I veri anti-italiani (fine)

Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano del 21/07/2021 dal titolo “I veri anti-italiani/4” – Mentre attendiamo le scuse dei finti patrioti che una settimana fa ci insultavano per i nostri titoli sulle “Notti magiche inseguendo il Covid” e sulla “Trattativa Stato-Bonucci”, mentre l’assessore laziale alla Sanità attribuisce all’“effetto Gravina” il boom di nuovi contagiati e ricoveri in ospedale per i folli festeggiamenti legittimati da SuperMario (“Con quella Coppa possono fare ciò che vogliono”), concludiamo il racconto del Consiglio Europeo di un anno fa, quando Conte portava a casa 209 miliardi e i veri anti-italiani rosicavano di brutto. Vedi mai che qualcuno capisca la differenza tra tifare contro il proprio Paese e mantenere la lucidità (e la salute) dinanzi a undici tizi in mutande (più riserve).Il 22 luglio 2020, al suo ritorno dalla battaglia vinta a Bruxelles, Conte viene elogiato persino da B. (“Accordo buono”), Meloni (“Abbiamo tifato Italia, poteva andare meglio, ma Conte è uscito in piedi”) e financo Renzi (“Conte in Europa ha lavorato bene”). Solo Salvini non ce la fa proprio (“È una superfregatura grossa come una casa, una resa senza condizioni alle scelte della Commissione”). Mattarella riceve il premier al Quirinale e si congratula, così come la stampa e le cancellerie estere. Ma i giornali italiani sono un mondo a parte: confondono gli sporchi interessi dei loro padroni con la realtà e non permettono ai fatti di disturbare i loro pregiudizi. Trovare il nome del premier su una prima pagina è un’impresa disperata, per esperti di nanoparticelle armati di microscopio elettronico. […]

[…] Il 26 luglio, mentre Cassese sul Corriere paragona Conte a Orbán, El País lo elogia come l’ex “sconosciuto e sottovalutato”, il “figlio dell’emergenza” divenuto “protagonista dell’Europa”. Ma quelli, non essendo italiani, sono giornali veri.(4 – fine)

50 replies

  1. Vedi mai che qualcuno capisca la differenza tra tifare contro il proprio Paese e mantenere la lucidità.

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    • La chiamiamo democrazia vedere che alla fine governa sempre uno che non ha preso un voto da un elettore ma che è stato calato dall’alto? La chiamiamo democrazia il votare un partito per le idee ed i valori, e poi vedere che si rimangia tutto per sedersi con lo schifo che voleva combattere? La chiamiamo democrazia il votare per non voler più niente a che fare con i mafiosi delinquenti che hanno da sempre saccheggiato l’Italia, per poi starci insieme al governo? La chiamiamo democrazia votare chi poi si gingilla su supercazzole che non frega nulla alla gente ed alla fine non decide mai nulla? La chiamiamo democrazia uno che esce da un partito dopo aver preso i voti, se ne fonda uno, fa soldi con le cause e con gli ingaggi televisivi, poi in piena pandemia e con un popolo da vaccinare fa cadere il migliore governo degli ultimi 30anni che ci fa ottenere il recovery da 209 miliardi? La chiamiamo democrazia dove la stampa è a edicole unificate e spara a pallettoni sempre contro gli stessi? Ormai viviamo in una realtà parallela, dove non ci chiedono nemmeno più se vogliamo la pillola blu o quella rossa… tanto l’effetto è uguale.

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  2. Nessuno mette in dubbio le sue capacita, che si faccia il suo partito e che cerchi un alleanza con il mv, ma da li ha voler divenire il dominus incontrastato senza neppur essere iscritto non lo accetto, i valori del mv5 * non contemplano un presidente.
    Buonanotte, Спокойной ночи, bonne nuit, boa noite, buena noches, good night, مساء الخير

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  3. “… quando Conte portava a casa 209 miliardi e i veri anti-italiani rosicavano di brutto”. E adesso a rosicare di brutto sei tu.
    In democrazia funziona così, almeno in Italia: una volta rosica di brutto qualcuno e un’altra volta qualcun altro. Adesso tocca a te e si vede lontano un miglio. Anzi, di brutto.

