Guardia Sanframondi: “La grande finzione”

(Raffaele Pengue) – Ad un anno di distanza dalle elezioni l’unica cosa che finora si è riusciti a fare per questa comunità nella continua contesa tra Ego è che la gente ha pienamente ragione nel giudizio (pessimo) che ha dell’amministrazione Di Lonardo. Siamo passati dal rumore panziano al nulla con un Gran Balloon tra le dita, dalla Grande Trasformazione di Guardia al Piccolo Trasformismo; modernisti ma tradizionalisti, progressisti ma pur sempre democristiani, totalmente inginocchiati al politicamente corretto in versione arrampicata personale. Il lato prevalente, schiacciante di questa finzione denominata Amministrazione, si sa, è la volontà di dominio, l’eterna lotta tra Megalomani e Mitomani, narcisismi patologici. Solo che qualcuno lo fa di mestiere, facendo non l’amministratore ma l’Istrione e il Manager di spettacolo; altri invece di mestiere farebbero il Professionista, l’Ingegnere, l’Avvocato. Nel delirio di onnipotenza di ciascuno di loro si ravvisa solo pura nullità; solo una collezione di casi personali, di nullità che in tutti questi anni si è appoggiata al primo palo che ha trovato, Floriano. Poi, magari hanno fatto anche la pipì sul palo, ma è per marcare il territorio e lasciare una traccia del loro passaggio. Primum campare. Dopo Floriano, innovatore e caciarone, arriva il Mutismo, monoporzione e multiuso, dove l’unico collante sono i Fatti Propri. Questo i loro elettori lo traducono con espressioni lusinghiere: realismo, ragionevolezza, moderazione; si tratta di un puro convergere di ambizioni personali in un contenitore senza contenuto, però riempito di volta in volta con liquidi o liquami di passaggio, e dunque fluido, ondeggiante. Diciamolo chiaramente. L’amministrazione Di Lonardo è stata un’altra piaga biblica mandata a questa comunità per distruggerla, non so se la peggiore o la finale, certo ad occhio la più ridicola e patetica, un colpo di grazia e forse di disgrazia. Ma non sappiamo come andrà a finire, tra più che probabili parricidi o infanticidi, o l’aggravarsi del conflitto sotterraneo tra narcisismi, non lo sanno nemmeno loro, ed è prematuro azzardare pronostici. Ma prima che avvenga la possibile conta devo per amor di verità, una confessione: mi è capitato negli anni di criticare anche aspramente Floriano; ma non mi è mai capitato di avvertire una totale percezione di impostura, vacuità e malafede in alcuni personaggi pseudo-politici, parcheggiati nell’amministrazione in carica. Peggio di Floriano ci sono solo i bimbi (e le bimbe) di Floriano in malafede, come lui.

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