Ove Mai

Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 28/07/2021 dal titolo “Ove Mai” – Paolo Mieli vaga ramingo di talk in talk lacrimando non tanto per quel che ho detto su Draghi alla festa di Articolo 1, quanto perché la gente applaudiva. In effetti è bizzarro che il popolo della sinistra non si prostri adorante al culto mariano del governo che prende ordini da Confindustria e persino da Bonucci&Chiellini, sblocca i licenziamenti, blocca il cashback, condona gli evasori, ingaggia la Fornero, fa politiche ambientali da Premio Attila e riforme della giustizia da Trofeo Berlusconi. Io però, appena vedo Mieli, non riesco a non pensare al suo scoop del 17 giugno a Otto e mezzo sul cambio della guardia tra Figliuolo e Arcuri: “Quando è arrivato Draghi, ha trovato che Conte e Arcuri avevano acquistato mascherine per 763 settimane, cioè per 14 anni e mezzo, da qui al 2035!”. Obiettai che era una cifra campata per aria. Ma lui ripeteva a macchinetta: “Segnàtevi questo dato: 763 settimane, 14 anni e mezzo di mascherine comprate… un giorno faremo i conti… opacità, cose strane… 763 settimane, 14 anni e mezzo!”. […]

[…] E dove saranno i famosi magazzini in cui Draghi e Figliuolo han trovato quel po’ po’ di mascherine? A metterle l’una sull’altra a mucchietti, formerebbero un parallelepipedo alto 4mila km su una base di 7,2 milioni di kmq (vasta poco meno dell’Europa). Non vediamo l’ora di andarci in visita guidata, con Mieli, Draghi e Figliuolo come guide turistiche. Ove mai non fossero tutte cazzate.

57 replies

  1. Mentre Travaglio impallina facilmente i piccioni (o picciotti) italioti, i piccio(tti?) ni italioti tentano invano di impallinare Travaglio da 20anni (do you remember “l’odore dei soldi”?), sbagliando puntualmente bersaglio. E questo nonostante il fatto che ormai si formi puntualmente un plotone di esecuzione a edicole e TV unificate. Niente, lui non ci sta ad entrare dentro la banda larga degli insalivatori dalla lingua felpata e dei finti ciechi che ammorbano la libera informazione ed il libero pensiero.

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  2. A latere… Da quando Don Rafele ha compiuto il necessario ed inevitabile passo per ridare a questa scolaresca un minimo di contegno (e per pararsi il popo’ nei conronti degli avvocati delle testate), vi son forse meno commenti che svolazzano iracondi sui pixel?

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    • Staremo a vedere.
      Io di certo l’offesa aggratis del maschietto di turno (sfigato e complessato) membro onorario della combriccola dell’insulto non me la tengo, la rigiro pari pari alla genitrice, cagna o meno. Al massimo arriveranno altre lettere di mammine. Tipo questa:

      sono la madre di Federico C. (oggi in incognito come Friedrichc)
      Mio figlio è sempre stato sarcastico, a volte in modo eccessivo, e questo suo modo di fare rischia spesso di far rimanere male qualcuno. Anche un suo parente o il suo miglior amico. Ma non vedo cosa c’entri mettere in mezzo me, o dargli del “lurido bastardo”. Scusatemi, ma non capisco. La sig.ra in questione non mi conosce, e da quello che mi dice Federico, non conosce nemmeno lui. Perché gli ha scritto: “se lo vuoi girare a quella pettegolona di tua madre fai pure”? Io non sono mai stata pettegola, tantomeno “pettegolona”. Ho quasi ottant’anni, e non mi sembra giusto essere apostrofata in questo modo da una persona che nemmeno conosco. Dare poi del “lurido bastardo” a mio figlio mi sembra davvero troppo. Per non parlare di questo, LEGGETE BENE: “ma esattamente su tua madre dove hanno pisciato e quando? In testa o in faccia. Ma poi era piscio? Sicuro? Nel senso: tra i liquami mentre ti partoriva o quando tra i liquami ti concepiva?”.
      Ho chiesto a Federico se fosse sicuro che dietro il nome paolapci ci fosse una donna. Mi ha risposto di sì, ma io non ci credo. Solo un uomo molto ignorante può usare espressioni del genere. O una donna che ha buttato nel cestino della spazzatura la sua femminilità. Non dico di imporre alla sopradetta signora, o signore, le scuse, ma solo di stare più attenta e moderare il linguaggio.
      In attesa di un vostro DOVEROSO riscontro
      Cordialità
      Anna Maria R

      P.s. Ah ah ah! Non ce la faccio, ho ancora le lacrime. La conserverò a imperitura memoria.

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      • Io invece ti auguro pessime vacanze, a te e a quella pesciarola di tua madre!

        P.s. io non posso riconoscerti, perché il lurido renziano tende a circolare nel sottosuolo, al massimo ti posso avvistare mentre entri in un tombino.

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      • “della combriccola dell’insulto” AHAHAH… Noi? ahahah …Non sei nemmeno originale.

        Riproponiamo lo scritto vergato dalle manine candide della gradassa (minuscolo), per far capire meglio con che mmm3erda è forgiata la verginella violata (minuscolo):

        “riconosco superiorità intellettuale quando qualcuno mi può insegnare qualcosa, e non a chicchessia. E in questo blog sono in disaccordo proprio con quelli che stimo. Con quelli che non stimo o non scambio una battuta o li insulto (gradassa? Può essere. Ma perché dovremmo confrontarci con tutti?)”.

