Letta: “Durigon se ne vada, voteremo la mozione M5S”

Dopo Giuseppe Conte e l’Anpi anche il segretario del Pd Enrico Letta usa parole durissime contro il sottosegretario leghista all’Economia Claudio Durigon, fedelissimo di Matteo Salvini…

(pressreader.com) – di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano – “Chi parla di parco Mussolini semplicemente deve dimettersi”. Dopo Giuseppe Conte e l’Anpi anche il segretario del Pd Enrico Letta usa parole durissime contro il sottosegretario leghista all’Economia Claudio Durigon, fedelissimo di Matteo Salvini, che mercoledì in campagna elettorale a Latina ha proposto di cambiare il nome del parco cittadino da “Falcone e Borsellino” a “Mussolini” (inteso come Arnaldo, il fratello del duce). Parole molto gravi che hanno portato alla richiesta di dimissioni prima di Conte sul Fatto di ieri e ora di Letta: “Quelle di Durigon – dice il segretario dem al Fatto Quotidiano – sono affermazioni che in un colpo solo infangano l’antifascismo da cui è nata la nostra Repubblica e la memoria di due eroi civili come Falcone e Borsellino”. Per questo, secondo Letta, Durigon deve dimettersi o, nel caso in cui non decida di farlo autonomamente, dovrà essere il premier Mario Draghi a ritirargli le deleghe da sottosegretario al Tesoro: “Sono parole incompatibili per la sua permanenza nell’esecutivo” conclude il segretario del Pd. Sul caso Durigon i giallorosa si compattano: dopo Conte e Letta anche LeU ci va giù durissimo con il capogruppo alla Camera Federico Fornaro secondo cui le dichiarazioni del sottosegretario del Carroccio “rendono incompatibile la sua presenza al governo con i valori fondanti della nostra Repubblica”. E quindi, conclude Fornaro, Durigon “si dimetta subito togliendo tutto il governo dall’imbarazzo”.

Al momento da Palazzo Chigi preferiscono fare orecchie da mercante visto che rimuovere il sottosegretario significherebbe aprire una crisi con la Lega, di cui Durigon è uno dei principali esponenti. E così, se la pressione dei giallorosa non porterà alle dimissioni nell’immediato, la battaglia diventerà parlamentare. A settembre Pd, M5S e LeU hanno intenzione di coordinarsi per presentare una mozione di sfiducia individuale – la cosiddetta “mozione di censura” per i sottosegretari – per chiedere formalmente al premier Mario Draghi di rimuovere Durigon. E non servirà scriverne una nuova visto che una mozione parlamentare c’è già ed è stata presentata il 6 maggio dai deputati del Movimento 5 Stelle delle commissioni Economia e Affari Costituzionali alla Camera a prima firma Cosimo Adelizzi dopo l’inchiesta di Fanpage in cui il sottosegretario leghista parlava così, intercettato, dell’inchiesta sui 49 milioni della Lega: “Il generale della Guardia di Finanza che indaga, Zafarana, lo abbiamo messo noi”. I deputati del M5S, in base a quei fatti, chiedevano a Draghi di “avviare la procedura di revoca” delle deleghe nei confronti di Durigon. In un question time degli ex 5 Stelle di “L’Alternativa C’è” già in quell’occasione Draghi aveva glissato sulla vicenda. Adesso però la mozione del M5S sarà aggiornata con la richiesta di calendarizzazione a settembre, quando riaprirà il Parlamento. “Chiedevamo le dimissioni di Durigon già a maggio e per noi quell’atteggiamento era già inaccettabile – spiega il vicecapogruppo alla Camera del M5S Riccardo Ricciardi – oggi, dopo le parole su Mussolini, lo è ancora di più. Penso che sia tutto a vantaggio del governo levare le deleghe a un personaggio così inappropriato e spero che anche Pd e LeU sostengano con forza la nostra posizione”.

Il sostegno arriverà dal Pd: dal Nazareno, se Durigon non dovesse lasciare prima, l’orientamento è quello di sostenere la mozione. Anche LeU farà lo stesso. “Su un tema come quello dell’antifascismo non transigo – dice il deputato Pd Emanuele Fiano – e per questo Durigon va rimosso”. Di fronte alla pressione dei giallorosa per far dimettere il sottosegretario leghista, resta il problema politico nella maggioranza. Perché fonti vicine a Salvini spiegano che per la Lega il caso non esiste e un esponente molto vicino al segretario minaccia apertamente: “Se cade Durigon, noi ce ne andiamo dal governo”. D’altronde Salvini non può permettersi di mollare colui che ha messo in piedi il partito in Lazio, portando tessere e voti dal mondo del sindacalismo di destra dell’Ugl (di cui è stato vicesegretario generale) e diventando il punto di riferimento del Carroccio nel centro-sud. Uomo, come ha dimostrato Fanpage, dalle relazioni spericolate a Latina e che nella Lega è considerato il “mediatore” tra l’ala del partito di lotta e quella di governo tanto che, si dice nel partito, potrebbe essere il ministro del Lavoro in un governo di centrodestra. A meno che non cada prima.

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10 replies

  1. Caro Pd
    Di Giulio Cavalli -9 Agosto 2021
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    Ci sono due strade: essere il viatico del centrodestra oppure avere l’onestà intellettuale di dire che c’è molto di sbagliato, molto da cambiare e proporvi per quello

    Caro Partito Democratico,

    per una prevedibile congiunzione di inetti e di prepotenti ti ritrovi comunque ad avere una fetta importante di elettori che ancora si ritengono di centrosinistra, sarebbe meglio dire centrocentrocentrocentrosinistra che rende meglio l’idea, in un momento storico in cui il centrodestra comunque ha la maggioranza elettorale del Paese. Caro Partito Democratico, tra le poche sicurezze di questo governo dei migliori l’unica credibile al momento è che nel prossimo governo ci saranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni, intercambiabili nel ruolo di presidente del Consiglio o di ministro, dipende come si metteranno d’accordo ma alla fine ci saranno loro nella linea di comando, saranno loro, l’uno o l’altro, ma l’odore è quello.

