Green pass nelle mense aziendali, obbligatoria la certificazione: così si stanno adattando fabbriche e uffici

(Claudio Del Frate – corriere.it) – Mense aziendali al banco di prova, dopo che Palazzo Chigi ha chiarito senza mezzi termini che anche per pranzare sul luogo di lavoro è necessario esibire il green pass. Una presa di posizione molto netta e che ha posto fine al braccio di ferro che stava opponendo imprenditori e sindacati. Uno scontro che in Piemonte era sfociato anche nella proclamazione di uno sciopero (poi ritirato) dopo che in una fabbrica i dipendenti sprovvisti di «pass» erano stati confinati, per consumare il pasto, in un gazebo separato dalla mensa degli altri colleghi. Da oggi sarà interessante vedere come i vari luoghi di lavoro si adegueranno e se il sindacato insisterà nella sua linea di opposizione. Tra i più risoluti nel dire no al green pass si è distinto il leader della Cgil Maurizio Landini.

Ma cosa ha stabilito il governo? La Faq pubblicata da Palazzo Chigi per mettere ordine sulla questione ristorazione sul luogo di lavoro equipara le mense a qualsiasi ristorante. «Per la consumazione al tavolo al chiuso – viene spiegato – i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde. A tal fine, i gestori sono tenuti a verificare le certificazioni». Respinti i «distinguo» avanzati dal sindacato secondo il quale il lasciapassare creava discriminazioni e metteva sullo stesso piano un ristorante (dove il cliente sceglie di recarsi) e la mensa aziendale (dove il lavoratore deve giocoforza pranzare). Ha prevalso la linea delle norme sanitarie uguali per tutti.

Il mondo del lavoro resta comunque su posizioni distanti. «Il sindacato sembra non comprendere che il green pass è uno strumento necessario a contrastare la pandemia, come ha detto anche il ministro Speranza. E invece vedo una rincorsa dei leader confederali a tutelare i non vaccinati rispetto a tutti coloro che hanno avuto comportamenti etici e civili verso la società» ha dichiarato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi in una intervista alla Stampa. Quella di Palazzo Chigi viene ritenuta una presa di posizione «discutibile» da parte del responsabile sicurezza della Cisl Angelo Colombini. «Occorre affrontare questo tema delicato attraverso la contrattazione tra aziende e sindacati aggiornando i protocolli sulla sicurezza per introdurre in modo graduale il Green Pass anche nei luoghi di lavoro. La contrattazione è per noi lo strumento migliore per tutelare anche coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute».

Resta da vedere cosa accadrà a partie da oggi. Tra i primi ad annunciare una applicazione ferrea delle regole (ancora prima del chiarimento governativo) è stato il Vaticano. Da martedì 17 il green pass sarà obbligatorio per tutti i dipendenti della Santa Sede che vogliono usufruire del servizio mensa. In alternativa serve un certificato medico comprovante l’impossibilità di vaccinarsi. Stessa regola varrà per i dipendenti della Polizia di Stato. Qua e là per l’Italia i datori di lavoro e i gestori dei servizi di ristorazione hanno esternato le loro intenzioni. L’Università di Brescia, ad esempio, non farà sedere a tavola suoi dipendenti sprovvisti della certificazione verde. In Veneto rischia di diventare un caso quello della Clivet, fabbrica di Feltre (Belluno) che ha deciso di istituire locali separati: da una parte i vaccinati e dall’altra i renitenti.

Intransigenza annunciata anche da parte del Credit Agricole di Parma: senza green pass i dipendenti restano fuori dalla mensa. In Piemonte alla Stamet di Feletto, nei pressi di Ivrea la direzione aziendale ha respinto due dipendenti sprovvisti dei requisiti: entrambi hanno dovuto pranzare sotto gli alberi del cortile. Un caso particolare viene segnalato invece a Verona (ma potrebbe ripetersi in molte altre città italiane: come si deve comportare chi gestisce «mense per i poveri» frequentati spesso da indigenti o «invisibili» che non si vaccinano? I volontari della città scaligera riapriranno il loro servizio il 22 agosto solo con tavoli all’aperto, ma quando la stagione non lo consentirà più come si dovranno comportare?

2 replies

  1. Palazzo Chigi ha chiarito senza mezzi termini che anche per pranzare sul luogo di lavoro è necessario esibire il green pass. Una presa di posizione molto netta e che ha posto fine al braccio di ferro che stava opponendo imprenditori e sindacati

    E a questo punto i sindacati che fanno? calano le braghe?

    tutto qui il reagire?

    Ma un: ‘non accettiamo ordini dal bankster che ha fatto distruggere MPS’, no vero?

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