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    • Come cazzo fai ad essere così COGLIONAZZO? Osi paragonare un vero e proprio golpe, (se pur bianco) ordito dallo squallido ometto, che siede sul colle più alto di Roma, coadiuvato da un detenutio ex=macellaio e con il PORCO DI RIGNANO DELL’ARNO. alla normale alternanza democratica? Il tuo è il delirio di una persona disturbata, aggravata da una assenza totale di dignità. Null’altro d’a aggiungere, se non , che le persone come te sono il CANCRO che sta portando inesorabilmente alla distruzione culturale e morale questo disgraziato paese.

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      • @ettore
        Uahahahahahahahah.
        La distruzione culturale e morale di questo disgraziato paese? Quando leggo risposte come le tue, contenuto e soprattutto linguaggio (orrore), sono strasicuro di sapere da che parte sta la distruzione culturale del paese.

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    • Renditi conto di come sei conciato.
      Sguatteri che imbrattano cartaccia, e spesso e volentieri anche l’etere, li riduci a macchiette dispettose, oggi a te domani a me, e via così.
      Riesci a spremere la mucillagine che hai nella scatola cranica e produrre almeno mezzo pensiero su cosa sia il sistema massmediatico di un paese normale e quale funzione abbia?
      E ho paura che siate a milionate in queste tue condizioni, purtroppo.

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    • Stavolta io sono d’accordo con Federico c.
      In democrazia è così, una volta vinci e godi e una volta perdi e rosichi.
      E poi c’è l’antirenziano, quello gode sempre, sempre dal 4/12/2016 intendo. E infine c’è il renziano, e quello che fa Federico c? Ce lo vuoi dire?

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      • Paola, perdonami ma non sono assolutamente d’accordo: non si tratta di “democrazia” bensì di giochini a tavolino suvvia !!! Giochini a tavolino orditi per mettere le mani sulla gestione della montagna di miliardi di euro in arrivo, grazie all’opera meritoria di Giuseppe Conte, dal Recovery Fund e relativi Eurobond.

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      • Infatti ero ironica, come si evince dal riferimento al bomba. Sei nuova, quindi mi sembra giusto dirti che pur non essendo una 5s io Peppino lo amo, ma principalmente e sopra ogni cosa odio Renzie, ma sul serio non per dire.

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    • Di quei soldi, 209 miliardi, a me ed ai miei figli e nipoti resteranno solo i conti da pagare, acciaio raddoppiato, benzina aumentata, elettricita aumentata, gas aumentato e a breve aumenteranno anche i beni di prima necessità, buon 209 miliardi, la grecia non ha insegnato niente, ma mi raccomando, continuate a credere che giuseppi vo salverà.

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    • Federico, confondi la “democrazia” con il giocare con le istituzioni a proprio uso e consumo. Quella di cui tu parli, semmai, è la DEGENERAZIONE della cosiddetta democrazia. Gli italiani onesti intellettualmente e moralmente dovrebbero comprendere chi ha servito lo Stato anziché servirsi dello Stato cercando di sfasciare governi giocando con le istituzioni, non solo in questa legislatura. Purtroppo, invece, ci sono ancora moltissimi connazionali corrotti nonché altrettanti individui deboli psicologicamente e culturalmente che si lasciano irretire dalla pseudo “informazione” che consente a Fonzie da Rignano, al bacia Madonne di Pontida ed a Giorgy Giovanna d’Arco de ‘noantri di affermare falsità e di speculare sul loro stesso paese, facendo presa su milioni di ignoranti funzionali nonché su coloro che ignoranti del tutto non sono ma non sanno orientarsi a sufficienza in questa società sempre complessa ma anche ambigua (si veda, ad esempio, la rappresentazione fasulla che questi tre squallidi sciacalli hanno ripetutamente offerto sulla questione MES all’opinione pubblica per cercare di indebolire Giuseppe Conte Premier).

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    • Secondo me chi rosica di brutto sei proprio tu. Non riesci ad accettare che esistano Giornalisti veri ma solo cortigiani.
      Ti consiglio un lungo soggiorno all’estero per poter valutare la realtà.

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  4. In democrazia funziona così: una volta rosica di brutto qualcuno e un’altra volta qualcun altro

    Stocazzo. Così funziona allo stadio. Se hai questo concetto della democrazia, ti informo che non sai neanche dove sta di casa. Inoltre, la sostituzione di Conte con Draghi ha ben poco a che fare con la democrazia.