        …ahahah…

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      • Riproponiamo lo scritto vergato dalle manine candide di che mi ha messo al mondo, per far capire meglio con che mmm3erda è forgiata la verginella violata (che mi partorì tra i liquami)

        P.s. ED è l’uica vergine che il bidello abbia mai conosciuto

        AH ah ah

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      • Tu stai perdendo pezzi cojone sociopatico..
        AH ah ah!

        Ora scusami, ma devo proprio fare una pennica. Tu continua a lavare i cessi.
        Ah ah ah!

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      • E perché mai ti preoccupi per me? Cos’è un altro dei tuoi folli sogni che mai si realizzeranno?
        Piuttosto pensa alla vergine violata, sciroccata e scemina, vabbè usiamo il diminutivo, CHE hai scritto la letterina a 4 mani (vergine poscia bannata, nonostante il camuffamento DOICH). Ah ah ah. La combriccola dell’insulto bannata.
        Ah ah ah!
        Con l’algoritmo del bidello!
        No No, anzi! Con l’algoritmo del bidello Quor di leone.
        Ah ah ah!
        P.s. Ora scusa ma ho davvero un fitto programma. Devo andare a continuare la mia faticosa giornata spalmandomi sulla spiaggia. Tu continua pure con la ramazza.

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      • Letterina a quattro mani? Stanislao Moulinsky tetesco? Bannati? Dove? ahahah… Vaneggi? Tic, toc, tic, toc…

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  3. Peccato che è Calvo , altrimenti si poteva dire di Mieli quello che un grande (più di Travglio) Fortebraccio della vecchia Unita del PCI di ceva del rettore Carlo Bo , che era “una testa inutilmente canuta”

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  4. Ove Mai

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) –
    Paolo Mieli vaga ramingo di talk in talk lacrimando non tanto per quel che ho detto su Draghi alla festa di Articolo 1, quanto perché la gente applaudiva.
    In effetti è bizzarro che il popolo della sinistra non si prostri adorante al culto mariano del governo che prende ordini da Confindustria e persino da Bonucci&Chiellini, sblocca i licenziamenti, blocca il cashback, condona gli evasori, ingaggia la Fornero, fa politiche ambientali da Premio Attila e riforme della giustizia da Trofeo Berlusconi. Io però, appena vedo Mieli, non riesco a non pensare al suo scoop del 17 giugno a Otto e mezzo sul cambio della guardia tra Figliuolo e Arcuri: “Quando è arrivato Draghi, ha trovato che Conte e Arcuri avevano acquistatomascherine per 763 settimane, cioè per 14 anni e mezzo, da qui al 2035!”. Obiettai che era una cifra campata per aria. Ma lui ripeteva a macchinetta: “Segnàtevi questo dato: 763 settimane, 14 anni e mezzo di mascherine comprate… un giorno faremo i conti… opacità, cose strane… 763 settimane, 14 anni e mezzo!”.
    Ricordai che l’inchiesta romana riguarda l’acquisto di circa 1 miliardo di mascherine dalla Cina nel marzo 2020. Ma Mieli mi incalzò implacabile: “Ammetti che sono troppe, ove mai fosse vero che Draghi e Figliuolo han trovato nei loro magazzini 14 anni e mezzo di mascherine?”.
    Arcuri smentì quel dato iperbolico con le cifre ufficiali e ricordò che nel marzo 2020 servivano mascherine per un mesetto, poi partì la produzione nazionale. Mi attendevo una puntuta replica, almeno un “ove mai”, invece Mieli non ne parlò più. Ma siccome ha detto che “un giorno faremo i conti”, appena lo vedo spero sempre che il giorno sia arrivato.
    Nell’attesa, a parte la scena comica di Arcuri che chiama il fornitore e intima “mi mandi 763 settimane di mascherine”, come se si ordinassero a mesi e non a numero, qualche conto l’ho fatto io.
    Posto che nel lockdown, per ogni italiano circolante (40 milioni su 60), occorrevano due mascherine al giorno (vanno cambiate ogni 4 ore), il fabbisogno giornaliero era 80 milioni, pari a 427,3 miliardi per 763 settimane. A 1 euro a pezzo, Conte e Arcuri avrebbero speso 427,3miliardi di euro: metà della spesa pubblica annua, oltre il doppio del Recovery fund, sommetta difficile da occultare nelle pieghe del bilancio.
    Dove avranno preso tutti quei soldi? E dove saranno i famosi magazzini in cui Draghi e Figliuolo han trovato quel po’ po’ di mascherine? A metterle l’una sull’altra a mucchietti, formerebbero un parallelepipedo alto 4mila km su una base di 7,2 milioni di kmq (vasta poco meno dell’Europa). Non vediamo l’ora di andarci in visita guidata, con Mieli, Draghi e Figliuolo come guide turistiche. Ove mai non fossero tutte cazzate.

