SarSCoV2, spray per mucose: la nuova arma

Gli attuali vaccini anti Covid-19 agiscono stimolando l’immunità a livello sistemico, e non stimolano una risposta difensiva a livello delle mucose. Da ciò nasce lo studio di nuovi vaccini con formulazione diversa da quella intramuscolare.

(pressreader.com) – di Maria Rita Gismondo – direttore microbiologia clinica e virologia del “Sacco” di Milano – Il Fatto Quotidiano – Nella lotta tra noi e SarSCoV2, è un proliferare di strategie dall’una e dall’altra parte. Abbiamo capito che il virus si aggancia alle nostre mucose con i suoi uncini di superficie (spike) e ciò ha determinato lo studio di vaccini che stimolano il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi che li blocchino. Il virus si presenta con nuove varianti per aggirare gli ostacoli che gli poniamo ed ecco anticorpi monoclonali capaci di bloccare anche questi virus mutati, se somministrati in una fase precoce. Recentemente, alla luce anche dell’esperienza maturata nella lotta contro il virus dell’influenza del tipo H1N1, si è pensato a una nuova arma. La premessa è data dal fatto che gli attuali vaccini anti-SarSCoV2 non stimolano l’immunità a livello delle mucose. Sono queste, grazie a immunoglobuline che sono capaci di produrre, le nostre prime difese. Ciò, però, non avviene per tutti i batteri e virus che possono attaccarci. È questo il motivo per cui, in alcuni casi, se si ha un nuovo contatto con il batterio o virus che già ci ha infettato precedentemente o per il quale siamo vaccinati, questo trova “la porta” d’ingresso aperta e veniamo reinfettati. Accade così per SarSCoV2: è stata stimata una percentuale pari al 30% di vaccinati che si infetta anche dopo una doppia dose. Gli attuali vaccini anti Covid-19 agiscono infatti stimolando l’immunità a livello sistemico, e non stimolano una risposta difensiva a livello delle mucose. Da ciò nasce lo studio di nuovi vaccini con formulazione diversa da quella intramuscolare. L’intuizione è di Ed Lavelle e Ross Ward, ricercatori del Trinity College di Dublino, secondo cui sono mature le conoscenze sulla risposta immunitaria nelle mucose e quelle sulle sostanze adiuvanti, capaci di potenziare l’azione dei vaccini. Di conseguenza, osservano, diventa possibile mettere a punto vaccini capaci di stimolare l’immunità nelle mucose. Secondo i dati più recenti dell’Oms, i sieri allo studio sono 294, 110 dei quali in fase di sperimentazione; quelli approvati nel mondo sono 12. Di questi, nessuno genera immunità nelle mucose. La nuova strategia in studio è usare la somministrazione spray per ovviare a questo gap. Diventano tante le nostre armi contro questa pandemia. Dobbiamo avere fiducia nel futuro. La vittoria è a un passo.

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