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    • @Jonny dio
      Vieni a parlare a me di stadio?
      Hai la testa cosi inceppata che non riesci nemmeno a capire il sarcasmo, e rispondi scrivendo il nulla.

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    • Non ha a che fare con la democrazia? E perché? Perché non ti è va data bene? E tu chi sei per decidere, di grazia?

      In Italia il Presidente del Consiglio lo vota il Parlamento, e dura fino a che ha la maggioranza. Prima il Parlamento aveva votato Giuseppi il sovranista che ci faceva fare le figure di merda all’ONU, e dopo ha votato Mario Draghi. E se i grillini, che in Parlamento ci stanno, non lo volevano, non lo votavano.

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      • F

        “Giuseppi il sovranista che ci faceva fare le figure di merda all’ONU”

        in quale occasione? in che modo? cosa ha detto? chi si è offeso?
        chi si è imbarazzato?
        spiega meglio
        altrimenti la tua è una fanfaronata degna dei trolls vari che infestano il blog

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      • @ F:
        Non ho detto “nulla” a che fare, ho detto “ben poco”; chiamala democrazia “borderline”, se preferisci.
        So benissimo come funziona il nostro ordinamento e che formalmente tutto si è svolto correttamente (non potrebbe essere diversamente), cionondimeno l’operazione è stata palesemente fatta in barba alla volontà popolare (quella stessa di cui tutti si sono riempiti la bocca per dei decenni, e in nome della quale sono state giustificate le peggiori porcherie) e con pretesti rivelatisi tra l’infondato e il demenziale (su tutti e a puro titolo di esempio, la vergognosa manfrina imbastita sul Mes: un anno passato ad invocarlo, ed ora completamente evaporato dall’agenda di tutte le forze politiche, peraltro senza alcun bisogno nè richiesta di spiegazioni, a fronte di un voltafaccia di 180° sull’argomento).
        Se i grillini (dei quali mi frega il giusto) non l’avessero voluto, non l’avrebbero votato, ma ciò non toglie che Draghi sarebbe ugualmente diventato capo del Governo, con o senza di loro.
        Forse hai girato poco il mondo, ma ti posso assicurare che quando dici “Italia” e “figure di merda” a livello internazionale, il primo nome che salta sempre fuori non è certo quello di Giuseppi: se non sai questo, sei troppo giovane o troppo in malafede.