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    • D’accordo,non bisogna odiare,detestare,intollerare chi si pone con le proprie tesi in una posizione opposta alla nostra.Questo presuppone,però,che da ambo le parti vi sia buona fede,insomma onestà intellettuale. Nel caso Mieli come nella magior parte dei giornalisti frequentanti i talk vi è un evidente intendimento denigratorio progettato e diretto da chi questi penivendoli parolai li paga.Quindi perdonate la mia umana debolezza ma io non riesco proprio a sopportarli e non voglio ne vederli ne sentirli per vivere tranquillo.

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    • Grazie, Tracia!
      Prima di leggere gli “estratti” scendo sempre tra i commenti a cercare il tuo che riporta la versione integrale! Così evito soprattutto di leggere due volte (quasi) la stessa cosa.
      Davvero grazie. 🙏🏻

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      • Francesco e Fabio, senza nulla togliere alla cara Tracia 😘, che ci regala anche link interessantissimi di altre testate, vorrei informarvi che su Infosannio Facebook/post, anche se NON ISCRITTI, come me, potete trovare, di solito dopo le h. 0,30, l’editoriale di Travaglio fresco fresco, appena deposto 🥚🗞️😉.
        Tramite il link alla fine dell’articolo, potete quindi venire qui a leggere e scrivere i commenti.
        👋🏻😚

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  5. Quella fu una velata minaccia…. smettetela sennò vi montiamo un putiferio, vero o no, ce n’è sempre abbastanza per creare uno scandalo… Travaglio se l’è legata al dito

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  6. Il restauratore della “Storia” I suoi puzzle vengono sempre (o quasi sempre) male. Con pezzi mancanti o messi così a caso o a convenienza.Giochino facile per uno storico sui generis e molto mediatico.Ove mai., già dice tutto.Comunque visto che sparar cazzate è diventato lo sport nazionale(Se vi fosse l’olimpiade delle fregnacce vinceremmo sicuramente l’oro)Mieli è tra i meno peggio all’apparenza.Peccato per i sonagli.

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  7. “lacrimando non tanto per quel che ho detto su Draghi alla festa di Articolo 1, quanto perché la gente applaudiva. In effetti è bizzarro che il popolo della sinistra non si prostri adorante al culto mariano del governo che prende ordini da Confindustria e persino da Bonucci&Chiellini, sblocca i licenziamenti, blocca il cashback, condona gli evasori, ingaggia la Fornero, fa politiche ambientali da Premio Attila e riforme della giustizia da trofeo berlusconi”
    PERCHE LA GENTE APPLAUDIVA.
    Itagliani italioti, come è facile abbindolarli.

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  8. “Nell’attesa, a parte la scena comica di Arcuri che chiama il fornitore e intima “mi mandi 763 settimane di mascherine”, come se si ordinassero a mesi e non a numero…”: “Ma quanto è temuta la sua ironia? (cit.)” E’ tanto temuta che ‘sto giro ce l’ha voluta anche spiegare. Forse pensa che lo leggano anche quelli di destra, famosi per il loro QI e conseguente incapacità a percepirla, e quindi si è messo una mano sul Quore? Mah, chissà…

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    • Infatti, il tuo amico, quassù, non ha capito un accidente di quello che ha scritto Travaglio. Tu anche meno.
      O meglio, hai capito quello che ti ha spiegato, che ironico non era.

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  9. Stampa mariana – I forzisti condannati e le parole su Draghi
    di Lorenzo Giarelli | 28 LUGLIO 2021