    Guardandovi da fuori appare piuttosto sconcertante che la cosa vi interessi poco. Per capirsi: per quanto ancora avete intenzione di fare la gamba silenziosa e complice di un governo che sta preparando il terreno per il centrodestra al potere? Cosa avete da dire, per esempio, sul Mediterraneo che anche questa estate sta diventando il pentolone dell’acqua calda dover lasciare bollire disperati come se fossero rane? Cosa avete da dire della Libia pagata per fare il sacchetto dell’umido del mondo? Pensate che svolta se aveste il coraggio di riconoscere che questa deriva disumana è figlia del vostro minnitismo e della vostra tiepidezza.

    Caro Partito Democratico, la politica è molto più semplice di come la vorrebbero fare apparire i feticisti del merito: se è evidente che quegli altri siano i camerieri in Parlamento di alcuni poteri e di alcune lobby richiedo: ma perché voi non prendete le parti di quegli altri? Perché insistete nell’essere il dolcificante inefficace di un caffè che appare amaro?

    Il lavoro, caro Partito Democratico, il lavoro: quando ricomincerete a parlare di lavoro? Ma non la solita litania degli incentivi alle imprese che spesso è semplicemente il lubrificante per le martellate contro i lavoratori? Quando ci direte qualcosa su questa aria tossica che insiste nel colpevolizzare le vittime della precarietà? Quando farete una proposta, una che sia una, per dare risposte alla macelleria sociale che sta accadendo mentre intorno c’è tutto questo silenzio?

    Caro Partito Democratico, davvero anche voi vi accodate in questa moda che vorrebbe convincere che l’impolitica sia la soluzione più alta della politica? Davvero siete convinti che la soluzione al dilettantismo della politica sia quella di travestire da politici i portatori di interesse? Davvero l’autarchia dei potenti dovrebbe essere il punto più auspicabile? Beati voi che riuscite a non sfiorare l’argomento.

    Caro Partito Democratico, l’alternativa a Salvini consiste solo nel ripetere che Salvini è brutto? Rimandato e quasi ingolfato il ddl Zan, perché non avete il coraggio di chiedere con forza gli altri diritti (ius soli per fare un esempio)?

    Caro Partito Democratico, per quanto ancora volete assistere complici all’impoverimento della scuola, al suo svuotamento, alla sua delegittimazione? Per quanto ancora permetterete che la cultura sia un’etichetta con cui vendere meglio gli altri prodotti? Per quanto ancora permetterete che lo spettacolo dal vivo sia solo la confezione nobile di qualche sagra?

    Caro Partito Democratico, avete la responsabilità di tenere nella pancia voti di gente che vorrebbe vedere dell’altro e invece trovate impudico parlare di alternativa. Ci sono due strade: essere il viatico del centrodestra oppure avere l’onestà intellettuale di dire che c’è molto di sbagliato, molto da cambiare e proporvi per quello. Fare il maggiordomo non maleducato del governo dei migliori sarà utile per la vostra autopreservazione ma non sa di niente.

    Buon lunedì.

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    • Il partito democratico è di centro centro centro destra. E la stampa che lo sostiene, sedicente “progressista”, è marcatamente di destra .
      I diritti civili, unica ossessione di questi signori, sono battaglie degne di essere combattute ma al governo di un paese ci vai se hai la maggioranza, non la minoranza. E il pd sembra abbia preso gusto a essere forza di governo pur senza vincere, da un bel po’ di anni.
      Senza la stampa complice il pd sarebbe ben sotto al 20%.

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      • Come fai a confutare i sondaggi? Ne hai tu molti e autorevoli che riportano percentuali diverse ? Quali? Io potrei ipotizzare percentuali minori, ma solo ” ad occhio”

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    • Dichiarazione di fuoco di Letta . E se magari è tutto studiato dai leghisti come scusa per uscire e far cadere il governo ? Beh, allora , si puo’ discutere……..Gentmo Giulio , i vertici del PD non sanno che cosa c’è di sbagliato nel partito perchè non hanno da tempo nessun contatto non solo col corpo elettorale, ma neanche coi suoi sostenitori e iscritti. Te lo dice uno che l’ha frequentato molto da dentro.

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    • ….Per fortuna c’è Draghi, prontissimo ed attento difensore dei valori costituzionali……..I soldi del PRRN ci fanno ingoiare i silenzi di Draghi.

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  2. Durigon,per la sua storia, le sue idee, sicuramente mai si dimetterà spontaneamente e qesto ci può stare visto il personaggio.
    Quello che invece proprio non ci sta’ perche’ inconcepibile,contro ogni logica, contro i dettami costituzionali è il fatto che chi lo ha nominato vice ministro non lo butti fuori dal governo.
    Quello che proprio non ci sta’ e che i partiti che appoggiano questo governo non escano schifati da quella melma puzzolente!

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    • Colla, tutta colpa della colla, non riescono a staccarsi dalla poltrona x colpa della colla, solo x colpa della colla.

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    • Allora Draghi, su pressione (gentile) di M5S e PD toglierà l’incarico a Durigon assicurandosi di non dare troppo fastidio alla Lega e vissero tutti felici e contenti

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