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  5. I veri anti-italiani/4

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Mentre attendiamo le scuse dei finti patrioti che una settimana fa ci insultavano per i nostri titoli sulle “Notti magiche inseguendo il Covid” e sulla “Trattativa Stato-Bonucci”, mentre l’assessore laziale alla Sanità attribuisce all’“effetto Gravina” il boom di nuovi contagiati e ricoveri in ospedale per i folli festeggiamenti legittimati da SuperMario (“Con quella Coppa possono fare ciò che vogliono”), concludiamo il racconto del Consiglio Europeo di un anno fa, quando Conte portava a casa 209 miliardi e i veri anti-italiani rosicavano di brutto. Vedi mai che qualcuno capisca la differenza tra tifare contro il proprio Paese e mantenere la lucidità (e la salute) dinanzi a undici tizi in mutande (più riserve).
    Il 22 luglio 2020, al suo ritorno dalla battaglia vinta a Bruxelles, Conte viene elogiato persino da B. (“Accordo buono”), Meloni (“Abbiamo tifato Italia, poteva andare meglio, ma Conte è uscito in piedi”) e financo Renzi (“Conte in Europa ha lavorato bene”). Solo Salvini non ce la fa proprio (“È una superfregatura grossa come una casa, una resa senza condizioni alle scelte della Commissione”). Mattarella riceve il premier al Quirinale e si congratula, così come la stampa e le cancellerie estere. Ma i giornali italiani sono un mondo a parte: confondono gli sporchi interessi dei loro padroni con la realtà e non permettono ai fatti di disturbare i loro pregiudizi. Trovare il nome del premier su una prima pagina è un’impresa disperata, per esperti di nanoparticelle armati di microscopio elettronico.
    Sambuca Molinari, su Repubblica, in evidente imbarazzo dopo le centurie alla Nostradamus dei giorni precedenti (“Sul ring europeo con le mani legate”, “Ue, l’Italia all’angolo”), scrive come se Conte a Bruxelles non fosse neppure presente: “Dopo 5 giorni di maratona negoziale (che poi sono 4, ndr) la battaglia di Bruxelles… si è conclusa con un successo del fronte franco-tedesco… La maratona mozzafiato… ha visto Francia e Germania determinate… contro i Paesi ‘frugali’… e sovranisti”. L’Italia non c’era. Sempre su Rep, Stefano Folli è nero di lutto e verde di bile: quella pippa di Conte “ha ottenuto solo in parte quello che ha chiesto (36,5 miliardi in più del previsto, ndr), ma vanterà in ogni caso una vittoria”. Roba da matti. Ma c’è ancora speranza che cada: “C’è una precisa discriminante ed è il Mes… Conte spera ancora di farne a meno, ma è difficile”. Infatti non prenderà il Mes né Conte né Draghi. Segue straziante appello a chi di dovere per “evitare che sia Conte a gestire in solitudine o quasi la leva di potere creata dal Recovery”.
    Anche Massimo Franco, sul Corriere, è affranto per l’esultanza di Conte e del governo.
    Quindi devono “evitare la tentazione più insidiosa: il trionfalismo”, perché sì, Conte ha “confermato le sue doti di negoziatore” e “ha scelto le sponde continentali giuste nella penombra dei consigli del Quirinale” (senza Mattarella, si sarebbe alleato ai frugali), ma “senza l’appoggio tedesco e francese, il risultato sarebbe stato ben diverso”. In effetti, se la partita l’avesse giocata Rutte da solo, avrebbe vinto l’Olanda. Ora Conte si guardi dal “rischio concreto” dell’“ideologia grillina” contro il Mes (sempre sia lodato). I noti economisti di Libero non riescono a riaversi: “Festeggiano Conte perché ci indebita” (Senaldi), “Occhio alla fregatura. Non illudetevi, alla fine pagheremo noi” (Feltri), “Conte lecca Berlusconi e teme l’ira popolare quando emergeranno le bugie sul Recovery” (Farina). C’è pure Facci, inconsolabile, che si sfoga come può ripescando dalla preistoria un incidente stradale del 1981: “Grillo, la vera storia dell’incidente mortale”. Apperò. Alla Verità sono sull’orlo del suicidio: “L’Ue ci presta i soldi (nostri) ma solo dall’anno prossimo” (Belpietro), “Da dove viene quel denaro? Guardate nei salvadanai” (Veneziani). Sul Giornale, l’autorevole Minzolingua rivela: “Il governo rischia il crac sui fondi Ue” perché “è il governo delle marchette” (bei tempi quelli delle nipoti di Mubarak, delle igieniste dentali e delle marchette a spese della Rai).
    Per trovare un po’ di obiettività bisogna andare all’estero. Il 23 luglio Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia, in un lungo articolo sul New York Times porta il governo Conte a modello per gli Usa: “Perché l’America di Trump non può essere come l’Italia?”. “Dopo una terribile partenza, l’Italia si è mossa rapidamente per fare ciò che era necessario contro il Covid. Ha imposto restrizioni molto severe e vi si è attenuta. Gli aiuti del governo hanno sostenuto i lavoratori e le imprese… In un caso estremo di ‘non trumpismo’, il primo ministro si è persino scusato per i ritardi negli aiuti. E soprattutto l’Italia ha schiacciato la curva: ha mantenuto il blocco finché i casi sono diventati relativamente pochi ed è stata cauta riguardo alla riapertura… L’America avrebbe potuto seguire la stessa strada, ma Trump ha spinto per una rapida riapertura, ignorando gli epidemiologi… Oggi gli americani possono solo invidiare il successo dell’Italia… Che viene spesso definita ‘il malato d’Europa’. Ma, se è così, noi cosa siamo allora?”. Il 26 luglio, mentre Cassese sul Corriere paragona Conte a Orbán, El País lo elogia come l’ex “sconosciuto e sottovalutato”, il “figlio dell’emergenza” divenuto “protagonista dell’Europa”. Ma quelli, non essendo italiani, sono giornali veri.
    (4 – fine)

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    • Ok M.T,Conte ha assolto al compito di pdc egregiamente. Ora vediamo come se la cava come capo politico dando prova di bravura in un compito molto più arduo:tenere m5s nel governo confindustriale per non scontentare Mattarella e il pd,ma restando fedele ai principi fondanti del movimento e contemporaneamente fare anche felice l’autore dell’editoriale. Se vi riuscirà,la moglie ubriaca e la botte piena non saanno più un ossimoro.

