana che non hanno carenze strutturali come il sottoscritto.

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  4. Le Donne democratiche Pd Palermo spiegano: «Sentiamo il dovere di schierarci in modo netto e categorico per l’abbattimento di questa statua diseducativa e fuorviante che banalizza le donne e vanifica ogni comizio in favore della parità di genere urlato dalle poltrone politiche di ogni istituzione».

    APPRESCINDERE dalla qualità della statua e dalla sua attinenza, le PDine non perdono mai l’occasione per dire cose pDemenziali, vero? Era raffigurata una donna, e come la vorrebbero, ‘in favore della parità di genere’? Con i baffi?

    «Ancora una volta ci viene chiesto di subire l’umiliazione di vederci rappresentate in forma di corpo sessualizzato, privo d’anima e di legame con le questioni sociali e politiche a fronte di una storia che è tutt’altra: la figura della Spigolatrice di Sapri, ideata e poetizzata da Mercantini viene proprio a Sapri ridotta a uno stereotipo che nulla ci racconta della rivoluzione antiborbonica e che nulla ci racconta dell’autodeterminazione di una donna che sceglie di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore».

    Ah, lo stereotipo della donna bella e senz’anima.

    Vuoi mettere con le Moretti, le Morani e le Boschi (ah, già, quella è ‘ex’)?

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    • E con le chiappe in evidenza… No, davvero, vi immaginate le polemiche se davvero facessero una statua di partigiano con il petto nudo e le chiappe (o il davanti) in evidenza? Polemiche fondate tra l’altro. Quindi, come cazzo e’ venuto in mente a questi di commissionare una statua del genere?
      Non c’entrano niente i paragoni con Michelangelo e Donatello. In quel caso si voleva rappresentare il nudo e lo si e’ fatto con grazia e sobrieta’, idealizzandolo. Qua, questo “vedo-non vedo” con chiare sfumature erotiche, e’ veramente di bassa lega. L’esatto opposto di Michelangelo e Donatello. Lo svilimento del corpo.

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  5. Gentile@Andy, però ne parliamo.
    Tutto serve a questo.
    Non ho capito perché buttare soldi per un personaggio inventato da un modestissimo Poeta. Perché può la spigolatrice e non il giovane soldato “dai capelli d’oro”? In fondo l’eroe era lui…

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