La lezione di Dibba e Virginia

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Al contrario di quanto risulta ad altri sondaggi sulle amministrative a Roma, l’indagine svolta da Lab2101 per La Notizia vede la sindaca Virginia Raggi in crescita, al contrario di Michetti che sta davanti ma è in calo.

La campagna elettorale è ancora lunga e vedremo come finirà, ma il solo fatto che la sindaca stia correndo ha del miracoloso dopo cinque anni in trincea contro tutti: dai giornali dei padroni ai Casamonica, da chi ha fatto i propri porci comodi con le casse pubbliche a chi non vede l’ora di tornare a rubare come ai bei tempi andati.

Un problema per le destre e il Pd, che malgrado abbiano responsabilità identiche nello scadimento della Capitale, nei loro piani dovevano già aver preso il largo dall’esponente Cinque Stelle. Con il Movimento falcidiato da tanti abbandoni, anche a livello locale, la Raggi veniva considerata sola: agnello sacrificale di accordi sottobanco con i dem e delle altre puttanate che i retroscenisti politici sfornano ogni giorno un tanto al chilo.

Invece sono subito arrivati ad aiutarla Giuseppe Conte in piazza a San Basilio, Luigi Di Maio a Ostia, e ieri anche Alessandro Di Battista, che non condividerà mille scelte dei 5S ma ha ben chiari il sacrificio, l’onestà e la prospettiva che la sindaca ha dato a una città presa in mano in condizioni disperate. Una lezione di unità e di intelligenza politica che è merito della Raggi per come ha amministrato e ha saputo tenere un ponte aperto con tutti. E insieme a questo, la prova che per crescere, più di qualunque cosa il Movimento ha bisogno di se stesso.

17 replies

  1. B. ALLA CONQUISTA DEL COLLE E’ TUTT’ALTRO CHE IMPROBABILE

    (di Peter Gomez – Il Fatto Quotidiano) – Se dovessimo seguire la logica diremmo che non c’è storia. Un pregiudicato per frode fiscale con un braccio destro (Marcello Dell’Utri) condannato in via definitiva per fatti di mafia e uno sinistro (Cesare Previti) condannato per corruzione dei giudici non dovrebbe nemmeno pensare di avere una sola chance di diventare presidente della Repubblica. Ma la logica, così come l’etica e la morale, non hanno nulla a vedere con la politica. Silvio Berlusconi lo sa e per questo, come ci ha informato Francesco Verderami sul Corriere della Sera del 3 luglio, nel Quirinale ci spera davvero. “Mi do il 10-15 per cento di possibilità”, ha detto a suoi interlocutori prima di fare un po’ di conti: 476 grandi elettori sente di averli in tasca, gli altri 30, indispensabili per arrivare alla quota magica di 505, conta di conquistarli (per usare un eufemismo) uno a uno. La strada ovviamente è in salita. Ma già il fatto che in Parlamento e sui giornali se ne parli senza esplodere in risate dimostra quanto l’ex presidente del Consiglio abbia ragione. Le possibilità ci sono. Molto, se non tutto, dipende dalla decisione della Corte europea dei Diritti dell’uomo (Cedu) davanti alla quale pende il ricorso di Berlusconi contro la sua condanna per aver ingannato il fisco. Se arriverà in autunno e sarà per lui positiva la strada sarà (quasi) in discesa. Come negare la rivincita a un uomo che per Strasburgo è stato ingiustamente condannato? Così Matteo Salvini si tiene le mani libere. “Sì, Silvio può ambire al Colle. Ha ragione a farci un pensierino”, ripete. Mentre Giorgia Meloni assicura: “Io lo voterei”, per poi però specificare “bisogna vedere che cosa vuole fare Mario Draghi”. Vabbè, diranno i miei otto lettori, quei due parlano per tenersi buono lo zoccolo duro di innamorati di Silvio ancora presente nel Paese. Almeno un 7 per cento di elettori (di Forza Italia) verosimilmente decisivi se alla prossime Politiche vedremo sfidarsi due schieramenti.
    Giusto, ma fino a un certo punto. Perché già lo scorso giugno si registravano in Parlamento 259 cambi di casacca. E nella roulette per l’elezione del presidente della Repubblica ci vuole un niente per trovare 30 voti se davvero ne hai già in tasca 476 come sostiene Berlusconi (tutto il centrodestra, alcuni esponenti del misto, più i delegati di 15 Regioni). Votarlo, per i peones, avrebbe pure un significato preciso: Draghi resta a Palazzo Chigi, il governo va avanti e noi per almeno un altro anno ci intaschiamo 13mila euro al mese. Mica noccioline. Per quelli che i giornali un tempo chiamavano poteri forti, Berlusconi avrebbe poi un altro vantaggio: è anziano e di salute cagionevole. Insomma è improbabile che finisca il settennato. O per cause naturali o perché potrebbe benissimo dimettersi dopo poco per curarsi. Spalancando così nel 2023 le porte del Quirinale al tanto evocato Draghi. Diabolico, no? Chi fa questi calcoli, però, da un paio di giorni ha un problema in più: la perizia disposta dai giudici che stanno processando Berlusconi per la presunta corruzione dei testimoni nel caso Ruby. Se i periti diranno che è davvero malato sarà difficile per i supporter dell’ex Cavaliere sostenere che un uomo non in grado di presenziare a un processo possa efficacemente fare il capo dello Stato. Se invece i medici affermeranno il contrario, sarà dura per Salvini e Meloni spiegare ai loro elettori di aver deciso di eleggere un ballista. Anche se, aggiungiamo noi, da sempre quando si parla di Colle il parere dei cittadini non conta (do you remember Rodotà?). Tenetevi forte. Ne vedremo delle belle.