    Pesa di più il giudizio di un giornalista o la condanna per mafia di due ex esponenti del governo? Dipende. Da due giorni, l’intervento del direttore del Fatto Marco Travaglio alla festa di Articolo1 è oggetto di editoriali sui più importanti quotidiani italiani. Corriere, Repubblica, Stampa e compagnia hanno sguainato analisti e grandi firme. Eppure appena una settimana fa, quando i due forzisti Nicola Cosentino (ex sottosegretario all’Economia) e Antonio D’Alì (ex sottosegretario all’Interno) venivano condannati in Appello rispettivamente a 10 e 6 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, per trovare la notizia sui giornali bisognava dotarsi di microscopio.
    Questione di priorità, dunque. Ieri Repubblica si è scatenata: in prima pagina ecco Sebastiano Messina, il cui editoriale scorre su tutta una colonna di pagina 10 a fianco alla cronaca dell’intervento di Travaglio e a una vignetta. Nella pagine delle lettere, pure Francesco Merlo dice la sua. Fossimo al catasto, sarebbero un riquadro da 11 centimetri x 6 centimetri, un pezzo da 25×22, uno da 40×6, un altro da 18×20. Totale: 1.216 centimetri quadri, l’equivalente di più di una pagina intera. Una settimana fa, il giorno dopo le sentenze sui berlusconiani, su Rep non c’era neanche una riga al riguardo, se non nelle cronache locali di Napoli (Cosentino) e Palermo (D’Alì).
    Il Corriere ieri s’è affidato a Massimo Franco e alla sua Nota (27×10), più una colonna di cronaca (30×4) a pagina 13. Molto di più rispetto a quanto toccato a Cosentino e D’Alì, imboscati in una colonna a pagina 23 (24×4). La Stampa, per non rischiare, ieri ha dedicato al Draghi-gate un’intera pagina, la 9 (40×24). La filippica include un articolo principale per spiegare le umili origini di Draghi e un corsivo. Non male, soprattutto se si pensa che i forzisti condannati non hanno meritato neanche un riquadrino.
    Il Riformista, non nuovo a performance del genere, si è occupato di Travaglio in prima pagina (35×15) e all’interno (28×28), replicando almeno qui lo spazio dedicato a Cosentino il giorno dopo la condanna (solo che Il Riformista lo difese). Presente anche il Foglio, silente sette giorni fa sulle sentenze ma attentissimo su Travaglio, con una colonna in prima, una rubrica e un articolo, 560 centimetri quadrati in totale. Avanti con Il Giornale: richiamo 10×7 in prima e ampissimo pezzo 24×28 a pagina 7, da far impallidire il boxino 10×7 imboscato a pagina 8 per gli ex sottosegretari. Anche La Verità sceglie la prima pagina, con un bel titolo che si prende 23 centimetri e poi l’apertura di pagina 15 (28×28). Altro che le 500 battute per Cosentino e D’Alì infilate in un riquadro 10×7 a pagina 6. E poi c’è Libero. L’editoriale in prima pagina di Alessandro Sallusti (27×6) anticipa un’intera paginata 40×27 (la 6) composta da un articolo principale e raddoppio in basso. Cosentino (citato senza il collega) si era fatto bastare una mezza colonna 23×4 a pagina 7.
    Tirando le somme, per raccontare le condanne a questi sette quotidiani sono bastati 8.261 caratteri e uno spazio totale di 1.108 centimetri quadrati, cioè l’ingombro di una paginetta. L’intervento di Travaglio ha invece ispirato 53.432 battute (4mila il Corriere, 7.500 Rep, 9.400 Il Foglio, 3.900 Il Giornale, 4.700 La Verità, 10 mila Libero, 7.600 Il Riformista, 6 mila La Stampa) per 7.128 centimetri quadrati, sfiorando quindi le sette pagine (e non lontani dal metro quadrato). Ergo: le critiche a Draghi valgono sette volte di più due ex sottosegretari condannati per mafia.
    Altro che Cosentino e D’Alì: un metro quadrato d’inchiostro per Travaglio – Il Fatto Quotidiano

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    • Già faccio fatica a leggere Travaglio, anche perché essendo poco intelligente, giullare, sociopatico, wikipediano, un po’ di difficoltà, lo ammetto, ce l’ho a capirlo. Figuriamoci se posso permettermi in un sol giorno di affrontare anche gli articoli intelligenti che posta la Sig.a Tracia. Non è cattiveria, non ce la posso proprio fare. Saluti.

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  10. Mah, io farei una prima pagina sul Fatto con titolo “Cari colleghi giornalisti e onorevoli politici VERGOGNA( sconosciuta ) ” con nome e cognome del giornalista e il suo giornale, IL POLITICO con le frasi offensive davvero da querela contro Conte .Secondo voi ?

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  11. Liana, dove sei????
    NOn dirmi che ti sei persa questa scena stupenda!!! Il renziano ci ha riprovato, mi ha offeso al solito modo, io ho pari pari preso le sue offese e rigirate alla mammina ed è stato miseramente bannato.
    Ah ah ah!
    Ma questi sul serio ci credono di poter fare come gli pare!.

    E il bidello che parla di algoritmo. Ah ah ah!

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    • Veramente è stato il tuo amico NAPOLEONE CON LO SCOLAPASTA, detto NERONE B. a parlarne; io ho solo riportato paro paro, poi vedi tu, sc3mina… ahahah… Ma tu no dovevi fare la pennica? Anvedi che sta commentando tra una sgommata e l’altra… ahahah…

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    • Sì cara, me la sono persa… Grrrr🤬🤣😆
      Ma dai…
      Ribadisco il “but what, really really?”
      Sono SCONCERTATA.
      Questo va a piangere miseria dalla mammina, che interviene, ignara di quanto il figlio sia, come dire… non mi viene un termine consono…ah ecco, sì: CA*ACAXXI, e poi ci rifà e lo bannano?
      Ma che vergogna🤭🤭🤭🤭🤭
      Già dall’intervento tipo bimbo dell’asilo, a dire il vero.
      Dai, così ogni cosa si spiega…povera stellina che dà della SCEMINA a Me. 🤣😆🤣😆

      Giuro, la cosa mi commuove 😥😢🤥 mi spezza il quore💔😭

      Anche tu, però, Paola… Che donnina poco femminile, sicura di non essere un uomo?
      Le donne vere stanno buone e zitte e si lasciano insultare dai cocchini di mammà…

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      • No allora se te lo sei persa non hai visto i messaggi cancellati. Secondo il logaritmo per il sociopatico bidello. Ah ah ah!
        Domani ti racconto tutto nel dettaglio passaggio per passaggio, che ormai dai messaggi rimasti non è ricostruibile Ti meriti di godere della loro disfatta. Per ora sappi solo che il lurido e il sociopatico che gli dava man forte sono stati umiliati, ma non dal ligaritmo. Ah ah ah!

