Truffa milionaria al Servizio Sanitario: decine di indagati. Anomalie nell’82% delle cartelle cliniche

(Tgcom24) – La Gdf di Messina ha eseguito un’ordinanza che dispone, nei confronti di 3 persone, la misura cautelare del divieto di esercitare attività imprenditoriali per 4 mesi e il sequestro di oltre 3 milioni di euro nei confronti di 7 strutture sanitarie private convenzionate. Il denaro sarebbe il frutto di una maxi truffa aggravata al Ssn. L’inchiesta coinvolge 26 persone tra funzionari pubblici, responsabili e dipendenti delle strutture private.

Cos’è il D.R.G. – Coinvolti anche i titolari delle più conosciute ed importanti case di cura città dello Stretto. L’attività d’indagine ruota intorno a D.R.G. (Diagnosis Related Group), un sistema che consente di classificare ogni caso clinico in una determinata casella (il ministero della Salute ha previsto oltre 500 casistiche), variabile in relazione alla diagnosi, agli interventi subiti, alle cure prescritte o alle caratteristiche personali del paziente ricoverato in una struttura accreditata.

Il meccanismo del rimborso – Proprio sulla base del D.R.G. attribuito, in funzione delle risultanze della scheda di dimissione ospedaliera, ogni Regione prevede la tariffa da rimborsare alla casa di cura privata convenzionata, che grava sul Servizio Sanitario Nazionale. Vista la procedura prevista è fondamentale l’attività di verifica, per norma attribuita ad un Nucleo Operativo di Controllo interno all’Asp competente per territorio.

L’inchiesta ha fatto  emergere un “articolato e collaudato meccanismo fraudolento, finalizzato a far lievitare artificiosamente l’entità dei rimborsi corrisposti dal sistema sanitario” – scrive il gip – che si realizzava attraverso l’indicazione nella scheda di dimissione ospedaliera un D.R.G. difforme rispetto alle reali attività effettuate. Un raggiro che ha determinato una truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale per oltre tre milioni di euro.

Cartelle cliniche, l’82% presenta anomalie – Un dato “estremamente allarmante”, sottolineano gli investigatori, riguarda il fatto che sono state analizzate soltanto 723 cartelle cliniche. Di queste ben 591 presentavano anomalie, con una percentuale d’incidenza pari all’81,74%, tanto da indurre il gip a ritenere l’esistenza di una forma di “radicata connivenza tra controllore e controllato”.

Un sistema collaudato – Anomalie che, alla luce delle prove raccolte, non dipenderebbero dal caso o da una superficialità dei controllori ma, proprio per la frequenza e la metodicità, sarebbero da ritenersi sintomatiche di un sistema collaudato. La cartina tornasole di un sistema illecito diffuso “finalizzato a lucrare indebitamente sui rimborsi riconosciuti dalla Regione Sicilia per le prestazioni erogate dagli enti convenzionati”, rafforzato “dal contributo offerto dal soggetto controllore”. I funzionari l’Ufficio dell’Asp di Messina “omettevano di rilevare le irregolarità attestando falsamente nei verbali la conformità della documentazione esaminata ai parametri previsti”.