Comunque ci fosse stato Draghi avremmo vinto sette a zero

(Bartolomeo Prinzivalli) – Solo per questa volta vorrei tralasciare le vicende politiche per parlarvi di ciò che è successo ieri sera. Sì, lo so, ci sono cose infinitamente più importanti nel mondo ed una partita può essere al massimo un oppiaceo blando rispetto alle immense sofferenze ed ingiustizie che stiamo patendo e patiremo in futuro, ma tant’è, godiamoci almeno l’effetto di questo paio d’ore spensierate perché di tempo per struggerci più avanti ne avremo a iosa.

Leggere oggi grandi complimenti dalle testate internazionali che hanno definito la nostra nazionale la più meritevole della vittoria per quel che ha mostrato in tutto il torneo fa davvero piacere, soprattutto per coralità di gioco, compattezza del gruppo e spirito di sacrificio. Infatti anche ai giocatori oggetto di maggiori critiche, i centravanti nello specifico, tutto si può rimproverare tranne che si siano risparmiati, compensando la scarsa vena realizzativa con il movimento continuo, a differenza di illustri predecessori molto più dotati che però passeggiavano svogliati in campo. Una nazionale senza grandi stelle ma con tanti buoni giocatori che a turno hanno disputato la migliore prestazione, in difesa, centrocampo o attacco, con umiltà e senza puzza sotto al naso, ripartendo da zero se si pensa alla disastrosa gestione precedente.

Per quel che riguarda l’approccio del tifo rispetto alla gara credo tutti possano ritenersi soddisfatti: infatti gli inglesi hanno festeggiato prima dell’inizio e gli italiani dopo la fine. Se non è spartizione equa questa, ditemi voi. Monumentale il britannico che si è tatuato la coppa il giorno precedente e da ora sarà costretto a vivere in una realtà tutta sua, risvegliato solo dalle accuse e percosse degli scaramantici compaesani. Farebbe meglio a strapparsela a morsi come fanno le volpi ferite, ma se riuscisse a conviverci potrebbe documentarne l’esperienza e magari tirarci su qualche sterlina, a volte le carriere nascono così, più spesso invece vengono stroncate.

Belli i fischi all’inno, il togliersi la medaglia dal collo, la nobile “funcia” (muso lungo) della famigliola reale, come se un fratello fuggiasco e linguacciuto non fosse sufficiente, ma si sa, gli inglesi hanno molto da insegnarci, talvolta invitando all’emulazione e talaltra attraverso l’esempio negativo della colossale figuraccia.

Auguri vivissimi a Vieira e Barthez per la loro nuova professione di “cogghire scazziddre” (raccogliere lumache nei terreni incolti), fallita miseramente la carriera da opinionisti sportivi.

Menzione a parte merita l’abbraccio sincero fra Mancini e Vialli, il cui pianto liberatorio simboleggia passione, solida amicizia e voglia di rivincita rispetto agli ostacoli che la vita dissemina sul proprio percorso. Senza dubbio la migliore cartolina dell’intera competizione.

Comunque ci fosse stato Draghi avremmo vinto sette a zero, poiché sarebbe bastata una sua arrabbiatura più la minaccia di lasciare il campo da gioco a determinare la resa incondizionata degli avversari.Ops, mi sa che stia già finendo l’effetto del sedativo.

Se ne potrebbe avere un’altra dose?

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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16 replies

  1. Più che altro godiamo del fatto che Fravaglio, Fini l’intellettuale (???) e chissà quanti altri poveracci speravano che l’Italia perdesse.

    E invece ha vinto, e voi rosicate ❤

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    • Già, in fondo per i pezzi di melma come te, che problema c’é se Dragula se ne approfitta per devastare il DL Dignità e la Bonafede introducendo impunità e sfruttamento?

      Ma chi ti paga per fare queste figure di merda, anzi di f. che è anche peggio?

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    • @F.
      La penso come te.
      Gente come Prinzivalli dovrebbe solo tacere, come anche la testa vuota di SM e tutta la tetra compagnia cantante che lo accompagna.
      Solo oggi. Da domani ricominciate pure con le vostre boiate.

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      • @bugsyn
        Scusi, ma il suo livello e quello dei suoi compagni di merende (tipo SM per intenderci) quale sarebbe?

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  2. si
    il PIL italiano aumenterà grazie alla vincita
    mettere un numero a caso, tanto è inverificabile, ma pure se lo fosse
    è facilmente aggredibile da stati alterati di realtà giornalistica

    dai pure
    un paio di giorni e tutto sparirà

    ma te vedi se bisogna agitarsi tanto per qualcosa che fa qualcun altro
    e che, in pratica, porta benefici solo a loro.

    quasi come essere fieri della copula del vicino vista dalla finestra.

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  3. Cosa ti fa pensare che rosichiamo? Genio dell’asilo Mariuccia.Se semplicemente non ce ne fregasse una beneamata m?Chi è il “poveraccio”? Pensaci bene.Fatti le unghie, sono lunghe ma non graffi.