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      • Allora cara, procedo come mio solito per punti.
        1. Partiamo dalla fine, cioè dalla fine di quella conversazione in cui io ero in viaggio. Calcola che tutte le volte che rispondo al sociopatico quasi mai lo leggo, per cui tipo dopo due giorni ho letto e ho visto quello che aveva scritto quel volgarotto disonesto, allora ho risposto che quello che secondo lui accadeva sulla mia testa in realtà accadeva alla madre. Allorché il lurido renziano ha scritto la letterina della madre (letterina della casalinga statunitense degli anni ’50). A un certo punto rispondo pure a quella e immagina come per cui cancellano tutta la conversazione, anzi l’articolo. Quindi nel punto 1 ci metto pure questo corollario: nessun mio messaggio è stato MAI cancellato, ma le conversazioni con la combriccola dell’insulto lo sono state e non certo per un logaritmo.
        2. Avevo notato che il renziano aveva cambiato nick, era improvvisamente doichland, ma non mi sono fatta domande. Continuava a commentare da perfetto renziano.
        3. Ennio fa quella domanda, del tipo vi siete dati una calmata? Io, che sono un po’ disturbata dal fatto di essere messa sullo stesso piano di questi buffoni ho risposto come hai letto: vediamo se si calmano loro, se no io rigiro tutto alle mammine. E poi ho ripubblicato quel capolavoro epistolare. (P.s. sai come mi sembra? In piccolo, eh! Percaritadiddio, come quando dicevano a Conte che era personale col bomba. Ma come personale da parte di Conte, era dal bomba che era personale e non viceversa. Quindi non ci sto a essere messa sul loro stesso piano: noi abbiamo sempre e solo risposto!).
        4. Il sociopatico chiede al lurido perché utilizzi il nick doich e il renziano non puoi crederlo: fa un’intemerata contro il blog, ma aggressivo, anche offensivo. E per fartela breve diceva di essere stato moderato SOLO perché ci aveva chiamate scemine (Pettegolone, cafone, penose, maleducate se l’era scordato, pora stella), ma che noi eravamo latrine. E che se nel suo caso era stato moderato lui lo avrebbe censurato il sito (credo volesse dire voi mi moderate, io me ne vado. Ma minaccioso). Contemporaneamente rispondeva a me sotto Ennio dandomi della pesciarola, e poi altre amenità. Poiché ogni promessa è un debito secondo te che faccio? RIcopio pari pari il messaggio per me e lo rivolgo alla mammina.
        5. Ed è qui che viene cancellato tutto di lui e quindi anche di me ma non il messaggio in cui rispondevo a Ennio (E ancora ripeto al SOCIOPATICO che i miei messaggi non sono stati MAI cancellati, ma le mie risposte a voi con le vostre parole lo sono state assieme alla matrice da voi amabilmente scritta). IL renziano quando si accorge di tutto, non pago che fa? Mi manda ancora un QUORE. Ah ah ah. Atteggiamento passivo aggressivo lo aveva definito Pirgo. Finché non è stato MODERATO anche il nick doich. Ah ah ah! Moderato
        6. Il sociopatico inizia (secondo lui) in modo molto furbesco a provocarmi, dandomi della scemina con le lettere e numeretti, sperando nella rissa. Ma io rispondo solo rigirando tutto alla mammina (che a proposito, no no lo frequenta, ma ti pare? Questo odia le donne, e lo sai chi è la prima che odia, no?). Puoi leggere la sequenza, mi scrive puoi fare di meglio, sono preoccupato: ah ah ah! Ma ti rendi conto? Il bidello vorrebbe avere la meglio sulla mia psiche. E magari vendicare il compagno di epistole piagnone. Ah ah ah! (p.s. ti spiego anche quello che ti ho scritto in un altro messaggio: bidello io lo uso in senso offensivo, ma non perché lo sia in assoluto o perché lo sia per me, ma perché lo è per lui. 7. Quindi riassumendo, ti ricordi? QUando ti ho detto che quello che mi aveva disturbato più di tutti era lui, tra tutti i commentatori di sempre, nemmeno il sociopatico nè quello del CIM, vabbe il caglione non lo considero nemmeno nell’elenco dell’umido: cioè questo rivendicava il diritto di offendermi e di dirmi pure come io dovevo offendere lui. Non voglio fargli dei complimenti, ma il sociopatico falsa la realtà, si inventa cronologie improbabili, dice bugie e magari ci crede dopo un po’ o spera che ci siamo dimenticati come sono andate le cose, ma il fatto che inventi dimostra che sa benissimo che noi abbiamo solo reagito. No quello là proprio non voleva la risposta. E la nostra risposta lo manda ai matti e rende noi pesciarole (oltre che donne senza femminilità: ah ah ah!) capito??? Lui rimane invece giglio di campo, dove giglio non è casuale. Secondo me lui avrà rotto le scatole alla redazione pretendendo che tutti si adeguassero alla sua filosofia di vita, per niente da bulletto de rione, per cui non ne avranno potuto più. E lo hanno bannato. ALtro che algoritmo o logaritmo come vorrebbe far credere il sociopatico. CHe ancora vorrebbe mettere sullo stesso piano i miei messaggi e quelli dell’amichetto suo. Che sono stati entrambi cancellati dall’algoritmo Sì Sì.
        8. Sì ieri ho cenato fuori, mi ero persa quella vile servetta, ma purtroppo ho dovuta vederla oggi. Su Orlando: no, non sono d’accordo perché al contrario a me è sempre piaciuto, anche se a volte lo odio e lo vorrei prendere a schiaffi. Ma per una frase che ha sbagliato, se l’ha detta così, e voglio capire il contesto, non sono disposta a rinunciare all’unico insieme a Provenzano che apprezzo nel pd. Comunque la riforma di Orlando non era male ed era 100 volte meglio della Cartabia. E infine sai quanto mi sta a Quore la giustizia, ma la riforma Bonafede non c’è mai stata: è caduto il governo per non fargliela fare. Il blocco della prescrizione era il primo atto in attesa della riforma. Ma è morta come atto unico. CHe certo preferivo a questo schifo. Comunque conchita la odio: si è capito?
        9. Ieri sul fatto c’era questo: illuminante, secondo me.
        Mentre la Sardegna andava a fuoco, il governatore Christian Solinas cosa faceva? Gestiva le opera- zioni? Partecipava a tavoli di crisi? Impartiva ordini e riceveva rapporti? Nulla di tutto ciò: sabato 24 lu- glio – quando già le fiamme stavano distruggendo l’Ori- stanese – il governatore era impegnatissimo a celebrare un matrimonio. Il Fatto è infatti in grado di mostrare un’immagine del presidente con tanto di fascia tricolore intento a congiungere due giovani, Enrico e Veronica, all’interno dei giardini pubblici di Cagliari. Sposalizio che poi è continuato al ristorante Osmosis di Cagliari, dove si è tenuto il banchetto nuziale. Ma perché Solinas, nono- stante le drammatiche notizie che arrivavano dal fronte delle fiamme, ha voluto comunque partecipare alla ceri- monia invece di presiedere alle operazioni di spegnimen- to (si paleserà all’unità di crisi della Protezione civile solo domenica mattina)? A sposarsi non era una coppia qua- lunque, bensì la figlia del consigliere regionale Nanni Lancioni, l’uomo da mesi più vicino a Solinas. Lancioni, 55 anni, un passato nel Pd, nel 2014 entra in consiglio re- gionale col Partito Sardo d’Azione. È un imprenditore con interessi nella stampa, turismo ed edilizia (suo il quarto reddito più alto dell’attuale Consiglio) e, soprattutto, è uo- mo con ottime entrature nei livelli più alti della Guardia di Finanza. Fonti interne alla giunta lo descrivono come il “Mister Wolf ” di Solinas, un facilitatore che conta – se- condo alcuni esponenti centristi della coalizione di cen- trodestra – 13 nomine tra enti e agenzie regionali. Non a caso, è proprio Lancioni che domenica 25 ha accompa- gnato Solinas nella sala crisi della Protezione civile.
        Matrimonio a parte, anche ieri 7 Canadair e 4 elicotteri dell’antincendio hanno dovuto operare per spegnere i fo- colai ripartiti nell’Oristanese. Intanto sul fronte delle in- dagini, la Procura di Oristano ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di incendio boschivo colposo aggravato dal pericolo per gli edifici e dal danno grave. Il procura- tore, Ezio Domenico Basso, già martedì aveva disposto accertamenti e organizzato un vertice tra gli inquirenti. “L’indagine al momento è contro ignoti – ha detto Basso – l’incendio dell’auto potrebbe essere considerato il peccato originale, ma ci può essere stata una serie di condotte, at- tribuibili potenzialmente a qualcuno, che hanno aggra- vato la situazione”.
        ANDREA SPARACIARI