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    • Grazie Tracia, leggendo l’editoriale per intero si ha la conferma dello stato di abbruttimento della stampa nazionale, con contate eccezioni. E purtroppo, questi giornalisti da strapazzo sono l’esatto riflesso dei loro miserabili padroni che tifano indegnamente contro qualsiasi cosa che non sia il loro preciso indiscusso volere, il pi’u delle volte avulso dal bene del paese

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  6. Tracia non si è ancora svegliata, per cui posto io

    I veri anti-italiani/4
    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Mentre attendiamo le scuse dei finti patrioti che una settimana fa ci insultavano per i nostri titoli sulle “Notti magiche inseguendo il Covid” e sulla “Trattativa Stato-Bonucci”, mentre l’assessore laziale alla Sanità attribuisce all’“effetto Gravina” il boom di nuovi contagiati e ricoveri in ospedale per i folli festeggiamenti legittimati da SuperMario (“Con quella Coppa possono fare ciò che vogliono”), concludiamo il racconto del Consiglio Europeo di un anno fa, quando Conte portava a casa 209 miliardi e i veri anti-italiani rosicavano di brutto. Vedi mai che qualcuno capisca la differenza tra tifare contro il proprio Paese e mantenere la lucidità (e la salute) dinanzi a undici tizi in mutande (più riserve).
    Il 22 luglio 2020, al suo ritorno dalla battaglia vinta a Bruxelles, Conte viene elogiato persino da B. (“Accordo buono”), Meloni (“Abbiamo tifato Italia, poteva andare meglio, ma Conte è uscito in piedi”) e financo Renzi (“Conte in Europa ha lavorato bene”). Solo Salvini non ce la fa proprio (“È una superfregatura grossa come una casa, una resa senza condizioni alle scelte della Commissione”). Mattarella riceve il premier al Quirinale e si congratula, così come la stampa e le cancellerie estere. Ma i giornali italiani sono un mondo a parte: confondono gli sporchi interessi dei loro padroni con la realtà e non permettono ai fatti di disturbare i loro pregiudizi. Trovare il nome del premier su una prima pagina è un’impresa disperata, per esperti di nanoparticelle armati di microscopio elettronico.
    Sambuca Molinari, su Repubblica, in evidente imbarazzo dopo le centurie alla Nostradamus dei giorni precedenti (“Sul ring europeo con le mani legate”, “Ue, l’Italia all’angolo”), scrive come se Conte a Bruxelles non fosse neppure presente: “Dopo 5 giorni di maratona negoziale (che poi sono 4, ndr) la battaglia di Bruxelles… si è conclusa con un successo del fronte franco-tedesco… La maratona mozzafiato… ha visto Francia e Germania determinate… contro i Paesi ‘frugali’… e sovranisti”. L’Italia non c’era. Sempre su Rep, Stefano Folli è nero di lutto e verde di bile: quella pippa di Conte “ha ottenuto solo in parte quello che ha chiesto (36,5 miliardi in più del previsto, ndr), ma vanterà in ogni caso una vittoria”. Roba da matti. Ma c’è ancora speranza che cada: “C’è una precisa discriminante ed è il Mes… Conte spera ancora di farne a meno, ma è difficile”. Infatti non prenderà il Mes né Conte né Draghi. Segue straziante appello a chi di dovere per “evitare che sia Conte a gestire in solitudine o quasi la leva di potere creata dal Recovery”.
    Anche Massimo Franco, sul Corriere, è affranto per l’esultanza di Conte e del governo.
    Quindi devono “evitare la tentazione più insidiosa: il trionfalismo”, perché sì, Conte ha “confermato le sue doti di negoziatore” e “ha scelto le sponde continentali giuste nella penombra dei consigli del Quirinale” (senza Mattarella, si sarebbe alleato ai frugali), ma “senza l’appoggio tedesco e francese, il risultato sarebbe stato ben diverso”. In effetti, se la partita l’avesse giocata Rutte da solo, avrebbe vinto l’Olanda. Ora Conte si guardi dal “rischio concreto” dell’“ideologia grillina” contro il Mes (sempre sia lodato). I noti economisti di Libero non riescono a riaversi: “Festeggiano Conte perché ci indebita” (Senaldi), “Occhio alla fregatura. Non illudetevi, alla fine pagheremo noi” (Feltri), “Conte lecca Berlusconi e teme l’ira popolare quando emergeranno le bugie sul Recovery” (Farina). C’è pure Facci, inconsolabile, che si sfoga come può ripescando dalla preistoria un incidente stradale del 1981: “Grillo, la vera storia dell’incidente mortale”. Apperò. Alla Verità sono sull’orlo del suicidio: “L’Ue ci presta i soldi (nostri) ma solo dall’anno prossimo” (Belpietro), “Da dove viene quel denaro? Guardate nei salvadanai” (Veneziani). Sul Giornale, l’autorevole Minzolingua rivela: “Il governo rischia il crac sui fondi Ue” perché “è il governo delle marchette” (bei tempi quelli delle nipoti di Mubarak, delle igieniste dentali e delle marchette a spese della Rai).
    Per trovare un po’ di obiettività bisogna andare all’estero. Il 23 luglio Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia, in un lungo articolo sul New York Times porta il governo Conte a modello per gli Usa: “Perché l’America di Trump non può essere come l’Italia?”. “Dopo una terribile partenza, l’Italia si è mossa rapidamente per fare ciò che era necessario contro il Covid. Ha imposto restrizioni molto severe e vi si è attenuta. Gli aiuti del governo hanno sostenuto i lavoratori e le imprese… In un caso estremo di ‘non trumpismo’, il primo ministro si è persino scusato per i ritardi negli aiuti. E soprattutto l’Italia ha schiacciato la curva: ha mantenuto il blocco finché i casi sono diventati relativamente pochi ed è stata cauta riguardo alla riapertura… L’America avrebbe potuto seguire la stessa strada, ma Trump ha spinto per una rapida riapertura, ignorando gli epidemiologi… Oggi gli americani possono solo invidiare il successo dell’Italia… Che viene spesso definita ‘il malato d’Europa’. Ma, se è così, noi cosa siamo allora?”. Il 26 luglio, mentre Cassese sul Corriere paragona Conte a Orbán, El País lo elogia come l’ex “sconosciuto e sottovalutato”, il “figlio dell’emergenza” divenuto “protagonista dell’Europa”. Ma quelli, non essendo italiani, sono giornali veri.
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  7. GIUSTIZIA & IMPUNITÀ
    – 20 LUGLIO 2021