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  4. “Effetto D”, “SuperMario”, “schiacciasassi”, “ispiratore dell’Italia che eccelle”: per il Messaggero la vittoria è merito di Draghi

    “Italia campione, effetto Draghi: calcio, tennis e musica, così il nostro Paese è tornato protagonista”. All’indomani del trionfo agli Europei la versione online del Messaggero sfodera un titolo che è un sillogismo audace: il successo della nazionale è merito suo, del presidente del Consiglio. Ma più che il tema, indimenticabile è lo svolgimento. “Effetto Draghi nel pallone. Super Mario aiuta Super Mancio“, è l’attacco entusiastico dell’articolo di Mario Ajello.”Il premier – ci spiega – lo zampino nella vittoria della Nazionale lo ha messo così: creando un contesto internazionale favorevole all’Italia, presentandola ovunque nei consessi europei e mondiali come un Paese serio e credibile, mettendo la sua faccia a garanzia del volto rinnovato dell’intera nazione. Un Paese così rinnovato nella considerazione degli altri”, argomenta, “è un Paese attrezzato a vincere, e questa è stata la scommessa di Mario Draghi. Lui ha preparato il terreno, Roberto Mancini e i suoi ragazzi lo hanno calpestato da campioni e il gioco è fatto”.
    Anche dopo questo chiarimento, il nesso tra i successi diplomatici del premier e quelli calcistici della nazionale continua a sfuggire all’intelletto medio. Ma Ajello insiste e tira in mezzo anche il tennis: Draghi “non ha giocato a Wimbledon (dove Berrettini si è fatto valere alla grande) e neppure a Wembley ma come ispiratore della nuova Italia che eccelle nello sport perché ha cominciato a migliorarsi in tutto il resto il premier le sue partite le ha giocate (anche l’assenza di punteggiatura è letterale, ndr)”. Finito? No, Draghi diventa anche artefice della vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest: “E non è neppure un cantante rock SuperMario, non ha in tatuaggi di Damiano né i capelli ora corti e prima lunghi del frontman dei Maneskin ma se la band romana dai concertini per qualche spicciolo di via del Corso si è trasferita a Eurovision vincendolo, spopola al vertice di Spotify e si è meritata la gigantografia luminosa a Time Square e il trionfo globale il timbro dell’Italia di Draghi – o comunque dell’Italia che si sente bene e vuole farlo vedere a tutti – qualcosa deve aver fatto”.
    A questo punto ne avrebbe abbastanza persino la mamma di Draghi. Ma non la firma del Messaggero, che si lancia in una riflessione di sintesi. “E dalla band di Damiano alla banda del Mancio, dal Berrettini super alla nazionale di basket (pure quella, ndr) che a sua volta ha stupito tutti per bravura come non mai negli ultimi anni, l’intero contesto di questa nuova eccellenza è avvolto nel Pil in crescita e nelle previsioni che danno all’Italia un più 5 per cento per fine 2021. Si è sempre parlato dell’Effetto C – cioè della fortuna come ingrediente della politica, dello sport e della vita – ma stavolta c’è da considerare l’Effetto D come Draghi che anche Mattarella molto gentilmente riconosce al premier e lo estende a tutti: «Io come portafortuna?», dice il Capo dello Stato all’equipaggio dell’aereo presidenziale che lo ha riportato da Londra a Roma nella notte. E si risponde: «No, la fortuna l’abbiamo portata tutti». Compreso Draghi (le ultime due parole sono fuori dalle virgolette, ma non importa, ndr)”.

    “Ma l’Effetto D – precisa Ajello in chiusura, per non sembrare irrispettoso – non va ridotto a qualcosa che ha a che fare con la sorte. È da collegare invece alla professionalità con cui si allestisce la buona immagine di un Paese come precondizione per farlo vincere non solo sul prato di Wembley ma in tutti i campi. A cominciare da quello del Recovery e della ricostruzione, dove siamo ancora al prepartita ma i gol arriveranno“. Sul giornale di carta, poi, è la stessa firma a proporre altri saggi di bravura e celebrare “Draghi lo schiacciasassi”, che al G7 in Cornovaglia di un mese fa dava “lezioni di investimenti e crescita un mese fa tra l’ammirazione della Merkel e degli altri”. Di più: “Nessuno parla più di Italietta, nessuno indulge ancora sulla trinità pizza-mafia-mandolino come riassunto (immaginario e ingiusto) del nostro Paese. E semmai c’è un tridente rispettato nel mondo, Mattarella-Draghi-Mancio, e in cui l’Europa sa riconoscersi”.

    l’Effetto D 1000 operai licenziati

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    • Ovviamente il Messaggero ha altro da fare che spiegare in cosa consiste la distruzione del DL Dignità e la schiforma Cartabia, nonché gli aiuti a Mediaset e all’editoria, tutto fatto in appena un giorno, giovedì scorso. Il 4-0 di Dragula alla nazione.