        10. Spero sia tutto chiaro, ci tenevo proprio che la sequenza degli eventi fosse cristallina. Ora vado in spiaggia e provo a dimenticare la secca.

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      • Capito tutto, peccato non aver assistito in diretta… Mi hai fatto anche ridere più di una volta. Poi, “giglio di campo, dove giglio non è casuale” è deliziosa.
        Orlando che con Patuanelli è l’unico che si salva nel Pd è desolante, non per quello che dici tu, ma per quello che e diventato il pd🤦🏻‍♀️.
        Per gli incendi, pare che abbiano individuato gli elementi di 2 degli incendi.
        Quello dell’auto in fiamme è solo l’inizio ed è colposo, non doloso come gli altri.
        Dal seguente Garcia che cosa ti aspetti?
        Se resuscitasse Emilio Lussu li “ammurterebbe” (da murta: mirto) e li ammazzetterebbe tipo grive.(uccelli che si vendono già cotti, legati a gruppi per le zampe e aromatizzati da foglie di mirto, non so se li conosci: is pilloneddus de taccula… )
        E ti ho detto tutto. Partito sardo d’azione con la Lega. Gesugristummiu.

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      • Paole’ Sto per ROMPERMI FORTEMENTE I COGLIONI, con questo psicotico che NON FA altro che insultarmi e Infosannio lo banna solo se comincio a rispondergli, bannando anche e soprattutto Me.
        Ho messo una scemenza di commento per Merlo e me l’hanno bannato, mentre LUI CHE MI INSULTA LO LASCIANO INDISTURBATO.
        Io tra l’altro non lo cago mai, è sempre lui che rompe A SPROPOSITO.
        Ho votato la riforma Cartabia, ti informo. 🤦🏻‍♀️

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      • …Ma quando una, in ferie, cioè capiamoci, in ferie, sta incollata ad un video per scrivere una lenzuolata di circa 100 righe di pura idiozia, mescolanza di vero e di falso a seconda della convenienza (almeno finché sono riuscito a leggerla senza addormentarmi, poi ho iniziato a contare righe…), per aggiornare un’altra sc3mina sua pari, su dettagli di un fatto il cui interesse è pari allo zero termico per il resto dell’Universo, che cosa si potrà mai pensare di questa svitata?

