M5S, Provenza: “Salerno può essere capitale del mediterraneo. Nostro sostegno per il nuovo progetto”

“Al termine di un fine settimana denso di incontri, impreziositi dalla presenza prima del Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri e successivamente del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sono ancora più convinto che per Salerno esiste una grande opportunità di rilancio vero, ben lontano da una narrativa stanca ed abusata. Salerno può consacrarsi come una capitale del Mediterraneo che guarda alla sua dimensione internazionale, avendo un potenziale enorme a tutt’oggi inespresso.  Ciò sarà possibile perché nello scenario nazionale il Movimento 5 stelle ha costruito sapientemente il patto per l’export di rilancio del marchio Italia, con particolare riguardo per le imprese del Sud.  In questa ottica valorizzare le eccellenze del nostro territorio può determinare un consistente aumento delle opportunità di lavoro”. A dirlo è il Deputato salernitano del Movimento 5 stelle Nicola Provenza

“Il Movimento 5 stelle ha messo in campo le migliori energie del territorio, costruendo una coalizione, frutto di un lavoro di mediazione, con l’obiettivo di puntare su temi qualificanti quali mobilità sostenibile, transizione ecologica, lavoro, transizione digitale.  Immagino una Salerno come punto di riferimento per eccellenze tecnologiche collegate ad un appropriato modello organizzativo della Sanità. Lavoro costantemente, con la passione e la lealtà di sempre, per far emergere le potenzialità della città e fare in modo che diventi un polo attrattivo da un punto di vista scientifico, tecnologico, culturale e turistico, in grado di coniugare la nostra tradizione con la più avanzata tecnologia e favorire una reale prospettiva economica, occupazionale e di benessere diffuso” -conclude Provenza-.

Ufficio Stampa

Nicola Arpaia

arpaia.nicolas@gmail.com

1 reply

  1. Gombloddo! “Battaglia sul nucleare verde (sic, ndr). Cingolani a Cernobbio attacca: ‘C’è chi vuole farmi fallire’” (Repubblica, 5.9). Non fare il modesto: ci stai riuscendo benissimo da solo.

    Attentato! “L’unica didattica a distanza che ha funzionato in questi anni è quella di Sergio Mattarella… la sua funzione educativa e maieutica verso la politica…” (Stefano Cappellini, Repubblica, 6.9). Sì, però piano con la saliva, se no poi affoga.

    Il compagno Biscione. “I pm belve su Berlusconi: vogliono il suo scalpo. Il Pd lo candidi al Colle, così la politica si riprende il primato” (Piero Sansonetti, intervista al Giornale, 11.9). E lui uno strapuntino fisso a Mediaset.

    Com’era verde la mia Betulla. “Eravamo tutti americani, ora lo siamo molto meno” (Renato Farina, Libero, 11.9). Veramente, più che americano, tu eri del Sismi.

    Lombardi alla prima crociata. “Gelo di Roberta Lombardi su Raggi: ‘Io a Roma apolide dal 2016. Al ballottaggio con Gualtieri. Va preparato il dopo-Virginia’” (Messaggero, 9.11). Ma il dopo-Roberta mai?

    Volare oh oh. “A Roma Michetti vola, anche contro la macchina del fango” (Giornale, 11.9). Infatti, a ogni confronto con gli altri candidati, scappa.

    Maestri di giornalismo. “Perchè quello di Assange non è vero giornalismo d’inchiesta” (Aldo Grasso, Corriere della sera, 8.9). Vuoi mettere invece quello di Grasso.

    Ahi che dolor! “Mi è caduto un mito e la cosa mi dispiace enormemente perchè il prof. Barbero è simpatico” (Grasso, ibidem, 11.9). Sono bei problemi: e adesso come facciamo?

    La patente. “Anche Barbero, dopo Cacciari, Agamben e Vattimo, nobili intellettuali della Vieux Gauche, dà dignità e dunque –malgrado lui, malgrado loro– legittimità a una battaglia che in piazza degenera nella fascisteria della Nouvelle Droite” (Francesco Merlo, Repubblica, 8.9). Barbero, Agamben, Vattimo e pure Barbero: tutti fasci.