      Auguro a Dragula di fare la stessa fine di Prodi, che fece vincere la nazionale nel 2006, per esserne abbattuto nel 2008 da chi, nel 1994 e nel 2002, nonché nel 2010, perse tutti i mondiali disponibili (Berlusconi, buono a portare fortuna solo a se stesso).

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  5. Sto vedendo sulla rai i festeggiamenti con pulman.Mi domando solo una cosa?Va bene si festeggia ma alle linee di “comando” i pistoni battono in testa?Figliuolo dove sei?Speranza?…Vi rendete conto almeno dei rischi?Mattarella è tornato bimbo?Chiunque abbia un minimo di raziocinio sa che questa vittoria potrebbe trasformarsi in sconfitta devastante.Se qualcosa va storto come probabile la piangeremo questa vittoria e di brutto.Non era il momento della “felicità” non bisogna essere Albert Einstein per far di conto e calcolare rischi e benefici.Perché rischiare così e farci sopra anche la propaganda.Non ha “logica”.Pessimista a prescindere. “Smettila di pensare a cosa potrebbe andare male e inizia a pensare a cosa potrebbe andare bene.”
    (Roberto Benigni) P.s la “confusione regna sovrana e il vero problema di Palermo è il traffico

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  6. L’atteggiamento di chi tifa CONTRO la nazionale di calcio è semplicemente il rovescio della medaglia rispetto a quello di chi ne attribuisce la vittoria a Draghi.
    Associare le conquiste dell’una alla presenza dell’altro è UGUALMENTE assurdo.
    Che poi il governo le USI per distrarre gli italiani è storia diversa.
    Ma non è certo tifando contro la propria squadra che si impedisce ad un governo di compiere certe nefandezze impunemente.
    Separiamo nettamente le due storie, ché il drago non c’entra proprio un emerito con la bravura della nazionale, tanto quanto non ha merito alcuno per i soldi del RF, pensati e procurati da Conte.
    Purtroppo anche in questo caso, l’unico “effetto Draghi” sarà quello di utilizzare i meriti altrui e sfruttare la situazione per i propri interessi.

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    • No cara Anail, TUTTO è volutamente concepito così.

      Lo sai o no che lo STATO ha oltre 1.200 persone a libro paga come squadre sportive? Più i finanziamenti alle varie categorie sportive. Più le somme enormi spese dai privati di ogni sorta.

      E’ propaganda pianfiicata a tutti i i livelli.

      Churchill diceva che gli italiani vedono le guerre come gare sportive e le gare come guerre.

      E aveva ragione.

      E’ vero a tutt’oggi.

      Travaglio tifa anti-italiano per questa ragione e ha spiegato come mai in dettaglio.

      Io aggiungo che i telecronisti sono insopportabili, meno che mai icommentatori, almeno quando l’Itaglia perde sono costretti a visi contriti e a fare ammenda della superbia mostrata prima.

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      • E tutto ciò, a me… ?
        Credi che se Travaglio tifa anti italiano, lo farò anch’io o mi sentirò in difetto?
        O che se c’è tutto sto giro di soldi e i cronisti mi fanno cadere il latte alle ginocchia coi loro toni trionfalistici, smetterò di appassionarmi al calcio in sé?
        Pensi che non colga le differenze di analisi giornalistiche, se solo, a parità di gioco e di andamento generale della partita, una squadra perde, vince o pareggia?
        Un goal in più o in meno fa vedere a molti tutta un’altra partita. A me no.
        Non mi esalto e non mi deprimo per un risultato, magari per il gioco, a meno che la classifica non richieda di essere cinici e pragmatici.
        Sono stata abituata a giudicare senza la telecronaca di sottofondo.
        Sono “antica”. Ho visto Riva e il Cagliari vincere lo scudetto all’Amsicora. C’ero.
        Tu eri nato?
        Di che cosa cianci? Non hai nessuna passione, tu?
        Io ne ho tante e non necessariamente devono sovrapporsi e contaminarsi, come pretenderesti tu, che evidentemente hai da ridire su quelle degli altri solo perché non le condividi.
        Ho già fatto tutti i distinguo politici del caso, che cosa vuoi ancora? Che tutti si adeguino al fatto che a te del calcio non importa nulla?
        E CHI SE NE FREGA non ce lo metti?
        Nel senso: mezz’etto di caxxi tuoi, ogni tanto, noo?

        PS Metto i like a chi voglio, persino a te, più di una volta, se mi trovo D’ACCORDO. E sono anche molto generosa nel darli.
        Non lo faccio certo per piaggeria o per dimostrarmi “fine analista”

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  7. Da tempo l’informazione slitta verso L’ ignominia più perversa, ma articoli come questo rivelano una imbecillità o un leccaculismo o un mix delle due cose che lascia sconcertati

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