        PS: “(E ancora ripeto al SOCIOPATICO che i miei messaggi non sono stati MAI cancellati, ma le mie risposte a voi con le vostre parole lo sono state assieme alla matrice da voi amabilmente scritta).”: ma io non mi riferivo affatto a quell’articolo che peraltro mai ho pensato fosse stato cancellato dal LOGaritmo, ma ad altri commenti tuoi di altri articoli che sono spariti da sotto la mia matrice perché personalmente Pengue-Zeus è intervenuto tornando dalle ferie allertato dalla redazione… ahah… Poveraccia svitata…

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      • Innanzitutto le ferie e lo sbiddiamento(biddio=ombelico) sotto l’ombrellone sono il momento migliore per rilassarsi PERQLANDO elementi come voi.
        Tu, invece, MENTRE DOVRESTI LAVORARE, stalkerizzi invadendo e andando a scovare vecchi articoli, non ca&ato da nessuna notifica…
        Del resto dell’universo, COMPRESO SOPRATTUTTO TE, ce ne frega meno di ‘sto c.
        SEMPRE TU, piuttosto, se NON t’ interessa, che cosa vuoi?
        Fatti i caxxi tuoi e smamma… ma scommetto che, a TE, interessa, eh?
        Quanto sei facile da perqlare.
        Troppo. Mi annoio, alla fine. 😒🥱

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    • No, ma dimmi se lo chiami bidello perché hai scoperto davvero che cosa fa… ti prego, dimmi che fa davvero il bidello, perché è perfetto.
      Pensa, circondato dalla cultura, a sfregio, e lui che, mentre dovrebbe lavorare, scrive a noi per fare lo sborone con Guenon…
      Se l’hai inventato, sei un genio🔝
      Quale migliore contrappasso per uno che a scuola “si annoiava”, perché non c’era più la Montessori delle elementari che gli aveva messo tutta la classe contro e gli “amichetti” delle medie gli infilavano la testa nel cesso, a ricreazione…?
      No, Paole’… sei un genio dantesco…

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      • Certo, me lo disse lui, ma di tutte le cose che gli dico bidello è quella meno insultante per me. Ma lo è per lui che è uno sfigato, quindi bene così. Ora scappo ma domani ti faccio quel resoconto dettagliato. Ah come sarai sodfisfatta!

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      • No vabbé, certo, ci mancherebbe che fosse insultante qualsiasi lavoro onesto e dignitoso.
        È che ci spiega TANTE cose dell’elemento, come il SUO complesso d’inferiorità che lo porta a fare continuamente lo sborone e a dare delle sborone a noi… a me, per la precisione, dandomi della Murgettina, con grande mia soddisfazione e onore.
        Quindi il fatto è contrappasso al contrario, cioè è la causa del suo comportamento e non la sua nemesi…ecco perché mi tornava il conto.
        Tutto quadra. 😆

        No vabbé, spero che ti stia perdendo la puntata di oggi di “In onda” perché ti rovineresti la giornata di vacanza… Le lingue ti arriveranno di sicuro a domicilio, anche lì… 👅👅👅 Questa Conchita fa schifo 🤮
        Orlando ha detto:”È stata finalmente superata l’irragionevole riforma Bonafede”
        Bene. Non che l’abbia mai apprezzato più di tanto, ma ora LO RIPUDIO DEFINITIVAMENTE.

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  12. Pierfranco Pellizzetti

    Saggista
    POLITICA
    – 28 LUGLIO 2021

    Populista sarà lei!, ovvero contro l’uso truffaldino delle parole

    Marco Travaglio dichiara di non avere mai fatto uso del termine “populista”; e altrettanto di “giustizialista”. In entrambi i casi una scelta più che giusta, in quanto – cortine fumogene a parte – i due “lemmi fatali” hanno subito una torsione linguistica truffaldina che ne ha stravolto i significati. Dai primi anni Novanta il “giustizialista”, da seguace del cacicco argentino Peron (il movimento dei descamisados), si è trasformato nell’esecrazione di un uso persecutorio della giustizia a danni di innocenti (?). Con punto interrogativo in quanto il principale fruitore dell’operazione fu – è e sarà sempre – Silvio Berlusconi.

    Da alcuni anni (vogliamo azzardare dal 2011? L’anno in cui l’indignazione popolare contro le malefatte di banchieri e finanzieri esplose un po’ in tutte le città dell’Occidente) “populista” è diventato sinonimo di demagogo sfasciacarrozze. Almeno nella nostra Italietta, visto che altrove non è così. Tanto che un presidente moderato e prudente come Barack Obama si è sempre definito tale, prima e dopo la sua permanenza alla Casa Bianca.

    Nel decennio precedente un intellettuale del calibro di Christopher Lasch dichiarava che “il populismo è la voce autentica della democrazia” (La ribellione dell’élite, Feltrinelli 1995, pag. 91); soprattutto innanzi al “lato oscuro del cosmopolitismo”, rappresentato da un’economia globale senza frontiere; in cui il denaro ha perso i suoi legami con la nazionalità e le classi privilegiate si sono rese indipendenti in misura allarmante.

