Le mani della camorra sui finanziamenti Covid

(AGI) – La polizia di Stato e la guardia di finanza di Firenze stanno eseguendo nel capoluogo toscano e in alcune località nelle provincie di Salerno, Prato, Latina, Verona e Potenza, misure cautelari e perquisizioni nei confronti di 13 indagati nell’ambito di un’operazione di polizia diretta dalla Direzione distrettuale Antimafia fiorentina e coordinata dalla Direzione nazionale Antimafia con la quale è stata fermata l’ascesa di un clan camorristico e sono stati bloccati finanziamenti covid.

I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione a delinquere, con l’aggravante mafiosa, finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco ed esplosivi, violazione della normativa in materia di immigrazione, all’indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché al riciclaggio e al reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

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  1. Paola Taverna: “Stare nel governo è faticoso. Sui ballottaggi decide Conte”

    (di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Le urne che si avvicinano, il tour di Giuseppe Conte da organizzare. Per la veterana del M5S, Paola Taverna, l’estate è già finita. E l’autunno sarà già tempo di responsi, pesanti.
    Conte gira l’Italia per “seminare”, dice. Ma alle Amministrative Pd e 5Stelle andranno divisi in gran parte delle città e la coalizione è ancora lontana.
    Conte ha spiegato più volte che il dialogo con il Pd si fonda su temi. Bisogna fare sintesi per rispondere ai cittadini. Dopodiché siamo in coalizione dove si è potuto costruire un percorso politico per tempo.
    Intanto l’ex premier ha già messo le mani avanti: “Alle Amministrative abbiamo sempre avuto difficoltà”. Lei cosa si aspetta?
    Conte sta facendo un tour perché vuole esserci, ci sta mettendo la faccia. Ed è evidente che l’affetto della gente per Giuseppe è grandissimo. Non voglio crearmi aspettative, ma vedo il riconoscimento di un leader. Poi se tutto questo avrà riscontri subito nelle urne non lo so, ma lo spero.
    Ci saranno molti ballottaggi, e dovrete parlare con il Pd. Roberta Lombardi ha già fatto capire di essere pronta a sostenere il dem Gualtieri a Roma.
    Il 3 e il 4 ottobre si vota per il primo turno, per i ballottaggi è presto. Ma ora abbiamo un capo politico, che ascolta e sa fare la sintesi. Il senso di marcia lo darà lui.
    Però il M5S è ancora diviso: avete grandi difficoltà a ottenere le restituzioni dai parlamentari…
    A livello di rapporti interni sono convinta che chi vuole il bene del M5S fa il bene del Movimento. Il percorso intrapreso è quello giusto, abbiamo una visione politica che mette al centro la persona. Ma la nostra rifondazione è ambiziosa, e dobbiamo avere tutti gli strumenti per essere più presenti e inclusivi sui territori.
    Per strutturarvi a livello locale avete bisogno di soldi.
    Assolutamente sì. Come sempre, chi vuole bene al M5S deve supportare il progetto
    La segreteria arriverà dopo le Comunali?
    Sì, ora siamo tutti troppo impegnati in altro.
    Dalla base cosa vi dicono?
    Io sto molto sui territori e vedo una gran voglia di ripartire. C’è vita su Marte (sorride, ndr). Ci danno spesso per morti, e invece io noto sempre voglia di rimettersi in gioco.
    Ridirebbe che lo ius soli non è una priorità?
    La partecipazione del M5S al confronto su questo tema è scontata, e noi ci saremo in modo attivo. Ma è ipocrita non dire che il Parlamento è impegnato su altri temi delicatissimi: dobbiamo allocare i miliardi del Pnrr e creare lavoro.
    Lei è favorevole a uno ius soli o a uno ius culturae?
    Ai tavoli valuteremo ciò che è meglio.
    Per Conte il M5S non va accostato ai no vax. Ma per anni siete stati perlomeno ambigui sul tema, no?
    Quando parliamo di campagna vaccinale, consapevolezza e informazione sono la strada maestra. Noi abbiamo affrontato un evento pandemico, prendendo misure straordinarie. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, dimostrando come la pensiamo.
    Sul Green pass la Lega sta con un piede dentro e uno fuori dal governo.
    È quello che ha sempre fatto. Anche con noi i leghisti governavano, ma volevano stare anche all’opposizione. Ora il Carroccio deve essere chiaro su cosa vuole fare e come restare in questo governo faticoso.
    Ecco, quanto è faticoso stare in questo governo?
    Ci siamo entrati per incidere e difendere i nostri provvedimenti. È lo spirito con cui siamo entrati e con cui siamo rimasti. Uno spirito di servizio al Paese che ancora non è uscito del tutto da uno dei suoi momenti più difficili.
    Vista la riforma Cartabia, incidere non è semplice…
    Il risultato ottenuto ci ha ripagato del lavoro per migliorare quel provvedimento.
    È sotto attacco anche il Reddito di cittadinanza.
    I cittadini vanno difesi dagli scandalosi progetti di certi politici. Il reddito è stato una misura di civiltà: siamo disponibili a miglioramenti, ma nessuno si sogni di toglierlo.
    Magari Draghi potrebbe andare al Quirinale, e così favorire elezioni anticipate…
    Sono vicepresidente del Senato, e a maggior ragione aborro questo toto-nomi.
    Da quanto non sente Beppe Grillo?
    Ci sentiamo come al solito.

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