    Angelo Cannatà
    Docente di Storia e Filosofia

    Ho ascoltato Gratteri in Calabria, ‘feroce’ contro la riforma Cartabia. Il suo è un grido d’allarme

    È qui per presentare Non chiamateli eroi (Mondadori), ma si capisce subito che del libro parlerà poco. Certo, risponde alle domande di Michele Albanese, anche alle più scontate (“Dov’era lei quando arrivò la notizia della strage di Capaci”), ma gli preme parlare d’altro: “Consentitemi di dire della riforma Cartabia. Non è vero che un Procuratore della Repubblica deve stare zitto, non siamo più nel 1890, oggi è giusto che la gente sappia, che l’informazione circoli. E’ per questo che parlo. Cosa penso della riforma? Sono arrabbiato. Molto arrabbiato”. Cattura subito l’attenzione, Gratteri, da grande affabulatore. Analizza. Confronta i dati. Smonta le tesi degli ipergarantisti. Mostra la nuda realtà della giustizia in Italia: “Eravamo la patria del diritto, ora che cosa siamo? Dicono che le carceri sono sovraffollate. La soluzione è liberare i ladri? Questa classe politica sta preparando amnistie mascherate”. E’ l’incipit di un discorso sulla certezza della pena che solo un giusto processo può garantire. Ma, “la riforma Cartabia consente un giusto processo?”.

