(Stefano Rossi) – Alle prove di preselezione per l’accesso a Medicina e Chirurgia quattro domande erano mal poste, con risposte sbagliate.
Una di chimica, inserita tra quelle di cultura generale e la cui risposta è ritenuta non corretta; una di biologia con soluzione ritenuta ambigua; una di logica che in molti pensano sia non congruente alle regole del testo che lo presenta. Infine, una domanda di matematica su cui sono stati espressi seri dubbi.
Nel 2020, c’erano addirittura 6 risposte sbagliate.
Evidentemente quelli del Miur stanno studiando. Nel 2030, forse, non avremo più errori.
Per questo l’on. Manuel Tuzi (M5S) ha giustamente presentato un’interrogazione parlamentare.
Sono consapevole che la ministra del Miur, Maria Cristina Messa, potrebbe non aver alcuna responsabilità sulle domande mal poste e, soprattutto, sulle risposte errate ma il suo intervento ci lascia fortemente preoccupati.
Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica”, così a Radio Capital (direttore Massimo Giannini).
Ecco un altro gravissimo errore. Questa volta della ministra.
E poi dicono che è colpa degli avvocati se ci sono troppe cause.
Ci saranno una valanga di ricorsi al Tar.
Dunque, facciamo un esempio.
Un candidato ha risposto correttamente a quelle tre-quattro domande viziate dalla forma e sbagliate nelle risposte, ritenute in prima battuta giuste dal genio che le ha ideate, se gli venissero annullate subirebbe un danno enorme nei confronti dei candidati che, a quelle medesime domande, hanno risposto in modo sbagliato, cioè, optando per le risposte comunque errate; perché anche a questi gli verrebbero annullate le domande.
In pratica avremmo dei candidati (bravi) danneggiati dall’annullamento delle domande giuste e candidati ingiustamente avvantaggiati nonostante gli errori commessi.
In politica ci vuole coraggio cara ministra: bisogna prendere il o i geni che hanno sbagliato e magari controllare i curricula e vedere se anche questi debbano sostenere i test d’ingresso a Medicina e Chirurgia e rifare d’accapo l’esame.
Con una piccolissima precisazione: chi ha sbagliato pagherà i viaggi e i soggiorni ai candidati che provengono da fuori sede.
Così succede nel privato e così deve succedere nel pubblico.
Chi sbaglia deve pagare.
Solo così si combatte la parte peggiore della burocrazia.

ps. Il titolo è riferito al genio che sbaglia le risposte.