Il pasticcio del green pass tutti i buchi del decreto

IL DOSSIER. LE NORME. DUBBI DI COSTITUZIONALITÀ, DISPARITÀ DI TRATTAMENTO, I NODI LAVORO, CONTROLLI E MINORI


(pressreader.com) – di Patrizia De Rubertis, Lorenzo Giarelli e Alessandro Mantovani – Il Fatto Quotidiano – Privacy, diritti costituzionali, sicurezza per i più giovani, errori di comunicazione: il decreto con cui il governo ha imposto l’obbligo di Green Pass per accedere a certe attività porta con sé diverse ambiguità, evidenziate da giuristi non certo tacciabili di fanatismo no-vax. Tutti vedono che i vaccini hanno ridotto notevolmente i contagi e gli effetti più gravi del Covid-19, ma è un po’ troppo sostenere che “il Green pass è garanzia di ritrovarsi tra non contagiosi”, come dice Mario Draghi. Tant’è vero che si discute ancora di quanto ridurre la quarantena per i vaccinati che sono entrati in contatto con un positivo.
La carta Diritti negati
L’ultimo a esprimere perplessità sulla legittimità costituzionale della legge che assicura maggiori diritti ai vaccinati (per 9 mesi), ai tamponati negativi (da 48 ore) o a chi ha già avuto il Covid (entro 12 mesi dalla guarigione) è il costituzionalista Michele Ainis su Repubblica: “La legittimità di ogni misura restrittiva dipende dal tipo di diritto messo in gioco. L’obbligo del Green pass è giustificabile se interviene su alcuni diritti ‘secondari’, quelli cioè che appartengono al tempo libero, come la possibilità di andare in piscina o al ristorante. Avrei qualche dubbio se invece si aggrediscono i diritti fondamentali, come la scuola, la mobilità, il lavoro”. Per il momento il decreto non interviene su scuole e trasporti pubblici, ma il governo ne sta discutendo.
Lavoro L’ultima frontiera
C’è il pericolo di creare cittadini di Serie A e cittadini di Serie B, tra i quali anche quelli non ancora vaccinati per i ritardi delle loro Regioni. Il decreto prevede obbligo di Green pass per “l’accesso” ad alcuni “servizi e attività”. Nel comunicato del governo però l’imposizione è estesa anche a “chi svolge” le attività in questione. Dunque anche camerieri, cuochi, istruttori, dipendenti di sale giochi. La pressione di Confindustria è fortissima, gran parte del governo vuole estendere – in prospettiva anche a insegnanti e autisti di bus – le regole che valgono per gli operatori sanitari: chi non si vaccina è sospeso, anche dallo stipendio. Del resto, si dice, perché il cliente/utente dev’essere vaccinato o tamponato e chi si occupa di lui no? Rimane, comunque, il disorientamento per la comunicazione dell’esecutivo.
Tamponi Costi alti
Il decreto stanzia 45 milioni con cui il Commissario straordinario, generale Figliuolo, finanzierà tamponi antigenici rapidi a prezzi “contenuti” per chi non è vaccinato, per scelta o perché in attesa. Ci vorranno una decina di giorni, si tratta con le farmacie. Ma a quali prezzi? Alcune Regioni vincolano già i privati: nel Lazio l’antigenico non può costare più di 22 euro. Altre no: in Lombardia si spendono 40 o 50 euro. Altroconsumo chiede tamponi gratuiti, specie per chi dimostra di essere in attesa del vaccino, ma il decreto dice solo “prezzi contenuti”. E occorre aggiungere che alcuni test, che già presentano oltre il 10% di falsi negativi, non individuerebbero la variante Delta.
Controlli Sanzioni morbide
Il Dpcm del 17 giugno scorso ha già definito chi potrà/dovrà controllare il possesso del Green pass. Pubblici ufficiali, ovviamente, ma anche gli esercenti di ristoranti, cinema, piscine, ecc… Prevede multe da 400 a 1.000 euro per il cliente e il gestore. Sanzione blanda, in quest’ultimo caso, se paragonata all’incasso di una giornata o di una serata. C’è la chiusura da uno a 10 giorni, ma solo se la violazione verrà reiterata per ben tre volte in tre giorni diverse. Ma le forze di polizia quanti controlli dovranno fare?
Esenzioni Atteso Dpcm
Arriverà presto la circolare del ministero della Salute che definirà i casi di esenzione dalla campagna vaccinale, legati a patologie allergiche e poche altre. Poi un Dpcm definirà le modalità per l’accesso a un pass che, al momento del controllo, non dovrà consentire l’accesso a dati sensibili, come sono appunto i dati sanitari. Al momento la piattaforma del Green pass non lo permette, bisognerà modificarla. “Nelle more” il decreto legge prevede anche l’uso delle “certificazioni in formato cartaceo”, che potrebbero contenere dati sanitari sensibili.
Il caso Parchi tematici
Nelle piscine all’aperto niente pass, nei parchi tematici sì anche se i protocolli di sicurezza sono gli stessi. Gardaland, Leolandia & C. rischiano un’altra brusca interruzione delle attività nel mese più importante della stagione, tanto più che i parchi divertimento si rivolgono soprattutto ai ragazzi che sono i meno vaccinati.
Farmacie Alta tensione
“Ci siamo ridotti a copisteria”, denuncia Federfarma Roma. È uno degli intoppi più evidenti del Green pass. Lo chiedono in farmacia soprattutto gli over 65. Lo Spid, l’identità digitale necessaria per scaricarlo, è stata richiesta solo da 22 milioni di italiani su 60. Le app Io o Immuni si fermano a circa 10 milioni. La corsa negli ultimi giorni è diventata ingestibile per i farmacisti che sono arrivati a stampare anche 200 documenti al giorno, “sottraendo tempo a persone che stanno male”, dice Federfarma. Con spiacevoli situazioni: per ottenere il Qr code si paga un euro. Ma non era gratuito?
Discoteche L’abusivismo
Le discoteche vere non riaprono ma non mancano feste e balli in bar, stabilimenti balneari o ristoranti. “Si balla nelle piazze e in tutti gli altri posti non autorizzati”, denuncia l’associazione dei locali da ballo. Basta dare un’occhiata ai social per vedere migliaia di ragazzi che affollano ogni tipo di locale. Poi ci sono anche discoteche che aprono, violando la legge. Secondo Selvaggia Lucarelli “li multano la domenica, cinque giorni di chiusura, così il venerdì o sabato riaprono”.
Under 18 L’europa frena
Al momento in Italia il Green pass vale dai 12 anni in su. E c’è l’ipotesi di renderlo obbligatorio per il rientro a scuola. Ma molti esperti hanno perplessità e alcuni Paesi infatti non vaccinano in massa gli under 18: la Germania solo se hanno malattie pregresse, su consiglio medico e “previa accettazione del rischio”; la Gran Bretagna solo se “estremamente vulnerabili” o se vivono con familiari immunodepressi. La Spagna comincerà a settembre. La Svizzera li vaccina anche senza consenso dei genitori, richiesto invece dalla Francia, che però ha rimandato la vaccinazione dei minori di 18 anni e non li obbliga al pass.

3 replies

  1. In nessun Paese al mondo i vaccini Covid sono obbligatori. Neppure in Cina.
    L’ Europa tra l’ altro ha parlato chiaro.
    Ma i pareri “dell’ Europa” si millantano sonlo se e quando servono: “ce lo chiede l’ Europa”.
    E dato che noi siamo Migliori…

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