    È la domanda chiave della serata. Siamo qui per parlare di Falcone e Borsellino e di altre storie di lotta alle mafie – argomenta – ma il modo migliore per onorarli è mettere a nudo i limiti di una riforma che rischia di fermare il 50% dei processi in corso. Insomma, la Cartabia pretende che si svolgano in due anni – con le stesse carenze d’organico di sempre – processi che finora non si chiudevano in tre”. I termini non saranno rispettati e finiranno tutti in prescrizione. “E’ questo che si vuole?” Pone domande Gratteri, e si sente che conosce le risposte. Garantismo? Qui si sta preparando la grande amnistia. Che diranno le persone offese, le vittime del reato? E’ lucido (“i magistrati devono fare giustizia, non smaltire le carte”) e ha coraggio quando invita tutti a seguirlo su Internet: “Dirò le stesse cose in Commissione giustizia alla Camera. Non ho paura. Seguite la diretta”. Infatti, in Commissione il 20 luglio: “Temo che i 7 maxi processi contro la ‘ndrangheta” che si stanno celebrando a Catanzaro “saranno dichiarati tutti improcedibili in appello”.

    Indica una via percorribile Gratteri? Certo, completamente opposta a quella della ministra: occorre rendere più snelle le procedure, “limitare le ipotesi di appello, rendere inammissibili le impugnazioni vistosamente pretestuose; ridurre i ricorsi in Cassazione, eccetera. E’ un fiume in piena Gratteri. Calmo. Preciso. Coraggioso. Il suo libro, Non chiamateli eroi, parla di Falcone e Borsellino, ma anche “dei saldi principi di Giorgio Ambrosoli”, della “determinazione di Libero Grassi”… “I loro sogni, il loro coraggio sono un modo per non dimenticare e ricordare che: ‘Si può fare qualcosa, e se ognuno lo fa, allora si può fare molto’”.

    Non si arrende Gratteri, il pubblico di Polistena lo percepisce e in piedi ringrazia. Un lungo applauso che è un sostegno; una scelta di campo a viso aperto (non è così scontata in Calabria); un abbraccio all’uomo che rischia la vita lottando contro “loro”, gli ’ndranghetisti. A fine serata molti chiedono una dedica al Procuratore, ne leggo una scritta a un giovane che lo guarda ammirato: “Fortunato, ci sono loro ma ci siamo anche noi. Nicola Gratteri”. La piazza calabrese che gli si stringe attorno conferma che non è solo, e che non sarà solo Giuseppe Conte nella lotta contro la Salvaladri. La società civile c’è, pronta per una nuova battaglia di civiltà.

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  8. “Ho ascoltato Gratteri in Calabria, ‘feroce’ contro la riforma Cartabia. Il suo è un grido d’allarme”.
    Voi, eroici difensori della Costituzione Italiana. Voi, che insieme a Berlusconi, Brunetta, Meloni, Rauti, Salvini, La Russa e Forza Nuova al completo, celebrate ogni 4 dicembre la ricorrenza dell’epica battaglia in difesa della sopradetta Costituzione. Voi, che si presume la conosciate a menadito, dovrete pur sapere che nel nostro paese i magistrati non suggeriscono né tantomeno scrivono, ma APPLICANO LA LEGGE. O sbaglio?

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    • Federico C
      è per questo che i due CAZZARI VERDE-ROSA si sono alleati? per appliccare la legge?
      la legge che li vede indagati per la gestione dei soldi?

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    • Come nel ventennio. Ti mandavano al confino, ma applicavano la legge.

      Peraltro, Gratteri (non era il ministro che Renzie non è riuscito a ottenere da papino Napolitano?) non ha rilasciato un’intervista. È stato audito in commissione giustizia, AUDITO, chiamato, convocato affinché dicesse la sua. Hai presente???

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    • E lei capisce la differenza fra contestare una (pessima) legge e criticarla o deve fingere di non capire tale differenza per difendere l’indifendibile?

