Guardia Sanframondi: “La variante Ceniccola”

(Raffaele Pengue) – E se i guardiesi avessero sopravvalutato Papillon & C.? Appena ieri, non tre mesi fa, non tre anni fa, appena ieri dissero che la nuova amministrazione era come la bellezza di Dostoevskij, che avrebbe salvato Guardia. “Basta con la vanità di Floriano & C.” dissero “adesso tutto sarà nella prospettiva del cambiamento” (infatti, Papillon & C. sono tuttora in continuo contatto via iphone rosso con Floriano).

Dissero ancora: “Al diavolo i giochi di potere e le gare d’appalto fumose, le assunzioni farlocche, le consulenze ad hoc, con noi la trasparenza sarà assicurata, sobria ma puntuale”; infatti i garruli assessori e dotti medici e sapienti della Giunta non hanno più parlato, hanno messo la museruola, pur opportuna, con un silenzio che ricorda le burocrazie da cortina di ferro.

Dissero poi: “Sarà una amministrazione di alto profilo, altro che le buffonate di prima”; infatti hanno confermato gli impresentabili di sempre (baby pensionati da bar, eterni miracolati, ecc…) in disinvolta souplesse e le giullarate estive non sono mai finite. (Se non fossimo diventati così insensibili adesso saremmo travolti dalle emozioni per il susseguirsi incessante degli eventi culturali estivi).

Dissero tetragoni: “Se il guardiese consuma cibi e bevande all’aperto e abbandona cartacce, lattine, bottigline di plastica, carta della pizza… mica è colpa nostra”. Loro sono tecnici, però anche politici, però anche santi, però pure di bella presenza, praticamente androgini. Loro sono tutto, un solo corpo e un’anima, Loro sì che conoscono la via, abbiate pazienza, Loro ci riporteranno in alto”. Loro sono perfettamente consapevoli che Guardia non può più ruminare nella sua inerzia. A far da cornice al tutto i post degli assessorichenonsisaacosaservanomaungiornoloscopriremo che acclamano e benedicono ogni loro impresa in maniera assolutamente disinteressata, altruista, focalizzata al bene dei cittadini ed al sacrificio personale, finanche al martirio. Commovente, davvero. Se solo riuscissimo a farci scendere due lacrime…

Dissero, visibilmente abbattuti: “Ma per promuovere il turismo a Guardia tutto dipende dai finanziamenti e chi fa arrivare i soldi da Napoli è amico di questa amministrazione, come quella che c’era prima abituata a moltiplicare panem e circenses, Loro sanno come fare”. Dei soldi non v’è certezza e al momento non si scorge una strategia, un piano completo, nebbia in via Municipio e pure alla Cavarena, “ma sindaco e assessori sono uomini e donne concreti, che danno del tu al denaro; i soldi sono ancora da venire, non se ne sa niente, e come finirà lo scopriremo solo vivendo.

Dissero, con la speranza dei disperati: “Ma la Giunta è composta da persone serie”; Floriano comunque sta ancora lì, resta lì, s’inabissa e manda a mezzo ufficio stampa certe puntute letterine contro gli amministratori impertinenti, comunque è ancora lì.

Dissero, già senza crederci tanto: “Da adesso in poi si fa sul serio”, altro che l’umiliante mercato degli strapuntini, ai sederini rosa da impoltronare. La “nuova” Giunta salverà Guardia, ma nessuno ci scommette più: sono passati più di trecento giorni e le illusioni cascano come le foglie morte di Trilussa. E già s’insinua la variante Amedeo Ceniccola. “Siamo in attesa di sapere quando il Sindaco Di Lonardo intende cominciare ad onorare gli impegni programmatici assunti con l’associazione “Rinascita Guardiese” (che è stata determinante per il risultato elettorale dello scorso anno, come ben sanno anche le pietre della strada… Non siamo interessati alle poltrone però, non siamo disponibili ad ingannare i cittadini-elettori”. Fosse mai che i “nuovi” fossero stati lievemente sopravvalutati? Fusse che non fusse la vorta bona, come allora, come sempre? Pertanto, non rimane che uno ed un solo scenario: dopo il Floriano-ter senza Floriano, a quando Ceniccola-bis? Tanto a questo punto tutto quello che possiamo pensare è vero.

1 reply

  1. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino e il detective dovrebbe saperle riconoscere, sono impronte che potrebbero assomigliare a quelle di una faina o di un piccolo tasso. Se un inglese irrompe da un pizzicagnolo africano cosa vede? Se invece è un africano ad entrare da un pizzicagnolo inglese ? Capirà che la discriminante è solo e soltanto squisitamente economica e all’ingrosso possono essere in molti a concorrervi.
    Capirà anche, che se tutto il potere economico viene incanalato nella macroscopica industria secondo un modello di estrazione nordica, il piccolo come il gioiello storico si copriranno di rovi fino a soffocare e sparire.
    Se il potere economico è stato così selvaggio da acquisire interi paesi fantasma, spopolati dai contadini, espropriati del loro secolare lavoro, cosa rimane?
    L’ingegneria è ancora un cavallo su cui puntare e l’ingegneria genetica è ormai sulla cresta del mercato e poi, si osservano le nicchie amministrative, lente, per non dire obsolete, sopravvalutate e tristi, anzi tristissime e patetiche, con quei figuranti dietro poltrone di pelle e enormi scrivanie dove non si trovano più ne biro ne penna e calamaio. Macchine sociali in grado di distruggere o preservare, in grado di alimentare e convogliare, ma anche, in grado di intristire uomini e territori, in quella falsa e presunta linea che separava, un tempo, il pubblico dal privato, le fondazioni dalle sagre paesane, i teatri storici dalle feste rionali a base di fragole e panna o cacio e baccelli rigorosamente accompagnati da un buon vino dell’anno prima.

    Mi dispiace per il signor Ceniccola , vecchio socialista d’annata, ma i giochi dei palazzi e quindi del potere, si frastagliano all’uopo, nell’immaginario collettivo, che è sempre più torbido e insulso, nella decantazione di una dimensione politica e sociale più simile alla preparazione di una guerra, più simile all’idiozia sdoganata da un maschio omega portato a sentirsi alfa solo perché mentore banale di calcio e botteghini.
    Auguri.

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