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  2. Gomez pensa che fasciolegaioli avrebbero difficoltà a superare l’incoerenza (o l’indecenza) di Silvio incapace di stare in giudizio e capace di salire al colle: sei proprio un pischello!

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    • Effettivamente la coerenza è assente nelle attenzione dell’elettorato. Ma non solo quello di destra, anche a sinistra trovo impossibile la ricerca di coerenza, così come nei cinque stelle. Ci sono forse singole figure che hanno mostrato coerenza ma nessun gruppo, neppure i radicali

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      • Sì Hugo, la coerenza non è di questo mondo (secondo me è pure sopravvalutata, sembra un valore), ma io parlavo dell’elettorato passivo, non di quello attivo.

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    • Virginia, un adagio recita: dagli amici mi guardi iddio dai nemici mi guardo io.
      E gli amici che vanno a braccetto con i pdioti e sostengono il governo draghi mai voltare le spalle, quelli x la poltrona venderebbero la madre e le figlie.

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    • Gentile paolapci, voterò sicuramente V.Raggi senza alcun momento di riflessione. Gli altri… pfui, come avrebbe detto Nero Wolfe.
      Quanto alla partita per il Colle, temo una sogliola, femmina, appiattita sul fondo, altissima carica dello Stato, vicina a B.

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      • Sul colle, l’altissima carica dello Stato sogliola (indi piatta? Senza alcuno spessore?) pare essere la contessa MEACMVDM.
        Mi auguro di morire prima, foss’anche di una morte dolorosa.

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    • Io non mi meraviglierei più di tanto vista la votazione su Ruby nipote di Mubarak e la qualità de ns deputati( ovvio non tutti ) : se poi aggiungi all’ EROE la propensione a corrompere impunemente chichessia pur di raggiungere lo scopo …. !

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  3. 1) lo psiconano presidente? noooo diavolo porco c’è un limite a tutto.
    2) siamo di fronte ad un monumento di sincerità, di capacità acquisita col tempo, di tenacia incomparabile, e coraggiosa. trovatemi un maschio con queste capacità. auguri Virginia. auguri Roma.

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  4. Virginia Raggi incarna tutti gli ideali del fu M5S, i suoi pregi ed i suoi difetti, la voglia e la forza di essere sola contro tutti, l’ascolto degli ultimi, il coraggio di opporsi a criminali, neofascisti speculatori ed a tutti i loro servi mediatici.
    E lo ha dimostrato con i FATTI.
    Sarebbe lei la Presidente ideale del Movimento, e l’erede morale dei suoi valori.
    Grillo avrebbe dovuto promuoverla Elevata, anziché prestare ascolto ai “drogati dalle poltrone” (cit.) e prostrarsi a Conte, gettando nel cesso l’ultimo anelito di orgoglio che aveva dimostrato non cedendo sullo Statuto seicentesco.

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  5. Vabbé il cercare di creare l’ennesima paura dell’uomo nero ma credo si tratti di un argomento fant occio fant omatico e fant ascientifico.
    Ti voglio bene Gomez e può darsi che per vendere di più il mestiere ti abbia insegnato a non lasciar nulla al caso, credo però che se b. ( volutamente minuscolo) fosse eletto a rappresentare l’Italia dall’alto della carica presidenziale potremo assistere a spettacoli tipo esodo Afgano.
    Vabbene il “not normal Italian People” ma se é vero che l’attuale carica di Draghi sta aiutando a determinare il successo italiano sui mercati internazionali per merito della fama dello stesso, si può ben immaginare nel caso elevassimo a presidente il maggiore rappresentante del sistema del malaffare dell’italian people quale sarebbero le reazioni in Europa e nel Mondo…. decenni di sforzi riabilitativi buttati al vento.
    A meno che, come voleva dimostrare la cartabia con la schiforma dell’ingiustizia, sia vero che abbiano vinto la mafia ed il malaffare e si debba assolutamente dimostrare pubblicamente il fatto!!!

    L’esodo afgano…

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    • “…ma se é vero che l’attuale carica di Draghi sta aiutando a determinare il successo italiano sui mercati internazionali per merito della fama dello stesso…”!!!
      é quello che si inventano i giornali e le televisioni del regime!!!
      il deficit aumenta e i salari se non scendono sono “stantii”!
      ma dove sta la crescita…?
      forse, se vero, é solo per i soliti ricchi… mentre per il popolo bue “fichi secchi”?

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