      P.s. In Democrazia, specie in una repubblica parlamentare, ci sta che Draghi abbia preso il posto di Conte, intollerabile è un’informazione come quella che ben ha rappresentato Travaglio, visto che per far sì che il voto non si riduca ad una farsa l’elettore deve poter essere correttamente informato, si veda anche la pessima rifiorma Cartabia, per cui si parla delle consegienze politiche in caso di approvazione o bocciatura ma mai dei suoi effetti sulla Giustizia

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    • Va be’, pure Travaglio ha diritto a farsi qualche giorno di ferie (la telenovela a puntate era chiaramente già pronta per l’occasione), però una fine non ci sarà mai.
      Quelli che nel suo articolo, utilizzando un loro stesso slogan, vengono definiti come anti-italiani, non lo sono per davvero (il nulla intellettuale è nulla, e non può essere null’altro). Sono solo delle povere banderuole, in grado unicamente di voltarsi nella direzione in cui spira il vento. Se capita, come è capitato col Governo Conte-2, che i nemici della mano che li nutre (dunque automaticamente i loro nemici) fanno l’interesse del Paese, in quel momento sono perfino capaci di vestire gli scomodi panni dell’anti-italiano, ma di “vero” non hanno mai avuto nulla.

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  9. Ahhhh come gode Travaglio per l’aumento dei casi di Covid Delta! Premesso che io non ho mai scritto una riga a favore delle riaperture indiscriminate sia quando le disponeva lo scorso anno il governo Conte e Speranza scriveva il suo libercolo non più uscito su come avevano sconfitto il virus sia quest’anno che l’ha deciso Draghi e Speranza ci si è supinamente sottomesso visto che il virus non era scomparso e la variante impervrsava ovunque. Ho smpre criticato la gestione del virus perché dovevaessere subito accentrata a livello centrale come Costituzione consente in caso di pandemia invece di delegarla alle regioni per fare scaricabarile! Ma ci vorrebbe gente coi cosiddetti e in questi governi in cui si deve cercare il consenso di tutti gli attributi non ce li ha nessuno manco Draghi…..Ma leggere le castronerie di Travaglio vera majorette filo contiana è raccapricciante almeno nel vedere come un giornalista una volta autoreboles si può vendere cosiì’ per un esiguo piatto di lenticchie! Anche “darsi” un costo rispettabile da la misura della differenza e svendersi per due lire è miserevole!Sedevi farlo fallo bene almeno!

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      • Non può usare il suo vero nome perché è stata bannata dal blog. Lei era super fiera di firmarsi come Bruna Gazzelloni, purtroppo a causa della sua compulsione (è ossessionato da dagopippa) l’ha bruciato ed è stata costretta a ripiegare sul nome del suo gattaccio.

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    • Non si capisce perchè ce l’abbia tanto con Travaglio, uno dei pochissimi che tifa per le sue idee , non sempre giuste ma almeno non telecomandate a immondi lacchè a 90 gradi. Se poi fa rilevare che la follia delle agglomerazioni post-Coppa ha avuto gli effetti da lui (e dalla comunità degli scienziati) previsti, gode. Purtroppo, di gente come lei a partito preso per demenza o per interesse, ce n’è sempre a iosa in questo paese di servi e di corrotti

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  10. La disinformazia

    Efficienza processi penali, per i giornali l’Ue blinda la riforma Cartabia.
    Sole 24 ore, Repubblica e il Giornale titolano sulla presunta benedizione della commissione europea al progetto di via Arenula.

    e l’informazione

    Ma il rapporto sullo Stato di diritto promuove la legge Bonafede sulla prescrizione: “Lo stop in linea con le raccomandazioni”
    Ma il documento, come è possibile leggere sul sito, fotografa quanto fatto dagli Stati da settembre a oggi. E, se non parla della riforma Cartabia, definisce “rilevante” nella lotta alla corruzione quella dell’ex ministro M5s

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/21/efficienza-processi-penali-per-i-giornali-lo-stato-di-diritto-ue-blinda-la-riforma-cartabia-ma-il-rapporto-promuove-la-legge-sulla-prescrizione-di-bonafede-in-linea-con-le-raccomandazioni/6268828/

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    • Ma lo sai che ti dico?
      Io spero che passi, ma subito a Luglio.
      Vediamo quanti processi vanno al macero entro l’anno, tanto essendo una norma migliorativa entra in vigore subito, anche per i processi un corso, a differenza della Bonafede che non ha mai trovato applicazione. E poi vediamo i processi per stupro alla Martina Rossi, li voglio proprio vedere davanti ai tribunali con i genitori i giornalisti della fanfara!

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