    À la guerre comme à la guerre. “Boicottiamo Barbero e gli altri evasori vaccinali” (Domani, 11.9). Basta libri di storia: solo geografia e scienze.

    Gente di poca fede. “L’ultima del processo Ruby ter. Il pm non crede che il Cav sia malato” (Libero, 9.9). Chissà come mai.

    Un apostrofo rosa. “Raccontiamo i suoi flop e Gratteri si offende: noi non baciamo anelli” (Tiziana Maiolo, Riformista, 11.9). Meglio le mani.

    Amori tossici. “Mi innamorai di Matteo Renzi, ma rifiutai di fargli da ministro” (Oscar Farinetti, Corriere della sera, 8.9). Già innamorarsi bastava e avanzava.

    Il Piccolo Fratello. “Il talento di Mr. Renzi. ‘Sono felice qui’, dice, e se la misura della felicità è l’energia, l’entusiasmo, la generosità nel concedersi a selfie, autografi e domande, allora sì, Matteo Renzi è felice. Pare a tratti persino pacificato. Una passeggiata sui monti con il senatore di Iv e gli studenti della sua Scuola di formazione politica, tra vertigini, porte scorrevoli, dichiarazioni di felicità, ammissioni e idee sul futuro dell’ex ‘fratello piccolo’ degli italiani” (Paola Peduzzi, Foglio, 6.9). Non so voi, ma io mi sento tanto figlio unico.

    Polli del Balcone. “Mentre la Cina agisce l’Europa non c’è e sa solo discutere. L’idea di andare in guerra è fuori dai nostri radar… Occorrono 15mila soldati Ue: ma chi decide come utilizzarli?” (Ernesto Galli della Loggia, Giornale, 9.9). Non so voi, ma io lo farei decidere a Galli della Loggia.

    Canti orfinici. “Caro Bettini, Draghi salva l’Italia e tu vuoi cacciarlo? Roba da matti” (Matteo Orfini, deputato Pd, Riformista, 9.9). Ci si vede dal solito notaio.

    Diritto allo studio. “Vaccini, pressing sull’obbligo. L’ipotesi si rafforza dopo la linea dura varata da Biden. Palazzo Chigi studia il piano per attuarlo, un mese per decidere” (Repubblica, 11.9). Come sarebbe “ipotesi”, “studia”, “un mese per decidere”? SuperMario l’ha annunciato solennemente il 3 settembre: non si era detto che Lui parla solo a cose fatte?

    La parola all’esperto. “Se oggi la corsa per il Colle è vissuta come una partita a due tra Mattarella e Draghi, è perchè oggi fuori da questo schema si intravede solo il caos” (Francesco Verderami, Corriere della sera, 9.9). Uahahahahahah.

    La parola all’esperta. “Montanelli comprò una sposa ragazzina… E la violentò più volte. Sappiamo anche questo, è stato lui a raccontare che lei non voleva” (Maaza Mengiste, “scrittrice”, Repubblica, 9.11). Montanelli non l’ha mai raccontato e non è mai avvenuto: Destà, la presunta stuprata, quando si risposò ed ebbe tre figli, chiamò Indro il primogenito. È la famosa la campagna di Rep contro le fake news.

    Il titolo della settimana/1. “Afghanistan e ddl Zan: Salvini in Vaticano in cerca di una sponda” (Repubblica, 11.9). Pensa che l’Afghanistan sia un fiume.

    Il titolo della settimana/2. “Emergenza fisco. Fermate le tasse” (Giornale, 9.9). Cavaliere, è lei?

    Il titolo della settimana/3. “Appello a Mattarella. Riabiliti Berlusconi per riunire il Paese” (Alessandro Sallusti, Libero, 7.9). Ma soprattutto accorpare il Quirinale e San Vittore.

    Fonte: Il Fatto Quotidiano – L’editoriale di Marco Travaglio

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