    Nell’ex Bel Paese, dove la saldatura tra una classe politica indifferenziata e ceti affaristici vari ha prodotto il mostro denominato “Casta”, mettere fuori gioco ogni accenno di critica al fenomeno diventava impellente ragione di sopravvivenza. Come, nel trentennio precedente, bloccare per tempo il pericoloso avvicinarsi della magistratura al “lato oscuro” dell’impero berlusconiano: da qui i marchingegni lessicali di cui si diceva, destinati a delegittimare la critica e demonizzare i critici, trasformati in oggetto di esecrazione attraverso la denominazione; un po’ come il termine “giudeo” in bocca a un nazista.

    Un’operazione di ridisegno della realtà ad uso del datore di lavoro che impegna le mezzecalzette dell’informazione nazionale, sia cartacea che talk, i mazzieri della destra da regime, non meno dei pensatori benpensanti; quelli che alzano il ditino e storcono la boccuccia davanti agli scriteriati spacca-capello-in-quattro che negano di vivere nel migliore dei mondi possibili. Le Nadie Urbinati o i Pieri Ignazi, oggi alla corte di Carlo De Benedetti, ingaggiati per scrivere su un quotidiano di dubbia necessità come ritengo sia Domani; il cui futuro appare abbastanza problematico nonostante il nome della testata. Quelle Nadie e quei Pieri che hanno dato una robusta mano per giustificare come inevitabile l’incoronazione di Mario Draghi.

    L’algido banchiere da quartieri alti, come ne dà conferma il birignao e la tenuta standard del bancario, col vestitino scuro da sposo di paese. L’allievo dei gesuiti nell’istituto romano per abbienti, avendo come compagni di classe – se non sono male informato – il futuro Henry Ford del Terzo Millennio Luca Cordero di Montezemolo e il super-poliziotto Gianni De Gennaro, la salamandra passata attraverso mille incendi a partire dal G8 genovese e poi parcheggiata nelle più meglio poltrone di sottogoverno. Il leader chiamato per cacciare dal tempio gli ospiti abusivi, che pretendevano di promuovere una rifondazione nazionale in senso popolare. Ossia la democrazia, intesa come il reggimento in cui il numero dei senza potere riequilibra il potere dei pochi gestori degli strumenti di controllo delle masse. A partire dalla definizione del senso e del significato con cui descriviamo lo spazio in cui viviamo.

    Oggi propugnatori – attraverso la denuncia del populismo quale sinonimo di demagogia – di una descrizione del campo politico in cui si fronteggiano due schieramenti contrapposti: da una parte gli irresponsabili, quelli che calpestano i venerandi principi della liberal-democrazia, i cultori del tanto peggio tanto meglio. Appunto, i Populisti: quelli brutti, sporchi e cattivi. Dall’altro lato i saggi, gli affidabili, quelli con la testa sul collo. Appunto, i Migliori.

    Guarda caso, è proprio nel secondo fronte – occupato dai belli e buoni – che si mimetizza il nucleo di quanti stanno guidando la ristrutturazione in senso reazionario e oscurantista della società. Gli estrattori pervicaci di capitale sociale attraverso impoverimenti e prevaricazioni, che hanno prodotto le devastazioni civili, economiche e mediatiche contro cui si indirizza la critica populista.

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    • Tracia, sto ridendissimo.🤣
      “ingaggiati per scrivere su un quotidiano di dubbia necessità come ritengo sia Domani”
      “L’algido banchiere da quartieri alti, come ne dà conferma il birignao e la tenuta standard del bancario, col vestitino scuro da sposo di paese.”
      Il BIRIGNAOOOOO🤣😆🤣🤣🤣 è veeeerooo!!!!
      La Salamandra De Gennaro… fulminante!

      Fantastico ‘sto Pellizzetti!
      Grazie, cara, come sempre😘

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  13. Sono un grande ammiratore del Travaglio ma l’editoriale conferma che i giornalisti italiani farebbero meglio a tenersi alla larga dai numeri.

    Facendo quattro conti: diciamo che una mascherina ha una superficie di 20cm per 10cm? Quanto e’ spessa? Diciamo 2mm max? Il volume e’ allora 0.2*0.1*0.002 = 0.00004 m-cubi.

    Se l’Arcuri avesse comprato 427 miliardi di mascherine (prendiamo per buono questo numero), il volume totale sarebbe stato 0.00004*(427*10^9)=1.7*10^7 m-cubi, che e’ all’incirca il volume di un cubo di 260m di lato.

    Un cubo con lato di 260m e’ un bel bussolotto, ma e’ un filino piu’ piccolo della capienza del magazzino stimata dal Travaglio: (4mila km) * (7.2*10^6 kmq) = 2.9*10^10 km-cubi, che sarebbe un cubo con lato di circa 3100 km.

    Il problema e’ che tutti ‘sti giornalisti sono finiti al Classico per non fare matematica …

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    • Sì Marco, in effetti è un grande problema questo della misura del lato dei cuBi.
      Fossi in te farei una bella denuncia all’ordine dei giornalisti.
      Mi pare ora che gli tolgano l’idoneità professionale.

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